TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 19 di Mercoledì 18 luglio 2001


INTERROGAZIONI


A)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
il Ministro della difesa ha disposto che la sanità militare prosegua gli accertamenti sui gravi danni che l'uranio impoverito provocherebbe alle popolazioni ed ai militari operanti nei Balcani;
l'iniziativa pare essere stata assunta in quanto il secondo rapporto della commissione ministeriale presieduta dal professor Franco Mandelli avrebbe rilevato un eccesso di casi di linfoma di Hodgkin;
del resto, l'accesso gratuito a programmi di accertamento sanitario per tutti coloro che, civili o militari, operino o abbiano operato nei Balcani, dimostra che i rapporti sin qui acquisiti non sono riusciti a superare e fugare i dubbi;
le famiglie dei nostri connazionali impiegati nell'area balcanica mantengono una comprensibile preoccupazione, derivante dall'alternarsi di notizie rassicuranti e di successive notizie di diverso tenore;
è altresì diritto di quanti scelgono volontariamente di recarsi nei Balcani sapere con precisione quali siano i rischi concreti di natura sanitaria -:
quale sia l'effettivo stato della conoscenza circa i rischi sanitari derivanti dall'esposizione all'uranio impoverito e quale sia il livello di conoscenza da parte dei militari che decidono di recarsi nei Balcani.
(3-00001)
(30 maggio 2001).

B)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
l'alcolismo, terza causa di morte nel nostro Paese, ha prodotto, negli ultimi 11 anni, oltre 100 mila decessi, in gran parte per cirrosi epatica;
nello stesso periodo si sono registrati 40 mila morti da trauma per guida in stato di ebbrezza e per suicidi dovuti a depressione;
secondo stime recenti la metà degli omicidi vengono commessi sotto l'effetto dell'alcol, così come una elevatissima percentuale di risse e violenze sessuali;
la violenza fisica nell'ambiente familiare nell'ottanta per cento dei casi ha come causa scatenante l'abuso di bevande alcoliche;
si è calcolato che l'etilismo provoca un danno per lo Stato di circa 20 mila miliardi l'anno;
il fenomeno è dunque molto grave sotto molteplici aspetti e merita di essere affrontato con la consapevolezza che le risorse destinate a contrastarlo costituiscono un vero e proprio investimento -:
quali politiche il Governo intenda attivare per contrastare adeguatamente, e soprattutto per curare con criteri moderni, il fenomeno dell'alcolismo i cui effetti, in termini di perdita di vite umane, di serenità familiare, di sicurezza pubblica e privata, sono letteralmente devastanti.
(3-00023)
(21 giugno 2001).



INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA


LUCIANO DUSSIN, CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, BRICOLO, CAPARINI, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, ERCOLE, FONTANINI, DARIO GALLI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, MARTINELLI, FRANCESCA MARTINI, PAGLIARINI, PAROLO, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI, VASCON - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
come da molti anni a questa parte, la stagione estiva accentua il traffico illegale di immigrati clandestini verso il nostro Paese;
in questi giorni, sui giornali e sui mezzi di informazione, si ripete il solito stillicidio di notizie relative ai naufraghi, carrette del mare cariche di donne e bambini che arrivano stremate sulle nostre coste;
stesse notizie giungono dal confine del nordest italiano, dove si calcola che almeno 300 clandestini entrano ogni giorno indisturbati semplicemente attraversando a piedi il confine italo-sloveno;
la Lega Nord Padania denuncia da anni questa situazione di assoluto abbandono dei confini nazionali, perseguita in modo sistematico da parte del governo di centrosinistra, nella sua folle politica di globalizzazione forzata -:
in relazione al sopralluogo effettuato in questi giorni dai Ministri Bossi e Scajola proprio nel confine friulano, quali informazioni abbia sulla situazione riscontrata e quali iniziative il Governo intenda intraprendere per riportare la situazione delle frontiere italiane ad uno stato di normalità.
(3-00098)
(17 luglio 2001)

BONITO, CENNAMO e CARBONI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi Renato D'Andria, noto finanziere ed imprenditore napoletano, è stato arrestato in esecuzione di un'ordinanza cautelare adottata dall'autorità giudiziaria partenopea;
il D'Andria è accusato dalla Procura della Repubblica di Napoli di essere a capo di una «intelligence privata», di una organizzazione composta da alcuni carabinieri infedeli (un ufficiale e due sottufficiali), da funzionari pubblici corrotti, da faccendieri;
siffatta organizzazione, grazie ad un reticolo di rapporti istituzionali, imprenditoriali e finanziari veramente esteso, è accusata di aver raccolto informazioni raccolte in fascicoli, che venivano utilizzate per ricattare ed estorcere denaro, inquinare indagini, costruire falsi dossier, per distruggere altri imprenditori, avversari economici, avversari istituzionali (l'Unità 11 luglio 2001 pag. 5);
il D'Andria risulta altresì accusato di aver interferito «nell'ordinato svolgimento della vita democratica del Paese»(l'Unità cit.), di aver promosso collegamenti con «ambienti di eversione neofascista» e di aver utilizzato la sua organizzazione anche per realizzare «un'articolata aggressione alle istituzioni per fini destabilizzanti e deviati;
il D'Andria è difeso dall'avvocato Taormina, il quale come è noto, nel Governo in carica ricopre l'incarico di sottosegretario all'interno;
secondo notizie di stampa, alle ore 7 del 10 luglio 2001, al momento del suo arresto il D'Andria avrebbe telefonato al suo difensore, il sottosegretario Taormina, appunto, per riferirgli ciò che stava accadendo. Non solo, il sottosegretario Taormina, sempre secondo le notizie di stampa, avrebbe poi parlato al telefono con lo stesso sottufficiale impegnato nelle operazioni di cattura;
il sottosegretario Taormina, insomma, alle ore 7 del 10 luglio 2001, avrebbe deposto le sue funzioni di uomo di governo al quale risultano affidati compiti di tutela della sicurezza pubblica e privata, di difesa delle istituzioni democratiche ed avrebbe assunto quelle di difendere un imputato ritenuto dagli inquirenti particolarmente pericoloso, accusato di azioni destabilizzanti contro le istituzioni e di ogni genere di nefandezze;
si ritiene impossibile la compatibilità delle due suddette funzioni ed i fatti innanzi esposti sono destinati a creare allarme e sconcerto nella collettività e nelle istituzioni;
non è dato sapere, ad esempio, se il sottosegretario avvocato Taormina, allorché parlò con il sottufficiale dei Carabinieri, impegnato nella cattura del suo cliente, abbia dato al sottufficiale stesso opportune indicazioni in ordine ai suoi compiti istituzionali, ovvero abbia assunto il ruolo di controparte processuale;
mentre il Ministro Giovanardi dichiarava in Aula il 12 luglio 2001 che il Governo aveva chiesto al sottosegretario Taormina di rinunciare a tutti i suoi incarichi professionali (sul punto risulta da un'agenzia di stampa una dichiarazione dello stesso sottosegretario in tal senso), l'onorevole Taormina difendeva a Bari Francesco Prudentino, indicato come capo del contrabbando, contro il quale lo Stato è costituito parte civile -:
se ritenga il comportamento del sottosegretario Taormina compatibile con i suoi doveri d'ufficio, corretto ed immune da rilievi in relazione alla sua funzione istituzionale, insuscettibile di immediate ed incisive decisioni politiche, decisioni che si gradirebbe conoscere.
(3-00099)
(17 luglio 2001)

DORINA BIANCHI e RANIELI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -Per sapere - premesso che:
nella giornata del 16 luglio 2001 si è registrato l'ennesimo sbarco di extracomunitari sulla costa jonica calabrese, divenuta nell'ultimo mese la destinazione preferita dai trafficanti di clandestini -:
se non ritenga opportuno, vista la dimensione che sta assumendo il fenomeno in Calabria, prevedere nell'immediato interventi volti a potenziare le strutture sanitarie e le dotazioni di personale a disposizione delle forze di Polizia e quali iniziative intenda adottare per ottenere piena ed effettiva collaborazione da parte degli altri Paesi del bacino Mediterraneo, nella prevenzione e repressione delle attività dei trafficanti di clandestini e di quanti prestano loro assistenza.
(3-00100)
(17 luglio 2001)

BUEMI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
con lo sbarco avvenuto il giorno 12 luglio 2001, presso la spiaggia di Sant'Ilario dello Ionio, di 314 clandestini si è arrivati, nell'ultimo mese, alla cifra di oltre 2000 persone approdate sulle coste della Calabria;
questi episodi hanno riproposto il dramma dell'immigrazione clandestina e la necessità di affrontare questo problema non con slogan da campagna elettorale, ma con una politica attenta alla complessità della materia;
la politica attuata dal precedente governo aveva dato i primi risultati vincenti, sia per numero di clandestini rimpatriati (60.057 dal 1o gennaio al 30 novembre del 2000), che per accordi stipulati con i paesi di provenienza della maggior parte di immigrati clandestini;
al contrario l'attuale maggioranza ha espresso giudizi diametralmente opposti su come intenda affrontare questo problema, sia per quanto riguarda un'eventuale sanatoria, che per la possibilità di introdurre il reato di immigrazione clandestina;
in concreto l'unico atto prodotto dal Governo è stato varare un decreto che raddoppia il numero di lavoratori stagionali stranieri rispetto a quelli fatti entrare l'anno scorso, ciò a dimostrazione che le richieste avanzate dagli imprenditori sulla necessità di aumentare la mano d'opera proveniente dall'estero per svolgere mansioni ormai rifiutate dai nostri lavoratori, non poteva essere disattesa -:
come intenda il Governo, fermo restando la necessità di reprimere con forza le forme organizzate di piccola e grande criminalità, gestire la questione dell'immigrazione e fermare il flusso di immigrati clandestini, tenuto conto che fino a quando i paesi nel sud del mondo non riusciranno ad uscire dalla loro crisi economica questo fenomeno tenderà ad allargarsi ulteriormente.
(3-00101)
(17 luglio 2001)

RUSSO SPENA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
nel Documento di programmazione economico-finanziaria 2002-2006 è indicato un tasso programmato di inflazione per il 2001 pari al 1,7 per cento;
l'inflazione reale per il 2001 è stimata attorno al 2,9 per cento, anche dalla stessa Banca d'Italia;
l'inflazione programmata in questi anni, non avendo mai coperto per intero il tasso di inflazione reale, ha determinato un ulteriore abbattimento dei salari dei lavoratori -:
se tale politica di attacco ai salari dei lavoratori, e di costante e pervicace abbattimento del loro potere d'acquisto, non costituisca una scelta definitiva e chiara del Governo che ha deciso di colpire i redditi da lavoro dipendente ad esclusivo vantaggio della rendita e dei grandi patrimoni, così come dimostrano le prime misure di carattere economico del Governo, a cominciare dalla cosiddetta Tremonti bis.
(3-00102)
(17 luglio 2001)

GAMBALE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
il ritiro da parte del Governo del ricorso alla Corte costituzionale contro il provvedimento della regione Lombardia concernente i buoni scuola e l'annunciata istituzione prevista nel Documento di programmazione economico-finanziaria di un'agenzia privata esterna al Ministero della pubblica istruzione che dovrebbe valutare il sistema formativo e l'operato dei docenti, danno la netta sensazione dell'intenzione del Governo di smantellare la scuola pubblica a favore di un sistema privato di istruzione e formazione -:
quali politiche per la scuola pubblica il Governo intenda sostenere.
(3-00104)
(17 luglio 2001)

LO PRESTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
il Commissario europeo Mario Monti ha avviato un'indagine conoscitiva sugli ordini professionali italiani, al fine di valutare la compatibilità delle loro funzioni con l'ordinamento dell'Unione Europea in materia di concorrenza;
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Roberto Maroni, al termine di un incontro tenuto a Bruxelles con il Commissario Monti, ha rilasciato dichiarazioni circa la disponibilità del Governo a discutere sulla riforma degli ordini;
il tema della riforma degli ordini professionali ed il ruolo delle professioni nel sistema economico-sociale del nostro Paese saranno sicuramente oggetto dell'attenzione del Parlamento e dell'Esecutivo, come lo furono già, purtroppo infruttuosamente, nella passata legislatura;
dal mondo variegato delle professioni giungono insistenti istanze in merito alla necessità di un più incisivo coinvolgimento nelle decisioni politico-economiche di rilevanza nazionale;
è indubbio che gli ordini dovrebbero essere maggiormente valorizzati nella loro funzione di tutela deontologica e di garanzia della qualità della prestazione professionale, nonché in quella di formazione continua dei propri iscritti -:
quale sia la posizione del Governo in merito all'indagine di cui in premessa, aperta dal Commissario Monti, e alla necessità di avviare una riforma degli ordini professionali, in grado di adeguarne il ruolo alle mutate esigenze del nuovo millennio, mediante il coinvolgimento e l'assenso dei medesimi.
(3-00103)
(17 luglio 2001)