Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 872 del 7/3/2001
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...
Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n. 7647 (ore 18.06).

(Ripresa esame articoli - A.C. 7647)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge di conversione n. 7647.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, dia ai relatori il tempo di venire qui.

PRESIDENTE. Lei intanto cominci. Non posso costringerli, onorevole Dozzo.

GIANPAOLO DOZZO. Visto il tempo che ha impiegato per la prima votazione...

PRESIDENTE. Essendo stato rimproverato, mi sono corretto!

GIANPAOLO DOZZO. Si è corretto?

PRESIDENTE. Parli pure.

GIANPAOLO DOZZO. Il decreto-legge in esame presenta alcuni paradossi. Con il nostro emendamento vogliamo rendere più stringente la norma scritta dal Senato. È sufficiente leggere gli articoli successivi per rendersi conto che ci sono situazioni, come dicevo, paradossali. Mi riferisco, per esempio, alla possibilità per lo Stato di vendere le famose farine animali.
Non vedo presenti né il ministro Pecoraro Scanio né il ministro Veronesi, i quali hanno delegato, nel caso del dicastero dell'agricoltura, il sottosegretario Borroni, uomo valente ma che purtroppo da questa vicenda è stato totalmente escluso. Da un lato, i ministri dichiarano pubblicamente di voler eliminare l'uso delle farine animali e, dall'altro, al momento di legiferare, si prevedono possibilità come quella che ho prima richiamato.


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Noi vorremmo essere sicuri che non ci siano buchi nella rete dei controlli e che tutte le procedure vadano a buon fine.
Non so cosa pensino i colleghi della maggioranza, so solo che, quando si tenta di dare soluzioni valide, come sempre in quest'aula non vengono prese in considerazione solo perché proposte dalla minoranza.
Invito i colleghi a votare a favore dell'emendamento perché potrebbe migliorare enormemente il testo in esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 383
Votanti 381
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 202).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grillo 1.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 376
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 202).

Avverto che il successivo emendamento Grillo 1.24 è precluso.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, si sta parlando di impianti di incenerimento e si attribuisce alle regioni e alle province autonome la facoltà di dichiarare tecnicamente inidonei gli impianti in questione. Vorrei ricordare ai colleghi che esiste una normativa in materia di impianti di incenerimento e in merito alla loro classificazione: si tratta di impianti idonei a trattare rifiuti pericolosi.
A questo punto, delle due l'una: o vi sono in Italia impianti che trattano rifiuti pericolosi senza averne la capacità e senza avere l'autorizzazione a farlo oppure, visto che probabilmente tutti gli impianti hanno l'autorizzazione a smaltire tali rifiuti, non vedo per quale motivo le regioni o le province autonome possano dichiararli inidonei.
Si parla di una inidoneità tecnica. Allora, i colleghi che presumibilmente esprimeranno voto contrario al mio emendamento 1.3 mi spieghino in cosa consista l'inidoneità a smaltire le farine animali, visto che esse si presentano come polvere da bruciare.
Signor Presidente, ho la netta sensazione che si voglia porre una serie di paletti già da ora, affinché la soluzione del problema non vada a buon fine. Vorrei ricordare che il Ministero della sanità ha emanato una circolare il 12 febbraio 1999, con la quale sono stati trasmessi ai comuni alcuni modelli per verificare gli impianti in questione. Il Ministero della sanità in questo momento (visto che la circolare è del 1999) dovrebbe disporre dei risultati dello screening completo sugli impianti a disposizione dei comuni per trattare i materiali a rischio specifico.
Signor Presidente, non vedo per quale motivo si sia voluta introdurre tale norma da parte del Senato: se qualcuno riuscisse a spiegarmelo, potrei cambiare idea; tuttavia, poiché ho la netta sensazione che nessuno riuscirà a farlo, resto delle mie idee.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 383
Astenuti 2
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 204).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, con il mio emendamento 1.4 si propone di sopprimere la parola «tecnicamente». Voglio riallacciarmi al discorso che ho fatto precedentemente; nessuno mi ha spiegato i motivi per cui le regioni e le province autonome possano dichiarare inidonei gli impianti di incenerimento.
Poco fa, qualcuno ha suggerito che tale inidoneità possa dipendere dalla temperatura. Ebbene, ciò vuole dire che in Italia esistono impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi che non raggiungono certe temperature! Questo significa che si smaltiscono materiali pericolosi senza raggiungere le temperature necessarie, per cui si immettono nell'aria sostanze nocive: ciò è ancora più grave! Signor Presidente, non sento i colleghi del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo intervenire su tale argomento, visto che si dichiarano sempre paladini dell'ambiente e della sua salubrità.
In ogni caso, se fosse vero che in Italia esistono impianti non idonei allo smaltimento di rifiuti pericolosi, vorrebbe dire che parte della camorra e parte della mafia hanno preso in mano anche tali impianti e li gestiscono: sappiamo bene, poi, come essi vengono gestiti!
Signor Presidente, vorrei che i colleghi facessero mente locale a tutti i problemi sorti all'atto della stesura del decreto-legge in esame: davvero, non so da chi sia stato steso; è una cosa pietosa, signor Presidente!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.

LINO RAVA. Signor Presidente, l'onorevole Dozzo saprà benissimo che anche dal tipo di rifiuti dipendono le temperature a cui occorre portare gli impianti di incenerimento per avere adeguati sistemi di smaltimento.
Desidero però cogliere l'occasione per svolgere un ragionamento più generale, molto breve. Io credo che il relatore abbia espresso parere contrario su tutti gli emendamenti, invitando anche il Governo a ritirare il suo, proprio perché ci troviamo in una situazione in cui certamente il meglio sarebbe nemico del bene, in quanto siamo tutti perfettamente coscienti del fatto che la legge è molto attesa dalla filiera del comparto carne.
Il provvedimento affronta i problemi in maniera adeguata e concertata: sappiamo, infatti, che in questo periodo al Senato si sono ottenuti risultati di concertazione molto importanti su questa materia. Ho quindi veramente difficoltà a pensare che in questa situazione particolare di fine legislatura, con una scadenza che ormai conosciamo benissimo, si possa ritenere di modificare oggi il provvedimento, rischiando la sua vanificazione. Per questa ragione noi siamo contrari a tutti gli emendamenti, pur sapendo che qualcuno di essi potrebbe anche avere una logica: è più importante, oggi, portare a termine l'approvazione del provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, mi permetto sommessamente di rilevare che l'atteggiamento


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che oggi la maggioranza intende assumere, testimoniato del resto dalla dichiarazione dell'onorevole Rava, cioè la netta chiusura nei confronti di qualunque forma di cambiamento, di miglioramento del testo da parte nostra, è il modus operandi classico che questa maggioranza ha seguito per tutti i cinque anni. Quindi, non c'è oggi un elemento nuovo, determinato dal fatto che forse domani o dopodomani saranno sciolte le Camere: è un comportamento consolidato, un modus operandi classico, è il vostro modo di fare. C'è una netta chiusura rispetto ad ogni forma di miglioramento da parte nostra: ne prendiamo atto, però almeno consentiteci di esprimere le nostre perplessità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, intervengo brevemente solo per sottolineare che la presa di posizione dell'onorevole Rava non può essere accettata, soprattutto sotto il profilo della disponibilità a migliorare il provvedimento, al di là dei tempi, che sono tiranni, per un certo aspetto. Come rilevava or ora il collega Scarpa Bonazza Buora, nei confronti degli emendamenti, alcuni dei quali credo siano importanti ai fini del miglioramento del testo, non si può assumere una posizione di preclusione, se non addirittura di reiezione acritica, perché di questo si tratta. Stando così le cose, mi consentano gli amici della maggioranza e lo stesso Governo di dire che non si può pensare che da questa parte vi sia un atteggiamento che non sia critico e anche - consentitemi - di biasimo nei confronti di una posizione che non va in una direzione positiva. Da parte nostra, come credo abbiamo dimostrato anche ieri con i nostri interventi in discussione generale, c'è stata grande disponibilità ed apertura: a questo, purtroppo, si risponde con una preclusione che non può essere accettata.

FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Signor Presidente, intervengo brevemente, anche perché credo che abbiamo bisogno di accelerare i tempi.
Desidero solo sottolineare, Presidente, che questo provvedimento in Commissione ha visto l'impegno di tutti i gruppi, di maggioranza e di minoranza. Abbiamo ascoltato i rappresentati di tutta la filiera, che erano venuti in piazza Montecitorio a protestare.
Li abbiamo ascoltati; il giorno dopo tutti i gruppi, maggioranza e opposizione, ne hanno discusso compatti ed è stata formulata una risoluzione. Ognuno di noi può pensare ciò che vuole, però dico anche agli amici della minoranza che qui si è registrato un impegno unanime di tutti i gruppi; l'unico ad astenersi è stato quello di Rifondazione comunista. Questo risultato non è certamente il massimo, tuttavia ritengo che oggi la presenza di tutti questi provvedimenti forti, attesi dal mondo agricolo, dalla filiera, rappresenti un buon punto di partenza.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.4 , non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 382
Astenuti 3
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 202).

Gli emendamenti Dozzo 1.5 e 1.6 sono formali.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.7.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Senza voler polemizzare, desidero replicare al presidente della Commissione agricoltura, Ferrari, ricordandogli che l'iter che ha portato questo decreto-legge dalla Commissione agricoltura in aula è a dir poco stravagante (Commenti del deputato Ferrari). No, caro Ferrari, il presidente della Commissione non può assolutamente sostenere che su questo testo si sia registrata in Commissione agricoltura una condivisione da parte di tutti i gruppi: ciò è falso, non è assolutamente vero, non vi è stata alcuna discussione del testo in Commissione agricoltura. Il presidente della Commissione si è trincerato ancora una volta dietro i tempi ristretti, dietro la legislatura che sta svolgendo al termine, e quindi in poche ore abbiamo dovuto predisporre alcuni emendamenti che oggi cerchiamo di discutere, di illustrare, di spiegare. Pertanto affermare, come è stato detto, che la Commissione agricoltura si sia espressa all'unanimità è assolutamente falso, presidente Ferrari, e non glielo consento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, a lei, che è stato sempre presente nei dibattiti su questi decreti, chiedo quante volte non sia stato possibile accogliere, per mancanza di tempo, emendamenti invece accoglibili e tesi a migliorare il testo. Il ritornello sul settore dell'agricoltura è sempre stato questo; non so se mi sbaglio.

PRESIDENTE. In fine legislatura è la prima volta.

GIANPAOLO DOZZO. In fine, per oggi. Si è sempre verificato che si arriva in quest'aula all'ultimo minuto e si dice, appunto, che il decreto può essere migliorato, che vi sono emendamenti condivisibili, ma che manca il tempo per esaminarli. Per di più, vorrei ricordare ai colleghi alcune date da non dimenticare, quella del 16 novembre 2000, data della crisi della BSE qui in Italia (visto che il 15 è stato nominato il commissario straordinario Alborghetti) e una data meno importante, quella del 20 dicembre 2000, quando in quest'aula il sottosegretario Montecchi, alle mie reiterate richieste di accogliere alcuni emendamenti in materia di BSE, sul primo decreto che stabiliva i test prionici, per andare subito in aiuto agli allevatori, rispondeva: abbiate pazienza, nel giro di pochi giorni (ho qui il resoconto stenografico) adotteremo un decreto che assicurerà le indennità agli allevatori. Chiamali pochi giorni, Montecchi! Oggi è il 7 marzo e sto riportando una dichiarazioni del 20 dicembre. È vero che ciascuno di noi al di là delle lancette dell'orologio, misura il tempo come vuole, ma sono trascorsi tre mesi.

ANTONIO SAIA. Il decreto è dell'11 gennaio.

GIANPAOLO DOZZO. Il primo decreto risale all'11 gennaio, ma non conteneva gli aiuti al reddito degli allevatori! È stato adottato un altro decreto il 14 febbraio. Sono queste le date. Almeno su queste spero siate d'accordo (Commenti)!

PAOLO PALMA. Fai i conti!

PRESIDENTE. Onorevole Palma, la richiamo all'ordine per la prima volta.

GIANPAOLO DOZZO. Invece di gridare, chiedi la parola ed intervieni. Non sei mai intervenuto in quest'aula in cinque anni, intervieni almeno una volta.

PRESIDENTE. Onorevole Niedda!

GIANPAOLO DOZZO. Non è nemmeno vero quello che ha detto il presidente Ferrari quando ha parlato della risoluzione. Se andiamo a vedere i contenuti di quel documento possiamo constatare che


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sono stati disattesi da questo decreto. Tu lo sai, presidente Ferrari, perché sei il presidente della Coldiretti di Brescia, una zona dove ci sono gli allevamenti, però fai finta di non capire.
Caro Ferrari, dove sono gli aiuti per i vitelli? Tu sai benissimo ciò che avevamo fatto per prevedere nella risoluzione quegli aiuti! Ti sei dimenticato (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)?

PRESIDENTE. Colleghi, la partita si gioca questa sera.

GIANPAOLO DOZZO. Quale partita?

PRESIDENTE. Quella del Milan.

GIANPAOLO DOZZO. Presidente, sono juventino!
È per questo motivo che abbiamo presentato tutti questi emendamenti, per dare dei veri contributi, dei veri aiuti agli allevatori. Ma non è stato fatto; e più avanti dirò per quale motivo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 388
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 206).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevole Palma!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 400
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato
sì 185
Hanno votato
no 215).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, al comma 4 del decreto si dice che i soggetti esercenti gli impianti presentano alla provincia territorialmente competente comunicazione di inizio dell'attività.
Ricordo che con la circolare del Ministero della sanità del 19 febbraio 1999, n. 4, si era provveduto ad inviare a tutti i comuni il modello di validazione degli impianti di trattamento, che operano ai sensi della decisione 1996/449 della Comunità europea. Il Ministero invia il modello ai comuni. Nel decreto si dice che i soggetti titolari degli impianti presentano la comunicazione alla provincia. Mi sembra strano che vi sia questa possibilità visto che lo stesso Ministero che aveva redatto questo decreto, prima aveva mandato il modello ai comuni. Il che ci fa pensare. Ma perché proprio le province? Sappiamo benissimo quali sono state le pressioni. Lo stesso ex ministro De Castro ha detto che c'è una lobby che in questa crisi tenta di fare i soldi.
Poiché le norme emanate non sono certamente conseguenti alle disposizioni contenute nella circolare ministeriale, ci domandiamo se non vi sia una contiguità con certi ambienti ministeriali affinché non si passi alla veloce distruzione delle farine animali. Vedo che il Governo sta zitto in questo momento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 387
Astenuti 3
Maggioranza 194
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 211).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, nel testo si legge «fermo restando il divieto di introduzione e di smaltimento di materiali di diversa provenienza». Vorrei chiedere al Governo se esistano già una legge o un decreto ministeriale o un regolamento comunitario che vietino l'introduzione di materiale di diversa provenienza, se non quella del macello in cui è installato l'inceneritore.
Ho fatto una ricerca, non vorrei sbagliarmi, ma al momento attuale non esiste alcun divieto. Allora, come si può scrivere «fermo restando il divieto di introduzione»? Ciò presuppone che vi sia già un divieto che, in realtà, non esiste. Con il nostro emendamento abbiamo proposto di sostituire il testo con le seguenti parole «e non possono, in alcun caso, introdurre, smaltire o incenerire». Conoscete benissimo il problema degli smaltitori e quali siano state le pressioni di certi ambienti in questo campo. Signor Presidente, penso sia il caso di introdurre una norma più chiara e rigorosa anche per i macelli che hanno già al proprio interno un inceneritore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 211).

Avverto che il successivo emendamento Dozzo 1.11 è precluso.

GIANPAOLO DOZZO. Perché, signor Presidente? Nel mio emendamento 1.11 si propone di aggiungere le parole «e di incenerimento». Non capisco perché sia precluso.

PRESIDENTE. È precluso dalla reiezione del suo emendamento 1.10 che propone di inserire le parole «non possono, in alcun caso, introdurre, smaltire o incenerire».
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, nel decreto-legge si è voluto parlare solamente di «smaltimento» e non di «incenerimento». In un successivo articolo, si dirà che lo Stato si riserva la vendita delle farine animali. Non è un caso che dopo la parola «smaltimento» non si sia inserito il termine «incenerimento». Si tratta di due cose differenti: si può smaltire e stoccare in magazzini, mentre incenerimento significa distruzione totale. Perché non avete inserito la parola «incenerimento»?

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 382
Astenuti 3
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 208).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Come ho detto prima, vi sono delle date ben precise tra le quali vi è il 1o ottobre 2000, giorno in cui la Comunità europea ha approvato le norme sulla BSE. In quella stessa data l'Unione europea ha bloccato la possibilità di dare farine animali agli animali stessi.
Perché questo smaltimento viene previsto solamente a partire dalla data di entrata in vigore di questo provvedimento e fino al 31 maggio 2001? Perché avete previsto questo piccolo arco temporale? Perché non avete preso in considerazione la data della direttiva comunitaria? Perché avete indicato anche un termine finale (il 31 maggio)? Perché il 1o giugno, considerato che la direttiva concernente la possibilità di dare proteine animali ai bovini ed agli animali in genere vale sino a tale data, siete intenzionati a reintrodurre la norma? È questo il motivo per il quale avete indicato tali date? Diciamolo chiaramente!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franz. Ne ha facoltà.

DANIELE FRANZ. Signor Presidente, è estremamente complicato non dare ragione a quanto sostenuto in questo momento dal collega Dozzo. Sostanzialmente, con questo decreto-legge si cerca di far pagare ai soggetti interessati i ritardi legislativi del Governo.
Le valutazioni svolte dal collega Dozzo sono pertinenti, visto che si è richiamato compiutamente e doverosamente a date certe. Il fatto che tali date siano state volutamente ignorate non so cosa significhi da un punto di vista di scelta politica del Governo, atteso che in materia agricola mi risulta che il Governo, specialmente dopo l'insediamento del nuovo ministro, abbia poche idee, estremamente confuse ed il più delle volte degne di un cabaret piuttosto che di un impegno ministeriale. Resta un fatto, però: siamo in ritardo, il Governo è profondamente in ritardo e non può, con buona pace - mi si consenta - anche della Commissione bilancio, far pagare tale ritardo ai soggetti economicamente interessati.
Esorto l'Assemblea, pertanto, a prestare un'attenzione particolare all'emendamento Dozzo 1.13 e a sostenerlo con il voto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 376
Astenuti 4
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 169
Hanno votato
no 207).

Prendo atto che l'emendamento Cerulli Irelli 1.27 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Dozzo 1.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 379
Votanti 377
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 202).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Scarpa Bonazza Buora 1.28.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, non so se sia il caso di pensare alla malafede di qualcuno o se, semplicemente, non ci si trovi ancora una volta di fronte ad una sciatteria legislativa da parte degli uffici del Ministero che hanno redatto il testo. Vi è un dato obiettivo, però: siamo a marzo e prevedere il termine del 31 maggio 2001, relativamente al comma 6 dell'articolo 1, mi sembra francamente ridicolo. Ciò significherebbe vanificare completamente ogni intervento, ogni possibilità effettiva di dare concretezza ad un provvedimento legislativo che, di per se stesso, è già abbastanza evanescente.
Esorto l'Assemblea a prendere atto che differire il termine almeno al 30 settembre 2001 è un fatto assolutamente di buonsenso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Ho chiesto la parola semplicemente per dire che anche noi sottoscriviamo l'emendamento 1.28. Credo che il richiamo al buonsenso non sia peregrino perché, se è vero che nel precedente emendamento del collega Dozzo si andava ad eliminare ogni riferimento limitativo di ordine cronologico, è altrettanto vero che in questo caso si fissa un «puntello» - voglio utilizzare questo termine - in rapporto soprattutto all'esigenza legata ai termini derivanti dall'approvazione di questo provvedimento, che sono certamente termini che richiederebbero quanto meno uno slittamento di pochissimi mesi e quindi non si andrebbe ad inficiare assolutamente la sostanza e la logica del provvedimento stesso!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scarpa Bonazza Buora 1.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 383
Votanti 381
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 205).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Con i miei emendamenti 1.14 e 1.15 vogliamo diminuire da 435 lire a chilogrammo a 300 lire e da 1.450 lire a chilogrammo a mille lire il riconoscimento che si dà ai soggetti che si occupano dell'incenerimento.
In un intervento precedente affermavo che il ministro Pecoraro Scanio, nel corso di un'audizione svoltasi presso la Commissione agricoltura sul tema della BSE, ha detto testualmente che vi sono delle lobby che in questo momento di crisi


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stanno speculando, stanno frapponendo tutta una serie di ostacoli affinché non si possa andare a regime. Ed io gli credo perché in queste settimane e in questi mesi abbiamo sentito delle prese di posizioni di quei soggetti che hanno il compito d'incenerire rispetto ai quali, alla luce dei risultati ottenuti fino ad ora, si sarebbe dovuta attuare un'azione di forza e al limite, visto che stiamo in una situazione di crisi, si sarebbe dovuto agire in maniera diversa.
Come potremo constatare nel corso dell'esame del prossimo articolo (quello che eroga i fondi per chi ha prodotto le proteine animali), il Governo ha veramente chinato la testa e ha detto di sì aumentando, ad esempio, del doppio il compenso per chi ha prodotto farine animali! Dobbiamo constatare allora che il ministro fa delle esternazioni, dice delle cose e poi, quando si redigono i decreti, quelle affermazioni vengono capovolte e si garantiscono maggiori introiti a quelle persone!
Abbiamo nominato un commissario straordinario di Governo, con poteri straordinari, e non mi risulta che abbia quanto meno pensato di requisire quegli impianti!
Signor Presidente, mi chiedo allora quali siano le vere intenzioni e i veri fini in base ai quali sia stato raddoppiato l'indennità per chi ha prodotto le farine animali! Mi chiedo inoltre come mai, al di là delle dichiarazioni di principio, i fatti vadano poi in una direzione completamente diversa! Mi chiedo altresì come mai i colleghi Verdi - i quali affermano di essersi sempre battuti contro le farine animali - non capiscano la situazione e non dicano niente (Commenti dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo). Mi riferisco a chi ha sempre sostenuto la necessità di abolire completamente questo tipo di alimentazione, mentre poi si procede a forti indennità. Dunque chiediamo almeno l'abbassamento di tali indennità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Dozzo per aver presentato questo emendamento. A questo proposito desidero raccontarvi una breve storia infelice della nostra agricoltura, che si è verificata in questi ultimi anni durante il Governo della sinistra. Ben dopo la decisione del primo Governo Berlusconi di abolire l'utilizzazione delle farine proteiche di origine animale per l'alimentazione bovina nel luglio 1994, siamo diventati, per negligenza, per colpa (o per non si sa che cosa) dei vari Governi della sinistra che si sono succeduti in questi anni, il terzo produttore europeo di farine proteiche di origine animale a capo.
Ricordo anche che in sede di Agenda 2000 l'allora ministro per le politiche agricole accettò un quantitativo massimo garantito per le proteine di origine vegetale italiane, sostanzialmente la soia, del 30 per cento rispetto al fabbisogno nazionale e ha accettato un'autolimitazione di circa il 14 o il 15 per cento per il mercato comunitario. Siamo arrivati ad un caso limite, per colpa della maggioranza e dei Governi da essa sostenuti, per cui, mentre noi diventavamo i terzi produttori europei di farine di origine animale, i produttori di soia e di proteine vegetali italiani venivano multati per aver «splafonato» rispetto a quantitativi massimi ridicoli. Questa è una vostra gravissima responsabilità, che noi vi ricorderemo durante tutta la campagna elettorale.

SERGIO TRABATTONI. E noi ti risponderemo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).


Pag. 116


(Presenti 392
Votanti 389
Astenuti 3
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 212).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 208).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.16.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, riprendendo il discorso di prima, come vengono erogate le indennità per i costi relativi al trattamento e all'incenerimento? Vengono erogate in maniera forfettaria.
Mi rendo conto che chi ha scritto questo decreto abbia altri scopi, però la indicazione della parola «forfettariamente», senza nessun rendiconto o senza un'analisi dei costi, ricorda, visto che poi sarà l'AGEA, ex AIMA, a dare queste indennità, quello che è successo per quanto riguarda le assuntorie dei prodotti agricoli, fatte dall'AIMA quindici o venti anni fa. Vi ricordo che questo Parlamento ha istituito una Commissione d'indagine; vi ricordo che la Corte dei conti ha formulato delle accuse ben precise riguardo al merito.
Ebbene, in questa sede si prevede ancora un sistema forfettario. Ma è proprio così che si amministrano i soldi pubblici? È così che volete non dimostrare esattamente quanto si spende e quali sono i costi reali dello smaltimento e dei trattamenti? È perché avete messo le cifre che ricordavo prima troppo elevate e non sapete come giustificarle? Per questo farete un conto forfettario? È questo che volete? Andate avanti così!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, non per essere fiscali ma perché ritengo vada definita la materia in modo che si offrano garanzie a coloro che hanno serie preoccupazioni per precedenti storici che si sono verificati nel settore, credo che un livello inferiore di indefinibilità possa dare garanzie a coloro che si trovano nella situazione prevista nella norma. Ecco perché reputo che le perplessità non siano peregrine: definire in maniera più precisa la previsione normativa, eliminando la parola «forfettariamente» può essere un elemento di chiarezza, a meno che il relatore non mi dimostri il contrario.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 367
Votanti 365
Astenuti 2
Maggioranza 183
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 199).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.26.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.


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GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, vorrei chiedere al relatore chi effettuerà la raccolta e il trasporto dei materiali a rischio, visto che ciò non è indicato nell'articolo in esame, nel quale si fa riferimento soltanto al trattamento preliminare e all'incenerimento. Quindi, non si sa chi si debba occupare della raccolta e del trasporto del materiale a rischio: o si pensa che vi siano altre soluzioni, che volete adottare con un altro decreto da qui a breve oppure veramente, per chi andrà a raccogliere e trasportare il materiale, non è previsto alcun indennizzo, per cui il materiale medesimo rimarrà nelle stalle e non verrà portato ai centri di trattamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franz. Ne ha facoltà.

DANIELE FRANZ. Signor Presidente, ritengo che in questo momento l'Assemblea abbia la grande opportunità, approvando l'emendamento in esame, di superare in un colpo solo ogni sospetto che legittimamente può essere sollevato, atteso che fino a questo momento si è utilizzato un linguaggio del tutto fraintendibile: mi riferisco chiaramente, al linguaggio utilizzato dal Governo nel redigere il decreto-legge. Il collega Dozzo, opportunamente, propone che vengano specificate quali sono le attività preliminari, perché, così come indicate nel testo del decreto-legge, possono essere esattamente tutte quelle che un pensatore di malafede come il sottoscritto può immaginare. Con questo voto, si potrebbero chiamare le attività preliminari con nome e cognome e, atteso che, comunque, quel vergognoso «forfettariamente» è rimasto inserito nel testo, almeno, che l'Assemblea si assuma la doverosa responsabilità di definire, appunto per nome e cognome, le attività preliminari (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 361
Votanti 359
Astenuti 2
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 368
Votanti 366
Astenuti 2
Maggioranza 184
Hanno votato
sì 162
Hanno votato
no 204).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, non sono intervenuto sull'emendamento 1.17 perché, purtroppo, stavo parlando con il relatore, però spero che in sede di coordinamento del testo lei possa considerare la possibilità di modificare il «riconosciuto o autorizzate» in «riconosciute e autorizzate», poiché non è possibile che le aziende siano riconosciute o autorizzate: devono essere riconosciute e autorizzate, penso; almeno questo dovrebbe prevedere il buonsenso.

PRESIDENTE. Buonsenso che non sempre è un principio, purtroppo.


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GIANPAOLO DOZZO. Per quanto riguarda l'emendamento 1.18, ricordo che il comma 8 prevede che le regioni e le province autonome possono disporre eventuali, ulteriori misure. Cosa intendiamo per «misure»? Intendiamo, forse ulteriori indennità o, invece, ulteriori restrizioni? Il termine «misure», infatti, vuol dire tutto e niente: non è specificato quale tipo di misure ed a favore di chi si vogliano assumere, adottando una espressione generica che lascia spazio a tantissime interpretazioni. Se, ad esempio, una regione volesse adottare misure ulteriormente restrittive, in base a questa norma potrebbe farlo.
Pertanto, signor Presidente, noi abbiamo presentato l'emendamento 1.18, per prevedere innanzitutto che le misure debbano essere «a favore sia degli allevatori sia dei soggetti che materialmente operano la distruzione» e non genericamente a favore di quelli che sono autorizzati: la distruzione va materialmente effettuata. Ho la netta impressione che da questo punto di vista non si faranno passi in avanti, ma lasciando il comma 8 così com'è si avranno ampie interpretazioni e non vorrei che, un domani, qualcuno ponesse ulteriori restrizioni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Galletti. Ne ha facoltà.

PAOLO GALLETTI. Signor Presidente, mi dispiace alimentare le argomentazioni dell'onorevole Dozzo, ma prima egli ha fatto un'affermazione non esatta rispetto ai Verdi: è nota, infatti, la battaglia che da sempre i Verdi hanno condotto contro le farine animali, non solo per i ruminanti ma per tutti gli animali che non sono carnivori. La collega Procacci, in particolare, ma tutto il gruppo dei Verdi alla Camera è da sempre su queste posizioni e nessuno può negarlo. Persino durante la discussione della legge finanziaria, in anticipo, smentendo coloro che con faciloneria dicevano che l'Italia sarebbe stata indenne dalla BSE, avevamo predisposto un divieto generalizzato dell'uso delle farine animali, così come richiesto dall'OMS.
Invece, l'onorevole Dozzo ha fatto intendere che con questo decreto noi alimentiamo la produzione di farine animali. Non è così: con questo decreto noi favoriamo l'eliminazione di farine a rischio, con il prione che viene ucciso soltanto ad altissime temperature. Lo dico perché rimanga agli atti e per chi ascolta questo dibattito: il decreto-legge di cui chiediamo la conversione elimina le farine animali dal ciclo produttivo, non ve le inserisce. Questo è il punto principale, che ci tengo a sottolineare proprio per chiarezza della nostra posizione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Signor Presidente, noi avevamo già detto in sede di discussione generale che, evidentemente, c'era la necessità, come puntualmente fa questo emendamento, che va a modificare il comma 8 dell'articolo 1, di chiarire maggiormente la valenza della norma; ciò tenuto anche conto, in particolare, che tale norma, che prevede per le regioni e le province autonome la possibilità di disporre eventuali, ulteriori misure - di sostegno, credo -, non trasferisce a questi soggetti nuove risorse.
Quindi, sostanzialmente si potrebbe anche leggere come un coinvolgimento, con uno scarico di responsabilità da parte del Governo dello Stato rispetto alla capacità di operare delle regioni. Ma soprattutto credo che la puntualizzazione prevista in questo emendamento, in relazione alla finalizzazione di queste ulteriori misure, sia necessaria per dare maggiore concretezza e valenza alla normativa.
Per questi motivi, annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo del CDU.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


Pag. 119

Dozzo 1.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 370
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 164
Hanno votato
no 206).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.19.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, ho l'impressione che il collega Galletti sia appena entrato in aula e non abbia seguito ciò che ho proposto con gli altri miei emendamenti.
Il collega Galletti ha detto che i Verdi vogliono l'eliminazione delle farine animali. Ci credo: non ho messo in dubbio questo. Ma il collega Galletti si è dimenticato di dire che l'articolo 6 del decreto-legge prevede che i proventi derivanti dall'eventuale vendita delle proteine animali siano versati all'entrata del bilancio dello Stato.
Le proteine animali sono le farine animali. Collega Galletti: sei proprio sicuro che il Governo voglia eliminare tutte le farine e che invece, come ho detto prima, non le voglia stoccare e poi in un secondo tempo, aspettando qualche direttiva comunitaria, immetterle nel mercato? È questa la domanda che ho già posto all'inizio dei miei interventi ed alla quale non ho ottenuto alcuna risposta. Ma non posso ottenere risposta visto che c'è l'articolo 6, altrimenti si dovrebbe eliminare tale articolo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 361
Votanti 360
Astenuti 1
Maggioranza 181
Hanno votato
sì 159
Hanno votato
no 201).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 352
Votanti 351
Astenuti 1
Maggioranza 176
Hanno votato
sì 159
Hanno votato
no 192).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 1.21.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, sempre riferendomi all'intervento del collega Galletti, non vedo perché queste disposizioni debbano avere efficacia a decorrere dal 12 gennaio 2001, come se prima di tale data non esistesse il problema delle farine animali: sappiamo benissimo che così non è.
Per questo motivo chiediamo di prevedere una data precedente, in modo che si possa comprendere la totalità dei casi perché, come vedremo poi nell'articolo 2, per quanto riguarda il periodo antecedente al 12 gennaio 2001 possono essere stoccate solamente 30 mila tonnellate di


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farine animali. Sappiamo che sono molte di più: le altre dove le mandiamo e cosa ne facciamo?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per dichiarare il nostro voto favorevole. Credo che il riferimento ad una data precedente rispetto a quella prevista nel testo sia importante per recuperare e garantire situazioni che si sono verificate in precedenza.
Vorrei aggiungere, anche perché non mi è stato possibile motivare il nostro voto favorevole sull'emendamento Dozzo 1.18, che anche in questo caso affermiamo l'opportunità che si faccia chiarezza anche presentando in termini ben precisi gli emendamenti e i contenuti degli stessi.
Non vorrei che ci fossero aree di ambiguità tali da creare difformi interpretazioni della norma capaci di determinare a loro volta conflitti di difficile soluzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Signor Presidente, riteniamo assolutamente precisa la sottolineatura circa la mancanza di effetti di questo provvedimento. L'emendamento sposta in modo equo la decorrenza al 1o ottobre 2000, cioè, al momento in cui si è determinata questa situazione. Occorre tener presente che facciamo riferimento a mangimi pericolosi la cui produzione ha avuto inizio in data precedente.
Vorrei cogliere l'occasione per sottolineare che, rispetto alle modalità di controllo sui mangimifici, oggi disponiamo di mezzi di indagine che consentono di accertare la presenza di farine animali ma che non riescono a stabilirne la quantità. Poiché gli strumenti di rilevazione sono molto sensibili, a volte viene accertata la presenza di tali farine anche per contaminazioni occasionali, il che comporta ricadute economiche pesanti per gli operatori dei mangimifici e per gli allevatori che vengono colpiti dagli interventi di tutela sanitaria.
Occorre fare una riflessione circa il metodo previsto dal decreto-legge per evitare enfatizzazioni di casi occasionali che possono arrecare gravi danni agli operatori del settore. Sono queste le ragioni per le quali voterò a favore dell'emendamento presentato dal collega Dozzo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, visto che sono intervenuti molto dottamente altri colleghi prima di me su questo punto, non volevo far mancare il mio solidale appoggio e quello del gruppo di Forza Italia al collega Dozzo che ha presentato questo emendamento. Anche qui ci troviamo di fronte a quella che definisco sciatteria da parte degli estensori del decreto-legge perché esaminiamo la prima manche del decreto dove viene indicata una data assolutamente sbagliata visto che il problema BSE è nato prima.
Il dramma della BSE è diventato grave ed evidente nello scorso mese di ottobre: occorre, dunque, risalire nel tempo e far partire questo tipo di provvidenze dal 1o ottobre scorso. È un fatto di buonsenso: se una volta tanto in quest'aula prevalesse il buonsenso, sarebbe meglio. I tempi sono sufficienti per apportare una piccola variazione che domani mattina potrebbe essere sottoposta all'esame del Senato ed essere approvata rapidamente.
Colleghi, esercitate il buonsenso! Cerchiamo di privilegiare la nostra volontà almeno in articulo mortis della legislatura e di non tagliare fuori da provvidenze che sono assolutamente dovute una serie di operatori del settore. Vi prego di usare almeno questa volta il buonsenso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 365
Votanti 364
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 204).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 1.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 370
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 209).

Passiamo alla votazione degli identici articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.02 e Dozzo 1.06.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, abbiamo voluto presentare l'articolo aggiuntivo 1.06 per conferire una serie di aiuti agli allevatori, in quanto tali misure non sono previste nel provvedimento: si tratta di aiuti concordati con le categorie interessate che, come ricordava precedentemente il presidente Ferrari, sono venuti in Commissione ad esporci le loro angosce (anche se non ce ne era bisogno, in quanto conosciamo benissimo i loro problemi).
Vorrei ricordare a coloro che poco fa hanno approvato una legge che parla di mutualità e di solidarietà, la situazione in cui si trovano in questo momento moltissime famiglie e moltissimi giovani che, magari, erano tornati al lavoro nei campi e nell'agricoltura e che ora si vedono fortemente penalizzati e costretti a chiudere gli allevamenti.
Mi rivolgo, poi, ai colleghi della Commissione agricoltura: ricordate quante persone sono venute con il cuore in mano a chiederci un aiuto concreto! È per questo che abbiamo voluto integrare quei pochi aiuti previsti nel provvedimento con quanto indicato nell'articolo aggiuntivo 1.06.
Probabilmente qualcuno di noi si è già dimenticato delle parole accorate che ci sono state rivolte; probabilmente qualcuno di noi, dopo aver dato assicurazioni, come sempre non le manterrà: questo non è il modo di far politica, né di illudere quelle famiglie e quei giovani!
Signor Presidente, la prego vivamente di comprendere e di interpretare lo spirito del mio articolo aggiuntivo 1.06: ci troviamo, infatti, di fronte ad una situazione insostenibile. In questo momento vi sono giovani costretti ad ipotecare le aziende e a vendere i campi. Qui non si vuole riconoscere che c'è una crisi! Non ne comprendo il motivo; abbiamo trovato e stanziato i soldi per tutto, ma non riusciamo a stanziare una lira per quelle persone. Infatti, si stanziano 400 mila lire per capo di bestiame quando, al giorno d'oggi, si parla di 1 milione e 200 mila lire ciascuno (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Alleanza nazionale ). Lo volete capire, sì o no?

LUIGI OCCHIONERO. Non fare l'isterico!

GIANPAOLO DOZZO. Ma dai!


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Signor Presidente, in questi ultimi giorni della legislatura ci tocca sentire una cantilena (o una litania) secondo la quale il provvedimento non è il meglio che si sarebbe potuto fare, ma è comunque un passo in avanti. Non so se si tratti di veri e propri passi in avanti o di passi che ci portano lontano dalla sensibilità verso le categorie interessate dai provvedimenti che stiamo discutendo in questi giorni. Certamente c'è una situazione drammatica per gli allevatori colpiti da questa emergenza ed è alle porte, signor sottosegretario, un'altra potenziale emergenza, quella dell'afta: ci auguriamo che il Governo assuma provvedimenti radicali rispetto al transito di animali provenienti dai paesi interessati da questa nuova emergenza.
A fronte di ciò, abbiamo dei provvedimenti che costituiscono un passo in avanti, come diceva il presidente della Commissione agricoltura, ma che per quanto riguarda i tempi di erogazione delle provvidenze sono assolutamente generici, non offrono una garanzia reale sulla data in cui quei pochi maledetti soldi saranno messi a disposizione dei produttori. Credo che questo dato non possa che essere stigmatizzato in quest'aula, così come stigmatizziamo - e lo abbiamo detto in sede di discussione sulle linee generali - l'assoluta inadeguatezza dei fondi per il settore zootecnico.
Abbiamo quindi presentato questo articolo aggiuntivo perché riteniamo che esso contenga le risposte a quelle esigenze reali che ci sono state rappresentate e che il provvedimento non soddisfa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franz. Ne ha facoltà.

DANIELE FRANZ. Signor Presidente, credo che anche lei concorderà con me sul fatto che nella vicenda della BSE ci sono moltissime incertezze, tante che avrebbero probabilmente dovuto spingere alcuni loquaci esponenti del Governo ad un minimo di prudenza nell'approccio ad una situazione talmente delicata. Ma va da sé che l'attuale ministro delle politiche agricole ha una vocazione prepotente al palcoscenico, mentre l'attuale ministro della sanità ha una forte curiosità scientifica, che lo ha portato a palesare pubblicamente, dimentico anche delle sue responsabilità di ministro, tutta una serie di dubbi e di ipotesi che chiaramente hanno determinato il panico nel potenziale acquirente ed hanno gettato nello sconforto i produttori.
Vi sono elementi speculativi in questa vicenda: ne ha parlato prima copiosamente e doverosamente il collega Dozzo e ne ha ribadito la portata anche il collega Scarpa Bonazza Buora. Vi è anche, signor Presidente, un tentativo speculativo e politico, se mi consente, di dimostrare che l'allevamento intensivo sarebbe arrivato al capolinea e dovrebbe lasciare il campo ad un - non si sa bene come gestito - allevamento estensivo. Anche questa è una speculazione politica, perché non si basa su fondamenti scientifici.
Beh, se queste sono le speculazioni e le incertezze, vi è però una certezza palese ossia che in questo decreto non si parla effettivamente di misure tese ad indennizzare gli allevatori, che sicuramente sono stati le uniche vittime: vittime di frasi avventate di membri di questo Governo e di normative non doverosamente approfondite - di questo Governo e di altri -, nonché vittime di una superficialità manifestatasi a livello continentale, in cui però ha spiccato la debolezza politica della nostra nazione. L'unica possibilità di porre un rimedio, sia pure tardivo, a questa situazione è approvare questo articolo aggiuntivo: non farlo significherebbe avallare tutte le incertezze e le speculazioni che l'opposizione sta qui legittimamente denunciando, perché non viene fatto assolutamente niente di concludente - almeno a livello di risposta politica - per dimostrare il contrario (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, desidero unirmi alle considerazioni dei colleghi. Ci troviamo, come dicevo ieri in sede di discussione sulle linee generali, di fronte ad un provvedimento assolutamente inadeguato, tardivo, insufficiente, laconico, povero, sciatto... Potrei continuare a lungo, con una serie di aggettivazioni non particolarmente gradite al Governo, che però è responsabile di questa situazione.
L'articolo aggiuntivo che viene proposto dai colleghi Delfino e Dozzo cerca di sopperire ad alcune delle evidenti carenze di questo decreto. Non possiamo, quindi, che appoggiarlo; sappiamo che verrà respinto, sappiamo che ancora una volta dovremo prendere atto della totale sordità del Governo e della maggioranza rispetto alle nostre richieste, però consentiteci almeno di dirlo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Desidero brevemente richiamare quanto è avvenuto in Commissione, quando in occasione delle audizioni dei rappresentanti dei produttori, degli allevatori e di tutto il mondo agricolo noi abbiamo assunto l'impegno di recepire le loro indicazioni e proposte. Ritengo che i due articoli aggiuntivi recepiscano quelle indicazioni ed onorino l'impegno che ci siamo assunti davanti alle categorie interessate. Per tali ragioni, ritengo che, dal punto di vista della correttezza, approvare gli articoli aggiuntivi (mi rivolgo soprattutto agli amici della Commissione) significhi in fondo rispettare un patto e un impegno assunto in sede di Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.02 e Dozzo 1.06, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 354
Votanti 353
Astenuti 1
Maggioranza 177
Hanno votato
sì 153
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 1.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 355
Votanti 353
Astenuti 2
Maggioranza 177
Hanno votato
sì 153
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 1.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


Pag. 124


(Presenti 354
Votanti 352
Astenuti 2
Maggioranza 177
Hanno votato
sì 151
Hanno votato
no 201).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 1.04, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 359
Votanti 358
Astenuti 1
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 155
Hanno votato
no 203).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 1.05.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Presidente, vorrei farle notare che gli articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.05 e Dozzo 1.07 sono identici; si tratta di articoli aggiuntivi che abbiamo presentato al Senato.

PRESIDENTE. Gli articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.05 e Dozzo 1.07 corrispondono alla seconda parte dell'ordine del giorno Dozzo n. 9/7667/1; esiste una corrispondenza tra questi due articoli aggiuntivi ed alcuni ordini del giorno presentati dal lei e dal collega Anghinoni. Pertanto, se fossero respinti, verrebbe pregiudicato l'ordine del giorno. Volevo informarla.

GIANPAOLO DOZZO. Su questo tema è stato accolto un ordine del giorno al Senato. Vorrei comunque spiegare, signor Presidente, le ragioni dell'articolo aggiuntivo.
Abbiamo il grosso problema dell'anagrafe bovina, che in questo momento non è assolutamente terminata. Il centro di Teramo non dispone di tutti i dati, anzi non riesce a leggere i dati, per esempio, di tutti quei bovini che hanno sigle diverse oppure vecchie sigle. Quelli del settore sanno a cosa mi riferisco, per esempio a quando venivano utilizzate le sigle delle province (TV, BS e così via). Ebbene, il centro di Teramo non riesce ad inserire nel proprio computer tutte queste sigle. Inoltre, in alcune situazioni non sono ancora pervenuti i dati dell'anagrafe bovina. Non si riesce quindi a completare il discorso dell'anagrafe bovina.
Noi, signor sindaco... signor Presidente...

PRESIDENTE. Ho sempre ambito alla carriera, quindi va bene...!

GIANPAOLO DOZZO. Ciò non era voluto, anche perché lei aspirerà a qualcosa di più alto.
Noi vogliamo introdurre (ed è possibile, visto che esistono delle sperimentazioni in atto in Valle d'Aosta e nel Lazio) il sistema dell'anagrafe bovina attraverso dei microchip, che vengono introdotti a livello del rumine dell'animale e contengono tutti i dati necessari, relativi sia alla nascita sia al periodo della stalla in cui viene svezzato, che possono servire eventualmente per l'etichettatura finale del prodotto, quindi per far conoscere al consumatore i dati veritieri dell'animale.
Per questo abbiamo chiesto l'introduzione di una nuova tecnica, non solo già sperimentata in Italia ma anche già utilizzata in altri Stati; essa consente di eliminare la documentazione cartacea, quei cartellini che ogni tanto si perdono, a volte volutamente e a volte no. Tale nuova tecnica consentirebbe inoltre la definizione della nostra anagrafe bovina.
Dico questo perché qui si parla di pochissimi aiuti per gli allevatori, per gli operatori degli impianti di incenerimento e via dicendo. Se il dato dell'animale non è inserito nell'anagrafe bovina, presso l'istituto centrale di Teramo, la AGEA,


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l'ente erogatore dei contributi, ha già fatto sapere che non farà alcun pagamento. La colpa non è dell'allevatore che ha i registri di carico e scarico della stalla per l'identificazione dell'animale, ma il problema è quello burocratico che purtroppo condiziona gli aiuti per gli allevatori.
Con questo emendamento si vuole introdurre l'utilizzo di nuove tecnologie, come ho già detto, per aiutare gli allevatori ed eventualmente i consumatori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Credo anch'io che il microchip ruminale sia lo strumento più adatto per cercare di avvicinarci alla definizione dell'anagrafe bovina, ma il dato su cui riflettere è un altro. Come ha appena detto il collega Dozzo, da anni non siamo in grado - il che è veramente vergognoso, ma le responsabilità sono diffuse e sono soprattutto in capo al Ministero della sanità - di disporre di un'anagrafe bovina. Sappiamo tutti che, in questo caso, sono stati stanziati circa 300 miliardi per i vari soggetti della filiera. Dando per scontato - lo dicono gli esperti, i tecnici - che il Governo sia in grado di effettuare l'anagrafe per circa il 50-60 per cento del patrimonio zootecnico italiano, i fondi, che di per sé sono già insufficienti, vengono dimezzati. In altre parole, questo significa che, se voi non sarete in grado di effettuare l'anagrafe zootecnica, la spesa da affrontare alla fine sarà di 150-170 miliardi. Il problema esiste e in modo molto ingegnoso, direi quasi geniale, il mio amico e collega Dozzo ha parlato di microchip ruminale.

FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Questa sera viene fatta troppa demagogia. Vorrei dire ai colleghi che, per quanto riguarda il problema dell'anagrafe bovina, la colpa non è di questo Governo o di questa maggioranza ma della maggioranza delle regioni italiane che non hanno fatto il loro dovere (soprattutto della Lombardia)!
Dobbiamo dire apertamente - lo ribadisco - che la maggioranza delle regioni italiane non ha fatto il proprio dovere e c'è uno scontro frontale tra le ASL e l'APA (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Rinnovamento italiano).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Presidente, non riesco a capire i toni accesi anche perché i due articoli aggiuntivi a cui facciamo riferimento in fondo servono per integrare una carenza che oggettivamente esiste: l'anagrafe bovina infatti fino ad oggi non è stata realizzata.
Pertanto, la passione registrata in questa sede si dovrebbe conservare per un motivo ben più valido.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Teresio Delfino 1.05 e Dozzo 1.07, sostanzialmente identici, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 355
Votanti 353
Astenuti 2
Maggioranza 177
Hanno votato
sì 150
Hanno votato
no 203).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Dozzo 1.08.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, mi dispiace replicare al mio presidente di Commissione.

PRESIDENTE. Beh, a volte capita!

FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Va bene, va bene!

GIANPAOLO DOZZO. Gli rispondo perché, oltre ad essere presidente della Commissione, è anche presidente della Coldiretti provinciale di Brescia. L'onorevole Ferrari conosce benissimo la situazione: se poi non vuole capirla, è un altro paio di maniche.
Onorevole Ferrari, anche nella provincia di Brescia esistono vacche da latte con sigle ancora vecchie che il centro di Teramo non riesce a leggere. Questa è la situazione e dipende dal centro di Teramo, non dalle regioni!

FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Possono cambiarle!

GIANPAOLO DOZZO. Possono cambiarle, ma alle APA sono tornate indietro tutte queste registrazioni. Questo è il dato di fatto oggettivo e lei lo conosce meglio di me, onorevole Ferrari. Non parli di regioni e stia ai fatti (Commenti del deputato Stucchi)!
Presidente, il mio articolo aggiuntivo...

PRESIDENTE. Onorevole Stucchi, lei è un uomo d'ordine!

GIACOMO STUCCHI. Fra conterranei!

PRESIDENTE. State parlando delle stesse mucche allora!
Prego, onorevole Dozzo.

GIANPAOLO DOZZO. Nel mio articolo aggiuntivo si affronta un problema molto delicato: si vuole sopprimere la lettera b) dell'articolo 13 del decreto del ministro della sanità 7 gennaio 2000.
Signor Presidente, il ministro Veronesi ha affermato giustamente che il latte prodotto in Italia è sicuro; ha anche dichiarato in Commissione agricoltura che il latte è sicuro anche nel caso in cui il bovino sia colpito da BSE. Per di più, il ministro Pecoraro Scanio, in una delle sue tante esternazioni televisive e in Commissione agricoltura, ha dichiarato che distruggere un'intera mandria è un delitto contro gli animali. Mi riferisco al problema che in questo momento riguarda le cinque aziende italiane in cui sono stati scoperti i cinque casi positivi di BSE.
Il decreto del Ministero della sanità, è stato fatto su misura per altri tipi di epizoozie, quali l'afta epizootica diffusa attualmente in Gran Bretagna. Il ministro Veronesi ha anche detto che la BSE tra bovini non si trasmette per contagio e non lo dice solo il ministro, ma anche i ricercatori scientifici. Allora, perché distruggere un'intera mandria, considerato che non si tratta di animali da carne, ma da latte? Abbiamo sentito che il latte è sicuro anche nei casi più conclamati di BSE, pertanto, signor Presidente, non capisco il motivo della distruzione totale dell'allevamento.
Noi siamo per un abbattimento selettivo della mandria e il mio articolo aggiuntivo propone un abbattimento selettivo, come previsto dalle altre lettere del decreto del ministro della sanità 7 gennaio 2000. Se vogliamo veramente risolvere il problema, affinché gli allevatori da latte non abbiano più il terrore che hanno in questo momento, lasciamo che le vacche producano latte e a fine carriera non mettiamole nel circuito commerciale della carne, ma al limite mandiamole all'incenerimento.

PRESIDENTE. Onorevole Dozzo, deve concludere.

GIANPAOLO DOZZO. Non abbattiamo l'intera mandria, visto che il latte che producono è sicuro.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franz. Ne ha facoltà.

DANIELE FRANZ. Signor Presidente, sarò estremamente sintetico anche perché l'intervento del collega Dozzo è stato esauriente.
Anzitutto, mi sento particolarmente vicino al presidente Ferrari perché si trova a difendere l'indifendibile, pur essendo un profondo conoscitore della problematica di cui stiamo discutendo. Apprezzo il suo senso di lealtà nei confronti del suo schieramento ma, oggettivamente, la sua posizione è un po' precaria.

FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Sei tu precario, non io!

DANIELE FRANZ. La seconda questione attiene al fatto che, come il collega Dozzo ha giustamente ricordato, non vi è assolutamente alcun motivo medico-scientifico dimostrabile e dimostrato per il quale un caso di BSE all'interno dell'allevamento significhi che l'intera mandria debba avere la BSE. Inoltre, non vi è dimostrazione scientifica alcuna, anzi è stato smentito categoricamente (mi auguro non con la consueta leggerezza) anche dal ministro della sanità, che animali malati non possano dare un latte sano; pertanto, credo che in realtà si voglia ricorrere a quella che è purtroppo nota come «soluzione finale» nei confronti degli allevamenti.
Siccome non c'è una motivazione scientifica effettiva, mi domando il perché di questo accanimento nei confronti delle mandrie. Non vorrei che dietro ci fosse la speculazione ecologista di cui ho parlato in precedenza e che si voglia mettere sotto processo, in maniera speculativa, l'allevamento intensivo a favore di un non meglio specificato allevamento estensivo, atteso che - di solito, in qualche modo, il diavolo ci mette la coda - è stato riscontrato un caso di BSE anche all'interno di un allevamento estensivo, peraltro millantato come biologico o che effettivamente lo era.
Non c'è un motivo logico, razionale e soprattutto di buonsenso per votare contro l'articolo aggiuntivo Dozzo 1.08; anzi, tutt'altro, perché la lettera b) dell'articolo 13 del decreto del Ministero della sanità è oggettivamente un abominio scientifico ed economico (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Dozzo 1.08, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 335
Votanti 332
Astenuti 3
Maggioranza 167
Hanno votato
sì 134
Hanno votato
no 198).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 2.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, non vorrei essere tedioso nei confronti suoi e dei colleghi.

PRESIDENTE. Non si preoccupi. È una preoccupazione superflua, diciamo così.

GIANPAOLO DOZZO. So che lei è così buono nei confronti di tutti quanti!

PRESIDENTE. Siamo a fine anno! Sono residui di bontà, ne approfitti!

PIERGIORGIO MASSIDDA. Siamo a Beautiful questa sera!

GIANPAOLO DOZZO. Vorrei sottolineare ancora una volta che qui si parla di ammasso pubblico per le proteine animali


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(le solite farine animali). Guarda caso (mi ricollego a quanto affermato in precedenza), in nessuna parte dell'articolo 2 si parla di avvio alla distruzione obbligatoria delle farine animali raccolte nell'ammasso pubblico.
È il discorso che facevo prima, cari colleghi. Si tratta delle domande alle quali non ho ricevuto risposta: perché il Governo non intende distruggere tali farine animali ma vuole soltanto aprire un ammasso pubblico obbligatorio? Tale ammasso fa sì che queste proteine animali debbano essere stoccate ed immagazzinate e che, sempre sulla base del famoso articolo 6, possano essere vendute.
Allora, vogliamo dire la verità? Vogliamo dire che il Governo ha in mente di stoccare queste proteine animali per poi rivenderle domani?
È questa l'intenzione perché anche nell'articolo 2, oltre all'ammasso pubblico obbligatorio, non è assolutamente prevista la distruzione obbligatoria delle proteine animali!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 340
Votanti 337
Astenuti 3
Maggioranza 169
Hanno votato
sì 136
Hanno votato
no 201).

È così precluso l'emendamento Dozzo 2.1.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 2.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Anche qui si ripete quello che è successo all'articolo 1. Anche qui si vuole «smettere» l'ammasso pubblico il 31 maggio del 2001, cioè tra un paio di mesi! Anche qui si fissa come termine temporale il periodo dall'entrata in vigore del presente decreto fino al 31 maggio 2001.
Poi cosa farete, visto che a maggio non vi sarà ancora un nuovo Governo? I ministri attuali predisporranno un altro decreto (potranno farlo dal punto di vista tecnico?) e faranno altre ordinanze? Andremo avanti oppure non si avrà più l'obbligatorietà della distruzione delle farine animali?
Mi rivolgo specialmente al collega Galletti, che è uno strenuo assertore della distruzione delle farine animali per porgli il seguente quesito: perché accetta queste condizioni? Perché la sua forza politica accetta tali condizioni? Non lo capisco!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 344
Votanti 342
Astenuti 2
Maggioranza 172
Hanno votato
sì 142
Hanno votato
no 200).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 2.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Con l'emendamento 2.4 vogliamo sopprimere il «limite massimo complessivo di 30 mila tonnellate»


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per lo stoccaggio delle farine animali prodotte prima della data di entrata in vigore di questo decreto-legge.
Una previsione come questa potrebbe essere interpretata nel senso che in Italia abbiamo esclusivamente 30 mila tonnellate di farine animali! Sappiamo benissimo che così non è, poiché ve ne sono molte di più! Le altre che fine faranno? Le lasceremo ancora in «libera circolazione» senza distruggerle?
Perché avete previsto proprio questa cifra di 30 mila tonnellate? Vogliamo lasciare ancora presso i mangimifici e altre industrie la detenzione di queste farine animali? Vogliamo veramente correre il rischio che poi vengano immesse sul mercato nuovamente e magari in maniera fraudolenta?
Non riesco proprio a capacitarmi del perché la maggioranza non comprenda la serietà del problema. Ricordo, peraltro, che i rappresentanti di una forza politica hanno presentato un esposto alla procura nei confronti di un dirigente del Ministero della sanità, proprio per tutta questa questione. Allora, da una parte, si fa un esposto alla procura e, dall'altra parte, si accetta però che rimangano presso i mangimifici parecchie migliaia tonnellate di farine di carne (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Ho anch'io la sensazione che si pongano dei limiti e che si specifichino alcune realtà là dove non vi è un motivo; mentre in precedenza noi abbiamo sollevato la questione della definizione della materia, nel caso di specie invece si va a definire una materia creando una situazione alla rovescia, quindi mettendo in serio pericolo la realtà della patologia di cui stiamo discutendo!
Fissare un limite di 30 mila tonnellate come limite massimo pone una questione: da dove è derivata tale cifra? Quali sono le indagini che sono state avviate? Per il resto, si vuole lasciare in «libertà» tutto un ampio settore che potrebbe incidere non solo sulla materia che è una delle cause della BSE, ma di conseguenza anche sulla salute degli uomini e degli animali.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, parlavo prima del ricorso al buonsenso. Effettivamente, devo rilevare che anche in questo caso il buonsenso non ci soccorre! Fissare un limite di 30 mila tonnellate non ha alcun senso, altro che buonsenso! O, meglio, evidentemente ha un senso, e temo che sia proprio il senso a cui accennava prima il collega Dozzo. Evidentemente, c'è un senso sotteso alla fissazione di queste 30 mila tonnellate e non è un buonsenso, ma un cattivo senso.
Vorrei capire e vorrei che il Governo si esprimesse. Abbiamo un Governo che parla solo in televisione. Abbiamo un Governo che si fa intervistare un'ora a Uno mattina per spiegare tutte le cose meravigliose che ha fatto nella vicenda della mucca pazza e dell'agricoltura italiana (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania). Abbiamo un Governo che è portato alle enunciazioni e poco alle concretizzazioni, abbiamo un Governo che però oggi è silenzioso e taciturno.

PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, calma!

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Quindi, almeno una volta, il Governo ci faccia la cortesia di rispondere a questa domanda che è molto semplice e banale, ma che credo meriti una risposta!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 130

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 357
Votanti 354
Astenuti 3
Maggioranza 178
Hanno votato
sì 148
Hanno votato
no 206).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 2.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, visto che il Governo non risponde ...

PRESIDENTE. Risponde lei.

GIANPAOLO DOZZO. ... rispondo io.

PRESIDENTE. Mi pare giusto.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, il ministro della sanità ha già in mente di preparare un decreto (è scritto qui) sull'utilizzo di queste farine animali o di altri prodotti derivati da prodotti a rischio. Il ministro vuole adottare un decreto per utilizzare questi prodotti. È semplicissimo. Ma allora, sono prodotti a rischio oppure no? Si tratta di prodotti dannosi alla salute oppure no? Infatti, quando si parla di utilizzarli per scopi farmaceutici - signor sottosegretario questo è ciò che è scritto al comma 2 dell'articolo 2, che riporta le parole «prodotti farmaceutici» - mi chiedo dove si voglia arrivare. In altre parole vi è del materiale a rischio che viene utilizzato per prodotti farmaceutici, tramite un decreto del Ministero della sanità! Questo è ciò a cui vuole arrivare il Governo? È questa la soluzione a cui vuole arrivare il Governo? È questa la soluzione a cui vogliono arrivare?
Mi chiedo allora se effettivamente il Governo abbia in mente di debellare il problema o se abbia in mente di aggravarlo. Siete veramente sicuri di quello che state facendo?
Ringrazio il sottosegretario Borroni che mi risponderà, anche sul quesito relativo ai prodotti farmaceutici.

ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. L'onorevole Dozzo sa perfettamente che stiamo parlando di materiale a basso rischio e, nella fattispecie, cuoio, pelli, zoccoli, penne, piume, lana, pellame, corna, sangue e altri prodotti analoghi. È noto altresì all'onorevole Dozzo che, per quanto concerne il materiale a basso rischio, l'acquisto da parte dello Stato di questo materiale ci consentirà di non intasare gli impianti di incenerimento che devono essere utilizzati per incenerire il materiale ad alto rischio, in attesa che l'Unione europea si pronunci rispetto alla destinazione e all'utilizzo del materiale a basso rischio.

GIANPAOLO DOZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà (è un suo diritto).

GIANPAOLO DOZZO. Ringrazio il sottosegretario Borroni che mi ha voluto rispondere però, il sottosegretario Borroni sa benissimo che, anche se è a basso rischio, è sempre un rischio.
Quindi, signor sottosegretario, è inutile che lei cerchi di salvare il Governo: non lo faccia, anche perché, come osservavo prima, lei è stato esautorato, sappiamo benissimo come è andata. Non cerchi, quindi, di fare queste azioni d'ufficio! Se ve n'era l'intenzione, si poteva specificare nell'articolo cosa doveva essere destinato alla distruzione e cosa invece no: invece,


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questo non è stato specificato e si è lasciata la più ampia libertà d'interpretazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 361
Votanti 358
Astenuti 3
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 152
Hanno votato
no 206).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 349
Votanti 347
Astenuti 2
Maggioranza 174
Hanno votato
sì 144
Hanno votato
no 203).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 2.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, l'AGEA, che provvede all'ammasso dei prodotti, con procedure d'urgenza, utilizza magazzini pubblici e privati: ebbene, vorrei ricordare a tutti i colleghi la storia dell'AIMA. Già ho avuto modo di ricordarla, ma è meglio ripeterla, perché molti colleghi, giustamente, non sono a conoscenza di cosa è successo alcuni anni fa, di cosa l'AIMA, ora divenuta AGEA, ha fatto in certi settori, perché nessuno è tenuto a sapere la storia dell'AIMA. Vorrei ricordare, quindi, lo scandalo relativo alle assuntorie. Qui si lascia libertà all'AGEA di prevedere un'acquisizione di magazzini senza nessuna gara: o l'AGEA ha già individuato i magazzini oppure, come è successo per le assuntorie di certi prodotti agricoli, l'AGEA può avere già stipulato contratti esclusivamente con certi titolari di magazzini. Abbiamo visto quali scandali siano intervenuti: mi rivolgo anche al collega Tattarini, che ha seguito la Commissione d'inchiesta sull'AIMA, per quanto riguarda la possibilità di prevedere condizioni ben precise per l'acquisizione dei magazzini. Sapendo cosa è avvenuto in passato, non lasciamo al libero arbitrio dell'AGEA l'acquisizione dei locali che serviranno all'ammasso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 364
Votanti 362
Astenuti 2
Maggioranza 182
Hanno votato
sì 148
Hanno votato
no 214).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 132


Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 357
Votanti 355
Astenuti 2
Maggioranza 178
Hanno votato
sì 148
Hanno votato
no 207).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 372
Votanti 371
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 155
Hanno votato
no 216).

Gli emendamenti Dozzo 2.10 e 2.11 sono preclusi.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 362
Votanti 361
Astenuti 1
Maggioranza 181
Hanno votato
sì 151
Hanno votato
no 210).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 2.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, vorrei sapere dal Governo come si possa fare riferimento all'ammasso pubblico del latte scremato in polvere; si sono previsti una serie di indennizzi ed abbiamo sentito prima il sottosegretario citare i vari prodotti: cuoi, pelli, zoccoli, penne, piume, lane, pellame. Si danno quindi i soldi per il latte scremato in polvere. Sapete perché? Perché il regolamento comunitario sul latte scremato in polvere prevede emolumenti molto superiori rispetto ad altri come, ad esempio, quello zootecnico o vitivinicolo. Si è voluto proprio ricercare il riferimento al latte scremato in polvere. Si danno 245 mila lire per tonnellata più altre 490 mila lire per tonnellata, aumentando di una certa percentuale con riferimento al tasso proteico - mi piacerebbe sapere come sia possibile fare riferimento al tasso proteico per la pelle, come è tutto da verificare il tasso proteico degli zoccoli: sarebbe interessante conoscerlo, anche dal punto di vista tecnico-scientifico - con il risultato che tutta una serie di emolumenti è risultata raddoppiata rispetto alla stesura del primo decreto. Se il primo decreto prevedeva lo stanziamento di una certa cifra per tonnellata per l'ammasso pubblico dei prodotti a basso rischio, ora, con queste modifiche, la cifra è raddoppiata. Mi chiedo come mai ciò sia avvenuto: o prima era previsto un valore troppo basso, per cui si è ritenuto di aumentarlo oppure, visto che tutto questo materiale andrà venduto dallo Stato, visto il deprezzamento che avrà e vista anche la pericolosità della sua immissione sul mercato, non penso che vi sia una partita di giro.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).


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(Presenti 360
Votanti 358
Astenuti 2
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 150
Hanno votato
no 208).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 358
Votanti 356
Astenuti 2
Maggioranza 179
Hanno votato
sì 153
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 359
Votanti 357
Astenuti 2
Maggioranza 179
Hanno votato
sì 154
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 2.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 360
Votanti 359
Astenuti 1
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 156
Hanno votato
no 203).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 3.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Con questo articolo, signor Presidente, si vorrebbero prevedere una serie di disposizioni in materia di controlli e di personale. Diciamo che si tratta di un articolo che parla di nuove assunzioni ed anche della possibilità che il ministro Pecoraro Scanio abbia a disposizione un proprio corpo di polizia. Molto probabilmente il ministro Pecoraro Scanio sta tentando di emulare il ministro dell'interno.
Dico questo perché l'articolo 3 non ha nulla a che vedere con la BSE. In Italia vi è tutta una serie di corpi, della polizia, dei carabinieri, della Guardia di finanza, della forestale, che già sono a disposizione dell'Agenzia, che non potrebbe farlo ma se ne avvale - vedremo poi il nostro emendamento al riguardo - per l'espletamento dei controlli; dunque, questo articolo serve solamente a fare nuove assunzioni. Non basta che il ministro Pecoraro Scanio in questo ultimo mese abbia fatto tutta una serie di nomine nei vari enti, guarda caso nomine che la stessa maggioranza si rifiuta di ratificare in Commissione. Non basta che il ministro Pecoraro Scanio nomini, al di là delle proprie competenze, tutte persone di una indicata e precisa area geografica. Il ministro Pecoraro Scanio vuole, oltre al corpo di polizia, aumentare anche il personale della AGEA. Non si va verso una regionalizzazione dell'AGEA - avete votato pochi giorni fa una legge su uno pseudofederalismo - e si aumenta il personale della sede centrale dell'AGEA: per quale motivo?


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PIETRO ARMANI. Per fare clientela.

GIANPAOLO DOZZO. Siamo in vista delle elezioni politiche, quindi anche queste nuove assunzioni servono per aumentare il consenso. Ciò non ha nulla a che vedere con il problema della BSE, quindi, noi abbiamo chiesto la soppressione dei commi 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9.
Mi meraviglio anche che i colleghi della maggioranza, così bravi a tutelare i diritti dei lavoratori, non si accorgano che in questo caso si saltano tutte le procedure relative alla programmazione di eventuali assunzioni previste dalla legge vigente. Quindi, si va al di là della legge e si fanno assunzioni una tantum.
Signor Presidente, abbiamo chiesto la soppressione di questi commi, perché questo è uno scandalo. Non si può continuare in questa maniera, non si possono spacciare delle assunzioni per prevenzione e controllo. Non siamo assolutamente su questa linea.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, la posizione di Alleanza nazionale è ovviamente critica nei confronti del testo.
La ratio dell'emendamento al nostro esame si basa su un dato che riguarda soprattutto il ruolo del Corpo forestale dello Stato, su cui abbiamo ragionato e discusso, con tutte le interpretazioni e confusioni che al riguardo si sono ingenerate. Alleanza nazionale ed altre forze politiche hanno sostenuto l'opportunità di un rafforzamento del Corpo forestale. Ora vediamo che, aggiungendo altre armi al Corpo forestale e all'Arma dei carabinieri - soprattutto con riferimento ai NAS, che qui non appaiono -, in un certo senso implicitamente non si riconosce il giusto ruolo del Corpo forestale in materia, ma si riconosce il limite che una legislazione molto ambigua ha creato per giochi che riguardano anche quanto è successo all'interno del Governo, che ha sacrificato il Corpo forestale.
Secondo noi si tratta di una dichiarazione di capitis deminutio del Corpo forestale, che vorremmo avesse un ruolo autentico e assolvesse, assieme all'Arma dei carabinieri e soprattutto in collegamento ai NAS, una importante funzione in una materia quale quella al nostro esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, anch'io mi trovo sulle stesse posizioni del collega Aloi, che secondo me ha perfettamente ragione.
Per carità, non ho nulla contro la Guardia di finanza - ci mancherebbe altro - ma il Ministero delle politiche agricole può disporre del Corpo forestale dello Stato e del nucleo dei carabinieri presso il Ministero stesso. Noi riteniamo che debbano essere potenziati questi corpi e che debba essere potenziato soprattutto il ruolo del nucleo dei carabinieri del Ministero delle politiche agricole, che mi risulta versi in gravi difficoltà operative, anche per quanto riguarda il finanziamento delle proprie attività istituzionali ed operative.
Credo, quindi, che questa emergenza potrebbe essere colta come un'opportunità per potenziare la dotazione finanziaria, di uomini e mezzi del nucleo carabinieri presso il Ministero delle politiche agricole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 338
Votanti 336


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Astenuti 2
Maggioranza 169
Hanno votato
sì 146
Hanno votato
no 190).

I successivi emendamenti Dozzo 3.3 e Malentacchi 3.1 sono preclusi.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 339
Votanti 337
Astenuti 2
Maggioranza 169
Hanno votato
sì 145
Hanno votato
no 192).

GIORGIO MALENTACCHI. Il mio emendamento 3.1 non è precluso.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Malentacchi, non è precluso.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Malentacchi 3.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi. Ne ha facoltà.

GIORGIO MALENTACCHI. Il mio emendamento chiede esattamente il contrario di quello che chiedevano i colleghi di Forza Italia e della Lega nord Padania poiché propone il potenziamento dei controlli sul territorio. Anche se condividiamo il ruolo del Corpo forestale dello Stato (anzi, siamo tra coloro i quali si sono battuti contro la regionalizzazione del Corpo), non comprendiamo con quali motivazioni si possano escludere dal controllo le centinaia di carabinieri del NAS e del NOE altamente specializzati e con discreta diffusione su tutto il territorio nazionale. Faccio presente che il NOE è il nucleo operativo ecologico.
Chi meglio del NOE può seguire i destini degli incenerimenti nei loro percorsi pericolosi per eventuali truffe? Chi meglio dei NAS è in grado di prevenire i pericoli per la salute pubblica connessi alla BSE?
Non abbiamo fatto promesse elettorali - su questo non c'è alcun dubbio - nel corso delle audizioni in Commissione dei rappresentanti delle categorie che sollevano una protesta sicuramente legittima; anzi, abbiamo sostenuto l'opportunità di ricercare le cause del diffondersi della encefalopatia spongiforme bovina in Europa, a partire dagli anni ottanta, e le responsabilità pubbliche e private. Queste sono le motivazioni che indussero Rifondazione comunista a non essere d'accordo sulla risoluzione approvata dalla XIII Commissione il 1o febbraio scorso e sottoscritta sia dal centrosinistra sia dai gruppi facenti capo alla Casa delle libertà. Ora non potete fare come i famosi «ladri di Pisa» perché oggetto del decreto-legge sono le farine animali e il loro utilizzo improprio per l'alimentazione bovina che ha veicolato la diffusione della BSE.
Non voglio richiamare gli aspetti culturali, antropologici ed economici legati all'allevamento. Il bello è che sulla vicenda si è lucrato sui mangimi per cui la collettività sarà costretta a pagare anche per l'ammasso e per l'eventuale distruzione dei capi. Colleghi, almeno facciamo in modo che la legge che vogliamo approvare venga rispettata!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Siamo vittime anche noi della BSE, ma in senso indiretto.

GIANPAOLO DOZZO. Questo è un discorso serio, Presidente. Noi scherziamo, è una tragedia!

PRESIDENTE. Anche per noi!

GIANPAOLO DOZZO. Sì, ma non è certo comparabile con quella che stanno vivendo gli allevatori. Mi creda!
Non capisco il collega Malentacchi quando afferma correttamente che la risoluzione è stata firmata da tutte le forze


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politiche, esclusa Rifondazione comunista. In quel documento non si faceva riferimento alle farine animali. Probabilmente non sono stato chiaro nella mia esposizione e nella presentazione degli emendamenti, ma mi sembrava di aver spiegato chiaramente la nostra intenzione circa le farine animali.
Abbiamo proposto di incenerirli; abbiamo presentato emendamenti in cui, oltre all'ammasso e all'abbattimento dei capi, si parlava di incenerimento. Forse, allora, l'onorevole Malentacchi non ha capito bene. Ripeto, nella risoluzione citata si chiedeva soltanto di dare alcuni aiuti agli allevatori.
Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento Malentacchi 3.1, vorrei fare la seguente osservazione. Disponiamo, ormai di decine di nuclei operativi e di ispettorati per la repressione delle frodi; vi è una serie di organismi che possono essere impiegati per i controlli. Il problema, onorevole Malentacchi, non è rappresentato dalla quantità, ma da chi debba fare tali controlli; il problema riguarda la prima parte dell'articolo 3, dove è scritto che l'agenzia può avvalersi del corpo forestale dello Stato e del reparto speciale dell'Arma dei carabinieri; il problema, dunque, è determinato dall'espressione «può avvalersi»: si avvale o non si avvale?
Precedentemente, nell'illustrare i miei emendamenti, ho avuto occasione di sottolineare che il provvedimento consente maglie troppo larghe. Avremmo voluto proporre misure più restrittive e abbiamo presentato emendamenti in tal senso. Pertanto, con il mio emendamento 3.2 abbiamo proposto di sostituire l'espressione «può avvalersi» con le parole «si avvale»; abbiamo proposto, cioè, che si sia perentori e che non si lasci all'agenzia la facoltà di avvalersi o meno di certe strutture.
Concordo con l'onorevole Malentacchi quando afferma che ci si può avvalere anche dei nuclei operativi ecologici dell'Arma dei carabinieri; tuttavia, tali nuclei sono già a disposizione dei vari ministeri competenti. Tali forze dell'ordine sono già a disposizione e sarebbe sufficiente farle operare: c'è o non c'è tale volontà?

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malentacchi 3.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 324
Votanti 298
Astenuti 26
Maggioranza 150
Hanno votato
sì 100
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 323
Votanti 315
Astenuti 8
Maggioranza 158
Hanno votato
sì 122
Hanno votato
no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.6 non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


Pag. 137


(Presenti 329
Votanti 328
Astenuti 1
Maggioranza 165
Hanno votato
sì 130
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 323
Votanti 321
Astenuti 2
Maggioranza 161
Hanno votato
sì 125
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 311
Astenuti 2
Maggioranza 156
Hanno votato
sì 126
Hanno votato
no 185).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 331
Votanti 330
Astenuti 1
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 129
Hanno votato
no 201).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 3.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, vorrei ricordare ai colleghi che hanno appena approvato la possibilità per il ministro delle politiche agricole di istituire un proprio ed apposito nucleo agroalimentare e forestale: ebbene, adesso avremo un altro corpo di polizia! Andiamo sempre più a spezzettare le forze dell'ordine che dovrebbero intervenire!
Mi chiedo per quale motivo il ministro delle politiche agricole abbia voluto alle sue dipendenze quel corpo di polizia: non si fida dell'ispettorato centrale per la repressione delle frodi? Non si fida dei carabinieri per la tutela delle norme comunitarie? Non si fida dei NAS? Ha voluto un altro corpo di polizia: è questo l'esempio che il Governo vuol dare nei confronti di certe componenti dell'Arma dei carabinieri o della Guardia forestale e di altri corpi di polizia? È davvero un bell'esempio: abbiamo costituito un altro corpo di polizia, che andrà a pesare sul bilancio, facendo restare inoperose le persone appartenenti a forze di polizia già esistenti. Complimenti: è un bel modo di legiferare (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!

PRESIDENTE. Ma così incoraggiate l'onorevole Dozzo!
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).


Pag. 138


(Presenti e votanti 325
Maggioranza 163
Hanno votato
sì 125
Hanno votato
no 200).

Avverto che l'emendamento Dozzo 3.11 è precluso.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 3.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Temevo, signor Presidente, che non avesse visto il mio cenno: un tempo potevo avere qualche dubbio che lei guardasse poco a destra - anche se, quando deve individuare responsabilità, ci guarda insistentemente -, però guardare verso il centro potrebbe essere una sua vocazione, quanto meno come nuova linea: è una battuta, Presidente, me la deve consentire.
Signor Presidente, ancora una volta sosteniamo che non si può non riconoscere al Corpo forestale dello Stato quella funzione e quel ruolo che non discendono da articolazioni che si dovrebbero realizzare all'interno del Corpo stesso: o lo si valorizza, lo si potenzia, lo si legittima, oppure ogni altra soluzione finisce per essere qualcosa che nuoce a questo Corpo, benemerito per quello che ha fatto nel corso della storia.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 333
Votanti 332
Astenuti 1
Maggioranza 167
Hanno votato
sì 131
Hanno votato
no 201).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 331
Votanti 329
Astenuti 2
Maggioranza 165
Hanno votato
sì 129
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 332
Votanti 330
Astenuti 2
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 129
Hanno votato
no 201).

Avverto che l'emendamento Dozzo 3.15 è precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 331
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 130
Hanno votato
no 201).


Pag. 139

Colleghi, proseguiremo i lavori fino alle 20,30.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 329
Votanti 328
Astenuti 1
Maggioranza 165
Hanno votato
sì 130
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 329
Votanti 328
Astenuti 1
Maggioranza 165
Hanno votato
sì 131
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 328
Votanti 327
Astenuti 1
Maggioranza 164
Hanno votato
sì 134
Hanno votato
no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 333
Votanti 332
Astenuti 1
Maggioranza 167
Hanno votato
sì 135
Hanno votato
no 197).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 3.21.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
Cominciavo ad avere un po' di nostalgia, onorevole Dozzo...!

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, desidero far notare ai colleghi che hanno appena votato una sanatoria in favore di un limitato numero di medici dipendenti del Ministero della sanità. Volevo solamente informarli di questo: sanatoria dopo sanatoria, proseguite pure, visto che perseguite questa via, come avete dimostrato alcune settimane fa.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 324
Votanti 322
Astenuti 2
Maggioranza 162
Hanno votato
sì 126
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 140

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 326
Votanti 325
Astenuti 1
Maggioranza 163
Hanno votato
sì 127
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 331
Votanti 330
Astenuti 1
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 128
Hanno votato
no 202).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 328
Votanti 327
Astenuti 1
Maggioranza 164
Hanno votato
sì 125
Hanno votato
no 202).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 3.25.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, invitando sempre il collega Palma ad esprimersi in quest'aula, volevo solamente chiedere, visto che avete approvato questa sanatoria, che almeno le altre assunzioni che il Ministero della sanità ha individuato con questo articolo fossero possibili non solo per gli interni, ma, attraverso concorsi, anche per personale esterno al Ministero.
Ritengo che equiparare il personale interno al Ministero al personale medico non appartenente al Ministero, persone laureate che possono accedere a questi ruoli, sia non solo un dovere per tutti noi, ma anche un atto dovuto per non creare disparità e trattamenti diseguali nei confronti di chi vorrebbe accedere e con queste norme non può assolutamente farlo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Ormai sta diventando una prassi. Vorrei sottolineare che considero estremamente limitativo il rifarsi nei concorsi solo agli elementi esterni. Non so se dal punto di vista strettamente giuridico sia possibile, là dove vi sono aspettative anche all'interno del settore, non consentire tale possibilità a chi ha i titoli, perché, pur trattandosi, ovviamente, di un colloquio che verterà su materia ben precisa, i titoli, anche per chi svolge un'attività all'interno dell'amministrazione, hanno un certo significato e una certa importanza. Credo che l'eliminazione di questo inciso serva ad aprire ad una platea più vasta di aspiranti un'eventuale assunzione, in un settore che, per la particolarità e la drammaticità della situazione (abbiamo tanto parlato di situazione emergenziale), credo non sia da sottovalutare.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 3.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 141


Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 333
Votanti 332
Astenuti 1
Maggioranza 167
Hanno votato
sì 129
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malentacchi 4.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 329
Votanti 328
Astenuti 1
Maggioranza 165
Hanno votato
sì 113
Hanno votato
no 215).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malentacchi 4.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 324
Votanti 284
Astenuti 40
Maggioranza 143
Hanno votato
sì 90
Hanno votato
no 194).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 5.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 298
Votanti 291
Astenuti 7
Maggioranza 146
Hanno votato
sì 110
Hanno votato
no 181
Sono in missione 43 deputati).

Risultano pertanto preclusi gli emendamenti Dozzo 5.2 e 5.3.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 5-bis.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Presidente, lei ha voluto un organismo per la semplificazione legislativa all'inizio di questa legislatura. I colleghi del Senato, visto che il comma 1 dell'articolo 5 prevedeva che l'agenzia presenti entro 30 giorni al commissario straordinario di Governo una relazione, hanno pensato anche di inserire il comma 1-bis, che dispone che il commissario straordinario di Governo trasmette la relazione ai due rami del Parlamento.
A questo punto faccio presente, come dicevo prima anche in relazione all'aspetto della semplificazione legislativa, che all'interno del comma 1 si sarebbe potuta inserire la parte relativa anche alla trasmissione della relazione alle Camere da parte del commissario straordinario di Governo. Qui allora l'agenzia predispone la relazione, il commissario predispone un'altra relazione che presenta al Parlamento. Visto che l'articolo 4 conferisce poteri ben precisi al commissario straordinario di Governo e che, come noi abbiamo sempre sostenuto, dobbiamo dare tutti i poteri al commissario, dato che siamo in uno stato di crisi, non si comprendono le ragioni di questo «palleggio» di relazioni. È bene che tutte le relazioni pervengano non solo alle Camere, ma anche alle Commissioni competenti di Camera e Senato. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti, affinché vi sia una maggiore completezza di informazioni per quanto riguarda sia la relazione dell'agenzia sia quella del commissario stesso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


Pag. 142


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 5-bis.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 324
Votanti 321
Astenuti 3
Maggioranza 161
Hanno votato
sì 117
Hanno votato
no 204).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Losurdo 6.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.

GUIDO POSSA. Signor Presidente, vorrei fare alcune osservazioni sull'articolo 6 che prevede la copertura degli oneri del decreto-legge per il 2001, valutati in 150 miliardi. Si tratta di oneri di natura corrente.
L'articolo 1 prevede, infatti, oneri per 53,9 miliardi per lo smaltimento del materiale specifico a rischio ed alto rischio. L'articolo 2 prevede oneri per 95,6 miliardi (sempre per il 2001), per l'ammasso pubblico delle proteine animali a basso rischio. L'articolo 3 prevede oneri per 950 milioni (sempre per il 2001) in materia di controlli e di personale. Gli articoli 4, 5 e 5-bis non comportano oneri.
Dobbiamo, dunque, coprire, per il 2001, 150 miliardi per oneri di natura corrente. Cosa prevede l'articolo 6? Tale articolo prevede la copertura di questi 150 miliardi con tre prelievi, ciascuno di 50 miliardi. Il primo è dall'unità previsionale di base 20.2.1.3 «Fondo per la protezione civile», capitolo 9353, dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Si tratta di risorse destinate ad investimenti nel campo della protezione civile, ad esempio per rifare ponti, strade. Non c'è dubbio, quindi, che il prelievo di questi 50 miliardi dal nostro bilancio rappresenta una dequalificazione della spesa, in quanto l'utilizzazione è per la copertura di spese correnti.
Un altro prelievo di 50 miliardi è ottenuto riducendo l'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 25 della legge 17 maggio 1999 n. 144. Tale articolo prevede che: «Al fine di promuovere il rafforzamento del sistema agricolo ed agroalimentare attraverso l'ammodernamento della struttura, il rinnovo del capitale agrario, la ricomposizione fondiaria», è costituito un apposito fondo. Si tratta evidentemente di risorse in conto capitale.
Attenzione, perché il comma 2 di questo articolo 25 stabilisce che «Il riparto di questo fondo è effettuato previa intesa in sede di conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e le province autonome di Trento e Bolzano».
In sostanza, sui 150 miliardi necessari per la copertura degli oneri del decreto-legge per l'anno 2001 dequalifichiamo la spesa per 100 miliardi e utilizziamo 50 miliardi senza la previa intesa della Conferenza Stato-regioni (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Losurdo 6.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione bilancio ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 330
Votanti 327
Astenuti 3
Maggioranza 164
Hanno votato
sì 87
Hanno votato
no 240).

Sono preclusi gli emendamenti Losurdo 6.3 e 6.4
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 6.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 143

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 327
Votanti 323
Astenuti 4
Maggioranza 162
Hanno votato
sì 112
Hanno votato
no 211).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 7.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 334
Votanti 330
Astenuti 4
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 113
Hanno votato
no 217).

Avverto che della serie di emendamenti a scalare da Dozzo 7-bis.12 a Dozzo 7-bis.28 porrò in votazione gli emendamenti Dozzo 7-bis.12 e Dozzo 7-bis.28 ricordando, che in caso di reiezione, si intenderanno respinti tutti i restanti emendamenti.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Dozzo 7-bis.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Presidente, siamo arrivati all'articolo 7-bis che è quello più importante del decreto.

ELIO VITO. Lo facciamo domani!

GIANPAOLO DOZZO. Considerata l'ora, Presidente, la pregherei di rinviare l'esame di questo articolo a domani.

PRESIDENTE. Votiamo la serie, cioè il primo e l'ultimo emendamento, poi concludiamo i lavori.

GIANPAOLO DOZZO. Presidente, lei ha detto che avremmo terminato i lavori alle 20,30. Allora vado avanti con il mio intervento?

PRESIDENTE. Vada avanti! Le ho già detto che prima di terminare i lavori voteremo il primo e l'ultimo della serie di emendamenti a scalare.

GIANPAOLO DOZZO. Presidente, ma questo è l'articolo principale, non vedo il motivo ...

PRESIDENTE. Sono soltanto due le votazioni da fare! Il resto lo esamineremo domani. Visto che abbiamo cominciato, finiamo la serie.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, si tratta dell'articolo più importante del decreto-legge perché prevede lo stanziamento dei fondi per il settore zootecnico. Sono previsti anche interventi per lo smaltimento dei bovini con età superiore ai trenta mesi, finalizzati ad assicurare la permanenza dell'allevamento; vi sono altri commi in cui si parla di modalità e di indennità da corrispondere per bovino per classificazione di età.
Sappiamo benissimo che i 50 miliardi previsti nella lettera a) e i 51 miliardi previsti nella lettera b) costituiscono i fondi stanziati per gli allevatori. Con il nostro emendamento abbiamo voluto aumentare in modo consistente la dotazione prevista da questo articolo per fornire i giusti riconoscimenti agli allevatori. Su questo ci si misura per constatare se tutte le promesse fatte dalla maggioranza in Commissione saranno mantenute. Invito il collega che sta parlando a replicare alle affermazioni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 7-bis.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).


Pag. 144


(Presenti 302
Votanti 300
Astenuti 2
Maggioranza 151
Hanno votato
sì 93
Hanno votato
no 207
Sono in missione 43 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dozzo 7-bis.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 303
Votanti 301
Astenuti 2
Maggioranza 151
Hanno votato
sì 95
Hanno votato
no 206
Sono in missione 43 deputati).

Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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