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PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge di conversione n. 7647.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, dia ai relatori il tempo di venire qui.
PRESIDENTE. Lei intanto cominci. Non posso costringerli, onorevole Dozzo.
GIANPAOLO DOZZO. Visto il tempo che ha impiegato per la prima votazione...
PRESIDENTE. Essendo stato rimproverato, mi sono corretto!
GIANPAOLO DOZZO. Si è corretto?
PRESIDENTE. Parli pure.
GIANPAOLO DOZZO. Il decreto-legge in esame presenta alcuni paradossi. Con il nostro emendamento vogliamo rendere più stringente la norma scritta dal Senato. È sufficiente leggere gli articoli successivi per rendersi conto che ci sono situazioni, come dicevo, paradossali. Mi riferisco, per esempio, alla possibilità per lo Stato di vendere le famose farine animali.
Noi vorremmo essere sicuri che non ci siano buchi nella rete dei controlli e che tutte le procedure vadano a buon fine.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grillo 1.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che il successivo emendamento Grillo 1.24 è precluso.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, si sta parlando di impianti di incenerimento e si attribuisce alle regioni e alle province autonome la facoltà di dichiarare tecnicamente inidonei gli impianti in questione. Vorrei ricordare ai colleghi che esiste una normativa in materia di impianti di incenerimento e in merito alla loro classificazione: si tratta di impianti idonei a trattare rifiuti pericolosi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.4.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, con il mio emendamento 1.4 si propone di sopprimere la parola «tecnicamente». Voglio riallacciarmi al discorso che ho fatto precedentemente; nessuno mi ha spiegato i motivi per cui le regioni e le province autonome possano dichiarare inidonei gli impianti di incenerimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.
LINO RAVA. Signor Presidente, l'onorevole Dozzo saprà benissimo che anche dal tipo di rifiuti dipendono le temperature a cui occorre portare gli impianti di incenerimento per avere adeguati sistemi di smaltimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, mi permetto sommessamente di rilevare che l'atteggiamento
che oggi la maggioranza intende assumere, testimoniato del resto dalla dichiarazione dell'onorevole Rava, cioè la netta chiusura nei confronti di qualunque forma di cambiamento, di miglioramento del testo da parte nostra, è il modus operandi classico che questa maggioranza ha seguito per tutti i cinque anni. Quindi, non c'è oggi un elemento nuovo, determinato dal fatto che forse domani o dopodomani saranno sciolte le Camere: è un comportamento consolidato, un modus operandi classico, è il vostro modo di fare. C'è una netta chiusura rispetto ad ogni forma di miglioramento da parte nostra: ne prendiamo atto, però almeno consentiteci di esprimere le nostre perplessità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, intervengo brevemente solo per sottolineare che la presa di posizione dell'onorevole Rava non può essere accettata, soprattutto sotto il profilo della disponibilità a migliorare il provvedimento, al di là dei tempi, che sono tiranni, per un certo aspetto. Come rilevava or ora il collega Scarpa Bonazza Buora, nei confronti degli emendamenti, alcuni dei quali credo siano importanti ai fini del miglioramento del testo, non si può assumere una posizione di preclusione, se non addirittura di reiezione acritica, perché di questo si tratta. Stando così le cose, mi consentano gli amici della maggioranza e lo stesso Governo di dire che non si può pensare che da questa parte vi sia un atteggiamento che non sia critico e anche - consentitemi - di biasimo nei confronti di una posizione che non va in una direzione positiva. Da parte nostra, come credo abbiamo dimostrato anche ieri con i nostri interventi in discussione generale, c'è stata grande disponibilità ed apertura: a questo, purtroppo, si risponde con una preclusione che non può essere accettata.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Signor Presidente, intervengo brevemente, anche perché credo che abbiamo bisogno di accelerare i tempi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Gli emendamenti Dozzo 1.5 e 1.6 sono formali.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Senza voler polemizzare, desidero replicare al presidente della Commissione agricoltura, Ferrari, ricordandogli che l'iter che ha portato questo decreto-legge dalla Commissione agricoltura in aula è a dir poco stravagante (Commenti del deputato Ferrari). No, caro Ferrari, il presidente della Commissione non può assolutamente sostenere che su questo testo si sia registrata in Commissione agricoltura una condivisione da parte di tutti i gruppi: ciò è falso, non è assolutamente vero, non vi è stata alcuna discussione del testo in Commissione agricoltura. Il presidente della Commissione si è trincerato ancora una volta dietro i tempi ristretti, dietro la legislatura che sta svolgendo al termine, e quindi in poche ore abbiamo dovuto predisporre alcuni emendamenti che oggi cerchiamo di discutere, di illustrare, di spiegare. Pertanto affermare, come è stato detto, che la Commissione agricoltura si sia espressa all'unanimità è assolutamente falso, presidente Ferrari, e non glielo consento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, a lei, che è stato sempre presente nei dibattiti su questi decreti, chiedo quante volte non sia stato possibile accogliere, per mancanza di tempo, emendamenti invece accoglibili e tesi a migliorare il testo. Il ritornello sul settore dell'agricoltura è sempre stato questo; non so se mi sbaglio.
PRESIDENTE. In fine legislatura è la prima volta.
GIANPAOLO DOZZO. In fine, per oggi. Si è sempre verificato che si arriva in quest'aula all'ultimo minuto e si dice, appunto, che il decreto può essere migliorato, che vi sono emendamenti condivisibili, ma che manca il tempo per esaminarli. Per di più, vorrei ricordare ai colleghi alcune date da non dimenticare, quella del 16 novembre 2000, data della crisi della BSE qui in Italia (visto che il 15 è stato nominato il commissario straordinario Alborghetti) e una data meno importante, quella del 20 dicembre 2000, quando in quest'aula il sottosegretario Montecchi, alle mie reiterate richieste di accogliere alcuni emendamenti in materia di BSE, sul primo decreto che stabiliva i test prionici, per andare subito in aiuto agli allevatori, rispondeva: abbiate pazienza, nel giro di pochi giorni (ho qui il resoconto stenografico) adotteremo un decreto che assicurerà le indennità agli allevatori. Chiamali pochi giorni, Montecchi! Oggi è il 7 marzo e sto riportando una dichiarazioni del 20 dicembre. È vero che ciascuno di noi al di là delle lancette dell'orologio, misura il tempo come vuole, ma sono trascorsi tre mesi.
ANTONIO SAIA. Il decreto è dell'11 gennaio.
GIANPAOLO DOZZO. Il primo decreto risale all'11 gennaio, ma non conteneva gli aiuti al reddito degli allevatori! È stato adottato un altro decreto il 14 febbraio. Sono queste le date. Almeno su queste spero siate d'accordo (Commenti)!
PAOLO PALMA. Fai i conti!
PRESIDENTE. Onorevole Palma, la richiamo all'ordine per la prima volta.
GIANPAOLO DOZZO. Invece di gridare, chiedi la parola ed intervieni. Non sei mai intervenuto in quest'aula in cinque anni, intervieni almeno una volta.
PRESIDENTE. Onorevole Niedda!
GIANPAOLO DOZZO. Non è nemmeno vero quello che ha detto il presidente Ferrari quando ha parlato della risoluzione. Se andiamo a vedere i contenuti di quel documento possiamo constatare che
sono stati disattesi da questo decreto. Tu lo sai, presidente Ferrari, perché sei il presidente della Coldiretti di Brescia, una zona dove ci sono gli allevamenti, però fai finta di non capire.
PRESIDENTE. Colleghi, la partita si gioca questa sera.
GIANPAOLO DOZZO. Quale partita?
PRESIDENTE. Quella del Milan.
GIANPAOLO DOZZO. Presidente, sono juventino!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Palma!
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.9.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, al comma 4 del decreto si dice che i soggetti esercenti gli impianti presentano alla provincia territorialmente competente comunicazione di inizio dell'attività.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.10.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, nel testo si legge «fermo restando il divieto di introduzione e di smaltimento di materiali di diversa provenienza». Vorrei chiedere al Governo se esistano già una legge o un decreto ministeriale o un regolamento comunitario che vietino l'introduzione di materiale di diversa provenienza, se non quella del macello in cui è installato l'inceneritore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che il successivo emendamento Dozzo 1.11 è precluso.
GIANPAOLO DOZZO. Perché, signor Presidente? Nel mio emendamento 1.11 si propone di aggiungere le parole «e di incenerimento». Non capisco perché sia precluso.
PRESIDENTE. È precluso dalla reiezione del suo emendamento 1.10 che propone di inserire le parole «non possono, in alcun caso, introdurre, smaltire o incenerire».
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, nel decreto-legge si è voluto parlare solamente di «smaltimento» e non di «incenerimento». In un successivo articolo, si dirà che lo Stato si riserva la vendita delle farine animali. Non è un caso che dopo la parola «smaltimento» non si sia inserito il termine «incenerimento». Si tratta di due cose differenti: si può smaltire e stoccare in magazzini, mentre incenerimento significa distruzione totale. Perché non avete inserito la parola «incenerimento»?
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.13.
GIANPAOLO DOZZO. Come ho detto prima, vi sono delle date ben precise tra le quali vi è il 1o ottobre 2000, giorno in cui la Comunità europea ha approvato le norme sulla BSE. In quella stessa data l'Unione europea ha bloccato la possibilità di dare farine animali agli animali stessi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franz. Ne ha facoltà.
DANIELE FRANZ. Signor Presidente, è estremamente complicato non dare ragione a quanto sostenuto in questo momento dal collega Dozzo. Sostanzialmente, con questo decreto-legge si cerca di far pagare ai soggetti interessati i ritardi legislativi del Governo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Prendo atto che l'emendamento Cerulli Irelli 1.27 è stato ritirato.
Dozzo 1.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Scarpa Bonazza Buora 1.28.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, non so se sia il caso di pensare alla malafede di qualcuno o se, semplicemente, non ci si trovi ancora una volta di fronte ad una sciatteria legislativa da parte degli uffici del Ministero che hanno redatto il testo. Vi è un dato obiettivo, però: siamo a marzo e prevedere il termine del 31 maggio 2001, relativamente al comma 6 dell'articolo 1, mi sembra francamente ridicolo. Ciò significherebbe vanificare completamente ogni intervento, ogni possibilità effettiva di dare concretezza ad un provvedimento legislativo che, di per se stesso, è già abbastanza evanescente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Ho chiesto la parola semplicemente per dire che anche noi sottoscriviamo l'emendamento 1.28. Credo che il richiamo al buonsenso non sia peregrino perché, se è vero che nel precedente emendamento del collega Dozzo si andava ad eliminare ogni riferimento limitativo di ordine cronologico, è altrettanto vero che in questo caso si fissa un «puntello» - voglio utilizzare questo termine - in rapporto soprattutto all'esigenza legata ai termini derivanti dall'approvazione di questo provvedimento, che sono certamente termini che richiederebbero quanto meno uno slittamento di pochissimi mesi e quindi non si andrebbe ad inficiare assolutamente la sostanza e la logica del provvedimento stesso!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.14.
GIANPAOLO DOZZO. Con i miei emendamenti 1.14 e 1.15 vogliamo diminuire da 435 lire a chilogrammo a 300 lire e da 1.450 lire a chilogrammo a mille lire il riconoscimento che si dà ai soggetti che si occupano dell'incenerimento.
stanno speculando, stanno frapponendo tutta una serie di ostacoli affinché non si possa andare a regime. Ed io gli credo perché in queste settimane e in questi mesi abbiamo sentito delle prese di posizioni di quei soggetti che hanno il compito d'incenerire rispetto ai quali, alla luce dei risultati ottenuti fino ad ora, si sarebbe dovuta attuare un'azione di forza e al limite, visto che stiamo in una situazione di crisi, si sarebbe dovuto agire in maniera diversa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Dozzo per aver presentato questo emendamento. A questo proposito desidero raccontarvi una breve storia infelice della nostra agricoltura, che si è verificata in questi ultimi anni durante il Governo della sinistra. Ben dopo la decisione del primo Governo Berlusconi di abolire l'utilizzazione delle farine proteiche di origine animale per l'alimentazione bovina nel luglio 1994, siamo diventati, per negligenza, per colpa (o per non si sa che cosa) dei vari Governi della sinistra che si sono succeduti in questi anni, il terzo produttore europeo di farine proteiche di origine animale a capo.
SERGIO TRABATTONI. E noi ti risponderemo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.16.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, riprendendo il discorso di prima, come vengono erogate le indennità per i costi relativi al trattamento e all'incenerimento? Vengono erogate in maniera forfettaria.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, non per essere fiscali ma perché ritengo vada definita la materia in modo che si offrano garanzie a coloro che hanno serie preoccupazioni per precedenti storici che si sono verificati nel settore, credo che un livello inferiore di indefinibilità possa dare garanzie a coloro che si trovano nella situazione prevista nella norma. Ecco perché reputo che le perplessità non siano peregrine: definire in maniera più precisa la previsione normativa, eliminando la parola «forfettariamente» può essere un elemento di chiarezza, a meno che il relatore non mi dimostri il contrario.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.26.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, vorrei chiedere al relatore chi effettuerà la raccolta e il trasporto dei materiali a rischio, visto che ciò non è indicato nell'articolo in esame, nel quale si fa riferimento soltanto al trattamento preliminare e all'incenerimento. Quindi, non si sa chi si debba occupare della raccolta e del trasporto del materiale a rischio: o si pensa che vi siano altre soluzioni, che volete adottare con un altro decreto da qui a breve oppure veramente, per chi andrà a raccogliere e trasportare il materiale, non è previsto alcun indennizzo, per cui il materiale medesimo rimarrà nelle stalle e non verrà portato ai centri di trattamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franz. Ne ha facoltà.
DANIELE FRANZ. Signor Presidente, ritengo che in questo momento l'Assemblea abbia la grande opportunità, approvando l'emendamento in esame, di superare in un colpo solo ogni sospetto che legittimamente può essere sollevato, atteso che fino a questo momento si è utilizzato un linguaggio del tutto fraintendibile: mi riferisco chiaramente, al linguaggio utilizzato dal Governo nel redigere il decreto-legge. Il collega Dozzo, opportunamente, propone che vengano specificate quali sono le attività preliminari, perché, così come indicate nel testo del decreto-legge, possono essere esattamente tutte quelle che un pensatore di malafede come il sottoscritto può immaginare. Con questo voto, si potrebbero chiamare le attività preliminari con nome e cognome e, atteso che, comunque, quel vergognoso «forfettariamente» è rimasto inserito nel testo, almeno, che l'Assemblea si assuma la doverosa responsabilità di definire, appunto per nome e cognome, le attività preliminari (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.18.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, non sono intervenuto sull'emendamento 1.17 perché, purtroppo, stavo parlando con il relatore, però spero che in sede di coordinamento del testo lei possa considerare la possibilità di modificare il «riconosciuto o autorizzate» in «riconosciute e autorizzate», poiché non è possibile che le aziende siano riconosciute o autorizzate: devono essere riconosciute e autorizzate, penso; almeno questo dovrebbe prevedere il buonsenso.
PRESIDENTE. Buonsenso che non sempre è un principio, purtroppo.
GIANPAOLO DOZZO. Per quanto riguarda l'emendamento 1.18, ricordo che il comma 8 prevede che le regioni e le province autonome possono disporre eventuali, ulteriori misure. Cosa intendiamo per «misure»? Intendiamo, forse ulteriori indennità o, invece, ulteriori restrizioni? Il termine «misure», infatti, vuol dire tutto e niente: non è specificato quale tipo di misure ed a favore di chi si vogliano assumere, adottando una espressione generica che lascia spazio a tantissime interpretazioni. Se, ad esempio, una regione volesse adottare misure ulteriormente restrittive, in base a questa norma potrebbe farlo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Galletti. Ne ha facoltà.
PAOLO GALLETTI. Signor Presidente, mi dispiace alimentare le argomentazioni dell'onorevole Dozzo, ma prima egli ha fatto un'affermazione non esatta rispetto ai Verdi: è nota, infatti, la battaglia che da sempre i Verdi hanno condotto contro le farine animali, non solo per i ruminanti ma per tutti gli animali che non sono carnivori. La collega Procacci, in particolare, ma tutto il gruppo dei Verdi alla Camera è da sempre su queste posizioni e nessuno può negarlo. Persino durante la discussione della legge finanziaria, in anticipo, smentendo coloro che con faciloneria dicevano che l'Italia sarebbe stata indenne dalla BSE, avevamo predisposto un divieto generalizzato dell'uso delle farine animali, così come richiesto dall'OMS.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, noi avevamo già detto in sede di discussione generale che, evidentemente, c'era la necessità, come puntualmente fa questo emendamento, che va a modificare il comma 8 dell'articolo 1, di chiarire maggiormente la valenza della norma; ciò tenuto anche conto, in particolare, che tale norma, che prevede per le regioni e le province autonome la possibilità di disporre eventuali, ulteriori misure - di sostegno, credo -, non trasferisce a questi soggetti nuove risorse.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dozzo 1.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.19.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, ho l'impressione che il collega Galletti sia appena entrato in aula e non abbia seguito ciò che ho proposto con gli altri miei emendamenti.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.21.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, sempre riferendomi all'intervento del collega Galletti, non vedo perché queste disposizioni debbano avere efficacia a decorrere dal 12 gennaio 2001, come se prima di tale data non esistesse il problema delle farine animali: sappiamo benissimo che così non è.
farine animali. Sappiamo che sono molte di più: le altre dove le mandiamo e cosa ne facciamo?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per dichiarare il nostro voto favorevole. Credo che il riferimento ad una data precedente rispetto a quella prevista nel testo sia importante per recuperare e garantire situazioni che si sono verificate in precedenza.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, riteniamo assolutamente precisa la sottolineatura circa la mancanza di effetti di questo provvedimento. L'emendamento sposta in modo equo la decorrenza al 1o ottobre 2000, cioè, al momento in cui si è determinata questa situazione. Occorre tener presente che facciamo riferimento a mangimi pericolosi la cui produzione ha avuto inizio in data precedente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, visto che sono intervenuti molto dottamente altri colleghi prima di me su questo punto, non volevo far mancare il mio solidale appoggio e quello del gruppo di Forza Italia al collega Dozzo che ha presentato questo emendamento. Anche qui ci troviamo di fronte a quella che definisco sciatteria da parte degli estensori del decreto-legge perché esaminiamo la prima manche del decreto dove viene indicata una data assolutamente sbagliata visto che il problema BSE è nato prima.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione degli identici articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.02 e Dozzo 1.06.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, abbiamo voluto presentare l'articolo aggiuntivo 1.06 per conferire una serie di aiuti agli allevatori, in quanto tali misure non sono previste nel provvedimento: si tratta di aiuti concordati con le categorie interessate che, come ricordava precedentemente il presidente Ferrari, sono venuti in Commissione ad esporci le loro angosce (anche se non ce ne era bisogno, in quanto conosciamo benissimo i loro problemi).
LUIGI OCCHIONERO. Non fare l'isterico!
GIANPAOLO DOZZO. Ma dai!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, in questi ultimi giorni della legislatura ci tocca sentire una cantilena (o una litania) secondo la quale il provvedimento non è il meglio che si sarebbe potuto fare, ma è comunque un passo in avanti. Non so se si tratti di veri e propri passi in avanti o di passi che ci portano lontano dalla sensibilità verso le categorie interessate dai provvedimenti che stiamo discutendo in questi giorni. Certamente c'è una situazione drammatica per gli allevatori colpiti da questa emergenza ed è alle porte, signor sottosegretario, un'altra potenziale emergenza, quella dell'afta: ci auguriamo che il Governo assuma provvedimenti radicali rispetto al transito di animali provenienti dai paesi interessati da questa nuova emergenza.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franz. Ne ha facoltà.
DANIELE FRANZ. Signor Presidente, credo che anche lei concorderà con me sul fatto che nella vicenda della BSE ci sono moltissime incertezze, tante che avrebbero probabilmente dovuto spingere alcuni loquaci esponenti del Governo ad un minimo di prudenza nell'approccio ad una situazione talmente delicata. Ma va da sé che l'attuale ministro delle politiche agricole ha una vocazione prepotente al palcoscenico, mentre l'attuale ministro della sanità ha una forte curiosità scientifica, che lo ha portato a palesare pubblicamente, dimentico anche delle sue responsabilità di ministro, tutta una serie di dubbi e di ipotesi che chiaramente hanno determinato il panico nel potenziale acquirente ed hanno gettato nello sconforto i produttori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, desidero unirmi alle considerazioni dei colleghi. Ci troviamo, come dicevo ieri in sede di discussione sulle linee generali, di fronte ad un provvedimento assolutamente inadeguato, tardivo, insufficiente, laconico, povero, sciatto... Potrei continuare a lungo, con una serie di aggettivazioni non particolarmente gradite al Governo, che però è responsabile di questa situazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Desidero brevemente richiamare quanto è avvenuto in Commissione, quando in occasione delle audizioni dei rappresentanti dei produttori, degli allevatori e di tutto il mondo agricolo noi abbiamo assunto l'impegno di recepire le loro indicazioni e proposte. Ritengo che i due articoli aggiuntivi recepiscano quelle indicazioni ed onorino l'impegno che ci siamo assunti davanti alle categorie interessate. Per tali ragioni, ritengo che, dal punto di vista della correttezza, approvare gli articoli aggiuntivi (mi rivolgo soprattutto agli amici della Commissione) significhi in fondo rispettare un patto e un impegno assunto in sede di Commissione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 1.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 1.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 1.04, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 1.05.
GIANPAOLO DOZZO. Presidente, vorrei farle notare che gli articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.05 e Dozzo 1.07 sono identici; si tratta di articoli aggiuntivi che abbiamo presentato al Senato.
PRESIDENTE. Gli articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.05 e Dozzo 1.07 corrispondono alla seconda parte dell'ordine del giorno Dozzo n. 9/7667/1; esiste una corrispondenza tra questi due articoli aggiuntivi ed alcuni ordini del giorno presentati dal lei e dal collega Anghinoni. Pertanto, se fossero respinti, verrebbe pregiudicato l'ordine del giorno. Volevo informarla.
GIANPAOLO DOZZO. Su questo tema è stato accolto un ordine del giorno al Senato. Vorrei comunque spiegare, signor Presidente, le ragioni dell'articolo aggiuntivo.
PRESIDENTE. Ho sempre ambito alla carriera, quindi va bene...!
GIANPAOLO DOZZO. Ciò non era voluto, anche perché lei aspirerà a qualcosa di più alto.
l'ente erogatore dei contributi, ha già fatto sapere che non farà alcun pagamento. La colpa non è dell'allevatore che ha i registri di carico e scarico della stalla per l'identificazione dell'animale, ma il problema è quello burocratico che purtroppo condiziona gli aiuti per gli allevatori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Credo anch'io che il microchip ruminale sia lo strumento più adatto per cercare di avvicinarci alla definizione dell'anagrafe bovina, ma il dato su cui riflettere è un altro. Come ha appena detto il collega Dozzo, da anni non siamo in grado - il che è veramente vergognoso, ma le responsabilità sono diffuse e sono soprattutto in capo al Ministero della sanità - di disporre di un'anagrafe bovina. Sappiamo tutti che, in questo caso, sono stati stanziati circa 300 miliardi per i vari soggetti della filiera. Dando per scontato - lo dicono gli esperti, i tecnici - che il Governo sia in grado di effettuare l'anagrafe per circa il 50-60 per cento del patrimonio zootecnico italiano, i fondi, che di per sé sono già insufficienti, vengono dimezzati. In altre parole, questo significa che, se voi non sarete in grado di effettuare l'anagrafe zootecnica, la spesa da affrontare alla fine sarà di 150-170 miliardi. Il problema esiste e in modo molto ingegnoso, direi quasi geniale, il mio amico e collega Dozzo ha parlato di microchip ruminale.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Questa sera viene fatta troppa demagogia. Vorrei dire ai colleghi che, per quanto riguarda il problema dell'anagrafe bovina, la colpa non è di questo Governo o di questa maggioranza ma della maggioranza delle regioni italiane che non hanno fatto il loro dovere (soprattutto della Lombardia)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Presidente, non riesco a capire i toni accesi anche perché i due articoli aggiuntivi a cui facciamo riferimento in fondo servono per integrare una carenza che oggettivamente esiste: l'anagrafe bovina infatti fino ad oggi non è stata realizzata.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Dozzo 1.08.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, mi dispiace replicare al mio presidente di Commissione.
PRESIDENTE. Beh, a volte capita!
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Va bene, va bene!
GIANPAOLO DOZZO. Gli rispondo perché, oltre ad essere presidente della Commissione, è anche presidente della Coldiretti provinciale di Brescia. L'onorevole Ferrari conosce benissimo la situazione: se poi non vuole capirla, è un altro paio di maniche.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Possono cambiarle!
GIANPAOLO DOZZO. Possono cambiarle, ma alle APA sono tornate indietro tutte queste registrazioni. Questo è il dato di fatto oggettivo e lei lo conosce meglio di me, onorevole Ferrari. Non parli di regioni e stia ai fatti (Commenti del deputato Stucchi)!
PRESIDENTE. Onorevole Stucchi, lei è un uomo d'ordine!
GIACOMO STUCCHI. Fra conterranei!
PRESIDENTE. State parlando delle stesse mucche allora!
GIANPAOLO DOZZO. Nel mio articolo aggiuntivo si affronta un problema molto delicato: si vuole sopprimere la lettera b) dell'articolo 13 del decreto del ministro della sanità 7 gennaio 2000.
PRESIDENTE. Onorevole Dozzo, deve concludere.
GIANPAOLO DOZZO. Non abbattiamo l'intera mandria, visto che il latte che producono è sicuro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franz. Ne ha facoltà.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Non vedo presenti né il ministro Pecoraro Scanio né il ministro Veronesi, i quali hanno delegato, nel caso del dicastero dell'agricoltura, il sottosegretario Borroni, uomo valente ma che purtroppo da questa vicenda è stato totalmente escluso. Da un lato, i ministri dichiarano pubblicamente di voler eliminare l'uso delle farine animali e, dall'altro, al momento di legiferare, si prevedono possibilità come quella che ho prima richiamato.
Non so cosa pensino i colleghi della maggioranza, so solo che, quando si tenta di dare soluzioni valide, come sempre in quest'aula non vengono prese in considerazione solo perché proposte dalla minoranza.
Invito i colleghi a votare a favore dell'emendamento perché potrebbe migliorare enormemente il testo in esame.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 383
Votanti 381
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 202).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 376
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 202).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
A questo punto, delle due l'una: o vi sono in Italia impianti che trattano rifiuti pericolosi senza averne la capacità e senza avere l'autorizzazione a farlo oppure, visto che probabilmente tutti gli impianti hanno l'autorizzazione a smaltire tali rifiuti, non vedo per quale motivo le regioni o le province autonome possano dichiararli inidonei.
Si parla di una inidoneità tecnica. Allora, i colleghi che presumibilmente esprimeranno voto contrario al mio emendamento 1.3 mi spieghino in cosa consista l'inidoneità a smaltire le farine animali, visto che esse si presentano come polvere da bruciare.
Signor Presidente, ho la netta sensazione che si voglia porre una serie di paletti già da ora, affinché la soluzione del problema non vada a buon fine. Vorrei ricordare che il Ministero della sanità ha emanato una circolare il 12 febbraio 1999, con la quale sono stati trasmessi ai comuni alcuni modelli per verificare gli impianti in questione. Il Ministero della sanità in questo momento (visto che la circolare è del 1999) dovrebbe disporre dei risultati dello screening completo sugli impianti a disposizione dei comuni per trattare i materiali a rischio specifico.
Signor Presidente, non vedo per quale motivo si sia voluta introdurre tale norma da parte del Senato: se qualcuno riuscisse a spiegarmelo, potrei cambiare idea; tuttavia, poiché ho la netta sensazione che nessuno riuscirà a farlo, resto delle mie idee.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 383
Astenuti 2
Maggioranza 192
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 204).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Poco fa, qualcuno ha suggerito che tale inidoneità possa dipendere dalla temperatura. Ebbene, ciò vuole dire che in Italia esistono impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi che non raggiungono certe temperature! Questo significa che si smaltiscono materiali pericolosi senza raggiungere le temperature necessarie, per cui si immettono nell'aria sostanze nocive: ciò è ancora più grave! Signor Presidente, non sento i colleghi del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo intervenire su tale argomento, visto che si dichiarano sempre paladini dell'ambiente e della sua salubrità.
In ogni caso, se fosse vero che in Italia esistono impianti non idonei allo smaltimento di rifiuti pericolosi, vorrebbe dire che parte della camorra e parte della mafia hanno preso in mano anche tali impianti e li gestiscono: sappiamo bene, poi, come essi vengono gestiti!
Signor Presidente, vorrei che i colleghi facessero mente locale a tutti i problemi sorti all'atto della stesura del decreto-legge in esame: davvero, non so da chi sia stato steso; è una cosa pietosa, signor Presidente!
Desidero però cogliere l'occasione per svolgere un ragionamento più generale, molto breve. Io credo che il relatore abbia espresso parere contrario su tutti gli emendamenti, invitando anche il Governo a ritirare il suo, proprio perché ci troviamo in una situazione in cui certamente il meglio sarebbe nemico del bene, in quanto siamo tutti perfettamente coscienti del fatto che la legge è molto attesa dalla filiera del comparto carne.
Il provvedimento affronta i problemi in maniera adeguata e concertata: sappiamo, infatti, che in questo periodo al Senato si sono ottenuti risultati di concertazione molto importanti su questa materia. Ho quindi veramente difficoltà a pensare che in questa situazione particolare di fine legislatura, con una scadenza che ormai conosciamo benissimo, si possa ritenere di modificare oggi il provvedimento, rischiando la sua vanificazione. Per questa ragione noi siamo contrari a tutti gli emendamenti, pur sapendo che qualcuno di essi potrebbe anche avere una logica: è più importante, oggi, portare a termine l'approvazione del provvedimento.
Desidero solo sottolineare, Presidente, che questo provvedimento in Commissione ha visto l'impegno di tutti i gruppi, di maggioranza e di minoranza. Abbiamo ascoltato i rappresentati di tutta la filiera, che erano venuti in piazza Montecitorio a protestare.
Li abbiamo ascoltati; il giorno dopo tutti i gruppi, maggioranza e opposizione, ne hanno discusso compatti ed è stata formulata una risoluzione. Ognuno di noi può pensare ciò che vuole, però dico anche agli amici della minoranza che qui si è registrato un impegno unanime di tutti i gruppi; l'unico ad astenersi è stato quello di Rifondazione comunista. Questo risultato non è certamente il massimo, tuttavia ritengo che oggi la presenza di tutti questi provvedimenti forti, attesi dal mondo agricolo, dalla filiera, rappresenti un buon punto di partenza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.4 , non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 382
Astenuti 3
Maggioranza 192
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 202).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
Caro Ferrari, dove sono gli aiuti per i vitelli? Tu sai benissimo ciò che avevamo fatto per prevedere nella risoluzione quegli aiuti! Ti sei dimenticato (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)?
È per questo motivo che abbiamo presentato tutti questi emendamenti, per dare dei veri contributi, dei veri aiuti agli allevatori. Ma non è stato fatto; e più avanti dirò per quale motivo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 388
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 206).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 400
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato sì 185
Hanno votato no 215).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Ricordo che con la circolare del Ministero della sanità del 19 febbraio 1999, n. 4, si era provveduto ad inviare a tutti i comuni il modello di validazione degli impianti di trattamento, che operano ai sensi della decisione 1996/449 della Comunità europea. Il Ministero invia il modello ai comuni. Nel decreto si dice che i soggetti titolari degli impianti presentano la comunicazione alla provincia. Mi sembra strano che vi sia questa possibilità visto che lo stesso Ministero che aveva redatto questo decreto, prima aveva mandato il modello ai comuni. Il che ci fa pensare. Ma perché proprio le province? Sappiamo benissimo quali sono state le pressioni. Lo stesso ex ministro De Castro ha detto che c'è una lobby che in questa crisi tenta di fare i soldi.
Poiché le norme emanate non sono certamente conseguenti alle disposizioni contenute nella circolare ministeriale, ci domandiamo se non vi sia una contiguità con certi ambienti ministeriali affinché non si passi alla veloce distruzione delle farine animali. Vedo che il Governo sta zitto in questo momento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 387
Astenuti 3
Maggioranza 194
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 211).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Ho fatto una ricerca, non vorrei sbagliarmi, ma al momento attuale non esiste alcun divieto. Allora, come si può scrivere «fermo restando il divieto di introduzione»? Ciò presuppone che vi sia già un divieto che, in realtà, non esiste. Con il nostro emendamento abbiamo proposto di sostituire il testo con le seguenti parole «e non possono, in alcun caso, introdurre, smaltire o incenerire». Conoscete benissimo il problema degli smaltitori e quali siano state le pressioni di certi ambienti in questo campo. Signor Presidente, penso sia il caso di introdurre una norma più chiara e rigorosa anche per i macelli che hanno già al proprio interno un inceneritore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 211).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 382
Astenuti 3
Maggioranza 192
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 208).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Perché questo smaltimento viene previsto solamente a partire dalla data di entrata in vigore di questo provvedimento e fino al 31 maggio 2001? Perché avete previsto questo piccolo arco temporale? Perché non avete preso in considerazione la data della direttiva comunitaria? Perché avete indicato anche un termine finale (il 31 maggio)? Perché il 1o giugno, considerato che la direttiva concernente la possibilità di dare proteine animali ai bovini ed agli animali in genere vale sino a tale data, siete intenzionati a reintrodurre la norma? È questo il motivo per il quale avete indicato tali date? Diciamolo chiaramente!
Le valutazioni svolte dal collega Dozzo sono pertinenti, visto che si è richiamato compiutamente e doverosamente a date certe. Il fatto che tali date siano state volutamente ignorate non so cosa significhi da un punto di vista di scelta politica del Governo, atteso che in materia agricola mi risulta che il Governo, specialmente dopo l'insediamento del nuovo ministro, abbia poche idee, estremamente confuse ed il più delle volte degne di un cabaret piuttosto che di un impegno ministeriale. Resta un fatto, però: siamo in ritardo, il Governo è profondamente in ritardo e non può, con buona pace - mi si consenta - anche della Commissione bilancio, far pagare tale ritardo ai soggetti economicamente interessati.
Esorto l'Assemblea, pertanto, a prestare un'attenzione particolare all'emendamento Dozzo 1.13 e a sostenerlo con il voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 376
Astenuti 4
Maggioranza 189
Hanno votato sì 169
Hanno votato no 207).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 379
Votanti 377
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 202).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
Esorto l'Assemblea a prendere atto che differire il termine almeno al 30 settembre 2001 è un fatto assolutamente di buonsenso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scarpa Bonazza Buora 1.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 383
Votanti 381
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 205).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
In un intervento precedente affermavo che il ministro Pecoraro Scanio, nel corso di un'audizione svoltasi presso la Commissione agricoltura sul tema della BSE, ha detto testualmente che vi sono delle lobby che in questo momento di crisi
Come potremo constatare nel corso dell'esame del prossimo articolo (quello che eroga i fondi per chi ha prodotto le proteine animali), il Governo ha veramente chinato la testa e ha detto di sì aumentando, ad esempio, del doppio il compenso per chi ha prodotto farine animali! Dobbiamo constatare allora che il ministro fa delle esternazioni, dice delle cose e poi, quando si redigono i decreti, quelle affermazioni vengono capovolte e si garantiscono maggiori introiti a quelle persone!
Abbiamo nominato un commissario straordinario di Governo, con poteri straordinari, e non mi risulta che abbia quanto meno pensato di requisire quegli impianti!
Signor Presidente, mi chiedo allora quali siano le vere intenzioni e i veri fini in base ai quali sia stato raddoppiato l'indennità per chi ha prodotto le farine animali! Mi chiedo inoltre come mai, al di là delle dichiarazioni di principio, i fatti vadano poi in una direzione completamente diversa! Mi chiedo altresì come mai i colleghi Verdi - i quali affermano di essersi sempre battuti contro le farine animali - non capiscano la situazione e non dicano niente (Commenti dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo). Mi riferisco a chi ha sempre sostenuto la necessità di abolire completamente questo tipo di alimentazione, mentre poi si procede a forti indennità. Dunque chiediamo almeno l'abbassamento di tali indennità.
Ricordo anche che in sede di Agenda 2000 l'allora ministro per le politiche agricole accettò un quantitativo massimo garantito per le proteine di origine vegetale italiane, sostanzialmente la soia, del 30 per cento rispetto al fabbisogno nazionale e ha accettato un'autolimitazione di circa il 14 o il 15 per cento per il mercato comunitario. Siamo arrivati ad un caso limite, per colpa della maggioranza e dei Governi da essa sostenuti, per cui, mentre noi diventavamo i terzi produttori europei di farine di origine animale, i produttori di soia e di proteine vegetali italiani venivano multati per aver «splafonato» rispetto a quantitativi massimi ridicoli. Questa è una vostra gravissima responsabilità, che noi vi ricorderemo durante tutta la campagna elettorale.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 389
Astenuti 3
Maggioranza 195
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 212).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 208).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Mi rendo conto che chi ha scritto questo decreto abbia altri scopi, però la indicazione della parola «forfettariamente», senza nessun rendiconto o senza un'analisi dei costi, ricorda, visto che poi sarà l'AGEA, ex AIMA, a dare queste indennità, quello che è successo per quanto riguarda le assuntorie dei prodotti agricoli, fatte dall'AIMA quindici o venti anni fa. Vi ricordo che questo Parlamento ha istituito una Commissione d'indagine; vi ricordo che la Corte dei conti ha formulato delle accuse ben precise riguardo al merito.
Ebbene, in questa sede si prevede ancora un sistema forfettario. Ma è proprio così che si amministrano i soldi pubblici? È così che volete non dimostrare esattamente quanto si spende e quali sono i costi reali dello smaltimento e dei trattamenti? È perché avete messo le cifre che ricordavo prima troppo elevate e non sapete come giustificarle? Per questo farete un conto forfettario? È questo che volete? Andate avanti così!
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 367
Votanti 365
Astenuti 2
Maggioranza 183
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 199).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 361
Votanti 359
Astenuti 2
Maggioranza 180
Hanno votato sì 160
Hanno votato no 199).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 368
Votanti 366
Astenuti 2
Maggioranza 184
Hanno votato sì 162
Hanno votato no 204).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Pertanto, signor Presidente, noi abbiamo presentato l'emendamento 1.18, per prevedere innanzitutto che le misure debbano essere «a favore sia degli allevatori sia dei soggetti che materialmente operano la distruzione» e non genericamente a favore di quelli che sono autorizzati: la distruzione va materialmente effettuata. Ho la netta impressione che da questo punto di vista non si faranno passi in avanti, ma lasciando il comma 8 così com'è si avranno ampie interpretazioni e non vorrei che, un domani, qualcuno ponesse ulteriori restrizioni.
Invece, l'onorevole Dozzo ha fatto intendere che con questo decreto noi alimentiamo la produzione di farine animali. Non è così: con questo decreto noi favoriamo l'eliminazione di farine a rischio, con il prione che viene ucciso soltanto ad altissime temperature. Lo dico perché rimanga agli atti e per chi ascolta questo dibattito: il decreto-legge di cui chiediamo la conversione elimina le farine animali dal ciclo produttivo, non ve le inserisce. Questo è il punto principale, che ci tengo a sottolineare proprio per chiarezza della nostra posizione.
Quindi, sostanzialmente si potrebbe anche leggere come un coinvolgimento, con uno scarico di responsabilità da parte del Governo dello Stato rispetto alla capacità di operare delle regioni. Ma soprattutto credo che la puntualizzazione prevista in questo emendamento, in relazione alla finalizzazione di queste ulteriori misure, sia necessaria per dare maggiore concretezza e valenza alla normativa.
Per questi motivi, annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo del CDU.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 370
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato sì 164
Hanno votato no 206).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Il collega Galletti ha detto che i Verdi vogliono l'eliminazione delle farine animali. Ci credo: non ho messo in dubbio questo. Ma il collega Galletti si è dimenticato di dire che l'articolo 6 del decreto-legge prevede che i proventi derivanti dall'eventuale vendita delle proteine animali siano versati all'entrata del bilancio dello Stato.
Le proteine animali sono le farine animali. Collega Galletti: sei proprio sicuro che il Governo voglia eliminare tutte le farine e che invece, come ho detto prima, non le voglia stoccare e poi in un secondo tempo, aspettando qualche direttiva comunitaria, immetterle nel mercato? È questa la domanda che ho già posto all'inizio dei miei interventi ed alla quale non ho ottenuto alcuna risposta. Ma non posso ottenere risposta visto che c'è l'articolo 6, altrimenti si dovrebbe eliminare tale articolo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 361
Votanti 360
Astenuti 1
Maggioranza 181
Hanno votato sì 159
Hanno votato no 201).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 352
Votanti 351
Astenuti 1
Maggioranza 176
Hanno votato sì 159
Hanno votato no 192).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Per questo motivo chiediamo di prevedere una data precedente, in modo che si possa comprendere la totalità dei casi perché, come vedremo poi nell'articolo 2, per quanto riguarda il periodo antecedente al 12 gennaio 2001 possono essere stoccate solamente 30 mila tonnellate di
Vorrei aggiungere, anche perché non mi è stato possibile motivare il nostro voto favorevole sull'emendamento Dozzo 1.18, che anche in questo caso affermiamo l'opportunità che si faccia chiarezza anche presentando in termini ben precisi gli emendamenti e i contenuti degli stessi.
Non vorrei che ci fossero aree di ambiguità tali da creare difformi interpretazioni della norma capaci di determinare a loro volta conflitti di difficile soluzione.
Vorrei cogliere l'occasione per sottolineare che, rispetto alle modalità di controllo sui mangimifici, oggi disponiamo di mezzi di indagine che consentono di accertare la presenza di farine animali ma che non riescono a stabilirne la quantità. Poiché gli strumenti di rilevazione sono molto sensibili, a volte viene accertata la presenza di tali farine anche per contaminazioni occasionali, il che comporta ricadute economiche pesanti per gli operatori dei mangimifici e per gli allevatori che vengono colpiti dagli interventi di tutela sanitaria.
Occorre fare una riflessione circa il metodo previsto dal decreto-legge per evitare enfatizzazioni di casi occasionali che possono arrecare gravi danni agli operatori del settore. Sono queste le ragioni per le quali voterò a favore dell'emendamento presentato dal collega Dozzo.
Il dramma della BSE è diventato grave ed evidente nello scorso mese di ottobre: occorre, dunque, risalire nel tempo e far partire questo tipo di provvidenze dal 1o ottobre scorso. È un fatto di buonsenso: se una volta tanto in quest'aula prevalesse il buonsenso, sarebbe meglio. I tempi sono sufficienti per apportare una piccola variazione che domani mattina potrebbe essere sottoposta all'esame del Senato ed essere approvata rapidamente.
Colleghi, esercitate il buonsenso! Cerchiamo di privilegiare la nostra volontà almeno in articulo mortis della legislatura e di non tagliare fuori da provvidenze che sono assolutamente dovute una serie di operatori del settore. Vi prego di usare almeno questa volta il buonsenso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 365
Votanti 364
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato sì 160
Hanno votato no 204).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 370
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato sì 161
Hanno votato no 209).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Vorrei ricordare a coloro che poco fa hanno approvato una legge che parla di mutualità e di solidarietà, la situazione in cui si trovano in questo momento moltissime famiglie e moltissimi giovani che, magari, erano tornati al lavoro nei campi e nell'agricoltura e che ora si vedono fortemente penalizzati e costretti a chiudere gli allevamenti.
Mi rivolgo, poi, ai colleghi della Commissione agricoltura: ricordate quante persone sono venute con il cuore in mano a chiederci un aiuto concreto! È per questo che abbiamo voluto integrare quei pochi aiuti previsti nel provvedimento con quanto indicato nell'articolo aggiuntivo 1.06.
Probabilmente qualcuno di noi si è già dimenticato delle parole accorate che ci sono state rivolte; probabilmente qualcuno di noi, dopo aver dato assicurazioni, come sempre non le manterrà: questo non è il modo di far politica, né di illudere quelle famiglie e quei giovani!
Signor Presidente, la prego vivamente di comprendere e di interpretare lo spirito del mio articolo aggiuntivo 1.06: ci troviamo, infatti, di fronte ad una situazione insostenibile. In questo momento vi sono giovani costretti ad ipotecare le aziende e a vendere i campi. Qui non si vuole riconoscere che c'è una crisi! Non ne comprendo il motivo; abbiamo trovato e stanziato i soldi per tutto, ma non riusciamo a stanziare una lira per quelle persone. Infatti, si stanziano 400 mila lire per capo di bestiame quando, al giorno d'oggi, si parla di 1 milione e 200 mila lire ciascuno (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Alleanza nazionale ). Lo volete capire, sì o no?
A fronte di ciò, abbiamo dei provvedimenti che costituiscono un passo in avanti, come diceva il presidente della Commissione agricoltura, ma che per quanto riguarda i tempi di erogazione delle provvidenze sono assolutamente generici, non offrono una garanzia reale sulla data in cui quei pochi maledetti soldi saranno messi a disposizione dei produttori. Credo che questo dato non possa che essere stigmatizzato in quest'aula, così come stigmatizziamo - e lo abbiamo detto in sede di discussione sulle linee generali - l'assoluta inadeguatezza dei fondi per il settore zootecnico.
Abbiamo quindi presentato questo articolo aggiuntivo perché riteniamo che esso contenga le risposte a quelle esigenze reali che ci sono state rappresentate e che il provvedimento non soddisfa.
Vi sono elementi speculativi in questa vicenda: ne ha parlato prima copiosamente e doverosamente il collega Dozzo e ne ha ribadito la portata anche il collega Scarpa Bonazza Buora. Vi è anche, signor Presidente, un tentativo speculativo e politico, se mi consente, di dimostrare che l'allevamento intensivo sarebbe arrivato al capolinea e dovrebbe lasciare il campo ad un - non si sa bene come gestito - allevamento estensivo. Anche questa è una speculazione politica, perché non si basa su fondamenti scientifici.
Beh, se queste sono le speculazioni e le incertezze, vi è però una certezza palese ossia che in questo decreto non si parla effettivamente di misure tese ad indennizzare gli allevatori, che sicuramente sono stati le uniche vittime: vittime di frasi avventate di membri di questo Governo e di normative non doverosamente approfondite - di questo Governo e di altri -, nonché vittime di una superficialità manifestatasi a livello continentale, in cui però ha spiccato la debolezza politica della nostra nazione. L'unica possibilità di porre un rimedio, sia pure tardivo, a questa situazione è approvare questo articolo aggiuntivo: non farlo significherebbe avallare tutte le incertezze e le speculazioni che l'opposizione sta qui legittimamente denunciando, perché non viene fatto assolutamente niente di concludente - almeno a livello di risposta politica - per dimostrare il contrario (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
L'articolo aggiuntivo che viene proposto dai colleghi Delfino e Dozzo cerca di sopperire ad alcune delle evidenti carenze di questo decreto. Non possiamo, quindi, che appoggiarlo; sappiamo che verrà respinto, sappiamo che ancora una volta dovremo prendere atto della totale sordità del Governo e della maggioranza rispetto alle nostre richieste, però consentiteci almeno di dirlo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.02 e Dozzo 1.06, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 354
Votanti 353
Astenuti 1
Maggioranza 177
Hanno votato sì 153
Hanno votato no 200).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 355
Votanti 353
Astenuti 2
Maggioranza 177
Hanno votato sì 153
Hanno votato no 200).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 354
Votanti 352
Astenuti 2
Maggioranza 177
Hanno votato sì 151
Hanno votato no 201).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 359
Votanti 358
Astenuti 1
Maggioranza 180
Hanno votato sì 155
Hanno votato no 203).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Abbiamo il grosso problema dell'anagrafe bovina, che in questo momento non è assolutamente terminata. Il centro di Teramo non dispone di tutti i dati, anzi non riesce a leggere i dati, per esempio, di tutti quei bovini che hanno sigle diverse oppure vecchie sigle. Quelli del settore sanno a cosa mi riferisco, per esempio a quando venivano utilizzate le sigle delle province (TV, BS e così via). Ebbene, il centro di Teramo non riesce ad inserire nel proprio computer tutte queste sigle. Inoltre, in alcune situazioni non sono ancora pervenuti i dati dell'anagrafe bovina. Non si riesce quindi a completare il discorso dell'anagrafe bovina.
Noi, signor sindaco... signor Presidente...
Noi vogliamo introdurre (ed è possibile, visto che esistono delle sperimentazioni in atto in Valle d'Aosta e nel Lazio) il sistema dell'anagrafe bovina attraverso dei microchip, che vengono introdotti a livello del rumine dell'animale e contengono tutti i dati necessari, relativi sia alla nascita sia al periodo della stalla in cui viene svezzato, che possono servire eventualmente per l'etichettatura finale del prodotto, quindi per far conoscere al consumatore i dati veritieri dell'animale.
Per questo abbiamo chiesto l'introduzione di una nuova tecnica, non solo già sperimentata in Italia ma anche già utilizzata in altri Stati; essa consente di eliminare la documentazione cartacea, quei cartellini che ogni tanto si perdono, a volte volutamente e a volte no. Tale nuova tecnica consentirebbe inoltre la definizione della nostra anagrafe bovina.
Dico questo perché qui si parla di pochissimi aiuti per gli allevatori, per gli operatori degli impianti di incenerimento e via dicendo. Se il dato dell'animale non è inserito nell'anagrafe bovina, presso l'istituto centrale di Teramo, la AGEA,
Con questo emendamento si vuole introdurre l'utilizzo di nuove tecnologie, come ho già detto, per aiutare gli allevatori ed eventualmente i consumatori.
Dobbiamo dire apertamente - lo ribadisco - che la maggioranza delle regioni italiane non ha fatto il proprio dovere e c'è uno scontro frontale tra le ASL e l'APA (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Rinnovamento italiano).
Pertanto, la passione registrata in questa sede si dovrebbe conservare per un motivo ben più valido.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.05 e Dozzo 1.07, sostanzialmente identici, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 355
Votanti 353
Astenuti 2
Maggioranza 177
Hanno votato sì 150
Hanno votato no 203).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Onorevole Ferrari, anche nella provincia di Brescia esistono vacche da latte con sigle ancora vecchie che il centro di Teramo non riesce a leggere. Questa è la situazione e dipende dal centro di Teramo, non dalle regioni!
Presidente, il mio articolo aggiuntivo...
Prego, onorevole Dozzo.
Signor Presidente, il ministro Veronesi ha affermato giustamente che il latte prodotto in Italia è sicuro; ha anche dichiarato in Commissione agricoltura che il latte è sicuro anche nel caso in cui il bovino sia colpito da BSE. Per di più, il ministro Pecoraro Scanio, in una delle sue tante esternazioni televisive e in Commissione agricoltura, ha dichiarato che distruggere un'intera mandria è un delitto contro gli animali. Mi riferisco al problema che in questo momento riguarda le cinque aziende italiane in cui sono stati scoperti i cinque casi positivi di BSE.
Il decreto del Ministero della sanità, è stato fatto su misura per altri tipi di epizoozie, quali l'afta epizootica diffusa attualmente in Gran Bretagna. Il ministro Veronesi ha anche detto che la BSE tra bovini non si trasmette per contagio e non lo dice solo il ministro, ma anche i ricercatori scientifici. Allora, perché distruggere un'intera mandria, considerato che non si tratta di animali da carne, ma da latte? Abbiamo sentito che il latte è sicuro anche nei casi più conclamati di BSE, pertanto, signor Presidente, non capisco il motivo della distruzione totale dell'allevamento.
Noi siamo per un abbattimento selettivo della mandria e il mio articolo aggiuntivo propone un abbattimento selettivo, come previsto dalle altre lettere del decreto del ministro della sanità 7 gennaio 2000. Se vogliamo veramente risolvere il problema, affinché gli allevatori da latte non abbiano più il terrore che hanno in questo momento, lasciamo che le vacche producano latte e a fine carriera non mettiamole nel circuito commerciale della carne, ma al limite mandiamole all'incenerimento.