TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 60 di Luned́ 12 novembre 2001


MOZIONE CONCERNENTE IL VERTICE DELLA FAO

La Camera,
premesso che:
il grave fenomeno della povertà, e del suo più drammatico aspetto che è la fame, sta assumendo dimensioni sempre più ampie nonostante che tutti i Governi abbiano affermato ed affermino la loro ferma volontà di combatterlo ed eliminarlo. Purtroppo, si è trattato e si tratta soltanto di dichiarazioni alle quali non hanno fatto seguito e non fanno seguito concrete e precise azioni. Centinaia di milioni di esseri umani continuano pertanto a vivere in condizioni estreme, prive di alternative e soprattutto prive della speranza che ci sia per loro un futuro diverso dal presente;
la Fao, che nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite ha il mandato internazionale di assistere i Paesi nella formulazione delle loro politiche dirette a promuovere la valorizzazione delle risorse agricole attraverso un processo di sviluppo socio-economico sostenibile e rispettoso dell'ambiente, si sta da tempo adoperando per sensibilizzare la società civile affinché il problema sia considerato con la priorità che esso merita;
i Paesi, nei quali altissimo è il livello di indigenza e quindi il numero delle vittime della fame, oberati da debito estero e finanziati saltuariamente solamente dalla generosità pietistica dei Paesi più industrializzati, sembrano ormai rassegnati alla loro sorte;
il vertice sull'alimentazione svoltosi a Roma nel novembre del 1996 che ha riunito più di centodieci Capi di Stato e di Governo aveva adottato all'unanimità una dichiarazione solenne e un piano di azione nei quali si indicavano le misure che era necessario applicare per rompere il circolo vizioso della povertà ed avviare un processo di progressiva attenuazione della gravità del fenomeno;
il vertice del 1996, per non cadere nel velleitarismo demagogico, si era posto un realistico obiettivo da conseguire entro il 2015 consistente nella riduzione di almeno la metà delle vittime della fame che a quel momento si calcolavano essere circa ottocento milioni;
la Fao ha dovuto constatare che, nonostante la fermezza con la quale il vertice del 1996 aveva sottoscritto tale impegno, i risultati conseguiti, a cinque anni di distanza, sono del tutto deludenti e pertanto tali da non permettere il raggiungimento dell'obiettivo fissato: mentre in pochi Paesi il numero delle vittime della fame è effettivamente diminuito grazie all'impegno dei rispettivi Governi, in molti altri il numero è addirittura aumentato;
la Fao ha quindi deciso di organizzare un secondo vertice di Capi di Stato e di Governo sul tema della fame nel mondo; la situazione deve essere infatti sottolineata e portata a conoscenza dei massimi responsabili e dell'opinione pubblica mondiale; i massimi leaders del pianeta saranno chiamati a discutere del perché dal 1996 non si sono adottate tutte le misure necessarie per rispettare gli impegni presi in quella data;
il vertice dovrà quindi accertare le cause che hanno ostacolato ed ostacolano i cambiamenti auspicati ed elaborare di conseguenza una nuova e più efficace strategia;
il vertice mondiale sull'alimentazione «cinque anni dopo» è fissato in Italia e ad esso parteciperanno Capi di Stato e di Governo dei centottanta Paesi membri della Fao;
negli stessi giorni del vertice si svolgeranno importanti forum delle organizzazioni non governative e dei parlamentari;
la gravità della situazione e la necessità di prendere appropriate misure per creare una inversione di tendenza sono avvertite da tutti per cui l'invito rivolto dalla Fao sta raccogliendo positive reazioni;
l'Italia ospita le tre più importanti organizzazioni internazionali che si occupano dell'alimentazione e dell'agricoltura: la Fao, l'Ifad ed il Pam; Roma è quindi il centro mondiale di riferimento in questi settori; l'Italia inoltre ha sempre offerto un sostegno di grande rilievo alle attività dei tre organismi e ha mostrato una sensibilità particolare nei confronti dei problemi dei Paesi in via di sviluppo, sensibilità che è caratteristica della sua storia, della sua cultura e della sua posizione nel bacino mediterraneo che ne fa un ponte tra il nord e il sud;
pur avendo l'Italia sostenuto in maniera eccezionale la preparazione e la tenuta del vertice ed il Programma speciale per la sicurezza alimentare (Pssa) della Fao, individuato come lo strumento per affrontare tali impegni internazionali, il Programma speciale per la sicurezza alimentare è stato finora dotato di risorse del tutto insufficienti: circa centocinquanta milioni di dollari da parte dei donatori negli ultimi quattro anni;
l'Italia, anche in questo ambito, si è dimostrata più sensibile di altri Paesi ma il contributo italiano al Programma speciale per la sicurezza alimentare (circa dodici milioni di dollari negli ultimi quattro anni), pur essendo il più consistente fra quelli di tutti i donatori, non può comunque essere considerato all'altezza della sfida e delle nostre possibilità;
il nostro Paese ha assunto una posizione di leadership internazionale sulla questione del debito dei Paesi in via di sviluppo, ed ha, al contempo, indicato la necessità di accompagnare alla cancellazione del debito una serie di misure di intervento strutturale per avviare a soluzione il dramma della povertà nel mondo;
l'Italia valuta positivamente il Programma speciale per la sicurezza alimentare della Fao, tanto che la legge finanziaria per l'anno 2001 ha stanziato venticinque miliardi a favore di tale programma e, nel corso del dibattito, sono stati approvati due ordini del giorno (sia al Senato della Repubblica , sia alla Camera dei deputati) che sollecitano il Governo ad un più forte impegno nella lotta alla fame nel mondo; l'Italia è stato anche il primo Paese a fornire il suo appoggio al Programma speciale per la sicurezza alimentare impegnandosi l'11 novembre 1996, alla vigilia del vertice a dare un contributo di 12.5 milioni di dollari; da allora, vari accordi sono stati firmati a favore di cinque Paesi (Angola, Eritrea, Etiopia, Mozambico e Senegal) per un ammontare di 7.4 milioni di dollari;
in questo contesto, l'Italia potrebbe promuovere autorevolmente una iniziativa di mobilitazione, insieme alla Fao, delle volontà e delle risorse necessarie per consolidare e allargare il programma fornendo il nucleo finanziario iniziale necessario con un contributo di cento milioni di dollari. Un tale gesto agirebbe da catalizzatore rappresentando un esempio per la comunità internazionale e creando così un effetto di trascinamento in particolare presso i Paesi dell'Ocse;
questo effetto di trascinamento permetterebbe di disporre delle risorse catalitiche sufficienti per dare un nuovo slancio vitale al Programma speciale per la sicurezza alimentare e di incoraggiare Paesi in via di sviluppo a mobilitare le loro proprie risorse nel quadro nazionale e regionale così come in quello della cooperazione sud-sud;

impegna il Governo:

a fornire tutto il necessario supporto tecnico e finanziario per il successo del vertice;
a rispettare tutti gli impegni già presi per contribuire alla lotta alla fame nel mondo;
a fornire nel 2001 un contributo straordinario di cento milioni di dollari in occasione del vertice Fao di Roma come nucleo finanziario iniziale per consolidare e allargare il Programma speciale per la sicurezza alimentare;
a sollecitare tutte le delegazioni governative presenti al vertice a favorire adeguati contributi straordinari;
a interloquire con il forum delle organizzazioni non governative, raccogliendo proposte ed iniziative;
a valorizzare il contributo e le idee del forum dei parlamentari;
a dare piena e rapida attuazione alla decisione dell'Unione europea di liberalizzare completamente gli scambi di prodotti agricoli e finiti con i quarantotto Paesi a più basso livello di sviluppo (Ldc) e avviare accordi bilaterali per facilitare lo scambio di prodotti agricoli con gli altri Paesi in via di sviluppo, garantendo le norme che tutelano la sicurezza alimentare e favorendo, qualora necessario, programmi di sviluppo tesi alla eliminazione in quei Paesi delle sostanze chimiche più nocive per gli agricoltori e i consumatori;
ad aumentare le risorse ordinarie per la lotta contro la fame nel mondo, portando dal 2002 allo 0,70 per cento del prodotto interno lordo la percentuale delle risorse da impegnare per lo sviluppo del terzo mondo;
a concentrare la cooperazione italiana allo sviluppo nel triennio 2002-2004 su programmi integrati di lotta alla fame, lotta alla siccità e sviluppo sostenibile;
a sostenere le iniziative per il commercio equo e solidale in Italia e in Europa;
ad attuare gli impegni internazionali e normativi per la remissione del debito ai Paesi poveri;
a garantire, in maniera adeguata la libertà di manifestazione, la sicurezza dei cittadini e la tutela dei luoghi.
(1-00021) «Calzolaio, Marcora, Boato, Pistone, Intini, Cima, Montecchi, Mussi, Roberto Barbieri, Rizzo, Vertone, Spini, Zeller, Realacci, Stradiotto, Mazzuca, Lettieri, Santino Adamo Loddo, Tanoni, Meduri, Vernetti, Santagata, Ruggieri, Ruzzante, Innocenti».
(11 ottobre 2001).