TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 63 di Giovedì 15 novembre 2001


MOZIONI CONCERNENTI IL VERTICE DELLA FAO

La Camera,
premesso che:
il grave fenomeno della povertà, e del suo più drammatico aspetto che è la fame, sta assumendo dimensioni sempre più ampie nonostante che tutti i Governi abbiano affermato ed affermino la loro ferma volontà di combatterlo ed eliminarlo. Purtroppo, si è trattato e si tratta soltanto di dichiarazioni alle quali non hanno fatto seguito e non fanno seguito concrete e precise azioni. Centinaia di milioni di esseri umani continuano pertanto a vivere in condizioni estreme, prive di alternative e soprattutto prive della speranza che ci sia per loro un futuro diverso dal presente;
la Fao, che nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite ha il mandato internazionale di assistere i Paesi nella formulazione delle loro politiche dirette a promuovere la valorizzazione delle risorse agricole attraverso un processo di sviluppo socio-economico sostenibile e rispettoso dell'ambiente, si sta da tempo adoperando per sensibilizzare la società civile affinché il problema sia considerato con la priorità che esso merita;
i Paesi, nei quali altissimo è il livello di indigenza e quindi il numero delle vittime della fame, oberati da debito estero e finanziati saltuariamente solamente dalla generosità pietistica dei Paesi più industrializzati, sembrano ormai rassegnati alla loro sorte;
il vertice sull'alimentazione svoltosi a Roma nel novembre del 1996 che ha riunito più di centodieci Capi di Stato e di Governo, aveva adottato all'unanimità una dichiarazione solenne e un piano di azione nei quali si indicavano le misure che era necessario applicare per rompere il circolo vizioso della povertà ed avviare un processo di progressiva attenuazione della gravità del fenomeno;
il vertice del 1996, per non cadere nel velleitarismo demagogico, si era posto un realistico obiettivo da conseguire entro il 2015 consistente nella riduzione di almeno la metà delle vittime della fame che a quel momento si calcolavano essere circa ottocento milioni;
la Fao ha dovuto constatare che, nonostante la fermezza con la quale il vertice del 1996 aveva sottoscritto tale impegno, i risultati conseguiti, a cinque anni di distanza, sono del tutto deludenti e pertanto tali da non permettere il raggiungimento dell'obiettivo fissato: mentre in pochi Paesi il numero delle vittime della fame è effettivamente diminuito grazie all'impegno dei rispettivi Governi, in molti altri il numero è addirittura aumentato;
la Fao ha quindi deciso di organizzare un secondo vertice di Capi di Stato e di Governo sul tema della fame nel mondo; la situazione deve essere infatti sottolineata e portata a conoscenza dei massimi responsabili e dell'opinione pubblica mondiale; i massimi leaders del pianeta saranno chiamati a discutere del perché dal 1996 non si sono adottate tutte le misure necessarie per rispettare gli impegni presi in quella data;
il vertice dovrà quindi accertare le cause che hanno ostacolato ed ostacolano i cambiamenti auspicati ed elaborare di conseguenza una nuova e più efficace strategia;
il vertice mondiale sull'alimentazione «cinque anni dopo» è fissato in Italia e ad esso parteciperanno Capi di Stato e di Governo dei centottanta Paesi membri della Fao;
negli stessi giorni del vertice si svolgeranno importanti forum delle organizzazioni non governative e dei parlamentari;
la gravità della situazione e la necessità di prendere appropriate misure per creare una inversione di tendenza sono avvertite da tutti per cui l'invito rivolto dalla Fao sta raccogliendo positive reazioni;
l'Italia ospita le tre più importanti organizzazioni internazionali che si occupano dell'alimentazione e dell'agricoltura: la Fao, l'Ifad ed il Pam; Roma è quindi il centro mondiale di riferimento in questi settori; l'Italia inoltre ha sempre offerto un sostegno di grande rilievo alle attività dei tre organismi e ha mostrato una sensibilità particolare nei confronti dei problemi dei Paesi in via di sviluppo, sensibilità che è caratteristica della sua storia, della sua cultura e della sua posizione nel bacino mediterraneo che ne fa un ponte tra il nord e il sud;
pur avendo l'Italia sostenuto in maniera eccezionale la preparazione e la tenuta del vertice ed il Programma speciale per la sicurezza alimentare (Pssa) della Fao, individuato come lo strumento per affrontare tali impegni internazionali, il Programma speciale per la sicurezza alimentare è stato finora dotato di risorse del tutto insufficienti: circa centocinquanta milioni di dollari da parte dei donatori negli ultimi quattro anni;
l'Italia, anche in questo ambito, si è dimostrata più sensibile di altri Paesi ma il contributo italiano al Programma speciale per la sicurezza alimentare (circa dodici milioni di dollari negli ultimi quattro anni), pur essendo il più consistente fra quelli di tutti i donatori, non può comunque essere considerato all'altezza della sfida e delle nostre possibilità;
il nostro Paese ha assunto una posizione di leadership internazionale sulla questione del debito dei Paesi in via di sviluppo, ed ha, al contempo, indicato la necessità di accompagnare alla cancellazione del debito una serie di misure di intervento strutturale per avviare a soluzione il dramma della povertà nel mondo;
l'Italia valuta positivamente il Programma speciale per la sicurezza alimentare della Fao, tanto che la legge finanziaria per l'anno 2001 ha stanziato venticinque miliardi a favore di tale programma e, nel corso del dibattito, sono stati approvati due ordini del giorno (sia al Senato della Repubblica , sia alla Camera dei deputati) che sollecitano il Governo ad un più forte impegno nella lotta alla fame nel mondo; l'Italia è stato anche il primo Paese a fornire il suo appoggio al Programma speciale per la sicurezza alimentare impegnandosi l'11 novembre 1996, alla vigilia del vertice a dare un contributo di 12,5 milioni di dollari; da allora, vari accordi sono stati firmati a favore di cinque Paesi (Angola, Eritrea, Etiopia, Mozambico e Senegal) per un ammontare di 7,4 milioni di dollari;
in questo contesto, l'Italia potrebbe promuovere autorevolmente una iniziativa di mobilitazione, insieme alla Fao, delle volontà e delle risorse necessarie per consolidare e allargare il programma fornendo il nucleo finanziario iniziale necessario con un contributo di cento milioni di dollari. Un tale gesto agirebbe da catalizzatore rappresentando un esempio per la comunità internazionale e creando così un effetto di trascinamento in particolare presso i Paesi dell'Ocse;
questo effetto di trascinamento permetterebbe di disporre delle risorse catalitiche sufficienti per dare un nuovo slancio vitale al Programma speciale per la sicurezza alimentare e di incoraggiare Paesi in via di sviluppo a mobilitare le loro proprie risorse nel quadro nazionale e regionale così come in quello della cooperazione sud-sud;

impegna il Governo:

a fornire tutto il necessario supporto tecnico e finanziario per il successo del vertice;
a rispettare tutti gli impegni già presi per contribuire alla lotta alla fame nel mondo;
a fornire nel 2001 un contributo straordinario di cento milioni di dollari in occasione del vertice Fao di Roma come nucleo finanziario iniziale per consolidare e allargare il Programma speciale per la sicurezza alimentare;
a sollecitare tutte le delegazioni governative presenti al vertice a favorire adeguati contributi straordinari;
a interloquire con il forum delle organizzazioni non governative, raccogliendo proposte ed iniziative;
a valorizzare il contributo e le idee del forum dei parlamentari;
a dare piena e rapida attuazione alla decisione dell'Unione europea di liberalizzare completamente gli scambi di prodotti agricoli e finiti con i quarantotto Paesi a più basso livello di sviluppo (Ldc) e avviare accordi bilaterali per facilitare lo scambio di prodotti agricoli con gli altri Paesi in via di sviluppo, garantendo le norme che tutelano la sicurezza alimentare e favorendo, qualora necessario, programmi di sviluppo tesi alla eliminazione in quei Paesi delle sostanze chimiche più nocive per gli agricoltori e i consumatori;
ad aumentare le risorse ordinarie per la lotta contro la fame nel mondo, portando dal 2002 allo 0,70 per cento del prodotto interno lordo la percentuale delle risorse da impegnare per lo sviluppo del terzo mondo;
a concentrare la cooperazione italiana allo sviluppo nel triennio 2002-2004 su programmi integrati di lotta alla fame, lotta alla siccità e sviluppo sostenibile;
a sostenere le iniziative per il commercio equo e solidale in Italia e in Europa;
ad attuare gli impegni internazionali e normativi per la remissione del debito ai Paesi poveri;
a garantire, in maniera adeguata la libertà di manifestazione, la sicurezza dei cittadini e la tutela dei luoghi.
(1-00021)
«Calzolaio, Marcora, Boato, Pistone, Intini, Cima, Montecchi, Mussi, Roberto Barbieri, Rizzo, Vertone, Spini, Zeller, Realacci, Stradiotto, Mazzuca, Lettieri, Santino Adamo Loddo, Tanoni, Meduri, Vernetti, Santagata, Ruggieri, Ruzzante, Innocenti».
(11 ottobre 2001)

La Camera,
in vista della trentunesima sessione della Conferenza generale dell'Organizzazione per l'agricoltura e l'alimentazione delle Nazioni Unite (Fao);
considerato che:
l'agenda del vertice prevede, oltre alla trattazione di importanti questioni relative alla politica generale dell'Organizzazione, quali i programmi di lavoro, l'impiego delle risorse finanziarie, il rinnovo di cariche, che si tenga la Conferenza mondiale sull'alimentazione per verificare, cinque anni dopo il vertice tenutosi a Roma nel 1996, quali risultati intermedi siano stati realizzati;
nel vertice mondiale sull'alimentazione tenutosi a Roma nel 1996, i rappresentanti dei centottanta Paesi partecipanti e dell'Unione europea, al fine di ridurre la fame nel mondo, fissarono come ambizioso obiettivo delle azioni da intraprendere, il dimezzamento del numero degli affamati nel mondo entro il 2015;
i dati raccolti dalla Fao mostrano progressi ancora insufficienti per raggiungere gli obiettivi prefissati, per questo nel prossimo vertice gli Stati saranno chiamati ad un nuovo impegno politico e finanziario;
l'Italia, in qualità di ospite dell'importante evento, in un momento di particolare tensione internazionale e in un difficile contesto, deve dare precisi segnali sulle linee di azione, cercando di concordare l'azione con gli altri Stati membri dell'Unione europea;
nello scenario attuale la Camera dei deputati considera ancora più importante promuovere la cooperazione internazionale multilaterale per guidare la predisposizione di regole che garantiscano una globalizzazione equa che distribuisca i benefici dello sviluppo e consenta, attraverso la cooperazione, di ridurre il divario nord-sud. Tali azioni risultano indispensabili per un nuovo ordine economico internazionale e, conseguentemente, per realizzare condizioni di pace e sicurezza;
occorre rivolgere particolare attenzione alla sussistenza di precise condizioni da porre ad ogni forma di assistenza tecnica o finanziaria ai Paesi beneficiari, quali il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e di valori essenziali come la democraticità dei regimi. Occorre stabilire, nell'ambito delle attività di assistenza, dei meccanismi di verifica più efficaci sulla sussistenza nei Paesi beneficiari di tutte le condizioni, comprese quelle istituzionali, tecniche ed amministrative, per realizzare, attraverso la cooperazione, l'autosufficienza dei Paesi in via di sviluppo senza che si mantengano legami di dipendenza con i Paesi industrializzati;

impegna il Governo:

ad adoperarsi per fornire un adeguato supporto tecnico e finanziario che assicuri una buona riuscita del vertice;
ad impegnarsi per un ulteriore sforzo in termini di risorse ordinarie da destinare alla cooperazione;
ad adoperarsi nell'ambito del vertice per promuovere un maggiore impegno finanziario anche da parte degli altri paesi industrializzati;
a dare un segnale preciso circa la volontà e l'impegno dell'Italia a contribuire alle strategie di riduzione della fame nel mondo con azioni che tengano anche conto del rispetto da parte dei Paesi beneficiari del principio democratico e dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, come precisati nella dichiarazione universale delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo firmata a New York nel 1948, nei Patti sui diritti civili e politici e sui diritti economici e sociali delle Nazioni Unite, firmati a New York nel 1966, nella Convenzione europea sui diritti dell'Uomo e le libertà fondamentali del Consiglio d'Europa, firmata a Roma nel 1950, e di ogni altro atto internazionale di carattere universale o regionale in materia di diritti umani e libertà fondamentali;
ad adoperarsi per accertare che ogni forma di intervento sia preceduta da una verifica della possibilità di realizzare nel contesto in cui si opera obiettivi di sviluppo reale e non di tipo assistenziale, nonché dei controlli necessari a verificare e garantire la effettiva destinazione degli aiuti allo scopo di migliorare il tenore di vita e favorire lo sviluppo economico e democratico delle popolazioni interessate. Tale verifica dovrà riguardare anche l'assetto istituzionale ed amministrativo, nonché la realizzazione di programmi di formazione professionale, in quanto condizione imprescindibile per consentire il pieno sviluppo della persona umana e di una nazione.
(1-00028)
«Volontè, Elio Vito, La Russa».
(9 novembre 2001)

La Camera,
in considerazione dello svolgimento della trentunesima Conferenza generale della Fao;
in considerazione della necessità di verificare i risultati raggiunti in materia di sicurezza alimentare a cinque anni dal vertice mondiale sull'Alimentazione del 1996, dove i rappresentanti dei centottanta Paesi membri si impegnarono a raggiungere l'obiettivo del dimezzamento entro il 2015 del numero degli affamati nel mondo;
nell'evidenziare che i dati in possesso della Fao e dell'Ifad spostano la data possibile per il raggiungimento del prefissato obiettivo ben oltre il 2015, e che questa situazione, sic stantibus, è ineluttabile, a meno che gli Stati parte non si rendano disponibili ad un ulteriore impegno politico e, qualora necessario, finanziario;
nel ricordare che la Camera dei deputati sostiene con convinzione la necessità di appoggiare lo sviluppo economico e sociale dei Paesi a economia debole o in transizione;
nel sottolineare l'auspicio che l'Italia, in qualità di Paese ospitante, possa dare segnali precisi sulle linee guida da seguire per raggiungere «l'obiettivo 2015» e possa farsi altresì promotrice di una concertazione con gli altri Paesi dell'Unione europea delle iniziative di aiuto internazionale;
il nostro Paese ha assunto una posizione di leadership internazionale sulla questione del debito dei Paesi in via di sviluppo, e ha indicato la necessità di accompagnare alla cancellazione del debito una serie di misure di interventi strutturali per avviare a soluzione il dramma della povertà nel mondo;
in un momento di particolare tensione internazionale e in un difficile contesto, l'Italia deve dare segnali precisi sulle linee di azione, cercando di concordare l'azione con gli altri Stati membri dell'Unione europea;
nello scenario attuale la Camera dei deputati considera ancora più importante promuovere la cooperazione internazionale multilaterale per guidare la predisposizione di regole che garantiscano una globalizzazione equa che distribuisca i benefìci dello sviluppo e consenta, attraverso la cooperazione, di ridurre il divario Nord-Sud. Ugualmente ribadisce l'importanza e l'irrinunciabilità della cooperazione bilaterale nel processo di sviluppo economico dei Paesi poveri;
nel sottolineare l'opportunità che a ogni forma di assistenza tecnica o finanziaria rivolta ai Paesi beneficiari corrisponda un loro impegno concreto a rispettare i diritti umani, le libertà fondamentali dell'individuo, i valori democratici e di pluralismo politico;
nel valutare positivamente l'esigenza di utilizzare, nell'ambito delle attività di assistenza, gli indicatori economici e sociali relativi al Paese oggetto del o degli interventi periodicamente elaborati dalle organizzazioni e dalle agenzie specializzate dell'Organizzazione delle Nazioni Unite;
nell'affermare che tali indicatori potranno risultare utili per una riflessione attenta sull'impatto che l'attività di cooperazione avrà sul Paese destinatario dell'intervento e sulle condizioni necessarie ed indispensabili al Paese per sanare le situazioni di povertà e/o sviluppo economico e sociale;
nel giudicare che la diminuzione graduale della dipendenza di questi Paesi da quelli industrializzati, anche attraverso prestiti e/o finanziamenti contratti con banche o fondi internazionali, è fondamentale per affrancarsi dal sottosviluppo;
nel ricordare che il budget Fao per il biennio finanziario 2002-2003 è di 651,8 milioni di dollari, con un aumento di 1,8 milioni di dollari rispetto a quanto assegnato all'organizzazione a partire dal 1995, e che di questi oltre 470 milioni di dollari vengono utilizzati per gli stipendi del personale Fao;

impegna il Governo:

a contribuire alle strategie di riduzione della fame nel mondo con azioni che considerino più favorevolmente quei Paesi nei quali i valori democratici ed i diritti umani e civili sono garantiti;
a rispettare tutti gli impegni già presi per contribuire alla lotta alla fame nel mondo;
ad attuare gli interventi anche in quei Paesi non considerati «democratici»; questo se si vuole raggiungere l'obiettivo di dimezzare il numero degli affamati nel mondo entro il 2015;
ad adoperarsi per accertare che una parte consistente degli interventi sia indirizzata alla realizzazione di uno sviluppo reale e non di tipo assistenziale e a garantire l'effettiva destinazione degli aiuti allo scopo di migliorare il tenore di vita e favorire lo sviluppo economico delle popolazioni interessate;
ad aumentare le risorse ordinarie per la lotta contro la fame nel mondo, portando gradualmente nei prossimi anni allo 0,70 per cento del prodotto interno lordo la percentuale delle risorse da impegnare per lo sviluppo del terzo mondo;
a sollecitare tutte le delegazioni governative presenti al vertice a favorire adeguati contributi straordinari;
a proporre ai Governi parte dell'Organizzazione una razionalizzazione e riduzione delle spese relative al personale della Fao per indirizzare la somma trattenuta agli interventi di aiuto alimentare.
(1-00029)
«Rizzi, Cè, Guido Giuseppe Rossi, Luciano Dussin, Dario Galli, Gibelli».
(12 novembre 2001)