TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 174 di Giovedì 11 luglio 2002


INTERPELLANZE URGENTI

A)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
secondo notizie di stampa, le inchieste della magistratura stanno portando alla luce gravi responsabilità di alcuni componenti delle forze dell'ordine negli eccessi di violenza e negli arresti ingiustificati attuati nella notte del 21 luglio 2001 nella scuola Diaz di Genova;
tali responsabilità arrivano addirittura all'ipotesi di manomissione e di creazione di prove false: la coltellata sul giubbotto di un agente, il lancio di pietre sulle gazzelle dei carabinieri di cui le auto non riportano tracce, l'inserimento di due rudimentali bottiglie molotov, ritrovate nel passaggio in Corso Italia e aggiunte di notte ai reperti, che si è affermato di aver trovato all'interno della scuola;
se tali notizie risultassero fondate, non si capisce quali siano i motivi che possano aver spinto qualche funzionario responsabile ad ordinare a servitori dello Stato azioni di questo tipo;
a conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di indagine sui fatti del G8, era stata avanzata la richiesta da parte di esponenti dell'opposizione di proseguire il lavoro attraverso una Commissione d'inchiesta parlamentare, che, grazie ai più ampi poteri, potesse giungere ad accertare le eventuali responsabilità politiche dei fatti di Genova;
l'ex Ministro dell'interno, onorevole Claudio Scajola, dichiarò alla stampa di voler perseguire con rigore i responsabili dei falsi, fino a pervenire alla loro rimozione, ma compito del Parlamento è, oggi, capire chi ha promosso un clima che ha permesso che questi episodi si realizzassero -:
quale sia la situazione effettiva;
ferma restando l'indagine della magistratura in corso, quali iniziative di propria competenza il Governo intenda assumere per accertare le effettive responsabilità su questi episodi.
(2-00419) «Pinotti, Folena, Soda, Kessler, Labate, Zani, Chiaromonte, Maran, Mariotti, Maurandi, Mazzarello, Montecchi, Tocci, Adduce, Cazzaro, Galeazzi, Giulietti, Bandoli, Roberto Barbieri, Bogi, Bonito, Buffo, Calzolaio, Alberta De Simone, Fumagalli, Leoni, Melandri, Nieddu, Pisa, Rava, Rossiello, Sabattini, Sereni, Zanotti».
(9 luglio 2002)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'economia e delle finanze e delle attività produttive, per sapere - premesso che;
l'articolo 11 della legge n. 784 del 1980 prevedeva l'approvazione da parte del Cipe del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno;
tale programma è stato avviato con delibera Cipe del 27 febbraio 1981, più volte modificata ed integrata;
il programma di metanizzazione è stato finanziato nel corso degli anni da diverse disposizioni legislative e ulteriori finanziamenti per il completamento del programma sono stati previsti in sede di ripartizione delle risorse per le aree depresse, annualmente disposti dal Cipe;
la legge n. 73 del 1998, all'articolo 2, reca norme per l'accelerazione dei procedimenti relativi al programma di metanizzazione del Mezzogiorno;
per il 2001, la legge n. 388 del 2000 indicava in 517 miliardi di lire il complesso delle risorse destinate al completamento del programma di metanizzazione (allocate alla U.P.B. 3.2.1.24, cap. 7380/Tesoro);
tale importo risultava corrispondente alla somma degli stanziamenti previsti da diversi provvedimenti intesi a finanziare la realizzazione di iniziative dirette a favorire lo sviluppo sociale ed economico delle aree depresse, in particolare:
a) 50 miliardi di lire derivanti dal decreto-legge n. 244 del 1995 (convertito in legge n. 341 del 1995);
b) 117 miliardi di lire dal decreto-legge n. 548 del 1996 (convertito in legge n. 641 del 1996);
c) 350 miliardi di lire dal decreto-legge n. 67 del 1997 (convertito in legge n. 135 del 1967);
alle somme indicate vanno aggiunti per il 2001 ulteriori 150 miliardi di lire, ai sensi dell'articolo 145, comma 21, della legge n. 388 del 2000 (legge finanziaria per il 2001);
quest'ultima disposizione ha stabilito che gli oneri per il completamento del programma di metanizzazione del Mezzogiorno, di cui all'articolo 11 della legge n. 784 del 1980, siano posti a carico delle risorse stanziate per la prosecuzione degli interventi per le aree depresse, di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 30 giugno 1998, n. 208, in misura pari a complessivi 450 miliardi di lire, in ragione di 150 miliardi di lire (77,5 milioni di euro) per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003;
con la deliberazione dell'8 marzo 2001, n. 26, il Cipe ha destinato tali risorse al finanziamento delle reti urbane di distribuzione del gas metano;
complessivamente, quindi, per il 2001 sono state destinate alla metanizzazione del Mezzogiorno 667 miliardi di lire, pari a 344,5 milioni di euro;
con la legge finanziaria per il 2002 (legge n. 448 del 2001) sono stati destinati alla metanizzazione del Mezzogiorno i 77,5 milioni di euro (150 miliardi di lire) previsti dall'articolo 145, comma 21, della legge n. 388 del 2000;
in sostanza, c'è stata una riduzione delle disponibilità per 267 milioni di euro rispetto all'anno precedente;
per la realizzazione di nuove reti di distribuzione di gas metano, delle 757 domande inoltrate dai comuni per ottenere il contributo entro il termine di scadenza fissato al 30 giugno 2000 dall'articolo 145, comma 23, della legge n. 388 del 2000, ne sono state evase soltanto 370;
le risorse per la metanizzazione del Mezzogiorno risultano essere totalmente insufficienti e grave è il malcontento delle popolazioni e degli enti locali interessati. Un esempio: in data 13 febbraio 2002, i sindaci dei comuni del bacino di utenza denominato «Campania 04» (Candida, Parolise, Salza Irpina, San Michele di Serino, San Potito Ultra, Santa Lucia di Serino, Santo Stefano del Sole, Serino, Sorbo Serpico), insieme al presidente e all'assessore allo sviluppo e alle attività produttive della provincia di Avellino, hanno lamentato il grave disagio derivante dalla mancanza della rete comunale di distribuzione del gas e, ritenuto che non si possa procrastinare ulteriormente la soluzione del problema, anche in considerazione delle condizioni climatiche particolarmente rigide della zona montana interessata, hanno chiesto al Presidente nazionale dell'Italgas e al responsabile dell'Italgas dell'area Sud di «attivarsi in tempi brevissimi per la realizzazione della rete di distribuzione e dell'impianto di derivazione del gas»; un altro esempio: sono rimasti esclusi dalla possibilità di realizzare la rete di metano i comuni di Castelluccio dei Sauri, Sant'Agata di Puglia, Parmi, Anzano, Monteleone di Puglia, Rocchetta Sant'Antonio e Accadia, nella sola provincia di Foggia; situazioni analoghe si ritrovano in tutte le province del Mezzogiorno interno -:
come, con quali dispositivi e in quali tempi i Ministri interpellati intendano ovviare a tale gravissimo ritardo nella metanizzazione del Sud, riguardante soprattutto zone montane particolarmente esposte al gelo invernale;
se non intendano prevedere un nuovo stanziamento, stimato in circa 155 milioni di euro (circa 300 miliardi di lire), tenuto conto degli investimenti programmati dai comuni aventi diritto alle agevolazioni finanziarie e alla percentuale di contribuzione a carico dello Stato. Ciò al fine di integrare le somme già contemplate dalla legge n. 388 del 2000, visto che la legge finanziaria per l'anno 2002 ha destinato al programma di metanizzazione soli 51,646 milioni di euro, per di più rendendoli disponibili soltanto nel 2004.
(2-00413) «Alberta De Simone, Bonito, Sasso, Carboni, Folena, Rossiello, Caldarola, Di Gioia, Dameri, Luongo, Mancini, Rotundo, Boccia, Gerardo Bianco, Cennamo, Piglionica, Oliverio, Bova, Nannicini, Ruggieri, Abbondanzieri, Galeazzi, Pisa, Susini, Filippeschi, Crisci, Chianale, Battaglia, Di Serio D'Antona, Grandi, Ranieri, Raffaldini, Duca, Benvenuto, Paola Mariani».
(3 luglio 2002)

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri delle attività produttive, dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della tutela del territorio, per sapere - premesso che:
in data 21 ottobre 1998 è stato sottoscritto l'accordo di programma per la chimica di Porto Marghera, con l'obiettivo di mantenere a Porto Marghera condizioni ottimali di coesistenza tra la tutela dell'ambiente e lo sviluppo produttivo del settore chimico, in un quadro di certezze gestionali;
l'attuale Governo ha fatto proprio tale accordo, recependo il 15 novembre 2001 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri l'atto integrativo dell'accordo, che ha lo scopo di coordinare le nuove norme di legge in materia di bonifiche e le procedure previste dall'accordo di programma;
l'intenzione recentemente espressa dall'Eni di uscire dal comparto della chimica rischia di mettere seriamente in crisi i patti sottoscritti e di impedirne l'attuazione;
il Ministro delle attività produttive ha recentemente dichiarato nel corso di un convegno a Mestre: «il Governo può auspicare che Eni non abbandoni la chimica ma non può imporlo» -:
quali impegni intenda assumere il ministero delle attività produttive per garantire il rispetto ed il mantenimento dei suddetti accordi, anche da parte di Eni;
quali azioni il ministero dell'economia e delle finanze, in qualità di azionista, intenda compiere affinché Eni non receda dagli impegni presi con l'accordo;
quali misure il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio intenda adottare per accelerare al massimo la conclusione delle procedure di valutazione di impatto ambientale sugli investimenti nell'impianto clorosoda a «celle a membrana» e su quelli per il «bilanciamento» delle produzioni Evci, affinché il ritardo nel procedimento non possa essere usato dall'Eni come espediente per non investire;
quali interventi si intendano attivare per impedire la paventata chiusura dell'impianto «caprolattame», chiusura che avrebbe conseguenze occupazionali e produttive estremamente gravi;
quali iniziative si intendano produrre, perché eventuali cessioni non pregiudichino l'accordo e affinché Eni garantisca che eventuali acquirenti mantengano gli impegni sottoscritti con l'accordo di programma sulla chimica di Porto Marghera.
(2-00418) «Martella, Violante, Cazzaro, Agostini, Albonetti, Amici, Bellini, Borrelli, Buglio, Burlando, Chiaromonte, De Luca, Finocchiaro, Gambini, Grignaffini, Grillini, Lulli, Maran, Mariotti, Marone, Maurandi, Mazzarello, Montecchi, Pinotti, Rognoni, Siniscalchi, Tidei, Tocci, Trupia, Turco, Vianello, Zunino, Adduce, Bettini, Diana, Folena, Galeazzi, Giulietti, Ruzzante, Sandi, Soda».
(9 luglio 2002)