TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 104 di Marted́ 26 febbraio 2002

INTERROGAZIONI

A)

GASPERONI e LUSETTI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
da oltre tre mesi cinque marinai italiani, facenti parte dell'equipaggio della nave da pesca oceanica «Baharikenia», sono in ostaggio da parte di gruppi armati nel porto di Eil, in Somalia;
dei cinque ufficiali italiani, due sono di San Benedetto del Tronto, mentre un altro è il fanese Fausto Baldelli;
l'equipaggio sembra essere rimasto incastrato nei vari conflitti tra bande che ancora scuotono la Somalia, Paese in cui il Governo legittimo stenta ad imporre la legge e l'ordine in tutto il territorio;
il protrarsi di questa situazione di stallo, determinatasi il 28 luglio scorso, sta gettando nell'angoscia la famiglia del Baldelli, ed in particolare la moglie Loredana Ciavaglia;
finora tutti i tentativi per riuscire a trovare una soluzione positiva alla vicenda, consistente nel rilascio dell'equipaggio - oltre i cinque italiani sono prigionieri anche una trentina di marinai kenioti -, non hanno prodotto passi avanti tra le diplomazie dei due Paesi -:
quali provvedimenti intenda assumere il Ministro interrogato affinché i cinque marinai italiani ostaggi in Somalia vengano immediatamente rilasciati e possano far ritorno al più presto in Italia per riabbracciare le loro famiglie. (3-00328)
(17 ottobre 2001)

B)

GIACHETTI e RUTELLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
il 26 ottobre 2001, nella località di Vientiane, nel Laos, sono stati arrestati, il segretario del Partito radicale transnazionale e parlamentare europeo Olivier Dupuis, il consigliere della regione Piemonte Bruno Mellaro, il signor Massimo Lensi, il signor Nikolai Khramov e Silvia Manzi, militanti del Partito radicale transnazionale;
sembrerebbe, secondo le notizie riportate da un funzionario dell'ambasciata del Laos a Bangkok, che gli arrestati sarebbero accusati dalle autorità di Vientiane di «attentato alla sicurezza dello Stato e rischierebbero un pena detentiva fino a cinque anni»;
le persone suindicate erano a Vientiane per manifestare pacificamente per la libertà e la democrazia in Laos;
a oltre tre giorni dall'arresto non si sono avute informazioni ufficiali sulle loro condizioni, a quale trattamento carcerario siano soggetti, quali sono i capi di imputazione a loro carico;
parrebbe che le autorità laotiane intendano svolgere un regolare processo nei confronti degli esponenti radicali;
gli arrestati non hanno ancora potuto designare i propri difensori e avere con loro colloqui -:
quali urgenti misure il Governo intenda adottare al fine di conoscere le condizioni dei cinque militanti radicali detenuti, chiedendone l'immediata scarcerazione;
quali azioni il Governo intenda intraprendere affinché vengano salvaguardati i diritti dei militanti radicali e di tutti i prigionieri politici detenuti nelle carceri laotiane;
quali azioni il Governo intenda assumere in sede europea ed internazionale affinché le relazioni economiche, politiche e diplomatiche con la Repubblica del Laos siano condizionate dall'impegno per l'effettivo rispetto dei diritti umani e politici. (3-00380)
(6 novembre 2001)

C)

COLUCCI e SARDELLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
da venerdì 26 ottobre 2001 cinque militanti e dirigenti del Partito radicale transnazionale (gli italiani Silvia Mansi, Massimo Lensi - membri del Prt -, Bruno Mellano - consigliere regionale del Piemonte -, il segretario del Prt Olivier Dupuis, il russo Nikolai Khramov) sono stati arrestati a Vientiane per aver esposto uno striscione sul quale era scritto «Libertà e democrazia per il Laos»;
gli esponenti radicali hanno consapevolmente scelto questa rischiosa battaglia di civiltà per denunciare come nel Laos cinque leader studenteschi, responsabili di aver distribuito volantini con i quali invocavano libertà, democrazia, giustizia, siano stati incarcerati il 26 ottobre 1999 e di loro non si abbia più nessuna traccia;
Dupuis, Khramov, Manzi, Mellano, Mensi sono detenuti in celle singole, umide, al buio, privati dei loro effetti personali, dell'ora d'aria, malnutriti;
solo in questi giorni l'ambasciatore italiano a Bangkok ha potuto riferire, dopo aver superato notevoli difficoltà, sul loro preoccupante stato di salute;
nonostante il Governo si sia interessato per ottenere dal Laos il rispetto del diritto degli arrestati e della legalità internazionale, preoccupano alcune notizie, peraltro non ufficiali, per le quali, nei confronti degli arrestati, si starebbe preparando un processo pubblico a Vientiane con l'accusa di propaganda e adunata sediziosa -:
quali notizie il Governo sia in condizione di fornire al Parlamento sull'intera vicenda e quali gli strumenti che intenda adottare e sollecitare anche in sede di Unione europea, perché, se la questione non verrà risolta in brevissimo tempo, vengano rivisti i termini degli accordi di collaborazione con il Laos, in presenza di una palese, gravissima violazione dei più elementari diritti umani, politici, civili sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Carta dell'Onu. (3-00390)
(7 novembre 2001)

D)

SPINI, MONTECCHI, BETTINI, CABRAS, CALZOLAIO, FUMAGALLI, MELANDRI, MUSSI, POLLASTRINI e RANIERI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
l'inviata de Il Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli è stata barbaramente assassinata in Afghanistan assieme ad altri tre operatori dell'informazione, mentre svolgeva con coraggio e con passione la sua attività professionale;
le caratteristiche dell'uccisione potrebbero assomigliare a quelle di una vera e propria esecuzione;
nel suo ultimo articolo Maria Grazia Cutuli aveva parlato del ritrovamento di un'arma letale come il gas nervino -:
quali siano le iniziative del Governo italiano per ottenere ogni possibile collaborazione per l'accertamento della verità su questo fatto criminale;
quali siano le iniziative dello stesso Governo italiano per concorrere alla sicurezza degli operatori dell'informazione;
quali siano più in generale le valutazioni del Governo sull'accaduto. (3-00460)
(21 novembre 2001)

E)

MERLO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
per far fronte alle necessità di provvedere alla messa in sicurezza dei territori coinvolti dagli eventi alluvionali del mese di ottobre 2000, il Governo, dopo il piano di azione predisposto dal magistrato del Po ed inoltrato al dipartimento per la protezione civile, alla regione Piemonte e all'autorità di bacino, aveva stanziato per i torrenti Chisone e Pellice oltre venti miliardi per avviare i primi interventi. Già in quell'elenco si evidenziava che, a fronte dei venticinque interventi previsti e necessari per far fronte alle devastazioni provocate dall'alluvione, appena la metà erano quelli finanziati, mentre per gli altri si rinviava ad una fase successiva con lo stanziamento di ulteriori risorse;
ora, dopo dieci mesi da quegli eventi alluvionali e di fronte ad un quadro sempre più allarmante per una possibile e potenziale ripetizione di simili avversità atmosferiche, persiste un quadro complessivo di preoccupante lentezza nell'espletare le procedure necessarie prima di iniziare i lavori di messa in sicurezza degli alvei dei torrenti Chisone e Pellice. Ora, se è vero che nella sola area piemontese per fare fronte alle necessità di salvaguardia delle popolazioni locali, il magistrato del Po ha individuato sessantadue interventi urgenti, per un importo di oltre centodiciassette miliardi di lire, oltre alle centosettantacinque opere di pronto intervento e somma urgenza, per un importo di quasi ottanta miliardi di lire, è altrettanto vero che senza una corposa accelerazione degli interventi previsti alcuni mesi fa è la stessa incolumità dei cittadini ad entrare in discussione, mettendo a rischio migliaia di abitazioni e centinaia e centinaia di aziende -:
quali urgenti misure il Ministro interrogato intenda intraprendere per la messa in sicurezza dei torrenti Chisone e Pellice, per evitare il ripetersi di fenomeni che hanno sconquassato vasti territori e gettato nella paura e nello sconforto migliaia di cittadini. (3-00061)
(4 luglio 2001)

F)

MERLO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
i problemi causati dall'alluvione in Piemonte nell'ottobre 2000 continuano ad essere gravi, con il rischio concreto di non poter garantire l'incolumità dei cittadini e la sicurezza delle abitazioni;
la messa in sicurezza dei torrenti e la pulizia degli alvei resta la vera emergenza da affrontare, malgrado gli interventi immediati effettuati subito dopo il disastro alluvionale;
se la restituzione dei danni ai privati, malgrado l'eccessiva lentezza e complessità burocratica, ha registrato un percorso sostanzialmente positivo, sul versante della regimazione idraulica e della sicurezza dei corsi d'acqua non si intravedono risposte convincenti e rassicuranti;
dalla rilevazione iniziale effettuata dal magistrato del Po per il solo pinerolese, comprendente i torrenti Pellice, Chisone e Chisola, l'ammontare complessivo degli interventi resi necessari dai danni provocati dall'alluvione era di 46.016.661.200 di lire;
a fronte di questa richiesta, gli interventi finanziati non superavano i trenta miliardi di lire, per l'esattezza 29.116.661.200 lire, pari al 63 per cento del necessario;
a livello della intera provincia di Torino, i finanziamenti richiesti - in lire - dal magistrato del Po per gli interventi di regimazione idraulica e protezione erano di duecentosettanta miliardi; quelli ottenuti ad oggi sono stati appena di centosessantaquattro miliardi di lire;
dalla recente legge finanziaria, a fronte di trecento miliardi di lire stanziati per il 2002 per i danni causati dall'alluvione in Piemonte nel 1994 e nel 2000, non c'è stato un incremento di risorse destinato al magistrato del Po, salvo i fondi ordinari. Una situazione che rischia, concretamente, di non fare eseguire interventi già definiti urgenti e non procrastinabili, per prevenire e quindi evitare nuove esondazioni con danni questa volta irreparabili per migliaia di persone, abitazioni e coltivazioni -:
quali siano, alla luce di questa situazione grave e già fortemente compromessa, le iniziative concrete che il Ministro interrogato intenda intraprendere sia sul fronte delle indispensabili risorse da incrementare per la messa in sicurezza dei torrenti - in particolare, in questo caso, nella provincia di Torino e nel pinerolese -, sia su come intenda riformare l'organo del magistrato del Po, che è ridotto a svolgere un ruolo del tutto notarile, che individua gli interventi ma che è poi impotente nel gestire concretamente il settore;
come si intendano destinare, d'intesa con la regione, i fondi stanziati dalla recente legge finanziaria a vantaggio del Piemonte per i danni causati dall'alluvione del 1994 e del 2000. (3-00599)
(23 gennaio 2002)