Commissione parlamentare di inchiesta concernente il «dossier Mitrokhin» e l'attività d'intelligence italiana - Mercoledì 12 maggio 2004


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ALLEGATO
Quesiti sottoposti al generale Domenico Corcione, in qualità di ministro della difesa pro tempore, e risposte da lui fornite in data 6 maggio 2004.

Quesito n. 1: Quando, da chi e con quali modalità fu messo al corrente dell'esistenza del cosiddetto dossier Impedian, successivamente, giornalisticamente, noto come dossier Mitrokhin?
Risposta: Durante la mia attività di Ministro della Difesa (17.1.1995 - 18.5.1996) nessuno mi mise mai al corrente dell'esistenza del cosiddetto dossier Mitrokhin del quale, anche oggi, conosco solo quanto apparso sui giornali.
Quesito n. 2: Cosa le fu detto su Mitrokhin-Impedian?
Risposta: Nulla.
Quesito n. 3: Cosa le fu detto circa le informazioni fornite dalla fonte Impedian?
Risposta: Nulla.
Quesito n. 4: Cosa le fu detto in merito alle attività svolte dal SISMI?
Risposta: Nulla.
Quesito n. 5: Dopo l'informativa fatta dal direttore del SISMI, generale Siracusa, al Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Dini, il 7 novembre 1995, ebbe occasione di parlare con quest'ultimo del caso e, se sì, in quali termini?
Risposta: Sempre da fonti giornalistiche - e a posteriori - ho saputo, non senza disappunto, di essere stato «scavalcato» dal Direttore del SISMI. Il presente quesito me ne dà la conferma ufficiale.
È evidente che, dopo tale discutibile iniziativa, il Gen. SIRACUSA aveva validi motivi per continuare a non parlarmi del caso. Aggiungo che nemmeno il Presidente del Consiglio mi mise mai al corrente della questione, avallando, così, il comportamento «anomalo» del Direttore del SISMI.
Quesito n. 6: Tra la fine di gennaio ed il 30 marzo 1995 il generale Siracusa la mise al corrente che il SISMI a suo tempo aveva ritenuto di poter identificare i sottosegretari di Stato Silvestri e Santoro tra i collaboratori/informatori del Servizio segreto cecoslovacco, citati nei documenti acquisiti a Praga nel corso dell'operazione RODO dell'aprile 1990, operazione giudiziariamente conclusasi il 5 dicembre 1991, con l'archiviazione perché «dalla documentazione acquisita non risultano elementi sufficienti per configurare ipotesi di reato»?
Risposta: Anche su questo argomento non fui informato, ma, visto che fin dal 1991 esisteva una liberatoria giudiziaria, posso spiegarmelo. Al riguardo, ritengo che, avendo nozione dei fatti, non foss'altro per prudenza, i Professori SILVESTRI e SANTORO ben difficilmente sarebbero diventati Sottosegretari, anche perché non mancavano certo aspiranti a tale incarico. A posteriori mi dichiaro ben lieto di come siano andate le cose poiché dai Professori SILVESTRI e SANTORO ho ricevuto una splendida collaborazione in termini di impegno, professionalità e dedizione.
Quesito n. 7: Dopo il 30 marzo 1995 fu messo al corrente che il SISMI aveva formulato l'ipotesi di lavoro, poi non confermata, che una delle schede del dossier Mitrokhin, intestata ad un ignoto «NINO» potesse essere ricondotta al sottosegretario di Stato Stefano Silvestri?
Risposta: Poiché l'argomento si rifà al dossier Mitrokhin del quale sono stato


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tenuto all'oscuro, non mi stupisco affatto di non essere stato posto al corrente dell'«ipotesi di lavoro» in questione.
Quesito n. 8: Nel corso dell'audizione del 4 febbraio 2003, la dottoressa Vozzi, direttore della VII sezione di controspionaggio della I divisione del SISMI (dal 1o gennaio 1995 al 29 ottobre 1995), che ha ricevuto, riscontrato e analizzato la prima parte dei report del dossier Mitrokhin, in merito alla scheda n. 14, ha affermato: «Appena l'ho vista, io stessa, al primo impatto (...) ho pensato a Stefano Silvestri. Però poi dopo, ragionandoci con più attenzione, soprattutto in base a delle considerazioni (...) il tutto mi fa pensare invece che non si trattasse di lui». Ed elenca tali considerazioni in seduta segreta. La non identificazione di NINO in Silvestri è confermata anche dalle indagini dei ROS e dalle dichiarazioni del defezionista Strelkov che esclude un coinvolgimento «di Silvestri nella rete italiana del KGB». Tutto ciò non le pare sufficiente a sgomberare il campo da ogni sospetto sulla correttezza del ruolo del sottosegretario Silvestri?
Risposta: Circa il mio giudizio sul Prof. SILVESTRI, confermo quanto detto al precedente punto 6 e costituisce per me motivo di soddisfazione quanto affermato dalla Dottoressa VOZZI e dal ROS per «sgomberare il campo da ogni sospetto».
Quesito n. 9: In merito alla sua esperienza maturata ai più alti vertici militari e come ministro della difesa, Lei pensa che la presenza nel dossier Mitrokhin di un report (n. 89) su Jas Gawronski - uno dei più importanti collaboratori del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - possa avere inciso, direttamente o indirettamente, sulla sicurezza nazionale?
Risposta: Sull'argomento non ho elementi di giudizio probanti, tuttavia è evidente che alcuni personaggi quali i Professori SILVESTRI e SANTORO o l'Onorevole GAWRONSKI siano esposti più di altri ai tentativi di contatto da parte di Servizi stranieri. Altro è immaginare che, solo per questo, essi possano mettere in pericolo la sicurezza nazionale.