vi sono state difficoltà di utilizzo della tessera elettorale, dovute alla conservazione di un documento utilizzabile un numero limitato di volte nel corso degli anni;
occorre considerare la necessità di favorire e di semplificare al massimo la possibilità di partecipazione al voto, senza gravami di natura burocratica -:
quali misure il Ministro interrogato intenda adottare per sostituire il tesserino cartaceo con strumenti più moderni e capaci di facilitare l'esercizio del voto.
(3-01092)
(18 giugno 2002)
il 30 giugno 2002 scade la proroga degli sfratti relativi a soggetti con redditi bassi, anziani e portatori di handicap;
continua a persistere un'assoluta carenza di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, alloggi che rappresentano l'unica possibilità per le citate categorie di poter disporre di un alloggio ad un canone sostenibile;
l'Anci (Associazione nazionale dei comuni) ha già richiesto la proroga degli sfratti;
nelle condizioni previste dalla attuale proroga rientrano almeno 50.000 famiglie in Italia, concentrate nelle grandi aree urbane -:
quali iniziative, anche normative, il Governo intenda intraprendere per garantire il passaggio da casa a casa per le famiglie con sfratto esecutivo e in condizione di disagio sociale e abitativo e se in tale iniziativa non intenda procedere ad un'ulteriore proroga degli sfratti attraverso apposito provvedimento d'urgenza.
(3-01093)
(18 giugno 2002)
giovedì 13 giugno 2002 è stato barbaramente ucciso Sandro Sciotti, vice brigatiere della stazione dei carabinieri di Santa Maria delle Mole, nel comune di Marino, mentre fronteggiava, eroicamente, una banda di criminali che aveva compiuto una rapina nella locale agenzia della Banca popolare del Lazio;
sempre con maggiore frequenza, soprattutto nella periferia della capitale, spietate azioni criminali vengono perpetrate da bande di delinquenti che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini e l'ordine pubblico -:
quali iniziative il Governo abbia assunto o intenda assumere per garantire la sicurezza della popolazione e rafforzare i presidi posti a tutela dell'ordine pubblico, al fine di consentire alle forze dell'ordine di operare con maggiore sicurezza ed efficacia nella lotta contro la criminalità.
(3-01094)
(18 giugno 2002)
la legge n. 149 del 28 marzo 2001, recante modifiche alla disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori, nel sancire il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia, stabilisce altresì che «ove non sia possibile l'affidamento (...) è consentito l'inserimento del minore in una comunità di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato». La legge stabilisce, inoltre, che per i minori di anni sei è possibile l'inserimento solo presso una comunità di tipo familiare e che comunque il ricovero in istituto deve essere superato entro il 2006;
secondo i dati censiti dall'Istat, in Italia i minori accolti in istituti sarebbero 28.148, mentre secondo i dati del ministero della giustizia sarebbero 14.945, evidenziando una differenza tra le due fonti di oltre 13 mila bambini -:
quale sia l'esatto numero di minori accolti nelle strutture residenziali, siano esse comunità-alloggio, case-famiglia o comunità educative, e come si intenda far fronte al problema, nel momento in cui, per gli effetti della legge 149 del 2001, tali centri di accoglienza chiuderanno nel 2006, nulla dicendo la predetta legge su soluzioni alternative e sulla disponibilità di fondi, tanto più che l'alternativa dell'affido familiare è risultata in grave crisi (solo 811 provvedimenti nel 2000 rispetto ai 1716 bambini adottati nel 1999).
(3-01097)
(18 giugno 2002)
le ricorrenti agitazioni nel settore della giustizia, ed in particolare il preannunciato sciopero dei magistrati, aggravano la situazione di insufficiente funzionalità e tempestività del servizio giustizia reso ai cittadini;
la lentezza dei processi civili e penali è tale da mettere in forse la stessa certezza del diritto e da rendere lo Stato fortemente carente nello svolgimento di una delle sue funzioni essenziali -:
quali misure si intendano adottare e quali azioni si intendano intraprendere per arrivare, in tempi rapidi, ad un miglioramento netto dell'efficienza del servizio giustizia e ad una drastica riduzione dei tempi dei procedimenti giudiziari.
(3-01098)
(18 giugno 2002)
nella sua recente relazione, la Corte dei conti ha rilevato uno sforamento del tasso di crescita della spesa sanitaria per l'anno 2002;
il Ministro dell'economia e delle finanze ha inviato inopportunamente una lettera alla Corte dei conti e alla Banca d'Italia, chiedendo di vigilare affinché le regioni non si indebitino per finanziare la spesa corrente per la sanità;
la presidenza della conferenza dei presidenti delle regioni ha contestato tale iniziativa, in quanto in base all'accordo Stato-Regioni dell'8 agosto 2001, tradotto nella legge 405 del 2001, si è stabilito che si potevano accendere mutui per la spesa corrente relativa all'anno 2000;
le regioni dove la spesa sanitaria ha raggiunto i picchi più elevati e il conseguente indebitamento sono quelle governate dal centrodestra, mentre, in base alla stessa relazione della Corte dei conti, le regioni governate dal centrosinistra risultano le più virtuose;
tutte le regioni governate dal centrodestra hanno già reintrodotto il ticket sui farmaci e aumentato l'addizionale Irpef;
la spesa sanitaria non è esplosa a causa dell'abolizione dei ticket sui farmaci decisa dalla legge finanziaria del governo Amato, ma in virtù dell'incapacità di programmazione e di governo della sanità da parte delle regioni del centrodestra;
diversi autorevoli esponenti di questo Governo, a partire del Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Berlusconi, hanno messo in atto una campagna contro il servizio sanitario nazionale pubblico, sostenendo l'insostenibilità dei costi e la necessità di introdurre il sistema assicurativo, scaricando addirittura sui cittadini le responsabilità dell'incremento della spesa sanitaria, in quanto accusati di fare incetta di farmaci;
si ipotizza la reintroduzione dei ticket sui farmaci e sulle prestazioni essenziali a livello nazionale, nonché la privatizzazione di beni e di servizi, aprendo al sistema assicurativo delle polizze private con l'evidente penalizzazione dei ceti deboli e l'introduzione di un sistema discriminante in relazione al reddito -:
se il Governo intenda seriamente tutelare la salute dei cittadini rafforzando il servizio sanitario nazionale, nel pieno rispetto del dettato costituzionale, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione, e se intenda aprire un confronto con le regioni per aumentare, in vista della legge finanziaria per il 2003, il fondo sanitario e rilanciare gli investimenti nel settore o se, al contrario, intenda procedere, già dal prossimo documento di programmazione economica e finanziaria, ad una progressiva destrutturazione della sanità pubblica.
(3-01095)
(18 giugno 2002)
la notizia dei 56 cuccioli beagle bloccati al Brennero su un camion proveniente da un allevamento di S. Paolo di Reggio Emilia e destinati ad un laboratorio tossicologico di Amburgo in Germania è stata diffusa da tutti gli organi di stampa e ha commosso ed intenerito l'Italia;
gli animali, in violazione delle norme previste dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 352, come modificato dal decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 388, in attuazione delle due direttive CEE 91/628 e 95/29, erano trasportati in gabbie eccessivamente piccole ed inadeguate al trasporto di animali vivi. Per il camionista è scattata una multa di 4 mila euro e i piccoli beagle sono stati affidati al canile municipale di Bolzano, con una sorte che sembrava comunque ormai tristemente delineata;
la gara di solidarietà che si è aperta a Bolzano, con un pellegrinaggio costante di cittadini presso il canile e con una valanga di richieste di adozione, si è conclusa nel tardo pomeriggio di venerdì 31 maggio 2002, con un intervento del parlamentare europeo della Svp Michl Ebner, che ha convinto la ditta Morini a vendergli tutti e 56 i cagnolini per un importo pari a 21 mila euro;
gli animali sono stati assegnati, oltre agli amici e colleghi della Svp che avevano manifestato il desiderio di adottarne uno, sulla base dell'ordine cronologico di arrivo delle 248 richieste pervenute da tutta Italia, al giornale Dolomiten;
l'evento ha riacceso la polemica sull'utilizzo degli animali a fini sperimentali e scientifici;
la normativa italiana in vigore, contenuta nel decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, adottato in attuazione della direttiva n. 86/609/Cee, prevede l'utilizzo degli animali negli esperimenti per alcuni fini elencati nel comma 1 dell'articolo 3 del citato decreto legislativo;
i dati statistici sull'argomento, pubblicati ogni tre anni sulla Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 116 del 1992, e risalenti al novembre 2001, riportano le seguenti cifre per gli anni 1998, 1999 e 2000. Il totale degli animali utilizzati a fini sperimentali e scientifici, relativo alle tre annualità, ammonta a: 1.099.491 (1998), 959.105 (1999) e 905.603 (2000);
per quanto risulti una riduzione dal 1998 al 2000, pari al 17,63 per cento, il numero degli animali sacrificati a fini scientifici appare ancora particolarmente inquietante. Inoltre, essendo la raccolta dei dati basata su autocertificazioni e inesistenti controlli da parte del ministero della salute e delle strutture competenti delle aziende sanitarie locali, si pensa possano essere addirittura dati sottostimati;
l'articolo 7 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, 116, prevede che chiunque intenda effettuare esperimenti deve darne comunicazione al ministero della salute per la relativa autorizzazione. Gli enti autorizzati sono complessivamente oltre 500 (alcune autorizzazioni sono per rinnovo di autorizzazioni precedenti o per integrazione di autorizzazione). Di fatto, gli enti autorizzati che nell'anno 2000 hanno inviato dati per avere utilizzato animali da esperimento sono 236, così suddivisi: 28 enti pubblici (Cnr, Iss, Enea, eccetera), 13 aziende ospedaliere (ospedale San Raffaele, H. Rizzoli, Regina Elena, eccetera), 8 istituti zooprofilattici sperimentali (Brescia, Padova, Perugia, eccetera), 107 istituti universitari (Milano, Roma, Torino, eccetera) e 80 società farmaceutiche (Rbm, Ma, Serono, Chiron, eccetera);
il ministero della salute è inoltre chiamato ad autorizzare esprimenti su scimmie, cani e gatti solo e unicamente quando lo scopo della sperimentazione sia quello di effettuare verifiche medico-biologiche essenziali e gli esperimenti su altri animali non rispondano agli scopi dell'esperimento. Da competenti fonti ministeriali risultano, ai sensi dell'articolo 8, lettera b), del decreto legislativo n. 116 del 1992, mediamente concesse solo 8 deroghe all'anno per procedere ad esperimenti su queste specie. Un numero curiosamente basso se confrontato alle cifre ufficiali di cani, gatti e scimmie, ancora rilevante,
l'11 giugno 2002 il Parlamento europeo ha approvato, in seconda lettura, una proposta di direttiva per vietare i test di prodotti cosmetici sugli animali (settima modifica della direttiva 76/768/CEE). La probizione scatterà a partire dal 2004. Il testo così emendato dal Parlamento europeo dovrà essere sottoposto ancora alla procedura di conciliazione e l'intervento dei singoli Governi, a favore dell'abolizione dei test sugli animali, si rileverà fondamentale -:
se il Governo non ritenga di dover intervenire, in sede europea ed a livello nazionale, per l'adozione di norme più rigide ai fini del controllo e della limitazione dell'uso degli animali in esperimenti, come previsto dall'articolo 24 della direttiva n. 86/609 CEE del Consiglio del 24 novembre 1986, riducendo anche le troppo numerose autorizzazioni concesse ad enti che effettuano sperimentazioni su animali vivi e procedendo, come previsto dall'articolo 16, lettera c), del decreto legislativo n. 116 del 1992, ad adottare metodi alternativi di ricerca e sperimentazione.
(3-01096)
(18 giugno 2002)