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in questi giorni la stampa ha dato ampio risalto a numerosi e aberranti casi di violenza sessuale e di riduzione in schiavitù di giovani e giovanissime donne, tra cui alcune minorenni, immigrate o addirittura rapite dai loro paesi d'origine, segregate, costrette alla prostituzione e usate per ogni tipo di traffico illecito;
il grande numero di questi veri e propri atti criminali denuncia una tendenza preoccupante alla sopraffazione e all'abuso più crudele da parte di uomini che esercitano un potere di ricatto su donne che vivono situazioni di enorme disagio e marginalità sociale;
eclatanti sono i casi di Roma, Ischia, Milano e Torino accomunati da forme di violenza sessuale, unite a rapimento e riduzione in schiavitù:
Roma: violentata una ragazza di colore di 24 anni, cittadina italiana, residente a Trento, da un gruppo di 4 uomini sudamericani in uno dei bagni pubblici della Stazione Termini;
Ischia: sequestrata e stuprata una ragazza tedesca di diciotto anni, in vacanza sull'isola con la madre, da un cittadino brasiliano di 43 anni;
Settimo Torinese: ingannati con la promessa di un lavoro e poi sequestrati e ridotti in schiavitù in un appartamento, quattro ragazze e un ragazzo tra i 15 e i 16 anni, picchiati e costretti a rubare nei supermercati; una di loro, una rumena di 16 anni, è stata poi venduta per undicimila marchi, violentata e costretta ad abortire;
ancora Roma: al bar Settebello del Tritone, una ragazza di 15 anni è stata violentata dal suo datore di lavoro, che è stato anche suo padrino alla cresima, costretta a bere superalcolici in dosi massicce tanto che, ricoverata al Policlinico di Roma, le hanno riscontrato ustioni alla gola provocate dall'alcol e ferite, aggravate dal fatto che la ragazza non aveva mai avuto rapporti sessuali in precedenza;
Torino: una ragazza quattordicenne violentata dal padre, un albanese quarantenne, ricercato dal tribunale di Ancona per tentato omicidio, violenza sulla figlia e sulle sorelle;
è stata approvata, nel 1996, la legge contro la violenza sessuale varata dopo venti anni di dibattito intenso e di impegno nella società e in Parlamento che individua, finalmente, tale reato come un crimine effettuato non contro la morale, ma contro la persona e che affronta il tema della necessità di liberare la sessualità maschile dalla tradizione di dominio che in parte l'ha caratterizzata;
la Camera dei deputati ha approvato, il 28 febbraio 2001, le norme contro la tratta di esseri umani, crimine che costituisce il mercato più nuovo e più vantaggioso per le organizzazioni delinquenziali; un testo che, purtroppo, non ha ottenuto l'approvazione finale lasciando campo libero alle più aberranti violazioni di diritti che si registrano ogni giorno nelle aree marginali della società, creando condizioni di riduzione in schiavitù, lavoro servile, sfruttamento e accattonaggio;
una ricerca della fondazione Lelio Basso per conto della Commissione per l'integrazione degli immigrati del dipartimento degli Affari sociali della Presidenza del Consiglio, ha presentato recentemente una ricerca da cui si evince che sono soprattutto gli immigrati a subire violenzae sfruttamento all'interno di relazioni di lavoro basate sul dominio e sulla completa coercizione -:
se venga adeguatamente applicata la legge contro la violenza sessuale e quali risultati concreti abbia prodotto negli ultimi 5 anni;
se venga adeguatamente applicata la legge sull'immigrazione, nella parte che consente alle prostitute immigrate di uscire dal giro dopo avere denunciato gli sfruttatori e quali risultati concreti abbia finora prodotto;
se intendano predisporre un'adeguata campagna di sensibilizzazione contro le violenze e gli abusi sessuali;
con quali altri provvedimenti si propongano di fronteggiare l'abuso, lo sfruttamento e la schiavizzazione sessuale delle immigrate, la vendita e il commercio dei loro figli, la violenza, le condizioni inumane di sopravvivenza, per fare in modo che proprio in Italia, paese di nobili tradizioni umane e civili, sia garantita una accoglienza decorosa;
quali misure intendano proporre agli altri governi, anche in occasione del vertice dei G8, al fine di concertare una legislazione europea per impedire la schiavitù sessuale.
(2-00026)
«Violante, Alberta De Simone, Montecchi, Magnolfi, Gasperoni, Oliverio, Di Serio D'Antona, Nigra, Buglio, Ottone, Quartiani, Ruzzante, Innocenti».
(17 luglio 2001)
venerdì 6 luglio 2001 sono apparsi sugli organi di stampa degli articoli inerenti ad una perquisizione effettuata dalla polizia di Stato presso l'abitazione del dott. Vittorio Cecchi Gori;
si apprende da alcuni articoli, ed in particolare a pag. 5 del quotidiano Il Corriere della Sera, a firma di Fabrizio Roncone, dal titolo: «Uno specchio gira e appare l'ex Senatore in pigiama» e a pag. 9 del quotidiano La Repubblica a firma di Benedetto Ferrara: «Il tabernacolo di Vittorio e Valeria dietro quella parete a specchi», la modalità con la quale gli agenti della polizia di Stato hanno effettuato la perquisizione in casa Cecchi Gori;
in tali articoli vengono descritte tutte le azioni svolte dagli agenti all'interno dell'immobile atte a reperire notizie utili per l'indagine in corso, nonché la «cronaca» minuziosa delle azioni svolte dal dott. Cecchi Gori e dalla sig.ra Marini all'interno della casa, finanche il ritrovamento di un quantitativo di sostanze stupefacenti all'interno della cassaforte;
altresì dall'articolo apparso a pag. 2 del quotidiano il Messaggero, che titola: «Quella stanza vietata ai domestici che si apre con un pulsante segreto», si evince chiaramente che tali notizie sono state apprese dalla conoscenza del verbale che gli agenti della polizia di Stato hanno redatto a seguito della perquisizione, in violazione di tutte le norme che definiscono i diritti e le garanzie delle persone indagate, nonché in spregio alle norme che garantiscono la privacy della sig.ra Marini;
a giudizio degli interpellanti potrebbero ravvisarsi gravi responsabilità degli organi preposti, in relazione alla fuga di notizie circa la perquisizione effettuata nell'abitazione del dott. Vittorio Cecchi Gori -:
quali eventuali ulteriori misure si intendano adottare, ferme restando le competenze del garante per la tutela dei dati personali, per garantire ai cittadini la riservatezza delle notizie sul proprio conto, soprattutto se riguardano persone interessate da atti di polizia o indagini giudiziarie.
(2-00024)
«Giachetti, Annunziata, Bindi, Buemi, Carra, Cento, Ceremigna, Ciani, Cima, Colasio, Cusumano, Di Gioia, Fanfani, Fioroni, Frigato, Gentiloni Silveri, Grotto, Lusetti, Mantini, Marcora, Mazzuca, Merlo, Milana, Mosella, Papini, Pappaterra, Piscitello, Ruggieri, Santagata, Stradiotto, Vernetti, Volpini, Zanella».
(12 luglio 2001)
a seguito del provvedimento di chiusura della casa circondariale di Marsala, due parlamentari hanno visitato le attuali condizioni dello stesso carcere in data 6 luglio 2001;
la casa circondariale di Marsala ha sede in un complesso all'interno della cerchia urbana della città. È isolata da tutti i lati ed offre garanzia di sicurezza. All'interno dispone di n. 7 celle al piano rialzato, più n. 4 stanze al primo piano per l'isolamento giudiziario e la sezione semiliberi, pure al primo piano, con n. 3 celle, per una ricettività di 37 unità;
nel primo semestre del 2001 sono entrati n. 165 detenuti e ne sono usciti n. 137;
assolve appieno alle funzioni di carcere di transito, secondo le esigenze della procura della Repubblica e del tribunale di Marsala, i cui magistrati ne dispongono, con piena funzionalità, per i quotidiani adempimenti giudiziari, così come, per le loro funzioni, i difensori;
è proprio in questa casa circondariale che la procura prima, il Gip e gli altri giudici poi, richiedono di avere a disposizione i detenuti soggetti alla loro giurisdizione, stabilendo un costante collegamento per tutti gli adempimenti di loro competenza;
se le ispezioni effettuate fino al secondo semestre del 1999 hanno accertato alcune carenze ed hanno determinato una valutazione negativa da parte dei dipartimenti Affari Penali del Ministero, con la conseguente decisione, presa dal Governo Amato, di chiusura del carcere e la pubblicazione del relativo decreto sulla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo scorso, è altrettanto vero e facilmente riscontrabile che quelle carenze allo stato non esistono più. È stato rimediato per quanto riguarda le tracce di umidità ed infiltrazioni d'acqua rilevate in quell'epoca, e tutte le celle e locali in genere hanno avuto una ristrutturazione e tinteggiatura da rendere nuovi gli ambienti. La sezione semiliberi, che era stata chiusa, risulta completamente rimessa a nuovo, con una spesa di soli 40 milioni, malgrado fosse stato previsto un finanziamento di 150 milioni. Le docce e tutti i servizi hanno piastrelle e strutture complete, così come la cucina riservata ai detenuti, nella quale è stato sostituito il pavimento, sono state ripiastrellate le pareti fino ad un'altezza di circa m. 2,50, è stata sostituita la finestra esterna ed è stata dotata di erogazione di acqua calda. La dispensa, ubicata al piano terreno in apposito locale, è stata dotata di nuove scaffalature e di idonei mezzi di protezione contro insetti e roditori. Le condizioni igienico-sanitarie sono buone così come confermato dalle recenti relazioni dell'Asl competente;
per quanto attiene le prestazioni sanitarie specialistiche, vige un regime di convenzione per le branche di dermatologia, Orl, psichiatria, ortopedia, psicologia, odontoiatria (di cui si avvalgono anche detenuti di altre case circondariali per le attrezzature disponibili), infettivologia, oculistica, con Sert e con la cardiologia. Per quanto attiene la legge n. 626 del 1996, è stato preposto e convenzionato il dottor De Vita Antonino; con lavori in economia si è provveduto a tutti gli adeguamenti. La struttura è stata dotata anche di un reparto di isolamento per gli infermi sospetti o affetti da malattie infettive. Con notevoli risparmi, attraverso lavori in economia, è stata realizzata la nuova infermeria. È stata riattivata appieno l'aula scolastica ed è stata realizzata una biblioteca per i detenuti. Oltre ai finanziamenti nel frattempo destinati al miglioramento della struttura, sono stati disposti finanziamenti di 110 milioni per la dotazione di metal detector per la perquisizione degli estranei. Infine, attraverso una convenzione con la locale aviazione militare, è stato acquisito tutto il filo spinato per rafforzare la protezione esterna, con un risparmio di oltre 40 milioni;
interventi e risultati che coincidono con la nuova direzione affidata a Fiaccabrino Gerlando ed al comandante della polizia penitenziaria, Famà Enrico - nuova gestione che coincide con l'ultima ispezione del 1999, che determinò l'istruttoria per la chiusura;
da tutti tali specifici elementi si deduce, con assoluta convinzione, che i motivi addotti e posti a base del sopraccennato provvedimento di chiusura della casa, siano stati totalmente superati, risultando, a giudizio degli interroganti, la struttura in condizioni di assoluta efficienza e funzionalità e di piena soddisfazione, non solo per le condizioni ricettive e di sicurezza, ma anche per la connessa attività giudiziaria, nel rapporto ravvicinato con tali poteri di diretta competenza e con la classe forense;
in particolare, avendo la presenza media giornaliera di 25 detenuti, si conferma un dato di alta percentuale di presenza per un carcere di transito, con i relativi trasferimenti che saranno evitati con la prossima realizzazione del nuovo carcere di Marsala i cui lavori sono stati già appaltati;
non si ritiene pertanto giustificabile il provvedimento di chiusura -:
in riferimento alle mutate condizioni sopra descritte, rispetto all'ispezione del 2o trimestre del 1999, si chiede un'ulteriore verifica ed ispezione, al fine di revocare con urgenza il provvedimento di chiusura casa circondariale di Marsala.
(2-00025)
«Grillo, Lucchese, Lo Presti, Lo Porto, Paolone, Cammarata, Ciro Alfano, Mereu, Peretti, Romoli, Mauro, Romele, Cozzi, Di Giandomenico, Angelino Alfano, Tanzilli, Mongiello, Anna Maria Leone, Ronchi, D'Alia, Cristaldi, Dorina Bianchi, Liotta, Scalia, Giuseppe Gianni, De Laurentiis, Burani Procaccini, Filippo Maria Drago, Stagno D'Alcontres, Marinello, Borriello, Romano, Palumbo».
(12 luglio 2001)
con il decreto legge n. 1/2001 e con l'ordinanza 30 marzo 2001, che ha previsto alcune specifiche tecniche per rendere operativo il funzionamento dell'intero sistema di smaltimento, si è cercato di ampliare la platea dei soggetti abilitati a svolgere le attività di incenerimento e coincenerimento;
tra questi un ruolo fondamentale è stato assegnato ai cementifici;
a questo proposito l'Istituto superiore di sanità ha ritenuto che detti impianti possono essere utilizzati per la distruzione delle proteine animali;
la regione Lombardia, in data 26 marzo 2001, ha autorizzato per tale scopo n. 14 impianti tra cui quello del cementificio di Broni (PV);
accanto al cementificio esiste una area di appartenenza della Ex Fibronit spa, area dichiarata come sito da bonificare per la presenza di amianto;
il cementificio ha già ottenuto l'autorizzazione all'esercizio per le operazioni di messa in riserva e recupero energetico di rifiuti speciali non pericolosi;
tale cementificio si trova nella perimetrazione del centro abitato a circa 100 metri dal centro storico;
Broni è cluster significativo per il mesotelioma pleurico, patologia tumorale legata all'amianto -:
quali iniziative il Ministro intenda assumere in questo particolare caso e in tutti i casi in cui tali cementifici si trovano a ridosso dei centri abitati.
(2-00027)
«Cè, Ercole».
(17 luglio 2001)