Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 872 del 7/3/2001
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(Esame dell'articolo 6 - A.C. 7570)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7570 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

EMILIO DELBONO, Relatore. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati.

PRESIDENTE. Il Governo?

ORNELLA PILONI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Gazzara 6.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taborelli. Ne ha facoltà.

MARIO ALBERTO TABORELLI. L'articolo 6, del quale chiediamo l'abrogazione con questo emendamento, definisce in modo estremamente burocratico, direi minuzioso, sicuramente complesso, le caratteristiche del regolamento interno delle cooperative per quanto riguarda i rapporti con il socio lavoratore. Che un regolamento vi debba essere è cosa possibile e forse anche probabile; che tale regolamento debba essere minuziosamente definito dalla legge dello Stato non è né logico né funzionale né coerente con le caratteristiche stesse dell'impresa cooperativa. In sostanza, il regolamento così concepito vincola la cooperativa ad una tipologia di rapporto che si traduce in una ancor più complessa e minuziosa applicazione della contrattazione nazionale collettiva. La caratteristica specifica del ruolo del socio lavoratore dovrebbe essere, se le cooperative non fossero in molti casi società mascherate, quella di poter gestire i suoi rapporti con la cooperativa su un piano di parità e quindi di libera definizione contrattuale. Se viene meno questo principio, si annulla, cari colleghi, la


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stessa ragion d'essere del sistema cooperativo (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 6.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 371
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 205).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 6.20.

ALESSANDRO RUBINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO RUBINO. Presidente, la prego di lasciarci il tempo di abbandonare l'aula come decisione politica, perché noi, alla ripresa dei lavori, avremmo voluto proseguire nell'esame del decreto-legge sulla «mucca pazza». Arbitrariamente la Presidenza ha deciso di continuare la discussione di questo provvedimento. Le chiedo di darci il tempo di abbandonare l'aula (Commenti).

PRESIDENTE. È una decisione politica. Prego.

GUSTAVO SELVA. Signor Presidente...

PRESIDENTE. Non posso darle la parola, onorevole Selva; lo farò non appena sarà possibile.

GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Selva: se i colleghi la sentono...!

GUSTAVO SELVA. La stessa posizione assume il gruppo di Alleanza nazionale, che lascia l'aula (Applausi polemici dei deputati dei gruppi dei Democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Comunista. - I deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale abbandonano l'aula).

FRANCO CHIUSOLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO CHIUSOLI. Presidente, mi pare che sia in atto ogni possibile tentativo visto che sulla sostanza del provvedimento non hanno più argomenti.
Invito i cooperatori che ascoltano questo dibattito e i cooperatori che verranno a conoscenza di questo dibattito a verificare la credibilità delle azioni delle forze politiche che oggi in quest'aula sembrano voler assumere il ruolo di difensori d'ufficio del sistema cooperativo del nostro paese.
Invito inoltre i cooperatori a verificare la composizione chimica di coloro che sembrano voler difendere, in questo momento, il movimento cooperativo. Mi rivolgo agli onorevoli Frosio Roncalli e Michielon che in quest'aula sembrano attaccare la maggioranza perché ritengono che voglia distruggere il sistema cooperativo in questo paese.
Onorevole Frosio Roncalli, onorevole Michielon, voi e i vostri alleati per tutta questa legislatura, ad ogni provvedimento in cui vi erano norme finanziarie da cui cercare di reperire risorse, avete sistematicamente presentato emendamenti. Avete mirato alla distruzione del sistema imprenditoriale cooperativo di questo paese. Questa è la verità (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo e Comunista) e nessuno la può contestare, con nessun'arma perché ci sono i verbali della


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Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Proteste del deputato Armani)!

RENZO INNOCENTI. Questo non lo puoi dire (Commenti)!

PRESIDENTE. Onorevole Armani, la richiamo all'ordine (Commenti).

ANTONINO LO PRESTI. Non c'è più nessuno, a chi abbaiate?

FRANCO CHIUSOLI. Oggi, mentre si tenta di compiere un primo passo per cercare di risolvere una questione che sta a cuore all'intero sistema imprenditoriale e cooperativo da cinquant'anni, voi ricorrete a tutte le armi possibili.
Voglio anche informare l'onorevole Michielon che stamane in modo assolutamente indelicato - non avrei voluto dirlo ma a questo punto è necessario - ha fatto nomi, cognomi ed indirizzi, dicendo che io sarei un dirigente di quella organizzazione. Le cose che lui ha detto sono false. Nella sede centrale di quella organizzazione, non sanno nemmeno chi sia l'onorevole Michielon.

MAURO MICHIELON. Bugiardo! È qui il documento (Il deputato Michielon mostra un foglio rivolgendosi al deputato Chiusoli)!

ALESSANDRO CÈ. Leggitelo!

FRANCO CHIUSOLI. E se lui sventola un foglio di carta riguardante una parte o un luogo di quella organizzazione, lo può fare ma quella organizzazione non la pensa così.

MAURO MICHIELON. Sei un bugiardo! Sei un bugiardo (Il deputato Michielon continua a mostrare un foglio rivolgendosi al deputato Chiusoli).

FRANCO CHIUSOLI. La differenza è questa!

PRESIDENTE. Onorevole Michielon! Onorevole Michielon, è l'ultima giornata, non si faccia richiamare! Onorevole Michielon, lei fa parte dell'Ufficio di Presidenza! Onorevole Michielon.
Continui pure, onorevole Chiusoli.

FRANCO CHIUSOLI. Credo, quindi, che nella lotta politica siano consentite tutte le armi lecitamente possibili, ma penso che dovremmo tutti fare un esame di coscienza e pensare se abbiamo intenzione di affrontare e di risolvere una questione decisiva per la modernizzazione del sistema.
La legge può essere migliorata dopo una prima fase sperimentale; abbiamo detto e ripetuto in ogni sede che vi era un testo migliore di questo che noi avremmo preferito, ma il Senato della Repubblica ha pensato di comportarsi in modo diverso e noi rispettiamo la sua decisione. Oggi, vogliamo portare a casa questo risultato e compiere il primo passo.

GIACOMO GARRA. Te lo scordi!

FRANCO CHIUSOLI. Se siete veramente difensori del sistema cooperativo e se sciaguratamente avrete la maggioranza nella prossima legislatura, potrete fare di meglio. Credo non sia così; noi intanto proviamo a portare a termine l'esame di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Giannotti. Ne ha facoltà.

VASCO GIANNOTTI. Presidente, non era in programma che dovessi intervenire. Mi sembrava saggio che l'Assemblea, maggioranza ed opposizione, sia pure nella dialettica delle parti, riuscisse ad approvare in tempo utile un provvedimento molto importante per una parte non piccola del paese, che ha dimostrato di saper fare impresa e che chiede ora una riforma per diventare ancora più competitiva nel rispetto dei diritti e dei doveri dei lavoratori.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE (ORE 15,34)

VASCO GIANNOTTI. Dispiace che, dopo aver sentito tante dichiarazioni dell'opposizione


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a proposito del ruolo fondamentale che i cooperatori svolgono in un paese come l'Italia e della necessità di sviluppare quella componente dell'economia italiana che è appunto l'economia sociale, della quale il mondo della cooperazione è parte integrante, ora ci si trovi di fronte all'impossibilità di dialogo ed anzi ad un atteggiamento ostruzionistico che ha l'obiettivo di impedire l'approvazione di questo importante disegno di legge.
Credo che la maggioranza, in questo caso, abbia il solo dovere di cercare in ogni modo di dare le risposte che aspettano migliaia e migliaia di lavoratori e di imprese. Credo sia giusto fare appello al senso di responsabilità dei gruppi dell'opposizione ma, se essi resteranno ancora sordi, dovremo fare tutto il possibile, assumendoci tutte le nostre responsabilità come maggioranza, per approvare, comunque, questo provvedimento. Ciò non è nell'interesse di una parte, ma del paese e di una parte importante della società italiana rappresentata dal mondo della cooperazione (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gardiol. Ne ha facoltà.

GIORGIO GARDIOL. Presidente, dobbiamo constatare che gli amici delle cooperative fasulle, quali ad esempio quelle di pulizia, costituite con il socio lavoratore che firma un regolamento in base al quale riceve 900 mila lire al mese per lavorare otto o dieci ore e gli amici di quelli che hanno cooperative fasulle che praticano l'outsourcing abbandonano quest'aula. È troppo per loro riconoscere i diritti dei lavoratori e della democrazia nelle cooperative! Il sistema deve funzionare solo con le cooperative fasulle.
Credo che coloro che sono rispettosi dei diritti dei lavoratori e della legge della cooperazione, che investono nell'idea della cooperazione come attività economico-sociale non possano che stigmatizzare il comportamento di chi ha abbandonato l'aula e rimanere qui per tentare di far sì che questo provvedimento diventi una legge per il bene dei lavoratori e per la salvaguardia delle cooperative, quelle vere che fanno della mutualità un principio importante (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Verdi-l'Ulivo e misto-Socialisti democratici italiani).

PRESIDENTE. Colleghi, vedo presente in aula un presidente che ha partecipato alla Conferenza dei presidenti di gruppo, l'onorevole Selva. Non mi pare che fossero queste le intese e non c'è cosa più grave in Parlamento del fatto che un capogruppo raggiunga intese di cui poi non si tenga conto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo, Comunista e misto-Rinnovamento italiano - Dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo si grida: Vergogna!).

GUSTAVO SELVA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, consenta che dica con molta onestà intellettuale ma con altrettanta chiarezza che questo suo rimprovero pubblico ce lo poteva risparmiare; lo poteva eventualmente fare in Conferenza dei presidenti di gruppo (Vive proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo, Comunista e misto-Rinnovamento italiano).

ANTONINO LO PRESTI. Non rompete le palle, state zitti!

PRESIDENTE. Silenzio, colleghi.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Silenzio, lasciatelo parlare.

GUSTAVO SELVA. Nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo è


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stato anche fissato il calendario che figura all'ordine del giorno e alle ore 15 era prevista la discussione di un altro argomento. Ecco la ragione politica per la quale noi abbiamo abbandonato l'aula.

PRESIDENTE. Onorevole Selva, come lei sa bene, il suo gruppo, insieme con gli altri gruppi della Casa delle libertà, ha abbandonato l'aula alle 13 impedendoci di andare avanti fino alle 14, ora nella quale avremmo esaurito l'esame di quel provvedimento; successivamente saremmo passati all'esame del punto all'ordine del giorno previsto per le ore 15. Lei non può far abbandonare l'aula, bloccare i lavori e poi protestare perché i lavori non riprendono dal punto concordato. È chiaro (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo, Comunista, misto-Socialisti democratici italiani e misto-Rinnovamento italiano)?
Mi scusi, onorevole Selva, so che lei è un uomo d'onore e so (Commenti)... colleghi, smettetela per piacere... che è preoccupato quanto me di questa situazione. Lei sa bene, onorevole Selva, che anzitutto, se ieri non fosse mancato, per una decisione assolutamente «capotica», il numero legale, avendo la Casa delle libertà abbandonato l'aula e, in secondo luogo, se stamattina i deputati della Casa delle libertà non fossero andati via alle 13, avremmo potuto esaminare il provvedimento previsto per le 15 secondo le intese. Non si possono invocare le intese per un verso e protestare per un altro.

GUSTAVO SELVA. Lei fa un monologo: evidentemente ha sempre ragione!

PRESIDENTE. Non faccio un monologo, le sto spiegando come stanno le cose, presidente Selva. Naturalmente ciò vale per tutti i capigruppo; lei correttamente sta qui e la ringrazio, mentre altri capigruppo non stanno neanche qui, quindi, non so cosa dire.

EMILIO DELBONO, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO, Relatore. Signor Presidente, colleghi, colgo l'occasione per puntualizzare che, nel corso della parte antimeridiana e della ripresa pomeridiana della seduta di oggi, l'opposizione ha presentato emendamenti del tutto contraddittori; questa è anche l'occasione per dire come molti interventi siano stati assolutamente strumentali.
Nell'opposizione convivono due anime diametralmente opposte, una delle quali spinge non solo per schiacciare la figura del socio lavoratore su quella del lavoratore dipendente, ma anche per annullare la presenza delle cooperative come realtà assolutamente autonoma nel panorama economico italiano. Infatti, anche questa mattina, in diversi interventi si è registrata la volontà continua e pervicace di individuare nelle cooperative soggetti che fanno, tra virgolette, concorrenza sleale. Al contrario, proprio questo provvedimento tende a mettere alcuni paletti chiari che vorrei richiamare rapidamente.
Il primo: non è in alcun modo oggetto di violenza né di compressione l'autonomia dei soci nella cooperativa come imprenditori di se stessi; anzi, il testo predisposto dalla commissione Zamagni (soprattutto su questa parte il provvedimento non è stato in alcun modo modificato dal Senato) prevede la distinzione tra rapporto associativo e rapporto di lavoro proprio per sottolineare che, in qualche modo, si tratta di due rapporti, di due vincoli, di due contratti del tutto distinti, che caratterizzano ulteriormente l'anomalia, l'atipicità positiva delle cooperative.
Il secondo elemento: rispetto ad una giurisprudenza che sta andando in tutt'altra direzione (che è penalizzante per il movimento cooperativo), i rapporti di lavoro che si possono stipulare tra cooperative e socio non sono solo quelli di lavoro subordinato, ma anche quelli autonomi e quelli di collaborazione coordinata e continuativa, nonché altre forme. Chi decide al riguardo? Addirittura il regolamento dei soci! Nella sostanza, quindi, è l'assemblea dei soci che insieme


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disciplina in un apposito regolamento le modalità attraverso le quali si stipulano i rapporti di lavoro.
Il terzo elemento importantissimo: il disegno di legge fa riferimento all'autonomia delle parti sociali e alla contrattazione collettiva; e l'unico riferimento stabile è il trattamento minimo previsto dalla contrattazione collettiva perché tutti i trattamenti integrativi - anche di natura economica - sono stabiliti dai soci nell'apposito regolamento e previsti in un'assemblea dei soci.

ANTONINO LO PRESTI. Questi sfuggono alla contribuzione!

EMILIO DELBONO, Relatore. Per quanto riguarda i trattamenti economici - vorrei ricordare anche qui la totale ignoranza rispetto alle norme che presiedono le cooperative - si stabiliscono ulteriori miglioramenti dal punto di vista della distribuzione degli utili in base alla legge Basevi! Questa mattina si parlava addirittura di norme dirigistiche! Non è così, sono migliorative rispetto alla normativa attualmente in vigore per le cooperative!
Il quarto elemento: lo statuto dei lavoratori!
Come tutti sanno, già oggi esiste una contrattazione collettiva avanzata soprattutto per la cooperazione sociale e già oggi, di fatto, sono i contratti collettivi e il rapporto tra le parti sociali - organizzazioni sindacali, associazioni di rappresentanza e movimento cooperativo - che stabiliscono l'esercizio di alcuni diritti sindacali. Noi abbiamo stabilito di applicare lo statuto dei lavoratori, ad esclusione dell'articolo 18, quando si scioglie il rapporto anche associativo, per i soci lavoratori con rapporto di lavoro subordinato; e non per tutti gli altri! Non solo, ma si afferma che, proprio perché le cooperative hanno una loro caratteristica, la contrattazione collettiva prevederà modalità ulteriori perché l'esercizio dei diritti sindacali previsti dallo statuto dei lavoratori possa essere fatto in maniera assolutamente originale. Questo a dimostrazione del fatto che non è tutelata solo l'autonomia dei soci, ma lo è fortemente anche l'autonomia delle parti sociali! Questo è un punto centrale del provvedimento.
Vorrei richiamare un'ultima questione.
Registriamo poi un attacco continuo - lo riferiremo all'articolo 7 - sul tema della vigilanza. Nel disegno di legge al nostro esame sul tema della vigilanza del movimento cooperativo si dice una cosa importantissima: oggi non a tutti i revisori viene dato il compito di vigilare su tutto lo scibile della normativa contenuta nel provvedimento, ma si focalizza la loro attenzione sulla mutualità, sulla democrazia interna e sull'applicazione del regolamento interno. Questo è un grandissimo salto di qualità!
Non solo, ma si prevede che, siccome la competenza è del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e continua ad appartenere a tale Ministero, quest'ultimo potrà essere aiutato dalle associazioni di rappresentanza attraverso i loro revisori, perché purtroppo si registra che, mentre il livello delle revisioni fatte all'associato è vicino al 100 per cento, quello delle revisioni effettuate sulle cooperative non associate è lontanissimo da questa percentuale; anzi, non arriva al 10 per cento!
Tutto questo dimostra che in realtà il provvedimento in esame punta a fissare dei paletti importantissimi per disciplinare una materia oggi affidata al far west, perché di fatto si registrano delle contraddizioni dal punto di vista giurisprudenziale.
Ecco perché molte delle cose che vengono dette in realtà non rappresentano una tutela, una difesa del mondo cooperativo, ma in realtà dissimulano, attraverso contraddizioni palesi, una volontà - rimandata alla prossima legislatura - di comprimere ulteriormente la potenzialità del movimento cooperativo in Italia (Applausi di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marongiu, al quale ricordo che dispone di un minuto di tempo. Ne ha facoltà.


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GIANNI MARONGIU. Non ho compreso, signor Presidente: ho due minuti a disposizione?

PRESIDENTE. Lei dispone di tre minuti per l'esame di tutto il provvedimento.

GIANNI MARONGIU. Presidente, in questo breve intervento vorrei evidenziare la grave contraddizione nella quale si è posto il centrodestra. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente non affronterò i problemi di carattere procedurale perché non mi competono e perché sono così ben risolti, con capacità ed ironia, anche da lei, che è il Presidente di tutti!
Affronterò invece il merito del problema: la contraddizione del centrodestra!
Che cosa hanno sempre sostenuto per anni le impostazioni contrarie al mondo delle cooperative (e questo mi è parso di coglierlo anche nelle parole del relatore, che ovviamente lo ha smentito)? Il mondo delle cooperative ha goduto di benefici fiscali che non merita e, per ciò stesso, si pone sul mercato come un elemento che realizza una concorrenza sleale. Ebbene, questa maggioranza, fin dal 1996, e i Governi che si sono succeduti hanno provveduto ad eliminare gran parte di quei cosiddetti favori fiscali che, forse nel passato, avevano connotato la disciplina fiscale. In altre parole se si dovesse riassumere in poche e succinte parole che cosa ha fatto questa maggioranza e che cosa hanno fatto i Governi che si sono succeduti, si dovrebbe dire che hanno in realtà «coerenziato» il dovere che hanno tutti di contribuire alle spese pubbliche (articolo 53 della Costituzione) con il principio di uguaglianza davanti alla legge, con quella norma costituzionale che nella nostra Costituzione presidia appositamente il mondo delle cooperative, ond'è che oggi si può dire senza tema di smentita, perché viene riconosciuto da tutti coloro che modestamente o immodestamente si occupano di problemi fiscali, che il mondo delle cooperative ha raggiunto un perfetto equilibrio nel quale si vedono applicati i principi dell'articolo 53 e dell'articolo 3 della Costituzione, i principi della Costituzione che presidiano il mondo delle cooperative. Allora, questa disciplina che noi stiamo assumendo non è una disciplina di favore, né è una disciplina che va a violare presunti equilibri, ma in realtà è il punto finale di una riforma normativa che vuole il mondo delle cooperative come un segmento di un'attività di impresa che trova nella disciplina comune i propri fondamenti giuridici, fiscali e non fiscali. Questo intendevo dire per la precisione (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo) perché questo taglia l'erba sotto i piedi di coloro che nel merito possono addurre qualche ragione giustificatrice del fatto di non voler approvare questo provvedimento. Esso non è altro che il corollario dovuto di un'operazione di disboscamento che questa maggioranza ha realizzato negli ultimi cinque anni. Questo è ciò che dovevo loro nel penultimo giorno di permanenza in quest'aula del Parlamento (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Democratici-l'Ulivo - Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo dopo il professor Marongiu, che in Commissione finanze ha ripercorso la storia dei provvedimenti che sono stati assunti sia dal Governo che da questo Parlamento nei confronti del mondo della cooperazione (non per premiarlo in maniera particolare, ma semmai per regolarlo in maniera giusta ed equa).
In particolare, questo non è un provvedimento a favore della cooperazione, piuttosto esso tende a favorire i diritti dei lavoratori, dei soci della cooperazione. Questo è un elemento - voglio dirlo alla cosiddetta Casa delle libertà - che contiene in sé il concetto di libertà perché maggiore è il numero delle regole condivise


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e generali che si riferiscono a questo aspetto, più alto è il livello di libertà di ogni lavoratore.
Non è con il liberismo, non è con il contrattualismo «di volta in volta» e non è con il rapporto dall'alto in basso che in questa società si costruisce un rapporto di libertà.
Ci tenevo a dirlo perché il Polo (preferisco chiamarlo così), in questi anni, durante tutta la legislatura, ha presentato coperture economiche per i provvedimenti legislativi che, per il 90 per cento, erano dirette a penalizzare il mondo della cooperazione...

ANTONINO LO PRESTI. Non è vero!

GABRIELLA PISTONE. È verissimo: in Commissione finanze, per esempio, per il provvedimento sulle successioni, la copertura tendeva esattamente a penalizzare al massimo la cooperazione. Per quanto riguarda altri provvedimenti, anche in campo fiscale, si capisce bene dove il Polo intendesse prendere i soldi: per la famosa diminuzione delle tasse (secondo lo slogan: meno tasse per tutti), sicuramente intendeva prenderli dal mondo del lavoro. Quindi, anziché proteggere maggiormente i lavoratori, per renderli più protetti e più liberi nella società (perché solo con regole certe si è davvero liberi) avete voluto da sempre, ogni volta, colpire il loro mondo.
I lavoratori delle cooperative, però, l'hanno capito o, se non lo hanno ancora capito, lo devono capire, dopo cinque anni: per cinque anni sono stata in Commissione finanze ed ho visto (non da sola, credo, ma con altri colleghi, come il professor Marongiu) su iniziativa del Polo, solo ed esclusivamente provvedimenti volti a danneggiare e «taglieggiare» il mondo della cooperazione. Rivolgo quindi un appello ai lavoratori perché si rendano conto da che parte stia la vera libertà (Applausi dei deputati dei gruppi Comunista, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Strambi, al quale ricordo che ha tre minuti a disposizione. Ne ha facoltà.

ALFREDO STRAMBI. Signor Presidente, non vorrei commentare il comportamento dell'opposizione: ciascuno è padrone delle proprie azioni e ciascuno, però, trarrà le proprie conseguenze dai comportamenti; la mia impressione è che si tratti di un autogol. A ciascuno, comunque, trarre le conseguenze del caso.
Quanto agli emendamenti, vorrei esprimere brevissime considerazioni sull'impianto del provvedimento, tralasciando quindi le soluzioni specifiche per i singoli punti. Nel valutare il testo ed i singoli articoli ed emendamenti, vi è infatti, a mio avviso, l'esigenza di tenere presente che la necessità prioritaria era portare ad esito un provvedimento che per due anni, nei due rami del Parlamento, si è trascinato e che, come tutti sanno, verteva sulla definizione giuridica di una tipologia di rapporto di lavoro, quella del socio lavoratore per l'appunto, quanto mai complessa e per certi versi anche ambigua. Tuttavia, in una vicenda di questo tipo, ha fatto premio sulle pur legittime possibilità di modifica la necessità di dare una scadenza al provvedimento stesso, costringendo tutti - me compreso, naturalmente - a valutare l'economia d'insieme ed il complesso degli aspetti positivi o discutibili che lo sforzo di equilibrio e di mediazione ha prodotto nel testo che ci è pervenuto dal Senato.
Quanto ai nodi principali, funzionali, politici ed anche sindacali che la figura del socio lavoratore presenta, le scelte di fondo che hanno informato l'elaborazione del testo sono state, da un lato, privilegiare la contrattazione rispetto alla normazione, dall'altro, mantenere inalterata la duplicità - la doppia anima, verrebbe da dire - di questa figura, che è per un verso di socio, con tutte le prerogative derivanti dalla natura associativa del rapporto, per l'altro di lavoratore, nello spettro ampio di tipologie previste (dipendente, collaboratore continuato e continuativo o autonomo). Se queste sono le coordinate


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di riferimento, credo che compito nostro sia prima di tutto quello di procedere all'approvazione più rapida possibile del provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Apolloni. Ne ha facoltà.

DANIELE APOLLONI. Signor Presidente, questo provvedimento ha un aspetto positivo, in quanto il Governo sarà delegato ad emanare entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge uno o più decreti legislativi per l'ammodernamento e il riordino delle norme in materia di controlli sulle società cooperative e loro consorzi, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: revisione della disciplina dei collegi sindacali delle società cooperative; esercizio ordinario della vigilanza in materia di cooperazione mediante la revisione cooperativa finalizzata a fornire agli amministratori e agli impiegati delle società cooperative suggerimenti e consigli per migliorare la gestione ed elevare la democrazia cooperativa, nonché a verificare, la natura mutualistica delle società cooperative, con particolare riferimento all'effettività della base sociale e dello scambio mutualistico tra socio e cooperativa, ai sensi del rispetto delle norme in materia di cooperazione, nonché ad accertare la consistenza dello stato patrimoniale attraverso l'acquisizione del bilancio consuntivo di esercizio e delle relazioni del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, nonché, ove prevista, della certificazione del bilancio. Altri criteri direttivi sono: l'esercizio della vigilanza finalizzato alla verifica dei regolamenti adottati dalle cooperative e della correttezza dei rapporti instaurati con i soci lavoratori; l'effettuazione della vigilanza, fermi restando i compiti attribuiti dalla legge al Ministero del lavoro e della previdenza sociale e agli altri uffici periferici competenti, anche da parte delle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo; lo svolgimento della vigilanza nei termini e nel contesto della vigilanza di cui si è detto, anche mediante revisioni cooperative per le società cooperative non aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, riconosciute ai sensi del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato, 14 dicembre 1947, n. 1577; la facoltà del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di disporre e far eseguire da propri funzionari ispezioni straordinarie, per accertamenti a campione o sulla base di esigenze di approfondimento derivanti dalle revisioni cooperative e, qualora se ne ravvisi l'opportunità, finalizzate ad accertare principalmente alcuni punti. Tali punti sono: l'esatta osservanza delle norme di legge, regolamentari, statutarie e mutualistiche; la sussistenza dei requisiti richiesti da leggi generali e speciali per il godimento di agevolazioni tributarie o di altra natura; il regolare funzionamento contabile e amministrativo dell'ente; l'esatta impostazione tecnica ed il regolare svolgimento delle attività specifiche promosse o assunte dall'ente; la consistenza patrimoniale dell'ente e lo stato delle attività e delle passività; la correttezza dei rapporti instaurati con i soci lavoratori e l'effettiva rispondenza di tali rapporti rispetto al regolamento ed alla contrattazione collettiva di settore. Molto importante è il criterio direttivo concernente la definizione delle funzioni dell'addetto alla revisione delle cooperative, nominato dalle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, quale incaricato di pubblico servizio e definizione dei requisiti per l'inserimento nell'elenco di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 1577. Inoltre, è prevista la distinzione di finalità, compiti e funzioni tra le revisioni, le ispezioni straordinarie e la certificazione di bilancio, evitando la sovrapposizione e la duplicazione di adempimenti tra le varie tipologie di controllo, nonché tra esse e la vigilanza prevista da altre norme per la generalità delle imprese.


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Un punto molto importante riguarda poi l'adeguamento dei requisiti per il riconoscimento delle associazioni nazionali...

PRESIDENTE. Onorevole Apolloni, deve concludere.

DANIELE APOLLONI. Sta bene, Presidente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Olivieri. Ne ha facoltà.

LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, innanzitutto mi scuso per la voce roca, dovuta all'influenza.
Non pensavo di prendere la parola oggi, in fine di legislatura, per portare un contributo di conoscenza ai colleghi su questo importante provvedimento. Le dico con sincerità che stamattina più volte avrei voluto chiedere la parola per esprimere il mio profondo dissenso rispetto alle affermazioni dei colleghi del centrodestra, che hanno dimostrato ancora una volta, se mai ve ne fosse la necessità, non solo di non conoscere il mondo della cooperazione, ma di essere fortemente contraddittori e, soprattutto, di volere l'annullamento di quel mondo.
Dico questo perché, da un lato, ho l'onore di essere parlamentare di questa Repubblica e, dall'altro, sono anche un cooperatore. Provengo da una realtà, la provincia autonoma di Trento, che ha nella cooperazione la colonna portante del sistema della sua economia. Si tratta di una cooperazione che non riguarda solo il consumo, diffuso in larghissima parte d'Italia né solo il mondo delle società cooperative di lavoratori - molto importante e che ha avuto uno sviluppo soprattutto negli ultimi dieci anni - ma anche e in modo particolare il credito, con le casse rurali e gli istituti di credito cooperativo.
Signor Presidente, ho avuto l'onore di essere consigliere di amministrazione di una importante cassa rurale di questa realtà. Vorrei sottolineare che il provvedimento che stiamo discutendo non affronta soltanto l'aspetto fondamentale del socio lavoratore, introducendo una necessaria e necessitata modifica normativa, una novella che renda questo contesto più conforme alla situazione attuale, ma nella parte finale, all'articolo 7 - sul quale tornerò in seguito - riguarda anche un aspetto molto importante, quello della vigilanza, sul quale finora nessuno è intervenuto: ovviamente ciò è avvenuto perché non siamo ancora arrivati all'esame dell'articolo 7, ma in generale nel corso della discussione non ho sentito fare molti riferimenti a questo argomento.
Ebbene, posso testimoniare che le affermazioni fatte stamattina dai colleghi del centrodestra sono infondate, perché il mondo della cooperazione - che penso di poter rappresentare in quest'aula e con il quale ho avuto parecchi incontri prima che si giungesse a discutere il provvedimento in questa sede - è totalmente d'accordo con questo provvedimento, lo vuole e lo sostiene.
Ciò che mi fa specie è che alcuni colleghi del centrodestra - in modo particolare del CCD e del CDU -, che strizzano l'occhio al mondo della cooperazione, in quel contesto si dichiarino portatori di queste esigenze e sostengono di volersi fare carico di queste problematiche, mentre oggi, guarda caso, si collocano invece in una posizione strumentale, in una posizione politica profondamente miope a proposito di questo provvedimento e della necessità che il Parlamento operi in questo contesto una riforma attesa da oltre dieci anni.
Signor Presidente, voglio riportare l'attenzione dei colleghi - ci arriveremo dopo...

PRESIDENTE. Onorevole Olivieri, deve concludere.

LUIGI OLIVIERI. ...sull'articolo 7. Per noi è importante che si approvi in tempi rapidi questa modifica, che consegniamo al mondo della cooperazione, proprio a dimostrazione della capacità di questo Parlamento di adottare provvedimenti


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normativi a 360 gradi, intervenendo anche in questo contesto per consegnare una legge che sarà sicuramente da perfezionare, ma che è un grande passo in avanti per questo mondo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gasperoni, al quale ricordo che ha a disposizione tre minuti di tempo. Ne ha facoltà.

PIETRO GASPERONI. Signor Presidente, vorrei svolgere un'ulteriore considerazione, anche se a questo punto non c'è molto da aggiungere a quanto molti colleghi hanno sottolineato in questo ultimo scorcio di discussione. Ritengo indispensabile sottolineare quanto sta accadendo in questa giornata nei confronti di un provvedimento di riforma tanto importante, quale quello riguardante la posizione del socio lavoratore.
Vorrei fosse chiaro a tutti - e, per la verità, più a coloro che ci ascoltano al di fuori dell'aula parlamentare che non ai colleghi qui presenti - che impedire, come sta facendo la Casa delle libertà, l'approvazione di questo importante provvedimento significa lasciare inalterato un quadro normativo che riguarda decine di migliaia di lavoratori e di imprese cooperative, che rimarranno abbandonati ad un destino di assoluta incertezza. Il socio lavoratore e decine di migliaia di lavoratori che si configurano come soci lavoratori oggi non godono di nessuna certezza per quanto riguarda la loro condizione di lavoratori, così come nello stesso vuoto normativo si trovano migliaia di imprese cooperative. Si punta dunque all'affossamento di un testo così innovatore e così utile ai fini della certezza del diritto. Non muterà così il quadro di assoluta incertezza relativamente alla configurazione e ai diritti di questo tipo di lavoratori, per cui spetterà a questo o a quel magistrato assumere una decisione. Le decine di migliaia di lavoratori a cui questo provvedimento si rivolge devono sapere chi ringraziare se rimarranno nella loro attuale condizione di assoluta incertezza circa i loro diritti (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 6.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Il numero legale è raggiunto computando come presenti deputati del gruppo che ha chiesto la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni - Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
(Presenti 262
Votanti 260
Astenuti 2
Maggioranza 131
Hanno votato
sì 8
Hanno votato
no 252
Sono in missione 47 deputati).

Onorevole Michielon, il testo dell'emendamento Giancarlo Giorgetti 6.7 è analogo a quello di ordine del giorno: pertanto, se tale emendamento fosse respinto, sarebbe precluso l'esame di tale ordine del giorno. Le chiedo, pertanto, se intendiate ritirare l'emendamento Giancarlo Giorgetti 6.7.

MAURO MICHIELON. Lo ritiro, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 6.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Il numero legale è raggiunto.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 259
Votanti 257
Astenuti 2
Maggioranza 129
Hanno votato
sì 7
Hanno votato
no 250
Sono in missione 46 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 6.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Il numero legale è raggiunto.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 252
Votanti 250
Astenuti 2
Maggioranza 126
Hanno votato
sì 6
Hanno votato
no 244
Sono in missione 46 deputati).

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Presidente, ci sono voti doppi evidentissimi: guardi le luci accese! L'onorevole Galletti sta votando per due! Adesso toglie la tessera! Faccia il controllo delle tessere!

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 6.22.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Presidente, lasci le luci accese per controllare chi ha votato!

PRESIDENTE. Non interrompa, sta parlando il collega Michielon. Prego, onorevole Michielon.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, intervengo a titolo personale sul mio emendamento 6.22, che propone di sopprimere le parole «in forma alternativa». Infatti, il comma 1 dell'articolo 6 stabilisce che, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le cooperative di cui all'articolo 1 definiscono un regolamento, approvato dall'assemblea, sulla tipologia dei rapporti che si intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori. L'espressione «in forma alternativa» crea solo confusione: infatti, sopprimendo tale espressione, la frase avrebbe comunque un senso compiuto e ci si riferirebbe ai rapporti che si intendono attuare con i soci lavoratori. Quell'espressione, dunque, non ha alcun senso e pertanto ritengo sia meglio sopprimerla: se restasse, creerebbe soltanto confusione.

GUSTAVO SELVA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, vorrei che per cortesia lei facesse rimanere accese le luci sul tabellone, per verificare se alle luci accese corrispondano le persone fisiche; tale controllo deve essere possibile prima che si spengano le luci del tabellone di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Selva, io faccio ogni sforzo; tenga presente che il dovere di lealtà costituzionale è stato rotto prima: è chiaro?
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 6.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Presidente, lei non può legittimare un voto che non c'è! Questo non lo può fare!


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PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: il numero legale è raggiunto.
La Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 257
Votanti 255
Astenuti 2
Maggioranza 128
Hanno votato
sì 6
Hanno votato
no 249
Sono in missione 46 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 6.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.
Onorevole Michielon, il suo tempo è esaurito; comunque le assegno 1 minuto di tempo.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, al comma 1 dell'articolo 6 si stabilisce che il regolamento deve contenere alcuni elementi. Ebbene, riteniamo che un regolamento più che contenere, debba disciplinare. Pertanto, proponiamo di sostituire la parola «contenere» con la parola «disciplinare». Riteniamo che quest'ultima parola abbia più senso, visto che è riferita ad un regolamento. Per le motivazioni esposte, chiediamo che l'Assemblea si esprima favorevolmente sull'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 6.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Presidente, guardi lì!

PRESIDENTE. Sto guardando.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 259
Votanti 258
Astenuti 1
Maggioranza 130
Hanno votato
sì 6
Hanno votato
no 252
Sono in missione 46 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 6.24.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Onorevole Presidente, la stiamo insistentemente pregando di verificare la presenza dei colleghi, lasciando accese le luci del tabellone e effettuando un controllo prima che lei proclami l'esito della votazione (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, Comunista e dei Democratici-l'Ulivo). Non veniamo intimoriti dalle grida: facciamo ugualmente le nostre considerazioni a prescindere dai vostri boati!
Onorevole Presidente, naturalmente lei può fornire tutte le interpretazioni che vuole della procedura politica (possono essere legittime o non legittime); può anche accusarci di violazione della lealtà: si tratta di accuse che noi respingiamo nella maniera più ferma e perentoria. L'unica cosa che nessuna Presidenza può fare è non accertarsi che la presenza dei colleghi legittimi l'effettività del voto.

ANTONIO SODA. Si vergogni!

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. No, vergognatevi voi, che in finire di legislatura intendete compiere delle prepotenze! Vi è stato chiarito benissimo, nel merito, quali sono le ragioni del nostro dissenso e non potete varare provvedimenti senza neppure avere il numero per poterlo fare: questa è la realtà (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di


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sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, Comunista e dei Democratici-l'Ulivo)!

LUIGI OLIVIERI. Sei sleale!

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Onorevole Presidente, per il rispetto della legalità parlamentare insistiamo che lei faccia controllare la presenza dei colleghi a luci ancora accese sul tabellone, prima di proclamare l'esito della votazione. La preghiamo, signor Presidente.

ANTONIO SODA. Si vergogni!

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Vergognatevi voi! Le prepotenze non dureranno ancora a lungo (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, Comunista e dei Democratici-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Onorevole Benedetti Valentini, per cortesia.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Le prepotenze non dureranno ancora a lungo!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 6.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 254
Votanti 253
Astenuti 1
Maggioranza 127
Hanno votato
sì 5
Hanno votato
no 248
Sono in missione 46 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 6.37, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

DANIELE MOLGORA. Presidente, guardi qui: la luce è accesa e il collega non c'è! Guardi, signor Presidente! Dov'è il collega?

LUIGI OLIVIERI. Vattene via! Torna ai tuoi banchi!

PRESIDENTE. Onorevole Molgora, prenda posto.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: il numero legale è raggiunto. La Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 253
Votanti 252
Astenuti 1
Maggioranza 127
Hanno votato
sì 5
Hanno votato
no 247
Sono in missione 46 deputati).

Onorevole Molgora, non cerchi la provocazione, per cortesia, vada al suo posto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 6.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevole Molgora, la prego, vada al suo posto: se ha qualcosa da contestare, lo faccia dal suo posto.
Onorevole Molgora, se ha qualcosa da contestare, lo faccia dal suo posto! I vigili urbani non sono previsti alla Camera.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 252
Votanti 251


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Astenuti 1
Maggioranza 126
Hanno votato
sì 4
Hanno votato
no 247
Sono in missione 46 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 6.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 255
Votanti 254
Astenuti 1
Maggioranza 128
Hanno votato
sì 5
Hanno votato
no 249
Sono in missione 46 deputati).

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Lei moltiplica i pesci e i pani, Presidente!

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 6.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 255
Votanti 254
Astenuti 1
Maggioranza 128
Hanno votato
sì 5
Hanno votato
no 249
Sono in missione 46 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 6.46, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 253
Votanti 252
Astenuti 1
Maggioranza 127
Hanno votato
sì 4
Hanno votato
no 248
Sono in missione 46 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 6.51, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

DANIELE MOLGORA. Guardi là, Presidente!

GIUSEPPE NIEDDA. Non si segna con il dito!

PRESIDENTE. Colleghi, se state dentro, chiudete la porta, là in fondo, non fate i ragazzini!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 254
Votanti 253
Astenuti 1
Maggioranza 127
Hanno votato
sì 5
Hanno votato
no 248
Sono in missione 46 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Gazzara 6.15.

ANTONINO GAZZARA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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ANTONINO GAZZARA. Signor Presidente, lei sa quale rispetto le abbiamo portato nella conduzione dei lavori in questi cinque anni. Questo certamente è un momento di tensione e merita il massimo dell'attenzione: noi siamo convinti che lei sia rispettoso anche oggi, anche in questa situazione - non sappiamo a chi ascrivere la responsabilità di quello che è avvenuto -, del ruolo che ricopre e della garanzia che deve dare a noi opposizione, come della garanzia che deve dare agli elementi della maggioranza. Noi su questo contiamo, come abbiamo contato per i cinque anni trascorsi.

PRESIDENTE. Onorevole Gazzara, la ringrazio. Voglio dirle che io cerco di vedere come stanno le cose, ma la situazione di tensione è stata determinata dalla rottura di un'intesa, assolutamente imprevista, ...

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Non è così!

GUSTAVO SELVA. Non è così!

PRESIDENTE. ... che ha fatto venir meno un patto di lealtà. È una questione delicata.
Comunque, questo è un aspetto, dopo di che io certamente ho il dovere di controllare e cerco di farlo. La ringrazio, onorevole Gazzara, per il tono che ha usato.

GUSTAVO SELVA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUSTAVO SELVA. Presidente, la prego di non insistere su questo tema. Non ribadirò quello che ho detto prima, però il controllo effettivo è possibile...

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Ma ci siamo!

GUSTAVO SELVA. Presidente, lei che è persona leale, rispettosa del regolamento (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)...

PRESIDENTE. Colleghi, spero che non protestiate su questo punto (Applausi)...!

GUSTAVO SELVA. Mi auguro almeno questo!
Dicevo che il controllo effettivo può essere effettuato solo pregando i colleghi di stare seduti. Siamo tutti affaticati, quindi è meglio stare seduti, perché alcuni stanno in piedi e impediscono a lei, non soltanto a me, di vedere se alla luce accesa corrisponda anche la presenza del collega: soltanto dopo aver fatto questa constatazione lei dovrebbe dichiarare il voto, se vogliamo la certezza.
La prego, Presidente, con il massimo di garbo, ma anche con il massimo di fermezza.

SERGIO SABATTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, il collega Selva pone una questione che non si può risolvere come propone lui. Semplicemente, se il collega Selva ha delle argomentate obiezioni da fare a qualcuno di noi, accusati di votare per due, riferisca il nome al Presidente, ma il Presidente della Camera non può ridursi a svolgere il ruolo di un custode.
Il problema sa qual è, collega Selva? Che voi adesso state facendo propaganda, anche se noi ci siamo tutti. Volete inficiare la correttezza delle votazioni ed intervenite senza denunciare mai il caso specifico.
Fate un nome e vedrete che il Presidente della Camera prenderà provvedimenti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dei Democratici-l'Ulivo).


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ANTONIO SAIA. Si vince con i numeri, non scappando!

DANIELE MOLGORA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DANIELE MOLGORA. Presidente, faccio presente che in precedenza, non appena sono entrato, mi sono recato presso un collega che stava esprimendo un voto doppio; credo che sia l'indicazione precisa di quanto stava accadendo. Per questo sono stato fatto oggetto di una serie di invettive. Per quanto riguarda il mio gruppo, non vedo quale motivo di rottura di intesa vi sia stato da parte di esso, per cui la pregherei in ogni caso di seguire il regolamento, perché ovviamente il regolamento non è una questione elastica.

PRESIDENTE. Il calendario era stato predisposto all'unanimità, con l'intesa che quei punti sarebbero stati trattati secondo programma, tant'è che quando ieri, in modo abbastanza «capotico», il centrodestra è uscito dall'aula, abbiamo tenuto una Conferenza dei presidenti di gruppo e tutti i presidenti di gruppo hanno ritenuto che non vi fosse stato alcun motivo per uscire dall'aula. Poiché l'ordine del giorno era conosciuto ed era noto, è chiaro che le cose stavano così.
Non solo: ieri si sono persi quei tre quarti d'ora e stamattina tutto il centrodestra è uscito dall'aula alle ore 13, mentre i lavori avrebbero dovuto terminare alle ore 14, come lei sa. Se noi avessimo lavorato, di più ora avremmo già affrontato l'esame del decreto-legge.
Onorevole Molgora, lo dico con molta pacatezza: non si può, per un verso, bloccare i lavori dell'Assemblea e poi protestare perché non si fa quello che si doveva fare prima. Questa è la rottura del patto di lealtà, che non ha niente a che fare (al riguardo sono d'accordo con lei) con il voto doppio o meno; cercherò di stare ancora più attento di quanto non sia stato finora, ci mancherebbe altro.

DANIELE MOLGORA. Questa è la prima questione. La seconda è che, se esistevano intese su questo provvedimento e non si trova un accordo, è chiaro che la posizione su un provvedimento non può essere considerata come un'intesa.

PRESIDENTE. No, la rottura del patto di lealtà è stata determinata dal fatto che c'era un'intesa che poi si è fatta saltare in concreto; quindi non c'è affidabilità, questo volevo dire.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 6.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Il numero legale è raggiunto per 7 deputati.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 254
Votanti 253
Astenuti 1
Maggioranza 127
Hanno votato
sì 4
Hanno votato
no 249
Sono in missione 46 deputati).

GUSTAVO SELVA. Guardi lassù, Presidente!

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Santori 6.60.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. A titolo personale, Presidente, osservo che attraverso questo emendamento si intende sopprimere, alla lettera e), la parte in cui si prevede che, nell'ipotesi di crisi aziendale, i soci lavoratori debbano partecipare alla sua soluzione in proporzione alle disponibilità e capacità finanziarie. Non è chiaro cosa debbano fare, se debbano vendersi la casa; cosa si intende per


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«disponibilità e capacità finanziarie»? Crediamo che sia veramente pericoloso per gli stessi soci mettere nero su bianco una disposizione del genere, anche perché alla lettera precedente si stabilisce invece che debbano essere salvaguardati i livelli occupazionali. Da una parte si tutela il livello occupazionale, dall'altra i soci che non sono lavoratori subordinati devono sottoporsi ad esborsi notevoli. Per questo motivo, appoggio l'emendamento del collega Santori.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 6.60, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 255
Votanti 254
Astenuti 1
Maggioranza 128
Hanno votato
sì 4
Hanno votato
no 250
Sono in missione 46 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Gazzara 6.65.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gazzara. Ne ha facoltà.

ANTONINO GAZZARA. Non comprendiamo l'inciso contenuto alla lettera f) e relativo alle cooperative di nuova costituzione. Se il fine è incentivare e promuovere le nuove imprenditorialità, la disposizione potrebbe essere riferita a tutte le cooperative. Per tale ragione, chiediamo di sopprimere l'inciso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 6.65, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 259
Votanti 258
Astenuti 1
Maggioranza 130
Hanno votato
sì 7
Hanno votato
no 251
Sono in missione 46 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 6.68, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 258
Votanti 257
Astenuti 1
Maggioranza 129
Hanno votato
sì 5
Hanno votato
no 252
Sono in missione 46 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 257
Votanti 250
Astenuti 7
Maggioranza 126
Hanno votato
sì 238
Hanno votato
no 12
Sono in missione 46 deputati).

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