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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Soro n. 2-02896 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).
GIORGIO MERLO. Signor Presidente, rinuncio ad illustrarla.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i lavori pubblici ha facoltà di rispondere.
ANTONINO MANGIACAVALLO, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Signor Presidente, gli interpellanti chiedono di conoscere quali iniziative il Governo abbia posto in essere per rimuovere gli ostacoli agli interventi di pulizia e di arginatura dei torrenti Pellice e Chisone.
quest'anno sono state condotte sulla base di segnalazioni delle amministrazioni comunali interessate con le quali, fin dai primi momenti successivi all'alluvione, l'istituto ha costantemente interloquito nonché a seguito di verifiche congiunte con i responsabili della regione Piemonte.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare l'onorevole Merlo cofirmatario dell'interpellanza.
GIORGIO MERLO. Ringrazio il sottosegretario per la risposta sintetica ma sufficientemente chiara all'interpellanza che con il collega Soro ho presentato. La richiesta nasceva da una situazione di emergenza - e il sottosegretario lo ha rilevato - che ancora caratterizza i territori recentemente colpiti dall'alluvione. C'è stata anche una contestazione dei sindaci e degli stessi cittadini nei confronti del magistrato del Po e dell'autorità di bacino - cioè nei confronti degli organismi preposti all'intervento - a causa dei ritardi negli interventi previsti perché la messa in sicurezza e l'arginatura dei torrenti rappresentano i primi interventi, se vogliamo evitare futuri disastri.
L'onorevole Merlo, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
Al fine di fare fronte all'immediata necessità di provvedere alla messa in sicurezza dei territori coinvolti dagli eventi alluvionali dell'ottobre 2000, il magistrato per il Po lo scorso 15 dicembre, dopo aver avviato l'esecuzione dei pronti interventi e quelli di estrema urgenza, ha predisposto ed inoltrato al dipartimento per la protezione civile, alla regione Piemonte e all'autorità di bacino del Po una prima proposta di piano di interventi straordinari, così come è previsto dalle ordinanze n. 3090 del 18 ottobre 2000, n. 3092 del 27 ottobre 2000, n. 3093 dell'8 novembre 2000 e n. 3095 del 23 novembre 2000. Ciò nell'ambito più ampio di una programmazione coordinata a livello di bacino che il magistrato per il Po sta elaborando, ma più ancora attuando, con il coinvolgimento delle proprie strutture e del proprio organico, che peraltro è ridotto, con notevole profusione di impegno in termini di personale e mezzi in tutte le regioni colpite così gravemente dalle alluvioni dello scorso anno, come è ricordato nell'interpellanza.
Nella sola area piemontese, per far fronte alle necessità di salvaguardia delle popolazioni locali, il magistrato per il Po ha individuato 61 interventi urgenti, per un importo complessivo di 112 miliardi e 770 milioni, oltre alle 175 opere di pronto intervento e somma urgenza, per un importo pari a 77 miliardi e 300 milioni. Nell'ambito di questo impegnativo lavoro sono stati individuati anche gli interventi necessari sulle aste dei torrenti Pellice e Chisone, che sono sintetizzate in alcune tabelle che posso mettere a disposizione dei colleghi interpellanti.
In particolare, per il torrente Chisone il piano di interventi straordinari disposto nello scorso dicembre prevede undici interventi, per un importo complessivo di 17 miliardi e 900 milioni, di cui cinque interventi sono già finanziati per un importo di 10 miliardi e 900 milioni e sei interventi non sono ancora coperti da finanziamento per un importo di 7 miliardi.
Analogamente per il torrente Pellice lo stesso piano prevede 14 interventi, per un importo complessivo di 13 miliardi e 850 milioni, di cui sei interventi sono finanziati per 8 miliardi e 700 milioni e otto interventi non sono finanziati per 4 miliardi e 950 milioni. Nelle tabelle che consegnerò agli onorevoli interpellanti sono riportate nel dettaglio le varie posizioni di ogni singolo intervento.
Gli interventi finanziati hanno trovato copertura nel capitolo 7676 del Ministero dei lavori pubblici nell'ambito di una assegnazione per l'intera area torinese che ammonta a 52 miliardi e 300 milioni. In sintesi gli interventi finanziati per le aste fluviali dei torrenti Chisone e Pellice sono 11, per un totale di 19 miliardi e 600 milioni e pari al 37 per cento della complessiva disponibilità finanziaria.
Sicuramente una parte degli interventi attualmente privi di finanziamento potrà essere attuata con le economie che verranno realizzate a seguito dei prossimi appalti.
È appena il caso di sottolineare che le predette proposte programmatiche, sia nella versione originaria che in quella di aggiornamento, trasmesse al dipartimento della protezione civile il 14 febbraio di
Si comunica, infine, che il magistrato per il Po ha in avanzata fase la predisposizione dei progetti esecutivi relativi a 37 interventi più urgenti nell'ambito di circa 30 comuni piemontesi. L'obiettivo è quello di avviare con la massima speditezza possibile le procedure, sia per l'approvazione da parte della Conferenza dei servizi che per l'aggiudicazione e la costruzione delle opere di tutela e salvaguardia della sicurezza delle popolazioni e delle infrastrutture. Nel corso di tali attività vengono quotidianamente affrontati e risolti innumerevoli problemi di relazione con altre amministrazioni dei più vari livelli istituzionali e vengono allestite soluzioni tecniche che tengono conto della complessa realtà idrogeologica emersa con la recente alluvione che non può essere dimenticata, pena la realizzazione di opere non efficaci.
Non occorre soltanto una rassicurazione verbale ma c'è bisogno anche di azioni concrete. Mi pare che la risposta del sottosegretario colmi il ritardo atavico e la carenza strategica che finora abbiamo registrato. Non possiamo dimenticare che l'alluvione si è verificata cinque mesi fa e, se non si puliscono i torrenti, se non si pone mano ad un'opera di arginatura dei torrenti, con la conseguente pulizia degli alvei, il rischio di una possibile devastazione dei terreni si presenta ancora all'orizzonte.
Ritengo si debba porre mano a queste opere, affidando immediatamente gli incarichi, progettando gli interventi stessi e mettendo in sicurezza i torrenti. In caso contrario, non potremo più lamentarci (penso alle inesorabili piogge primaverili) in caso di nuovi disastri.
Per il momento ritengo soddisfacente la risposta e mi auguro che l'azione del magistrato del Po e dell'autorità di bacino, a cui deve aggiungersi lo stimolo del Ministero dei lavori pubblici, sia quanto mai determinata, efficace e rapida per soddisfare le sacrosante richieste dai cittadini colpiti dalla recente alluvione.


