TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 34 di Giovedì 20 settembre 2001


INTERPELLANZE URGENTI

A)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, per sapere - premesso che:
la legge n. 388 del 2000 (finanziaria 2001), sul capitolo 2001 della tabella 18 del bilancio di previsione dello Stato ha stanziato 121 miliardi, per l'anno in corso, come contributo ordinario per enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi che si occupano di conservazione della natura e gestione di aree naturali protette mentre l'articolo 145, comma 51, ha previsto l'istituzione di un apposito fondo di 20 miliardi di lire per ciascun anno del triennio 2001-2003 per favorire gli investimenti nei parchi nazionali;
un primo schema di decreto del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio è stato inviato al Parlamento per l'espressione del parere il 21 marzo 2001 ma, essendo stato poi sciolto il Parlamento, solo la Camera dei deputati ha espresso un parere positivo e senza voti contrari, mentre il Senato della Repubblica non ha espresso alcun parere: considerando comunque espresso il parere, il Ministro ha inviato il provvedimento alla Corte dei conti per consentire agli organismi beneficiari dei contributi di disporne «in tempo utile per ridurre al minimo il periodo nel quale l'amministrazione deve ricorrere ad anticipazione pro-rata, in modo da consentire agli enti parco di perseguire il loro processo di pianificazione dei singoli programmi di attività», come recita la relazione di accompagnamento del primo schema di decreto di ripartizione;
nonostante l'approssimarsi della stagione turistica estiva il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio non ha ritenuto di attendere la fine dell'esame da parte della Corte dei conti e, prendendo a pretesto l'insediamento del nuovo Parlamento, ha ritirato il decreto ed iniziato un nuovo esame dei criteri e della qualità dei parametri adottati per ripartire i fondi, inviando il 31 luglio 2001 al Parlamento, dopo sette mesi dall'inizio dell'anno e con la stagione estiva ormai abbondantemente iniziata, un secondo schema di decreto che presenta differenze sostanziali rispetto al precedente in quanto contempla una nuova voce «Trasferimento agli enti parco per azioni nazionali» pari a lire 7.035.146.100, ricavata sottraendo risorse assegnate nel primo schema all'Istituto centrale per la ricerca sull'ambiente marino (- 1,9 miliardi), alle Riserve naturali dello Stato (- 1,3 miliardi), al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (- 1,3 miliardi circa), al Parco nazionale del Gran Paradiso (- 1 miliardo), alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. nei parchi del Gran Sasso, Majella, Vesuvio, Cilento e Gargano (- 548 milioni circa), al Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi (- 600 milioni), a Parchi nazionali del Gran Sasso e Monti della Laga, della Majella, della Val Grande e del Vesuvio;
a giudizio degli interpellanti la voce «Trasferimento agli enti parco per azioni nazionali», assente nella prima versione del decreto, non risponde a criteri di trasparenza giacché, contrariamente agli altri finanziamenti erogati ai parchi nazionali, non viene assegnata in base ai criteri elencati nelle premesse ma viene erogata in modo non verificabile: la sua riprosizione vanifica la previsione dei nuovi criteri di attribuzione dei finanziamenti, basati sulla valutazione del costo di funzionamento e del potenziale di spesa per investimenti, novità introdotta dal Parlamento nel parere espresso sulla ripartizione dei fondi per l'anno 2000;
risulta immotivata la necessità di creare, alla fine dell'anno di esercizio, una voce di spesa di emergenza «cui ricorre per azioni che si rendessero possibili nel corso dell'anno 2001 nell'ambito del sistema nazionale delle aree protette», giacché a pochi mesi dalla fine del 2001 le uniche «azioni possibili nell'ambito del sistema nazionale delle aree protette» sono quelle che i parchi hanno da tempo progettato ma non ancora realizzato per il ritardo dell'erogazione dei finanziamenti nell'anno in corso da parte del ministero;
al momento attuale, a pochi mesi dalla fine dell'anno di esercizio, gli organismi di gestione dei parchi nazionali del nostro Paese non conoscono con certezza l'importo del contributo finanziario ordinario spettante, circostanza che impedisce loro di assolvere con efficacia ai compiti istituzionali; nonostante questo ritardo, imputabile al ministero, nell'erogazione dei fondi abbia prodotto danni all'erario per gli interessi passivi pagati dagli enti parco alle banche per anticipazioni finanziarie ed abbia frenato la programmazione delle attività istituzionali estive ed autunnali, il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio continua a stigmatizzare difetti di funzionamento e incapacità di spesa dei finanziamenti da parte degli enti gestori dei parchi nazionali;
in particolare, durante l'audizione sugli orientamenti programmatici del suo dicastero tenutasi il 12 luglio 2001 alla Camera dei deputati, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio ha dichiarato: «La politica delle aree protette fin qui seguita non è pienamente soddisfacente. A fronte di un notevole aumento della superficie protetta sta una situazione di gestioni balbettanti o assolutamente assenti, di parchi istituiti e non costituiti, di scarsa efficacia dell'attività. In questi pochi giorni che sono al ministero ho ricevuto molti colleghi parlamentari che sono venuti a lamentarsi perché sono stati istituiti ma hanno solo vincoli e non la possibilità di sviluppo relativa. L'area complessivamente salvaguardata del nostro Paese, a mio avviso deve ancora aumentare, ma molto di più deve aumentare l'efficacia operativa degli enti locali che la gestiscono. ...Ritengo che la scelta fatta dai miei predecessori di coinvolgere gli enti locali sia da confermare, anzi da proseguire ed ampliare, dando gli strumenti per far decollare i parchi, anche dal punto di vista dello sviluppo e non soltanto dei vincoli» -:
quali ragioni abbiano spinto il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio a ritirare il primo schema di decreto e a ripresentare un secondo schema il 31 luglio 2001, ovvero fuori tempo massimo per l'espressione del parere al Parlamento prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, compromettendo così non solo la programmazione estiva ma anche quella autunnale delle attività istituzionali, negando agli enti di gestione dei parchi nazionali il principale «strumento per far decollare i parchi, anche dal punto di vista dello sviluppo e non soltanto dei vincoli», contribuendo in primo luogo a impedire che la politica di sviluppo ecocompatibile e di conservazione della natura nei parchi nazionali raggiunga i risultati soddisfacenti che il Ministro interpellato, per primo, auspica esponendo gli orientamenti programmatici del suo dicastero e proclamando la necessità di aumentare l'efficacia operativa degli enti locali che gestiscono le aree naturali protette;
come siano stati spesi i 9.109.289.617 di lire previsti dalla voce «Trasferimenti agli enti parco per azioni nazionali» nell'anno 2000 e se lo Stato abbia acquistato l'isola di Budelli, come espressamente indicato nel parere espresso sul decreto di ripartizione dei fondi per l'anno 2000 dalla commissione ambiente della Camera dei deputati il 23 febbraio 2000;
come sia stato impiegato finora l'apposito fondo di 20 miliardi di lire per ciascun anno del triennio 2001-2003 per favorire gli investimenti nei parchi nazionali previsto dall'articolo 145, comma 51, della legge finanziaria 2001.
(2-00056) «Pecoraro Scanio, Lion, Pappaterra, Boato».
(18 settembre 2001)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
per lo sviluppo economico e sociale della provincia di Viterbo è indispensabile il completamento della trasversale Civitavecchia-Viterbo-Orte e l'ammodernamento della strada statale Cassia;
la trasversale rappresenta l'asse viario indispensabile per favorire un equilibrato ed armonico sviluppo del territorio regionale;
alla realizzazione della trasversale è direttamente connesso il funzionamento del porto di Civitavecchia e l'ottimale sviluppo delle potenzialità del centro merci di Orte;
l'ammodernamento della strada statale Cassia rappresenta l'elemento fondante per un rapido collegamento con Roma ed anche per la futura e completa funzionalità dell'aeroporto di Viterbo -:
quale sia lo stato di attuazione delle succitate infrastrutture;
quali siano gli impegni del Governo per il completamento di dette opere.
(2-00041)
«Fioroni, Banti, Giovanni Bianchi, Bimbi, Bindi, Bressa, Carra, De Franciscis, Delbono, Duilio, Fanfani, Franceschini, Giachetti, Letta, Lettieri, Loiero, Mantini, Marcora, Meduri, Milana, Monaco, Mosella, Luigi Pepe, Pistelli, Reduzzi, Santagata, Soro, Stradiotto, Tanoni, Burtone, Maura Cossutta, Merlo, Molinari, Vernetti».
(1 agosto 2001)

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per le pari opportunità, per sapere - premesso che:
il decreto legislativo n. 196 del 2000 ha introdotto nuove disposizioni in materia di azioni positive ed ha riformato la disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità predisponendo importanti innovazioni rispetto alla disciplina preesistente;
tale normativa ha lo scopo di attribuire maggiore efficacia all'iniziativa degli organismi di parità, tramite l'istituzione di un fondo per l'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità, la creazione di una rete nazionale e l'individuazione dei requisiti soggettivi di nomina, rinviando ad una serie di decreti e convenzioni la sua completa attuazione;
in data 18 luglio 2001, la Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ha presentato l'edizione 2000-2001 del codice donna compiendo una puntuale riflessione sulla normativa vigente;
in quell'autorevole sede, la professoressa Donata Gottardi, vice-consigliere nazionale di parità, ha esposto i motivi per i quali è tuttora inattuata, ad un anno dalla sua emanazione, l'importante normativa di riforma della legge n. 125 del 1991 «Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro», predisposta dal decreto legislativo n. 196 del 2000 «Disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive»;
non è stata stipulata la convenzione quadro ad opera del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro per le pari opportunità;
non è stata indetta la conferenza unificata prevista dal decreto legislativo n. 196 del 2000;
non è stato ripartito il fondo di funzionamento previsto dall'articolo 9 del decreto in questione, le cui quote devono essere destinate all'ufficio della consigliera nazionale, alla rete nazionale, alle regioni ed alle province;
tale atto è necessario per coprire gli oneri relativi all'attività delle consigliere, alle azioni in giudizio, al pagamento dei compensi e delle indennità, ai rimborsi e alla remunerazione dei permessi spettanti alle consigliere ed ai consiglieri di parità e al funzionamento della rete nazionale;
la mancata ripartizione del fondo è da collegarsi all'insediamento solo recente della commissione di gestione del fondo;
in sede di prima applicazione è necessario procedere al rinnovo di tutte le cariche, secondo le procedure e i criteri omogenei indicati dall'articolo 2 del decreto legislativo n. 196 del 2000;
nonostante siano scaduti i termini entro i quali completare le nomine su tutto il territorio nazionale, sono state fornite al ministero del lavoro e delle politiche sociali solamente il 50 per cento delle designazioni per cui - attualmente - i due terzi delle regioni e la metà delle province risultano sprovviste delle consigliere e dei consiglieri di parità;
in data 17 luglio 2001 è stata inviata un'informativa da parte della consigliera nazionale di parità, professoressa Marzia Barbera e da parte della vice-presidente nazionale di parità, professoressa Donata Gottardi, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, relativa ai gravi ritardi riscontrati nell'attuazione del decreto legislativo n. 196 del 2000 -:
se non intendano mettere urgentemente in atto tutte le misure necessarie all'applicazione del decreto legislativo in modo da consentirne l'operatività in tempi rapidi;
se - in via transitoria - per permettere una prima riunione delle consigliere e dei consiglieri di parità finora designati, non intendano mettere a disposizione i fondi necessari alla realizzazione di tale incontro, di vitale importanza per il funzionamento degli organismi di parità nel nostro Paese;
se non intendano intensificare la loro attività di supporto in vista dell'approvazione in sede di conferenza unificata delle convenzione quadro e del decreto di riparto dei fondi tra consigliere e consiglieri regionali e provinciali e consigliere nazionali.
(2-00042)
«Alberta De Simone, Buglio, De Luca, Giulietti, Grandi, Guerzoni, Luongo, Maurandi, Mazzarello, Motta, Nannicini, Nieddu, Sasso, Sereni, Sinisi, Michele Ventura, Adduce, Burtone, Diana, Marcora, Mariotti, Martella, Oliverio, Ottone, Piglionica, Pisa, Potenza, Quartiani, Raffaldini, Ruggieri, Santagata, Squeglia, Stradiotto, Tanoni».
(1 agosto 2001)

D)

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della salute, per sapere - premesso che:
nel corso del precedente Governo, nella persona dell'allora Ministro della sanità Umberto Veronesi, era stata avviata la procedura per l'indizione della gara per l'affidamento delle attività di sviluppo e conduzione funzionale e tecnica del Sistema informativo sanitario nazionale;
in data 15 marzo 2001 l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione ha espresso un parere critico sul progetto di fattibilità e sui relativi documenti tecnici allegati in quanto ritenuti carenti di tutti gli elementi necessari a garantirne la completezza, come ad esempio la mancanza del capitolato tecnico, per cui non si poteva procedere alla pubblicazione del relativo bando di gara;
nello stesso periodo, in sede di Conferenza Stato-regioni, veniva definito uno schema di accordo-quadro ministero-regioni (Gazzetta Ufficiale 18 aprile 2001) che prevedeva la realizzazione di un Nuovo Sistema informativo sanitario nazionale in luogo del Sistema informativo sanitario per la piena condivisione delle informazioni in possesso di ciascun livello organizzativo tenendo conto della necessità di estendere e rafforzare il sistema di monitoraggio e passaggio di informazioni il più decentrato possibile;
nonostante l'accordo intercorso con le regioni il ministero incaricato in data 9 giugno 2001, in coincidenza temporale con l'insediamento del nuovo Governo e il passaggio di consegne fra i Ministri, ha emesso due bandi di gara per lo sviluppo del Nuovo Sistema informativo sanitario nazionale (Gazzetta Ufficiale del 13 giugno 2001):
la linea di condotta e di pensiero della nuova maggioranza e quindi di questo Governo è volta alla costituzione di un Nuovo sistema informativo sanitario nazionale in coerenza con il progetto egovernment del dipartimento della funzione pubblica imperniato sulle regioni nell'ottica della devolution, mentre i bandi di gara sopra citati ed emessi il 9 giugno scorso risultano volti alla gestione ed al rafforzamento del sistema del ministero in un'ottica chiaramente centralista e non tengono in alcun conto le osservazioni dell'Aipa;
tali bandi di gara risultano non rispettosi dell'accordo Stato-regioni sopra richiamato soprattutto nella parte in cui prevedeva la elaborazione congiunta tra ministero e regioni di un progetto che doveva costituire l'obiettivo di gara, progettato mai redatto;
inoltre, risulta che sia previsto che al massimo solo un terzo dei finanziamenti possa essere devoluto alle regioni confermando il carattere centralistico dei provvedimenti. Infatti al centro verrebbe demandata la definizione degli standard, dei criteri, del disegno del progetto generale e del suo coordinamento, e anche la sua realizzazione, che invece dovrebbe essere di competenza delle regioni;
a quanto risulta dai bandi si mira al potenziamento del sistema del ministero, distinguendo assurdamente un centro da una periferia a scapito di quest'ultima, ponendosi in contrasto evidente con i contenuti del progetto di legge sulla devolution dell'attuale Governo e che individua nella sanità uno dei primi settori di intervento decentrante;
infine i bandi di cui sopra non tengono conto della necessità di spostare l'accento dall'informatica alla telematica per la costruzione di sistemi informativi che hanno come punto di riferimento il cittadino ed i servizi di cui necessita, nonché del fatto che l'evoluzione tecnologica dall'informatica alla telematica rende possibile ed attuale lo sviluppo di un sistema informativo nazionale non condizionato da disegni di strutture gerarchiche centralistiche come quelli che ispirano i bandi su menzionati -:
se a fronte delle considerazioni sopra esposte non ritenga opportuno e necessario rivedere la progettualità del Nuovo Sistema informativo sanitario nazionale coinvolgendo le regioni come previsto dall'accordo richiamato e solo sulla base di quello reindire i bandi di gara.
(2-00055) «Cè».
(18 settembre 2001)

E)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
nella notte di sabato 15 settembre 2001 si è abbattuto sulla città di Napoli e su vaste zone del suo hinterland un violento nubifragio che ha provocato anche la morte di due persone;
secondo le prime stime venticinque palazzi sarebbero a rischio di crollo, nelle strade si registrano una cinquantina di voragini e altrettanti sarebbero i muri di contenimento andati distrutti dalla violenza delle acque;
circa trecento persone, per la maggior parte residenti a Soccavo, sono rimaste senza tetto a causa delle precarie condizioni di staticità delle loro abitazioni;
lo stadio San Paolo, rinnovato integralmente in occasione dei mondiali di calcio del 1990, è circondato da voragini; gli uffici e gli spogliatoi sono completamente inagibili, e non sarà utilizzabile per almeno cinque mesi;
i collegamenti ferroviari di Cumana e Circumvesuviana, utilizzate da migliaia di pendolari, sono bloccati né si ha cognizione di quando verranno ripristinati;
gravi danni si registrano anche sulla rete fognaria, che non ha retto all'enorme afflusso di pioggia, e sulla rete elettrica;
secondo i geologi la città di Napoli sarebbe attraversata da circa due milioni di metri quadri di gallerie inesplorate, ma nonostante la creazione di un commissariato speciale per il sottosuolo, nulla è stato fatto sebbene già nel 1996 si registrò a Secondigliano un crollo che causò alcune vittime -:
quale sia l'esatta dimensione dei danni causati dal nubifragio e quali urgenti provvedimenti intenda adottare per fronteggiare questa emergenza;
se non ritenga opportuno proclamare lo stato di calamità naturale per la città di Napoli.
(2-00057)
«Volonté, Ciro Alfano, Brusco, Mazzoni, Montecuollo».
(18 settembre 2001)

F)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
in occasione del 21o anniversario della strage alla stazione di Bologna, occorsa il 2 agosto del 1980, il ricordo del sacrificio delle vittime è sempre vivo e presente nella coscienza della Nazione;
in quell'occasione ci sono state 85 persone che hanno perso la vita e 200 persone rimaste ferite;
dopo 17 anni la legge d'iniziativa popolare sull'abolizione del segreto di Stato per i reati di strage e terrorismo deve ancora essere discussa in Parlamento;
l'associazione dei familiari delle vittime ha chiesto ancora una volta l'abrogazione del segreto di Stato nelle indagini sulle stragi ed i delitti di terrorismo -:
se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro interpellati non reputino necessario mettere in atto ognuno per la propria competenza ogni iniziativa anche di carattere normativo volta a promuovere e sostenere l'abrogazione del segreto di Stato nelle indagini sulle stragi ed i delitti di terrorismo.
(2-00050) «Cento, Bulgarelli, Boato».
(2 agosto 2001)

G)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
dal 5 al 9 novembre si svolgerà in Italia la conferenza Onu sulla fame nel mondo;
il Governo, finora senza alcun coinvolgimento del Parlamento, ha preso l'orientamento di non consentire lo svolgimento del vertice a Roma, come era previsto;
da mesi si discute in ogni sede sulle possibili sedi della conferenza;
per due settimane ha operato una commissione mista Fao-Governo italiano per verificare possibili sedi alternative a Roma e, da oltre una settimana, la commissione ha concluso i suoi lavori -:
se il Governo abbia scelto una sede, se lo abbia comunicato alla Fao, quali siano i costi previsti per lo spostamento;
dove si svolgerà il forum dei parlamentari inizialmente previsto a Roma per il 7 novembre;
dove si svolgerà l'assemblea della Fao inizialmente prevista a Roma prima e dopo la conferenza;
dove si svolgerà il forum internazionale delle organizzazioni non governative sostenuto finanziariamente dall'Italia, inizialmente previsto a Roma nei giorni del vertice;
se il Governo intenda aumentare il contributo finanziario all'iniziativa contro la fame nel mondo e quali proposte intenda presentare alla conferenza dell'Onu;
quale sia l'indirizzo del Governo per garantire la libertà di manifestazione in occasione dei vertici internazionali.
(2-00059)
«Violante, Calzolaio, Spini, Burlando».
(18 settembre 2001)

H)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
il sottosegretario all'interno Carlo Taormina lunedì 17 settembre 2001 si è recato a Palermo come rappresentante del Governo e, mentre un altro sottosegretario all'interno coordinava una riunione regionale di prefetti e questori della Sicilia sul tema della sicurezza e dell'immigrazione (questioni in parte delegate al sottosegretario Taormina), ha assistito nell'aula bunker di Pagliarelli Giuseppe Simone per il quale il pubblico ministero ha chiesto dieci anni e otto mesi di carcere per reati di mafia;
il sottosegretario all'interno Taormina è ancora difensore di vari imputati accusati di reati gravi, talora indagati da apparati investigativi dipendenti del ministero dell'interno;
risulta che il Ministro dell'interno abbia già «sconsigliato» il sottosegretario Taormina, considerando inopportuno il mantenimento di incarichi professionali di avvocato difensore -:
come giudichi l'intervento del sottosegretario Taormina nel processo in corso a Palermo;
se non ritenga necessario promuovere la revoca della nomina dell'avvocato Taormina a sottosegretario di Stato;
se non ritenga opportuno predisporre un atto di indirizzo governativo sulle incompatibilità fra taluni incarichi professionali e funzione di governo.
(2-00060)
«Violante, Castagnetti, Boato, Rizzo, Calzolaio, Monaco, Bonito, Carboni, Finocchiaro».
(18 settembre 2001)

I)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro delle attività produttive, per sapere - premesso che:
la legge 29 marzo 2001, n. 135 «Riforma della legislazione nazionale del turismo» per la prima volta riconosce al settore del turismo il ruolo strategico che gli compete nello sviluppo del Paese, conservando allo Stato esclusivamente le competenze non espressamente delegate alle regioni dall'articolo 117 della Costituzione;
l'approvazione della predetta legge ha avuto un accoglimento positivo da parte degli imprenditori turistici e da parte delle loro associazioni di categoria che attendevano la riforma della legge quadro ormai da molti anni;
all'articolo 2 comma 4 essa stabilisce che, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge medesima, quindi entro il 5 agosto 2001, il Presidente del Consiglio dei ministri definisca con proprio decreto i principi e gli obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico, ai sensi dell'articolo 44 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
il predetto decreto, contenente le linee guida, deve essere adottato d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sentite le associazioni di categoria degli operatori turistici e dei consumatori;
le linee guida ricoprono una decisiva importanza al fine di rendere il più possibile omogenei gli standard minimi di qualità delle imprese e delle professioni turistiche in ambito nazionale, eliminando per questa via la sovrapposizione di norme e quindi la burocratizzazione delle procedure, che costituiscono una palla al piede per le imprese turistiche italiane, limitandone la capacità competitiva;
la legge n. 135 del 2001 stabilisce inoltre che, fino a quando non sarà emanato il decreto contenente le linee guida, non decadranno la vecchia legge quadro sul turismo (n. 217 del 1983) e le norme centralistiche che la caratterizzano;
ove non si proceda celermente all'applicazione della legge, rimarranno congelati i trasferimenti di competenza legislativa alle regioni e verrà confermata la vecchia disciplina delle imprese turistiche che escludeva ingiustificatamente numerose categorie tra le quali gli stabilimenti balneari, i centri congressuali, gli impianti sciistici, eccetera;
l'articolo 4 prevede altresì che il ministero per le attività produttive rediga la carta dei diritti del turista, sentite le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore turistico e le associazioni nazionali di tutela dei consumatori, consentendo in questo modo all'Italia di entrare finalmente nel novero dei Paesi che assumono le indicazioni della Organizzazione mondiale del turismo per difendere i consumatori e promuovere il turismo sostenibile;
l'articolo 5 istituisce i «sistemi turistici locali», che intendono promuovere una metodologia innovativa di programmazione territoriale del turismo, volta al perseguimento del prioritario obiettivo della qualità;
l'articolo 6 istituisce un fondo di cofinanziamento per il finanziamento degli interventi previsti dall'articolo 5, che ammonta a 410 miliardi nel quadriennio 2000-2003, ai quali si aggiungono altri 100 miliardi riservati allo stesso fine, nel fondo unico per gli incentivi alle imprese: risorse che costituiscono, per la prima volta, nella storia del nostro Paese, un cospicuo finanziamento a favore del settore del turismo;
l'articolo 10 stabilisce altresì che il ministero delle attività produttive istituisca un fondo di rotazione per il prestito ed il risparmio turistico, con lo scopo di erogare prestiti turistici a tassi agevolati e favorire il risparmio turistico delle famiglie e dei singoli con reddito al di sotto di un limite da fissare ogni tre anni con decreto del ministero medesimo. Si adotta così anche nel nostro Paese, come già avviene in molti Paesi europei, un moderno strumento di sostegno al turismo sociale;
il ministero delle attività produttive deve provvedere entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, e dunque entro il 5 agosto 2001, a stabilire i criteri e le modalità di organizzazione, la tipologia delle agevolazioni, i soggetti che possono usufruire delle agevolazioni e le modalità di utilizzo degli eventuali utili derivanti dalla gestione del fondo di cui all'articolo 10 -:
se e in quali tempi intendano procedere all'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e alla consultazione delle associazioni di categoria degli operatori turistici e dei consumatori, per l'urgente emanazione delle linee guida di cui all'articolo 2 della legge n. 135 del 2001;
se per tale consultazione non considerino opportuno convocare la Conferenza nazionale del turismo prevista dall'articolo 3 della legge n. 135 del 2001;
se stiano procedendo alla consultazione delle associazioni degli imprenditori turistici e dei consumatori prevista per la carta dei diritti del turista;
se e in quali tempi intendano stabilire i criteri e le modalità di ripartizione del fondo di cofinanziamento di cui all'articolo 6 ed emanare il relativo decreto senza il quale la prima importante dotazione di risorse finanziarie per il turismo italiano rimane irrimediabilmente congelata;
se e in quali tempi intendano provvedere all'emanazione del decreto relativo al fondo di rotazione per il prestito ed il risparmio turistico di cui all'articolo 10.
(2-00044)
«Gambini, Bersani, Buglio, Cazzaro, Cialente, De Brasi, Lulli, Nieddu, Quartiani, Rugghia, Albonetti, Carli, Preda, Bellini, Battaglia, Roberto Barbieri, Bandoli, Angioni, Agostini, Adduce, Abbandanzieri, Crucianelli, D'Alema, Dameri, Di Serio D'Antona, De Luca, Alberta De Simone, Diana, Guerzoni, Innocenti, Kessler, Labate, Leoni, Lolli, Lucà, Tocci, Tolotti, Trupia, Turco, Vianello, Vigni, Visco, Zani, Zanotti, Zunino».
(1 agosto 2001)

L)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle attività produttive, per sapere - premesso che:
la Sorgenti spa, notoriamente di proprietà di Giuseppe e Tullio Ciarrapico, ha preso in gestione dalla Sanità spa, controllata dalla Banca di Roma, la Fonte Appia, dove si imbottiglia l'omonima acqua minerale, di proprietà della Idrominerale Romana Bognanco;
la Idrominerale Romana Bognanco, in base ad un preciso «piano» approvato dalla Banca di Roma, era stata conferita dagli stessi Giuseppe e Tullio Ciarrapico alla Sanità nel 1995;
nel 1999, la Sanità, controllata dalla Banca di Roma, ha ceduto la Idrominerale Romana Bognanco unitamente alla famosa clinica Villa Stuart ad una misteriosa società, la Europa Service srl, per l'incredibile somma di lire 100.000 (centomila): secondo gli interpellanti, è necessario che si verifichi a chi in realtà sia riconducibile tale società;
i signori Giuseppe e Tullio Ciarrapico, acquisita nell'anzidetto modo la disponibilità della Fonte Appia, vorrebbero cambiare destinazione all'intera zona, trasformandola in un centro commerciale, riducendo, a tal fine, drasticamente la produzione di acqua minerale, con gravissime ripercussioni sul piano occupazionale;
risulta inoltre che i signori Ciarrapico abbiano chiesto un rinnovo della relativa concessione mineraria alla regione Lazio;
il signor Giuseppe Ciarrapico, a seguito di sentenze passate in giudicato per reati continuati commessi fino al 1993, in base all'articolo 47 della legge n. 354 del 1975 (la cosiddetta legge Gozzini), in data 5 luglio 2000 è stato affidato al servizio sociale in vista di una sua possibile rieducazione;
il giudice dell'udienza preliminare di Frosinone, con sentenza del marzo del corrente anno, a seguito della domanda di patteggiamento avanzata, ha condannato il signor Tullio Ciarrapico a tre anni di reclusione (ridotti ad un anno e nove mesi) ed il signor Giovanni De Sanctis, amministratore unico della Sorgenti spa, a due anni e tre mesi (ridotti ad un anno e sei mesi);
nei confronti del signor Giuseppe Ciarrapico, sono in corso numerosi procedimenti penali per reati societari commessi successivamente al 1993;
secondo gli interpellanti, almeno per una elementare questione di decenza, la concessione mineraria non dovrebbe essere rinnovata in favore della Sorgenti spa, viste le condanne recentemente subite dagli amministratori della stessa e la cattiva gestione della Fonte Appia che ha determinato la crisi dell'attività produttiva con conseguente caduta occupazionale -:
nell'ambito dei propri poteri di indirizzo e coordinamento in materia di concessioni minerarie, quali iniziative di propria competenza intenda adottare in relazione alla vicenda citata, tenuto conto, tra l'altro, delle esigenze di tutela dei lavoratori e dell'interesse pubblico ad una corretta gestione della Fonte Appia.
(2-00046)
«Rugghia, Amici, Nieddu, De Brasi, Coluccini, Battaglia, Leoni, Lulli, Cazzaro, Fumagalli, Franci, Folena, Fluvi, Finocchiaro, Filippeschi, Fassino, Duca, Bolognesi, Bogi, Benvenuto, Mancini, Magnolfi, Luongo, Lumia, Lucidi, Montecchi, Minniti, Melandri, Maran, Manzini, Capitelli, Calzolaio, Caldarola, Cabras, Burlando, Buffo, Bova, Borrelli, Grillini, Grignaffini, Grandi, Giulietti, Giacco, Gasperoni, Gambini, Galeazzi, Chianale, Chiaromonte, Chiti, Cordoni, Cialente, Cennamo».
(1 agosto 2001)

M)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
il servizio di sicurezza predisposto dal Governo italiano in occasione del G8 tenutosi a Genova è stato assicurato attraverso l'impiego di migliaia di uomini delle forze dell'ordine nelle cui fila vi erano agenti di polizia, carabinieri ed appartenenti alla guardia di finanza;
nonostante sin dalla vigilia si temessero scontri con i manifestanti appartenenti alle frange più estreme, le dotazioni di armi da fuoco, ordinariamente in uso agli agenti, non sono state sostituite completamente con altri strumenti di difesa;
la tragica uccisione del giovane manifestante Carlo Giuliani verificatasi in piazza Alimonda è stata determinata dalla esplosione di un colpo di arma da fuoco che ha attinto la vittima in zona vitale;
il carabiniere che ha esploso il colpo di arma da fuoco, prescindendo dalla valutazione delle circostanze e della dinamica dell'evento, il cui completo accertamento è riservato alla competente magistratura, ha fatto ricorso all'arma in dotazione;
in occasione del vertice tenutosi a Seattle le locali forze dell'ordine si sono avvalse, nell'equipaggiamento antirivolta, di pistole che sparavano speciali pallottole di gomma;
in molti Paesi al mondo nelle tecniche antisommossa vengono usate, dai reparti speciali che si trovano a fronteggiare guerriglie urbane esclusivamente armi non letali in grado di raggiungere adeguatamente l'obiettivo di reagire alle aggressioni violente e di ristabilire l'ordine;
anche il noto quotidiano statunitense New York Times il 21 luglio 2001, manifestando profonde perplessità sulla scelta dell'equipaggiamento delle forze dell'ordine italiane, ha sottolineato negativamente la scelta di dotare gli agenti, chiamati a fronteggiare eventuali disordini, di armi di ordinanza con proiettili veri -:
per quale ragione, nonostante tutti gli uomini delle forze dell'ordine impiegati nelle giornate genovesi fossero stati destinati al controllo delle manifestazioni «anti G8» nonché ad azione preventiva e repressiva di eventuali violenze, non si è deciso di sostituire le armi di ordinanza con dotazioni speciali prive di proiettili veri -:
se il Ministro interpellato, facendo ricorso ai poteri di decretazione, non ritenga assolutamente indispensabile per ogni futuro impegno delle forze dell'ordine a difesa della sicurezza nelle manifestazioni di piazza eliminare le armi da fuoco di ordinanza sostituendole opportunamente con specifici strumenti di difesa non letali in grado di respingere le violenze e tutelare maggiormente tutti i cittadini.
(2-00043)
«Siniscalchi, Agostini, Roberto Barbieri, Battaglia, Bielli, Bonito, Carboni, Carli, Cennamo, Chianale, Chiaromonte, Coluccini, Cordoni, Duca, Fluvi, Franci, Giacco, Grignaffini, Innocenti, Labate, Paola Mariani, Raffaella Mariani, Marone, Pennacchi, Petrella, Ruzzante, Susini, Tolotti, Vigni, Zani, Buglio, Ceremigna, Giulietti, Grandi, Quartiani, Sasso».
(1 agosto 2001)