Martedì 25 febbraio 2003. - Presidenza del vicepresidente Domenico VOLPINI.
La seduta comincia alle 10.05.
Indagine conoscitiva sulla prevenzione degli infortuni nello sci:
Audizione di rappresentanti dell'Associazione maestri sci italiani (AMSI).
(Svolgimento e conclusione).
Domenico VOLPINI, presidente, introduce l'audizione.
Mario FABRETTO, vicepresidente dell'Associazione maestri sci italiani (AMSI),
svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.
Intervengono quindi, per formulare quesiti e svolgere osservazioni, i deputati Gianantonio ARNOLDI (FI), Gianclaudio BRESSA (MARGH-U), Giuseppe DETOMAS (Misto-Min.linguist.), Marco AIRAGHI (AN) e Giovanni LOLLI (DS-U).
Mario FABRETTO, vicepresidente dell'Associazione maestri sci italiani (AMSI), risponde ai quesiti posti.
Domenico VOLPINI, presidente, ringrazia il dottor Fabretto per il suo intervento.
Dichiara quindi conclusa l'audizione.
Audizione di rappresentanti del Club alpino italiano (CAI), del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) e del Collegio nazionale delle guide alpine.
(Svolgimento e conclusione).
Domenico VOLPINI, presidente, introduce l'audizione.
Gabriele BIANCHI, presidente generale del Club alpino italiano (CAI), Armando POLI, presidente del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) e Alberto RE, presidente del Collegio nazionale delle guide alpine, svolgono relazioni sui temi oggetto dell'audizione.
Intervengono quindi, per formulare quesiti e svolgere osservazioni, i deputati Gianantonio ARNOLDI (FI), Gianclaudio BRESSA (MARGH-U), Giovanni LOLLI (DS-U), Luigi OLIVIERI (DS-U), Marco AIRAGHI (AN), Giuseppe DETOMAS (Misto-Min.linguist.) e Domenico VOLPINI (MARGH-U).
Gabriele BIANCHI, presidente generale del Club alpino italiano (CAI), Armando POLI, presidente del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) e Alberto RE, presidente del Collegio nazionale delle guide alpine, rispondono ai quesiti posti.
Domenico VOLPINI, presidente, ringrazia i soggetti intervenuti per i loro interventi.
Dichiara quindi conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 12.10.
N.B.: Il resoconto stenografico delle audizioni è pubblicato in un fascicolo a parte.
Martedì 25 febbraio 2003. - Presidenza del presidente Guglielmo ROSITANI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Nicola Bono.
La seduta comincia alle 14.15.
Legge comunitaria 2003.
C. 3618 Governo.
(Parere alla XIV Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Relazione favorevole).
La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 20 febbraio 2003.
Guglielmo ROSITANI, presidente, ricorda che nella seduta precedente si è concluso l'esame preliminare congiunto.
Avverte che non sono stati presentati emendamenti.
Domenicantonio SPINA DIANA (FI), relatore, formula una proposta di relazione favorevole e propone alla Commissione di deliberare nel senso di riferire favorevolmente alla XIV Commissione.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di riferire favorevolmente sul disegno di legge n. 3618. Delibera altresì di nominare il deputato
Spina Diana quale relatore presso la XIV Commissione.
Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2002.
Doc. LXXXVII, n. 3.
(Parere alla XIV Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 20 febbraio 2003.
Domenicantonio SPINA DIANA (FI), relatore, propone di esprimere un parere favorevole sulla relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2002.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.
La seduta termina alle 14.20.
Martedì 25 febbraio 2003. - Presidenza del presidente Guglielmo ROSITANI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Nicola Bono.
La seduta comincia alle 14.20.
Schema di decreto legislativo concernente l'attuazione della direttiva 2001/29/CE, in materia di diritto d'autore.
Atto n. 167.
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni e osservazioni).
La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 20 febbraio 2003.
Guglielmo ROSITANI, presidente relatore, illustra una nuova proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni (vedi allegato 1).
Avverte che il deputato Titti De Simone ha presentato una proposta di parere alternativa (vedi allegato 2).
Titti DE SIMONE (RC), dopo aver illustrato la sua proposta di parere alternativa, dichiara il voto contrario del suo gruppo sullo schema di decreto legislativo in esame e sulla proposta di parere avanzata dal relatore.
Franca CHIAROMONTE (DS-U) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere avanzata dal relatore, che tiene conto della necessità di un aggiornamento quotidiano del diritto d'autore alla luce dei continui progressi tecnologici che si registrano in tale settore. Rileva, peraltro, la mancanza di sufficiente chiarezza riguardo all'IMAIE (Istituto mutualistico artisti interpreti esecutori).
In conclusione, richiama le giuste rivendicazioni dei bibliotecari in materia di riproduzioni.
Guglielmo ROSITANI, presidente relatore, precisa che su tale questione si è trovata una soluzione.
Il sottosegretario Nicola BONO esprime preliminarmente il parere contrario del Governo sulla proposta di parere alternativa, presentata dal deputato Titti De Simone.
Soffermandosi sulla nuova proposta di parere avanzata dal relatore, esprime il proprio parere favorevole (rispetto al testo originario presentato dal relatore) sulla prima condizione, con la integrazione introdotta nella nuova proposta di parere. Pur ritenendo superfluo l'inserimento dell'inciso «salvo autorizzazione dell'autore dell'opera», poiché si tratta di una mera conferma del principio generale relativo al diritto di riproduzione, esprime tuttavia la convinzione che una formulazione corretta debba ricomprendere, oltre all'autorizzazione dell'autore dell'opera, anche quella dei titolari di diritti connessi.
Riguardo alla seconda condizione contenuta nel parere avanzato nella seduta odierna dal relatore, esprime il parere favorevole del Governo, precisando che la dizione «spartiti sciolti» è stata adottata su espressa richiesta della Direzione generale per i beni librari e gli Istituti culturali del Ministero dei beni e delle attività culturali. Precisa quindi che la VII Commissione della Camera e la Giunta per gli affari delle Comunità Europee del Senato hanno proposto la dizione «spartiti e partiture musicali» in quanto corrispondente alle altre versioni linguistiche della direttiva 2001/29/CE.
Con riferimento alla terza condizione contenuta nella proposta di parere avanzata nella seduta odierna del relatore, dichiara il parere non favorevole del Governo. Precisa che la dizione «salvo che si tratti di opera fuori dai cataloghi editoriali» (con l'eliminazione dell'aggettivo «rara») è stata adottata su richiesta della Direzione generale per i beni librari e gli Istituti culturali del Ministero dei beni e delle attività culturali, stante la difficoltà di individuare in concreto quali opere debbano considerarsi «rare».
In merito alla osservazione a) contenuta nella proposta di parere avanzata dal relatore, esprime l'avviso non favorevole del Governo poiché la modifica proposta appare immotivata, in quanto l'applicazione della norma è oggetto di accordi già operativi tra l'ente di riscossione SIAE e le associazioni delle categorie interessate.
Riguardo all'osservazione b) contenuta nella proposta di parere in esame, esprime l'avviso non favorevole del Governo, sottolineando il fatto che la disposizione avanzata riproduce quella contenuta nell'articolo 3 della legge n. 93 del 1992 e non introduce alcuna modifica.
Per quanto concerne l'osservazione c) della suddetta proposta di parere, dichiara l'avviso non favorevole del Governo. Precisa che la direttiva 2001/29/CE prevede che l'eccezione, di cui all'articolo 5, paragrafo 1, attuata mediante l'articolo 68-bis dell'articolo 9 dello schema di decreto, si applichi esclusivamente al processo tecnico di trasmissione digitale interattiva in rete. Pertanto, l'estensione di tale eccezione all'immissione sulla rete trasmittente di programmi radiotelevisivi risulta impossibile, in quanto è fuori dal contesto della direttiva.
Dopo aver espresso l'avviso non favorevole del Governo anche sulla lettera d) della proposta di parere in esame, fa presente che il ministro Urbani, in sede di esame da parte del Consiglio dei ministri, ha assunto l'impegno di effettuare presso questa amministrazione, in tempi brevi, una consultazione dei soggetti (autori, produttori informatici e consumatori) direttamente o indirettamente interessati dalla problematica dell'equo compenso; ciò al fine di verificare la possibilità di raggiungere un'intesa complessiva, soddisfacente per tutte le istanze coinvolte. Sottolinea quindi il fatto che un eventuale accordo potrebbe rendere non necessaria la fase transitoria stabilita nell'articolo 39 dello schema costituendo, viceversa, la base per l'emanazione, a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo di recepimento della direttiva, del prescritto decreto ministeriale di fissazione del compenso.
In conclusione, ricorda che il recepimento della direttiva in questione rappresenta un atto dovuto, che ricalca quanto disposto in termini di indirizzo dalla Comunità europea: precisa peraltro che si tratta di materie sulle quali sono in corso verifiche e approfondimenti, finalizzati a rimuovere qualsiasi motivo di non condivisione.
Guglielmo ROSITANI, presidente relatore, in merito alla terza condizione contenuta nella proposta di parere, sottolinea l'importanza dell'aggettivo «rara» e invita il Governo a soprassedere sulla posizione contraria espressa a tale riguardo.
Con riferimento alle osservazioni contenute nella proposta di parere, precisa che con esse si è tentato di conciliare le esigenze di tutte le categorie.
In merito ai contenuti della lettera b) della proposta di parere, propone al Governo che, fino a quando non verranno chiarite le relative procedure, si consideri l'opportunità di stabilire che i produttori
provvedano a corrispondere agli artisti interpreti o esecutori le somme loro dovute, in tempi stretti, e comunque non oltre trenta giorni dalla data in cui le hanno a loro volta ricevute dalla SIAE.
Per quanto riguarda i soggetti che hanno facoltà di fare fotocopie, riterrebbe opportuno che fino a quando non verranno create le apposite strutture di controllo, si possa provvedere ai relativi pagamenti in maniera forfettaria.
In conclusione, dopo aver precisato che non è pervenuta alcuna richiesta da parte dell'Associazione editori, invita il Governo ad esprimere un parere favorevole con riferimento alla terza condizione, che fa riferimento ad un'opera rara fuori dai cataloghi editoriali.
Il sottosegretario Nicola BONO, nel sottolineare che il Governo ha inteso esprimere un giudizio articolato sulla proposta di parere avanzata dal relatore, precisa che il parere contrario espresso sulle osservazioni in essa contenute, non sta a significare che non verranno prese in considerazioni le questioni sollevate.
Osserva che la proposta di decreto legislativo è corretta e si è basata sulla convergenza e sull'equilibrata considerazione degli interessi in campo.
Per quanto riguarda il riferimento all'opera «rara», precisa che il parere contrario del Governo si è basato su di una valutazione fatta dalla Direzione generale per i beni librari e gli Istituti culturali del Ministero dei beni e delle attività culturali, in merito alla concreta gestibilità della norma.
In conclusione, propone di trasformare la terza condizione contenuta nella proposta di parere avanzata dal relatore.
Antonio PALMIERI (FI), riguardo alla consultazione di alcuni soggetti, quali gli autori, i produttori informatici e i consumatori, che avrà luogo, in tempi brevi, presso il Ministero dei beni e delle attività culturali, riterrebbe opportuno se il Governo informasse la Commissione sugli esiti di tali incontri.
Guglielmo ROSITANI, presidente relatore, accogliendo la proposta di riformulazione avanzata dal rappresentante del Governo, trasforma la terza condizione in un'osservazione nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Titti DE SIMONE (RC) dichiara il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere avanzata dal relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni formulata dal relatore, come modificata.
La seduta termina alle 15.
Martedì 25 febbraio 2003. - Presidenza del presidente Guglielmo ROSITANI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Nicola Bono.
La seduta comincia alle 15.
Guglielmo ROSITANI, presidente, propone un'inversione dell'ordine dei lavori, nel senso di passare subito all'esame in sede referente della proposta di legge C. 3305 sul trasferimento della Biblioteca e della Pinacoteca Camillo d'Errico e, successivamente, alla deliberazione di rilievi su atti del Governo, con riferimento allo schema di decreto legislativo recante il riordino del CNR.
La Commissione concorda.
Trasferimento Biblioteca e Pinacoteca Camillo d'Errico.
C. 3305 Boccia.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 20 febbraio 2003.
Guglielmo ROSITANI, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti (vedi allegato 4).
Simonetta LICASTRO SCARDINO (FI), relatore, raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 2.1, 3.1, 4.1 e 5.1.
Il sottosegretario Nicola BONO esprime parere conforme al relatore, ad eccezione dell'emendamento 4.1 sul quale esprime parere contrario, poiché ritiene necessario il mantenimento della supervisione del ministro per i beni e le attività culturali sull'ente morale previsto dall'articolo 1 del provvedimento in titolo.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 2.1 e 3.1 del relatore.
Carlo CARLI (DS-U), intervenendo sull'emendamento 4.1 del relatore, chiede al presentatore di conoscere le ragioni della presentazione di tale proposta di modifica.
Simonetta LICASTRO SCARDINO (FI), relatore, dopo aver fornito i chiarimenti richiesti, dichiara di ritirare il suo emendamento 4.1.
La Commissione approva l'emendamento 5.1 del relatore.
Guglielmo ROSITANI, presidente, avverte che il testo della proposta di legge C. 3305, come modificato dagli emendamenti approvati, sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione del prescritto parere.
Simonetta LICASTRO SCARDINO (FI), relatore, propone di richiedere il trasferimento alla sede legislativa del testo del provvedimento, come modificato dagli emendamenti approvati.
Guglielmo ROSITANI, presidente, si riserva, dopo l'effettiva espressione dei pareri, di verificare la sussistenza dei requisiti prescritti dall'articolo 92, comma 6, del regolamento, ai fini della trasmissione alla Presidenza della Camera della richiesta di trasferimento in sede legislativa.
Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.10.
Martedì 25 febbraio 2003. - Presidenza del presidente Guglielmo ROSITANI.
La seduta comincia alle 15.10.
Schema di decreto legislativo recante riordino del CNR.
Atto n. 178.
(Rilievi alla Commissione parlamentare per la riforma amministrativa).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame.
Walter TOCCI (DS-U), intervenendo sull'ordine dei lavori, ricorda, in primo luogo, che il Governo ha predisposto due altri decreti legislativi relativi al riordino dell'ASI (Agenzia spaziale italiana) e dell'INAF (Istituto nazionale di astrofisica), dei quali, allo stato attuale, non si conosce l'iter che si intende seguire e che cosa si voglia fare. In secondo luogo, richiama una recente dichiarazione del ministro Moratti, secondo la quale l'esame parlamentare sui decreti legislativi di riordino sarebbe proceduto parallelamente alla prosecuzione dell'indagine conoscitiva da parte della Commissione cultura del Senato.
Con riferimento ai decreti legislativi richiamati, chiede chiarimenti in merito ai profili di costituzionalità che essi coinvolgono e che riguardano le regioni e alla
questione della copertura finanziaria dei provvedimenti in questione, che non sono certamente a «costo zero».
In conclusione, esprime l'auspicio che nella seduta di domani possa ottenere una risposta alle richieste di chiarimento testé avanzate.
Andrea COLASIO (MARGH-U) richiama l'attenzione della Commissione in merito al fatto che all'ordine del giorno di domani, 26 febbraio 2003, della Commissione parlamentare per la riforma amministrativa sia stato inserito l'esame degli schemi di decreto legislativo riguardanti sia il riordino del CNR che il riordino dell'ASI. Riguardo al provvedimento relativo al riordino dell'Agenzia spaziale italiana, si chiede se l'esame dello stesso non sia stato assegnato ad un'altra Commissione.
Guglielmo ROSITANI, presidente, avverte che sottoporrà la richiesta avanzata dal deputato Tocci all'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che è competente a decidere in relazione alla possibilità di chiedere l'autorizzazione alla deliberazione di rilievi. Segnala inoltre che lo schema di decreto legislativo relativo al riordino dell'INAF è stato assegnato il 20 febbraio scorso alla Commissione parlamentare per la riforma amministrativa.
Ernesto MAGGI (AN), relatore, ricorda preliminarmente che il viceministro Possa ha dichiarato in Assemblea che i decreti legislativi erano «aperti».
Ritiene che su una materia così delicata e strategica come quella all'esame della VII Commissione sarebbe opportuno se fosse presente il rappresentante del Governo, per dare la massima rilevanza possibile alle questioni in discussione.
Guglielmo ROSITANI, presidente, precisa che il viceministro Possa si è scusato preventivamente per il fatto che non avrebbe potuto partecipare alla seduta odierna ed ha garantito comunque la propria presenza per il seguito dell'esame del provvedimento in titolo.
Ernesto MAGGI (AN), relatore, riferisce che la struttura complessiva dello schema di decreto legislativo in esame ricalca nelle grandi linee quella del decreto legislativo n. 19 del 1999, che intende sostituire.
I primi tre articoli individuano finalità e attività dell'Ente. La principale novità è rappresentata dall'articolazione delle attività del CNR in macroaree di ricerca (articolo 3, comma 2), che rappresentano la base sulla quale dovranno essere costituiti i dipartimenti. Osserva che in sede di prima applicazione sono individuate sette macroaree, ferma restando la possibilità per il consiglio di amministrazione di istituirne di nuove, fino ad un massimo di 15 complessive, previo parere favorevole del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Osserva, inoltre, che il provvedimento in esame, all'articolo 4, definisce come organi del CNR il presidente, il consiglio di amministrazione, il consiglio scientifico generale e il collegio dei revisori. Gli articoli da 6 a 9 disciplinano la composizione e le funzioni degli organi dell'Ente.
Osserva, altresì, che il presidente (articolo 6) ha la rappresentanza legale del CNR e presiede il consiglio di amministrazione e il collegio dei direttori di dipartimento; per la sua nomina si rinvia al decreto legislativo n. 204 del 1998, il quale prevede che essa avvenga con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Sottolinea che il consiglio di amministrazione (articolo 7), che ha compiti di indirizzo, programmazione e verifica delle attività, è composto oltre che dal presidente, da sei membri, di cui tre designati dal ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed uno ciascuno dai presidenti della Conferenza Stato-regioni, dell'Unione delle camere di commercio e della CRUI (Conferenza dei rettori delle Università italiane). Precisa che il consiglio delibera sui regolamenti, elegge tra i suoi
membri il vicepresidente e nomina il direttore generale e i direttori di dipartimento.
Con riferimento al consiglio scientifico generale (articolo 8), con compiti di analisi e proposta, sottolinea che esso è composto da venti scienziati, anche stranieri, di cui dieci nominati dal consiglio di amministrazione sulla base di terne proposte dai direttori di istituto, cinque designati dal presidente e cinque designati dai componenti del CNEL appartenenti alle categorie degli esperti e delle imprese.
Il collegio dei revisori (articolo 9) è composto da tre membri effettivi (due nominati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed uno, con funzioni di presidente, da quello dell'economia e delle finanze) e tre supplenti.
I componenti degli organi citati restano in carica quattro anni.
In merito al comitato di valutazione, di cui all'articolo 10, rileva che esso opera sulla base di criteri definiti dal ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previo parere del CIVR. La composizione del comitato non è più demandata al CNR ma è indicata direttamente nel provvedimento.
Rileva, inoltre, che l'articolazione della struttura organizzativa (articolo 5) comprende il direttore generale, la rete scientifica (costituita dai dipartimenti, dai direttori dei dipartimenti e dagli istituti) e i servizi amministrativi centrali.
Rileva, altresì, che il direttore generale (articolo 11) è nominato dal consiglio di amministrazione e la scadenza del suo incarico coincide con quella del mandato del presidente.
Osserva quindi che i dipartimenti (articolo 12) costituiscono una delle principali innovazioni. Essi sono unità organizzative corrispondenti alle macroaree di ricerca di cui all'articolo 3, comma 2. Ai dipartimenti afferiscono gli istituti, raggruppati secondo affinità disciplinari e tematiche. Il direttore del dipartimento è nominato dal consiglio di amministrazione su proposta del presidente. Presso ciascun dipartimento è costituito un consiglio scientifico di dipartimento.
Osserva inoltre che il consiglio dei direttori di dipartimento (articolo 13) è costituito dal presidente dell'Ente, dal direttore generale e dai direttori dei singoli dipartimenti. Esso ha compiti di supporto del consiglio di amministrazione e del comitato di valutazione.
Gli istituti (articolo 14) sono le unità organizzative responsabili dell'attività di ricerca dell'Ente.
Ulteriori innovazioni rispetto al decreto legislativo n. 19 del 1999 si riferiscono ad un piano annuale di dettaglio accanto alla programmazione triennale (articolo 17).
Osserva altresì che tra le entrate del CNR si prevedono quelle dovute alla stipulazione di contratti per fornitura di servizi e quelle delle royalties relative alla cessione di brevetti o di know how (articolo 18). È prevista poi la possibilità di aumentare la chiamata diretta di ricercatori dall'estero, passando dal 2 al 6 per cento dell'organico, nonché di assumere per chiamata diretta ricercatori provenienti da università o da altre amministrazioni pubbliche, nell'ambito del 5 per cento dell'organico dei ricercatori (articolo 21, comma 2). La mobilità viene estesa anche al personale di ricerca degli IRCCS (articolo 22, comma 5).
Viene inoltre disposta l'aggregazione al CNR di alcuni enti di ricerca, quali l'IDAIC (Istituto nazionale di diritto agrario e comparato) e l'INOA (Istituto nazionale di ottica applicata), che manterranno denominazione e sedi quali istituti del CNR, l'Istituto papirologico «Girolamo Vitelli» e l'INFM (Istituto nazionale di fisica della materia), che manterrà denominazione e sede quale dipartimento del CNR. Sono invece scorporati dal CNR gli istituti di: radioastronomia; astrofisica spaziale; fisica dello spazio interplanetario, che confluiscono nell'Istituto nazionale di astrofisica (INAF).
Nella relazione illustrativa si sottolinea che la finalità perseguita con il riordino è essenzialmente quella di adeguare la missione e la struttura organizzativa del CNR al mutato contesto europeo, così da favorirne l'inserimento nelle reti di ricerca europee e internazionali. Si sottolinea in
fatti che il VI programma quadro dell'Unione europea prefigura la realizzazione di centri di eccellenza e di programmi integrati a carattere interdisciplinare e che le linee guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo, approvate dal CIPE il 19 aprile 2002, recepiscono tali indicazioni a livello nazionale.
La relazione illustrativa sottolinea inoltre che pilastro del riordino degli enti è l'introduzione, quale struttura organizzativa scientifica fondamentale, del dipartimento, affidato ad un direttore, responsabile della programmazione e della valutazione dell'attività di ricerca, che continua ad essere svolta dagli istituti, unità organizzative scientifiche che vengono conservate, ma che vengono in tal modo coordinate ed integrate su base interdisciplinare. La confluenza nei dipartimenti di alcuni enti di ricerca preesistenti è mirata ad assicurarne la convergenza, su base interdisciplinare, su obiettivi di ricerca condivisi dalle grandi reti di ricerca europeo.
Rileva come sia arduo esprimere un parere sullo schema di decreto in esame, del quale si è fatto un gran parlare al di fuori delle aule parlamentari, prima ancora che diventasse ufficiale, al punto che tanti pronunciamenti senza possibilità di appello, tante stroncature, appaiono frutto più di pregiudizio ideologico che non di approfondimento.
Sottolinea che la riforma è conseguenza del cattivo funzionamento del CNR, denunciato dagli stessi ricercatori e frutto di vizi burocratici, di criteri politici e sindacali, di isolamento dal mondo universitario e da quello industriale, di arbitraria opacità nella distribuzione dei fondi. Osserva quindi che la ristrutturazione operata in passato in realtà non ha inciso nella sostanza, come dimostra la mancata costituzione dell'assemblea della scienza e della tecnologia e dei consigli scientifici nazionali. Si è pertanto appalesata la necessità di una riforma più organica rispetto agli interventi episodici realizzati in passato.
Tuttavia, si è inteso far passare la riforma Moratti come una aziendalizzazione del CNR, accusando il centro-destra di voler privilegiare la ricerca di «accompagnamento» rispetto alla ricerca di base, come ha affermato l'onorevole Fassino. Ritiene in realtà artificioso continuare a distinguere fra ricerca di base e ricerca applicata. Bisogna infatti tener presente che nelle grandi istituzioni scientifiche vi è un naturale intreccio tra contenuti di base, applicazione dei risultati delle nuove conoscenze e servizi ad alto valore tecnologico, un intreccio che dipende in parte dagli interessi dei ricercatori e in parte dalle tendenze scientifiche internazionali.
Ritiene inoltre che sarebbe più interessante approfondire le ragioni della crisi della ricerca in Italia. Se non ci si fa annebbiare dai pregiudizi si scoprirebbe che si ha a che fare con nuovi modelli culturali, con la rivoluzione dell'appartenenza all'Unione europea, ma anche con il desiderio di governare la cultura, tentazione che è stata coltivata eccessivamente dai governi passati, che negli ultimi dieci anni hanno determinato condizionamenti reali nello sviluppo della ricerca, con conseguenti ritardi o discrezionalità nella allocazione delle risorse. Non sono voci isolate quelle che definiscono il CNR un grande carrozzone che contiene di tutto: ricercatori e centri di prim'ordine, centri di «mezza tacca» e strutture nelle quali si conducono ricerche insignificanti e inutili, il tutto soggetto ad una conduzione burocratica che richiede, tra l'altro, una pletora di personale amministrativo.
Il fatto che la riforma Moratti tenti di ridisegnare il CNR non può definirsi a priori una sventura, come è stato detto da alcuni illustri studiosi, ma anzi potrebbe essere una fortuna. Sottolinea che fra gli studiosi vi è qualcuno che ha sollevato critiche durissime contro il ministro Moratti, accusata di violazione della Costituzione di controllo politico della ricerca, di lesione dell'autonomia degli enti; vi è anche chi invita a «resistere» a qualsiasi tentativo di riforma. La realtà è che una riforma non può essere indolore, ancor più quando è in discussione la sorte di un sistema che ha consentito a tanta parte della comunità scientifica di essere interlocutrice di se stessa, soprattutto riguardo
all'uso del denaro di provenienza pubblica, elargito dallo Stato e quindi affidato a scelte discrezionali interne degli enti: questa parrebbe essere l'autonomia a cui alcuni non vorrebbero rinunciare. I fatti dimostrano che la comunità scientifica non è in grado di realizzare da sola quel cambiamento di rotta richiesto per rendere il paese più competitivo sul mercato delle tecnologie e delle idee.
La questione è tutt'altro che modesta: si tratta di ancorare l'università alla ricerca e quest'ultima all'industria.
Alla luce delle considerazioni svolte, propone di esprimere un parere favorevole con alcune sottolineature. Rileva la necessità di un maggiore confronto con la comunità scientifica nella fase di attuazione della riforma. Giudica debole la presenza della comunità scientifica nel consiglio di amministrazione, in quanto solo un componente è espressione del mondo accademico. In alternativa ad una maggiore rappresentanza della comunità scientifica nel consiglio di amministrazione, si potrebbe rafforzare il ruolo decisionale del consiglio scientifico generale. Osserva inoltre che la comunità scientifica deve essere coinvolta e rappresentata in maniera adeguata nella nomina dei direttori dei dipartimenti. È altresì necessario enfatizzare l'autonomia dell'INFM, trasformato in dipartimento, in quanto modello da replicare e diffondere. Inoltre, appare opportuno conservare denominazione e sede all'Istituto papirologico «Girolamo Vitelli».
Nel ricordare che la VII Commissione ha deliberato un'indagine conoscitiva sui soggetti pubblici operanti nel settore delle ricerca, osserva, dal punto di vista del coordinamento con la normativa vigente, che l'abrogazione del decreto legislativo n. 19 del 1999, prevista dall'articolo 25 del provvedimento in esame, farebbe venir meno parte della disciplina normativa relativa agli enti di ricerca, con possibili riflessi sulla loro funzionalità organizzativa.
Per quanto riguarda la formulazione del testo, osserva che l'articolo 7, comma 1, lettera g) e l'articolo 12, comma 4 non appaiono coordinati fra loro, in quanto il primo dispone che il consiglio di amministrazione, su proposta del presidente, nomini i direttori di dipartimento, mentre il secondo prevede che la nomina spetti al presidente su delibera del consiglio di amministrazione. Scarsamente coordinate appaiono inoltre le disposizioni di cui all'articolo 10, comma 2 e all'articolo 8, comma 1, lettera d), in ordine alla designazione di due membri del comitato di valutazione da parte del consiglio scientifico generale.
Guglielmo ROSITANI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani.
La seduta termina alle 15.30.