TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 36 di Marted́ 25 settembre 2001


INTERROGAZIONI

A)

MELANDRI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
è in corso di svolgimento in questi giorni a New York l'Assemblea generale straordinaria delle Nazioni Unite sull'aids;
decine di rappresentanti dei Governi dei Paesi di tutto il mondo sono presenti;
non risulta essere presente nessun esponente del Governo italiano;
all'ordine del giorno della discussione il Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha posto l'esigenza di individuare strategie globali di lotta all'aids che impegnino tutti i Governi;
in particolar modo è stata proposta la creazione di un fondo internazionale destinato a finanziare progetti di prevenzione e cura della malattia soprattutto nei Paesi in cui essa è più sviluppata;
Stati Uniti, Inghilterra e Francia hanno già annunciato lo stanziamento di risorse, seppur limitate, destinate a questo fondo;
di straordinaria importanza appare in questo senso il prossimo G8 di Genova in cui la lotta all'aids sarà uno dei temi principali di discussione;
sono 36 milioni le persone affette dal virus in questo momento in tutto il mondo, ben 25 milioni delle quali solo in Africa;
5,3 milioni di nuovi casi si sono manifestati solo nel corso del 2000;
dal momento dell'insorgenza dell'aids, sono 21 i milioni di morti in tutto il mondo, oltre tre dei quali solo nel 2000;
nessuna strategia di prevenzione e cura a livello nazionale appare essere sufficiente ma risulta sempre più necessario che anche a livello sopranazionale siano messe a punto strategie coordinate ed efficaci;
il lavoro della conferenza di New York è reso difficoltoso dall'avversione espressa da molti rappresentanti dei Paesi di religione musulmana di considerare tra le persone affette dal virus e bisognose di cura le persone omosessuali;
è notizia di questi giorni la disponibilità informalmente espressa dal Ministro degli affari esteri Ruggiero di presentare al prossimo G8 la proposta di costituire un fondo internazionale destinato a rendere nei Paesi in via di sviluppo le medicine anti aids meno care -:
per quale motivo il Governo italiano abbia sottovalutato l'importanza di tale avvenimento, che cade a poche settimane dallo svolgimento del G8 a Genova, e non abbia previsto di essere rappresentato da alcun suo esponente;
quale sia stata la posizione espressa dalla delegazione italiana circa l'opposizione espressa da molti Paesi di religione musulmana di considerare tra le persone affette dal virus e bisognose di cura le persone omosessuali;
in che misura il Governo italiano intenda contribuire al fondo internazionale proposto dal Segretario Annan;
in quale modo le dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal Ministro Ruggiero siano compatibili con la proposta avanzata dalle Nazioni Unite;
quale proposta il Governo Italiano in materia di lotta all'Aids intenda portare al G8 di Genova.
(3-00048)
(3 luglio 2001).

B)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
il Parlamento italiano si è già formalmente espresso, con un voto pressoché unanime, per la revoca dell'embargo nei confronti dell'Irak;
la presa di posizione - che prescindeva totalmente da valutazioni di natura politica in senso stretto - poneva al centro dell'attenzione l'ingiustizia delle terribili sofferenze inflitte, ormai da anni, al popolo irakeno, e segnatamente ai vecchi ed ai bambini;
ancora oggi l'embargo continua a mietere vittime, mentre il Presidente Saddam Hussein continua a governare sul suo Paese senza problemi di sorta;
anche al fine di favorire l'auspicato processo di normalizzazione, peraltro, sarebbe indispensabile ed opportuno che fossero eliminate le cosiddette no fly zone e cioè le due zone interdette al volo di aerei, zone che coprono oltre la metà dello spazio aereo irakeno ed oltre 220.000 chilometri quadrati di superficie;
ufficialmente nate su iniziativa di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia dopo la fine della guerra del golfo per proteggere curdi e sciiti dagli attacchi dell'aviazione irakena, le no fly zone non sono mai state autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sicché, dal punto di vista del diritto internazionale, sono da qualificarsi come veri e propri atti di reiterata quotidiana pirateria aerea, visto che i pattugliamenti anglo-americani addirittura non consentono alle difese contraeree irakene di inquadrare nei radar i velivoli alleati, pena l'immediato attacco armato;
la Francia, peraltro, sin dal 1997 si è significativamente ritirata dall'operazione no fly zone a nord del 36o parallelo mentre non ha mai partecipato alla no fly zone sino al 33o parallelo -:
se, anche in ragione dell'avvio della politica di normalizzazione varata dal Parlamento italiano, non sia ritenuto importante iniziare dalla eliminazione delle no fly zone rappresentando ai Governi alleati di Stati Uniti e Gran Bretagna la insostenibilità di una iniziativa che, proprio in quanto mai autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, è da considerarsi totalmente illegittima dal punto di vista del diritto internazionale e che, comunque, condanna l'Irak ad un isolamento nei rapporti con il mondo intero che non favorisce certamente l'evolversi della situazione politica interna ed il disgelo nei rapporti internazionali.
(3-00095)
(17 luglio 2001).

C)

DELMASTRO DELLE VEDOVE, ARRIGHI, TAGLIALATELA, CATANOSO, CARRARA e LOSURDO. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
la necessità di por fine, senza indugio, alle sofferenze del popolo irakeno ha trovato forte eco nel Parlamento europeo e nel Parlamento italiano;
sembra peraltro che ogni tentativo di ottenere la revoca dell'embargo e l'abolizione delle due no fly zone sia destinato a cadere nel nulla a causa della pervicace ostinazione dei Governi inglese ed americano;
per tentare di attribuire dignità a tale durissima ed intrasigente posizione, la comunità occidentale continua ad alimentare l'immagine di un Governo irakeno ostinatamente determinato a non accettare le verifiche internazionali dei propri arsenali militari;
la protestata innocenza dei governanti irakeni non ha mai trovato credito, stante il corale atteggiamento critico assunto dalla quasi totalità della stampa mondiale;
in questo quadro mediatico decisamente ostile al Presidente Saddam Hussein, ha destato serio imbarazzo la recentissima dichiarazione confessoria resa da Scott Ritter, ex-ufficiale dei servizi segreti della marina statunitense;
Scott Ritter, ex-ispettore delle Nazioni Unite in Irak, ha accusato gli Stati Uniti di aver ingannato la comunità internazionale e di avere ricercato, nel 1998, lo scontro con Baghdad per poter giustificare una serie di bombardamenti decisi dall'aeronautica anglo-americana;
è bene ricordare che Scott Ritter faceva parte del gruppo di ispettori dell'Onu incaricati di ispezionare le strutture belliche irakene per assicurarsi che non servissero alla produzione di armi di distruzioni di massa;
in un documentario di 90 minuti realizzato dalla rete televisiva Abc e presentato in anteprima alle Nazioni Unite in data 18 luglio 2001, il Ritter ha affermato di essersi dovuto faticosamente sottrarre alle pressioni esercitate da elementi dell'amministrazione statunitense che gli chiedevano di provocare uno scontro con il regime di Saddam Hussein;
a dispetto del coraggioso rifiuto di Scott Ritter di prestarsi ad una operazione tanto illegittima quanto criminale in quanto finalizzata a creare il clima giusto per lanciare nuove ondate di bombardamenti anglo-americani, la manovra è comunque riuscita in quanto ad essa si sarebbe prestato un altro ispettore delle Nazioni Unite, l'australiano Roger Hill;
secondo la confessione di Scott Ritter, lo stesso Consiglio di sicurezza dell'Onu manterrebbe il regime sanzionatorio nei confronti dell'Irak esclusivamente per ragioni politiche mentre la preoccupazione per un Irak armato di atomica o di testate chimiche in realtà sarebbe unicamente un pretesto per giustificare la politica di ostilità nei confronti del regime del Presidente Saddam Hussein;
ovviamente la stampa irakena, ed in particolare il quotidiano governativo al-Thawra, ha immediatamente sottolineato come le confessioni di Scott Ritter dimostrino «l'ingiustizia inflitta dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna all'Irak»;
l'oscura vicenda getta una luce sinistra nello scontro, ormai decennale, fra Stati Uniti e Gran Bretagna, da una parte, ed Irak dall'altra, anche perché negli ultimi anni altri ispettori dell'Onu hanno rassegnato le dimissioni dai loro incarichi denunciando gravi interferenze da parte degli Stati Uniti per criminalizzare artificiosamente la posizione irakena;
in un quadro siffatto, ancor più efficacemente la diplomazia italiana ed europea debbono operare per l'immediata revoca dell'embargo e per la immediata eliminazione delle due inique no fly zone che, è bene ricordarlo, non sono mai state né autorizzate né ratificate dalle Nazioni Unite;
appare inoltre necessario che il Governo italiano valuti la necessità di ripristinare normali relazioni diplomatiche con l'Irak, come del resto già è stato fatto da altri Paesi occidentali -:
se il Governo italiano ritenga attendibili le dichiarazioni rese dall'ex-ispettore delle Nazioni Unite Scott Ritter in relazione alle pressioni esercitate da ambienti statunitensi per ricercare artificiosamente lo scontro con il Governo irakeno al fine di giustificare una nuova ondata di bombardamenti aerei;
se non ritenga significativo il fatto che, in precedenza, altri ispettori delle Nazioni Unite si sono dimessi sostanzialmente per le stesse ragioni;
se non si ritenga, dunque, di dover accentuare ed accelerare le iniziative diplomatiche per addivenire alla revoca immediata dell'embargo e, ancor più, delle due no fly zone.
(3-00136)
(25 luglio 2001).

D)

ARRIGHI, DELMASTRO DELLE VEDOVE, GHIGLIA, GIANNI MANCUSO e ZACCHERA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nel cuore della città di Torino, e precisamente nelle zone di San Salvario e al Balon, è proibito vendere e consumare bevande in contenitori «idonei all'offesa della persona», così come afferma una nota della prefettura di Torino;
nei giorni scorsi la prefettura di Torino aveva emanato analoghe ordinanze per le zone dei Murazzi di Porta Nuova;
il divieto vige nelle ore serali e notturne dei giorni feriali e per l'intero arco delle 24 ore del sabato e dei giorni festivi;
le ordinanze, temporalmente limitate dal 5 agosto al 30 ottobre, «sono finalizzate alla tutela della sicurezza pubblica e dell'incolumità delle persone ed a rendere più efficace l'azione di vigilanza e controllo svolta dagli organi di polizia», così come recita la nota della prefettura;
trattasi dunque di un necessario provvedimento, dimostrativo peraltro del clamoroso e totale fallimento della politica governativa dell'ordine pubblico;
trattasi anche di un provvedimento che smentisce seccamente le reiterate e rassicuranti affermazioni dei sindaci di Torino degli ultimi anni, che hanno ridotto il centro della città in una condizione tale da costringere il prefetto della provincia ad assumere un provvedimento certo non risolutivo, ma che, comunque, riduce il numero degli oggetti atti ad offendere fra le mani delle disparatissime bande di extra-comunitari, irregolari e non, che affollano, indisturbati, da anni il centro cittadino, costringendo al «coprifuoco» gli autoctoni e, in genere, le persone per bene;
l'ordinanza prefettizia è testimonianza di un clima di intollerabile prevaricazione che, tollerato (se non implicitamente fomentato) dal precedente Governo, deve essere progressivamente eliminato per restituire la città ai residenti, con possibilità per tutti, senza generare rischi, di vendere ed acquistare ... bottiglie di vetro -:
se non ritenga significative (seppure contingentemente necessarie) le ordinanze prefettizie che proibiscono la vendita di bevande in contenitori idonei all'offesa della persona, e, in caso affermativo, quale progetto complessivo sia stato elaborato per restituire la città di Torino, offesa ed umiliata dall'inerzia del Governo e della civica amministrazione, al godimento di tutti i torinesi per bene.
(3-00171)
(2 agosto 2001).

E)

ROTUNDO, BONITO e CALDAROLA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 luglio, nel corso di un agguato criminale verificatosi nella frazione Frigole di Lecce, una bimba di poco più di un anno è stata colpita all'addome;
questo agguato è avvenuto a solo una settimana di distanza dall'assassinio «per errore» di un sedicenne nel centro della città di Bari -:
quali siano le valutazioni del Governo su questi agguati criminali;
quali misure urgenti il Governo abbia adottato o intenda adottare per evitare il loro ripetersi.
(3-00116)
(23 luglio 2001).



MOZIONE SULLE FORME DI COMUNICAZIONE DELL'INDIRIZZO POLITICO GOVERNATIVO

La Camera,
premesso che:
il rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento è alla base della nostra forma di governo e che l'indirizzo politico si alimenta dal costante rapporto tra tali due Istituzioni;
il confronto che si sviluppa nelle aule parlamentari, soprattutto sui temi e sulle informazioni vitali per lo sviluppo del Paese, con le modalità tipiche della discussione pubblica, trasparente e in contraddittorio, non è surrogabile da altre pur necessarie e comunque successive forme di comunicazione politico-istituzionali;
per queste ultime la legislazione prevede già forme di comunicazione istituzionale dentro precisi limiti e che comunque, soprattutto ove vengano utilizzati strumenti e servizi pubblici, esse devono comunque attenersi a criteri di obiettività ed equilibrio non solo nei periodi di campagna elettorale;

impegna il Governo:

a privilegiare costantemente e tempestivamente la sede parlamentare in occasione di comunicazioni rilevanti rispetto all'indirizzo politico, a modifiche di elementi conoscitivi necessari per l'esercizio delle funzioni del Parlamento, per il rispetto del rapporto del Governo con la propria maggioranza e per il ruolo delle opposizioni parlamentari.
(1-00015) «Violante, Castagnetti, Boato, Rizzo, Intini, Pecoraro Scanio, Montecchi, Rognoni, Innocenti, Ruzzante, Magnolfi, Panattoni».
(26 luglio 2001).