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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
ANTONIO PEPE. Signor Presidente, il gruppo di Alleanza nazionale si asterrà nella votazione finale sul provvedimento, che affronta una materia sulla quale il Governo ha più volte impegnato, dal 1996 ad oggi, il Parlamento con una serie di proposte, tutte definite dal Governo e dalla maggioranza risolutive ma nessuna dimostratasi, all'atto pratico, efficace, con evidente danno per il patrimonio pubblico dello Stato. Sono infatti note - lo ricordavamo anche ieri, esaminando un provvedimento analogo - le difficoltà della pubblica amministrazione nel gestire dal centro il patrimonio immobiliare in maniera soddisfacente e razionale. I beni demaniali sono spesso abbandonati, si trovano in stato di degrado, sono oggetto di speculazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frosio Roncalli. Ne ha facoltà.
LUCIANA FROSIO RONCALLI. Signor Presidente, la posizione del nostro gruppo non è di contrarietà alla dismissione dei beni demaniali patrimoniali statali affinché vengano in qualche modo utilizzati dagli enti locali; tanto è vero che ieri, in quest'aula, è stata bocciata una nostra proposta di legge che andava proprio in questa direzione, il che la dice lunga su quanto da parte nostra sia stata già maturata la convinzione della bontà di una simile proposta. Sono, invece, le procedure che saranno seguite per giungere alla dismissione del patrimonio immobiliare che non condividiamo appieno, in quanto introducono meccanismi che lasciano troppa discrezionalità ai soggetti preposti alle dismissioni. Infatti, ci attendevamo un provvedimento che avvantaggiasse gli enti locali e in subordine che consentisse di procedere alle dismissioni in favore dei privati, ma tramite procedure trasparenti.
comma 4 dell'articolo 2 in materia di riscatto da parte degli eredi di alloggi di edilizia pubblica residenziale. Infatti, questa norma, così restando, consentirebbe a qualunque erede non convivente di riscattare l'alloggio pubblico, anche in caso di non conferma della domanda di acquisto da parte dell'avente diritto. Sarebbe opportuno limitare la possibilità di riscatto solo ai conviventi; noi avevamo presentato un ordine del giorno in tal senso, ma, purtroppo, è stato dichiarato inammissibile.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Turroni. Ne ha facoltà.
SAURO TURRONI. Signor Presidente, questo provvedimento non è condiviso in alcun modo dai Verdi, per diversi motivi che adesso brevemente illustrerò. Era necessario, secondo noi, escludere la possibilità per i soggetti privati di proporre la sdemanializzazione di beni riguardanti le aree costiere, le aree fluviali, le aree lacustri, quelli compresi nelle aree naturali protette, proprio per la funzione e le caratteristiche che ciascuno di questi beni ha in ragione della tutela del territorio, della possibilità che i fiumi e il mare svolgano le funzioni per le quali sono stati creati: i fiumi per portare l'acqua verso valle e il mare per muoversi liberamente lungo le coste.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leone. Ne ha facoltà.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, questo provvedimento è un po' il frutto di tutta una serie di fallimenti derivanti da normative prodotte dal Parlamento su questa materia e che non hanno sortito
alcun effetto. Il tentativo che si compie con questo provvedimento è quello di prevedere quanto meno un riordino parziale e procedure più snelle e più accelerate per addivenire finalmente alla dismissione dei beni immobili dello Stato, come previsto dall'articolo 19 della legge n. 448 del 1998.
PRESIDENTE. Sono così esaminate le dichiarazioni di voto del complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Pepe. Ne ha facoltà.
Lo Stato, evidentemente, non può gestire dal centro il suo patrimonio su tutto il territorio nazionale e deve favorire il decentramento, dando fiducia agli enti locali. Avremmo voluto, però, un provvedimento più preciso, più completo, anche perché va ricordato che tutti i provvedimenti in materia succedutisi in questi anni non hanno prodotto gli effetti sperati: per tutti, ricordo l'articolo 19 della legge n. 448 del 1998, che il provvedimento in esame modifica. Ritengo che profili di incertezza giuridica siano presenti nell'articolo 1 del testo, specie per quanto attiene al processo costitutivo della società che diverrà titolare dei beni interessati al progetto di valorizzazione ed utilizzo. Questi dubbi li abbiamo espressi in Commissione, per cui non voglio ripetermi: certamente non è chiaro come avvenga il processo costitutivo della società, con il quale si attribuisce ai comuni il 51 per cento del capitale sociale, considerando che esso è costituito dal solo valore venale dei beni conferiti dallo Stato (il comune non versa niente).
Non è chiaro cosa avverrà di questa società quando, se il processo non verrà realizzato nei tempi previsti, lo Stato ritornerà proprietario degli stessi beni e si dovrà addivenire alla liquidazione, nell'ambito della quale non saranno tutelati i terzi che nel frattempo abbiano investito nella società. Ecco perché il nostro gruppo si asterrà nella votazione finale: per questi profili di incertezza, rispetto ai quali ci riserviamo di verificare nel tempo lo stato di attuazione del processo di dismissione che seguirà se il disegno di legge in esame diventerà operativo. Voglio ricordare, però, anche alcuni aspetti positivi che sono contenuti nell'articolo 2 del provvedimento, in particolare nella parte che prevede un trasferimento gratuito alle università statali dei beni utilizzati dalle stesse università per necessità istituzionali: si darà così alle università la possibilità di gestire direttamente i beni e quindi di intervenire celermente per un più razionale utilizzo degli stessi.
Analogamente, è positivo il comma 4 dell'articolo 2, che risolve un problema in materia di riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica: si discuteva da tempo se il diritto al riscatto fosse trasmissibile o meno agli eredi; il provvedimento in esame, con una norma interpretativa, risolve il problema dando agli eredi la possibilità di riscattare gli alloggi. Si va quindi nel senso di riconoscere la trasmissibilità agli eredi del diritto al riscatto. È inoltre da giudicare positivamente il comma 5, che finalmente stabilisce che i beni immobili appartenenti allo Stato adibiti a luoghi di culto, in uso agli enti ecclesiastici, siano agli stessi enti concessi gratuitamente: è una previsione giusta; si tratta di beni che spesso sono solo sulla carta dello Stato e di fatto sono stati spesso costruiti dagli stessi enti religiosi o che in passato erano di loro proprietà, per cui è un atto di giustizia. Ci asterremo pertanto nella votazione finale, in particolare a causa delle nostre perplessità sull'articolo 1.
Ugualmente non condividiamo appieno la norma interpretativa introdotta al
In conclusione, quello del gruppo della Lega nord Padania sarà un voto contrario, per le considerazioni che ho appena indicato ed anche perché, così come è strutturato, questo provvedimento appare farraginoso e di difficile applicazione.
Ebbene, noi abbiamo qui previsto in favore di privati che, senza alcuna salvaguardia, queste aree, che sono preziose per creare spazi necessari per ampliare le golene, per fare casse di espansione, per ripristinare zone naturalistiche, vengano cedute. Questo non può trovarci d'accordo, soprattutto se le procedure attraverso le quali viene disposta questa alienazione sono innescate da proposte di privati e sono autorizzate con conferenze di servizi speciali, che modificano ancora una volta l'ordinamento della conferenza dei servizi che più volte si è cercato di far diventare uno strumento senza troppe ulteriori variazioni, come quelle indicate in questo caso.
Noi vorremmo che gli immobili storico-artistici che sono di proprietà del Ministero della difesa non venissero sottratti, così come si prevede, a quel regolamento del Ministero per i beni e le attività culturali che si occupa della individuazione delle possibilità attraverso le quali i beni rientranti nel patrimonio della Difesa che hanno, appunto, valore storico-artistico possano essere dismessi.
Anche altre norme ci preoccupano e tra di esse quella di cui all'articolo 2, che consente che i beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e concessi in uso alle università, non siano trasferiti alle università medesime qualora nel termine breve di 90 giorni sia presentato dal comune un progetto di valorizzazione.
Ma cos'è questa valorizzazione? È una trasformazione di tipo immobiliare, è una valorizzazione che prevede una rendita speculativa? È questo che si è previsto con l'emendamento introdotto alla Camera al primo comma dell'articolo 2? Ebbene, se così è, non si tratta di una proposta di trasferimento di beni alle università, ma di un escamotage per consentire che sugli immobili utilizzati dalle università si facciano operazioni di carattere immobiliare.
Vi sono anche altri aspetti che non condividiamo. Per questi motivi, voteremo contro il provvedimento e ci auguriamo che esso non riesca a concludere il suo iter.
Preannuncio l'astensione del gruppo di Forza Italia, perché questo provvedimento raggiunge in parte l'obiettivo iniziale che ne ha determinato la presentazione. Colgo l'occasione, non solo perché siamo alla fine della legislatura, ma anche perché questo provvedimento ha avuto un parto piuttosto travagliato, non solo perché è inserito nel calendario dei lavori dell'Assemblea da circa tre mesi, ma anche perché il tentativo effettuato in Commissione finanze per dare una svolta definitiva al problema del demanio dello Stato - tra l'altro condotto con grande sforzo, spirito di sacrificio e molto lavoro dall'onorevole Cennamo - non ha sortito alcun effetto per una serie di circostanze e principalmente a causa di un'opposizione insensata ed illogica da parte del gruppo dei Verdi, che evidentemente hanno inteso portare in provvedimenti di questa natura una logica politica che nulla ha a che vedere con quello di cui stiamo trattando.
Il testimone è passato poi nelle mani dell'onorevole Vannoni, che ringrazio pubblicamente per il lavoro svolto. Non sono scampoli di fine legislatura, ma è un ringraziamento sentito, perché il lavoro condotto in seno alla Commissione, naturalmente supportato dal presidente Benvenuto e da tutti i componenti della Commissione stessa, e sfociato in una missione compiuta dalla Commissione finanze a Margherita di Savoia per risolvere l'annoso problema dei terreni delle saline - che è stato poi affrontato da questo Parlamento in un altro provvedimento, quello sugli enti locali -, ha portato a questo risultato - in limine vitae, come dice giustamente il Presidente, e non in limine mortis di questo Parlamento - e, se ci affrettiamo, forse il provvedimento potrà vedere il suo iter concluso al Senato.
Il provvedimento merita attenzione, ma non il voto favorevole. L'articolo 1, come ha detto il collega Antonio Pepe, prevede una procedura troppo discrezionale e farraginosa, che sicuramente non risolverà i problemi che sono alla base di tutti i provvedimenti che hanno preceduto quello in discussione.
Qualcosa di buono c'è: mi riferisco al problema delle università, che è stato risolto in gran parte dal collega Conte, insieme al presidente Benvenuto, grazie ad un emendamento, presentato appunto dal collega Gianfranco Conte, relativo ai beni destinati all'università di Cassino, che, guarda caso - si trovavano in un altro comune, quello di Gaeta. Tale emendamento ha risolto la questione dando forza alle aspettative del comune e, grazie a Dio, restando in linea con le aspettative derivanti da un compiuto federalismo, che questa Assemblea ha in parte prodotto in questa legislatura.
Alla luce di queste considerazioni e alla luce del fatto che comunque permangono incertezze giuridiche circa una serie di procedure che non condividiamo e che porteranno sicuramente a risultati negativi, come quelli recati da altri provvedimenti analoghi, alla luce del fatto che comunque un passo in avanti è stato compiuto, alla luce del fatto che è stata respinta la proposta di legge Balocchi ed altri sul demanio dello Stato, che prevedeva una serie di procedure più snelle e meno farraginose, il gruppo di Forza Italia, nel ribadire tutte le considerazioni espresse dai deputati della Casa delle libertà, si asterrà non omettendo di ribadire che la legge assume un valore che può portare, con ulteriori provvedimenti, a un miglioramento nel settore.


