Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 870 dell'1/3/2001
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(Atti vandalici contro postazioni di Forza Italia)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Palmizio n. 2-02919 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 2).
L'onorevole Palmizio ha facoltà di illustrarla.

ELIO MASSIMO PALMIZIO. Signor Presidente, l'interpellanza si illustra da sé ed è abbastanza chiara. Mi limito soltanto ad aggiungere che nella notte fra il 25 e il 26 febbraio è stato commesso un altro atto vandalico nei confronti del gazebo di Piacenza, analogo a quelli di Rimini e di Macerata: la struttura portante è stata tagliata e sono stati rubati libri. Attendo una risposta del Governo anche su questo episodio.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore Brutti, ha facoltà di rispondere.

MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, con l'interpellanza urgente presentata dagli onorevoli Palmizio, Scajola e Vito si richiama l'attenzione del Governo su alcuni recenti atti di intimidazione e di violenza nei confronti di esponenti e di sedi di Forza Italia.
In particolare, l'interpellanza fa riferimento a due episodi avvenuti entrambi pochi giorni fa: il primo a Macerata, dove un gazebo di Forza Italia è stato imbrattato con scritte minacciose, ed il secondo a Rimini, dove una struttura analoga è stata distrutta dalle fiamme. Gli onorevoli interpellanti chiedono al Governo quali iniziative intenda predisporre in relazione a tali episodi e, più in generale, per un sereno svolgimento della campagna elettorale.
Devo dire, purtroppo, che negli ultimi mesi sono avvenuti altri episodi dello stesso genere, ma anche episodi più gravi, con una varietà di obiettivi politicamente rilevanti. In qualche caso non si è trattato di atti di vandalismo o di minacce più o meno pesanti, ma di qualcosa di peggio: penso all'ordigno esplosivo depositato presso il Duomo di Milano e all'attentato alla sede de il manifesto, pochi giorni prima di Natale, attentato che avrebbe potuto avere un esito veramente drammatico e che ha già determinato il ferimento grave di un estremista di destra, oggi sottoposto a procedimento penale per il reato di strage.
Se vogliamo guardare invece questi episodi di minore portata, devo dire che è la terza volta che, nel mese di febbraio, questa Assemblea si occupa di episodi di questo genere, dopo le informative urgenti rese dal Governo i giorni 1o e 15 febbraio, in seguito ad alcuni atti intimidatori rivolti anche questi contro sedi di Forza Italia. Io stesso, in queste occasioni, ma anche in altre, ho adempiuto al dovere istituzionale di fornire informazioni, anche quando si tratta di fatti di non grande portata; si tratta di un dovere istituzionale sia per la richiesta che viene avanzata dalle forze politiche colpite da questi atti intimidatori sia perché il Governo non sottovaluta nessuno di questi episodi, neanche quelli minimi.
Oggi quindi non posso che richiamare le valutazioni già espresse dal Governo nelle occasioni precedenti, ribadendo la più ferma e incondizionata condanna di tali atti. Riaffermo, inoltre, l'impegno del Governo a fare quanto in suo potere per assicurare uno svolgimento il più possibile sereno della campagna elettorale e per contrastare ogni tentativo volto ad inquinare, con l'intimidazione o con la violenza, il confronto democratico. Tale confronto va garantito ed io affermo altresì che deve essere garantita anche la lotta politica di ciascun partito, segnatamente quella delle forze di opposizione contro il Governo. Infatti, il Governo, da un lato, è parte del confronto politico che si sviluppa nel paese in queste settimane e,


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dall'altro, deve garantire tutte le parti politiche: questo compito spetta principalmente al Ministero dell'interno, che deve avere la capacità di porsi, insieme alle forze di polizia, quale punto di riferimento per tutti i cittadini italiani e quindi per tutte le forze politiche, sia pure in legittimo contrasto fra loro, come avviene evidentemente in questa fase preelettorale.
Deve essere compiuto uno sforzo comune, perché al compito di garantire lo svolgimento sereno del confronto democratico sono chiamate tutte le forze politiche, principalmente i loro rappresentanti più autorevoli, perché esiste il rischio di tensioni e di esasperazioni nella competizione elettorale. Pertanto, tutti noi, a cominciare da chi ha responsabilità politica, abbiamo il dovere di tenere un atteggiamento misurato e responsabile, evitando comportamenti che possano innescare reazioni sproporzionate. Questo è un impegno che il Governo sente per primo come proprio. La dialettica politica deve essere garantita anche quando è aspra, ma dobbiamo fare assieme il possibile per favorire un dibattito civile evitando toni o argomenti che possano eccitare i fanatici oppure farli sentire in qualche modo a proprio agio.
Detto questo, abbiamo il dovere specifico di fare in modo, con l'azione puntuale e rigorosa delle forze di polizia, che episodi di provocazione come quelli citati non si ripetano, che essi vengano prevenuti e che i responsabili vengano individuati e perseguiti.
A Macerata, in piazza della Libertà, tra la notte del 19 ed il 20 febbraio scorsi (ed è questo il primo episodio di cui parliamo), due giovani di 21 anni sono stati sorpresi da agenti della polizia di Stato mentre con vernice spray rossa tracciavano scritte ingiuriose affiancate dal simbolo della falce e martello su un gazebo che Forza Italia aveva installato da pochi giorni. C'è stata dunque l'immediata individuazione dei responsabili.
I giovani, entrambi residenti a Macerata, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per il reato di deturpamento ed imbrattamento di cose altrui, ai sensi dell'articolo 639 del codice penale. Questi due giovani non risultano avere precedenti dello stesso genere.
Preciso che, fin dal 15 febbraio scorso, il questore di Macerata aveva disposto l'intensificazione in tutta la provincia dei servizi di vigilanza degli obiettivi «sensibili», degli obiettivi di natura politica su precise disposizioni del Ministero dell'interno.
Vorrei sottolineare l'efficienza dei servizi predisposti dalla questura per il fatto che i due autori sono stati immediatamente individuati mentre stavano commettendo questo reato. Dopo l'episodio è stata ulteriormente rafforzata la vigilanza e, in particolare, si è voluta rafforzare l'attività informativa ed investigativa per individuare eventuali focolai di violenza o di sopraffazione in questa situazione maceratese che, in base alla mia memoria e alle mie conoscenze, è di solito una situazione tranquilla in cui il confronto democratico si svolge in forma civile.
Per quello che riguarda l'episodio di Rimini, l'esito delle indagini non ha ancora consentito di accertare l'esatta natura dell'incendio.
Alle ore 1,25 del 21 febbraio, in seguito ad una segnalazione telefonica di un operatore ecologico, una squadra del locale comando dei vigili del fuoco, insieme a personale della questura, è intervenuta per spegnere le fiamme che avevano semi distrutto un gazebo di Forza Italia installato in piazza Giulio Cesare. L'intervento ha evitato il propagarsi dell'incendio che aveva già intaccato il tendone in tela sintetica utilizzato per la copertura del gazebo, la pavimentazione in legno ricoperta da moquette, alcuni mobili e suppellettili.
Gli accertamenti per stabilire le cause dell'incendio sono ancora in corso e finora, dai sopralluoghi effettuati dai vigili del fuoco e dal personale della questura, non sono emersi elementi univoci che possano ricondurre l'episodio ad un fatto di natura dolosa ed individuarne puntualmente la dinamica.
Non si può escludere che esso sia stato causato dalla negligenza di qualcuno o da fattori


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accidentali (il materiale plastico è altamente infiammabile), tuttavia l'ipotesi che si sia trattato di un atto doloso è oggetto di attenta considerazione da parte degli inquirenti.
Sono stati sentiti e escussi a verbale l'operatore ecologico che aveva segnalato l'incendio, il capo squadra dei vigili del fuoco e il responsabile organizzativo locale di Forza Italia. Nel verbale della denuncia resa subito dopo l'incendio, quest'ultimo, pur non avanzando precisi sospetti su persone, ha riferito del comportamento insolente di tre giovani durante l'inaugurazione del gazebo.
In seguito, lo stesso responsabile ha riferito di una ragazza che, nel pomeriggio successivo all'incendio, aveva effettuato delle fotografie al gazebo distrutto e poi ha accennato al furto di tre bandiere del partito avvenuto in una delle nottate precedenti.
Queste dichiarazioni sono state attentamente vagliate. Finora, in mancanza di qualsiasi indicazione utile all'identificazione, non è stato possibile individuare né gli autori del furto né i tre giovani che avevano disturbato l'inaugurazione. Invece, è stata identificata l'autrice delle fotografie che ha dato una spiegazione che gli inquirenti hanno ritenuto credibile, dichiarando di averle scattate per rappresentare il paesaggio. Non ci sono stati, comunque, elementi per pensare ad un'altra ragione. Inoltre, preciso che, prima di questo incendio, non era stata presentata alla questura di Rimini o alla locale stazione dei carabinieri alcuna denuncia per danneggiamenti o intimidazioni di natura politica.
Su questi fatti e su gli altri cui ho fatto cenno all'inizio - alcuni episodi del mese di febbraio riguardano varie forze politiche -, si può fare qualche ulteriore considerazione.
Una prima analisi del fenomeno ci induce a ritenere che, ad eccezione di pochi casi verosimilmente da attribuirsi a piccole bande di tipo microcriminale, gli episodi siano espressione di un clima di intolleranza che contraddistingue le componenti estreme, i gruppi che si collocano ai margini del confronto politico, che negano o contestano il metodo democratico e che, quindi, ricorrono a forme - a volte minime e, tuttavia, ugualmente biasimevoli - di intimidazioni contro tutti gli schieramenti parlamentari.
Ho già detto che il Ministero dell'interno non sottovaluta affatto né il fenomeno in generale né alcuno degli episodi avvenuti, anche quelli di consistenza minima. Si è trattato e si tratta, infatti, in tutti questi casi, di atti diretti a colpire la libertà di organizzazione e di espressione politica.
Sono state impartite specifiche direttive per intensificare l'attività di vigilanza e di prevenzione in tutti i luoghi a rischio. Il 3 gennaio scorso è stata diramata una circolare con la quale, in previsione dell'apertura della campagna elettorale, è stato chiesto a tutti i prefetti e ai questori di prestare la massima attenzione ai dispositivi di prevenzione generale e alla protezione di sedi, di uffici, di strutture, di partiti e di movimenti politici. Il 10 e il 13 febbraio, a seguito di nuovi episodi vandalici, sono state diramate due ulteriori circolari, con le quali le autorità provinciali di pubblica sicurezza sono state invitate ad intensificare la vigilanza nei confronti degli obiettivi politici, dei circoli e dei movimenti, rivedendo eventualmente le misure già adottate. I prefetti, hanno convocato apposite riunioni dei comitati provinciali per l'ordine e per la sicurezza pubblica e riunioni tecniche di coordinamento delle forze di polizia per verificare la sicurezza dei singoli possibili obiettivi politici. I questori hanno attivato le misure di vigilanza stabilite con apposite ordinanze di servizio. Le forze di polizia proseguono, naturalmente, nella ricerca dei responsabili degli atti che ho esplicitamente menzionato, richiamando anche quelli dei mesi precedenti. I prefetti ed i questori sono stati specificamente invitati a rilevare e ad analizzare con la massima attenzione tutti i segnali che si manifestano nelle diverse realtà territoriali per attuare efficaci azioni preventive e per scoraggiare qualsiasi tentativo di rilancio di pratiche violente.


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La prevenzione di atti violenti che possono turbare la sicurezza delle forze politiche, dei loro aderenti e delle loro iniziative, viene attuata anche attraverso l'incremento degli uomini impiegati nei servizi di controllo del territorio, soprattutto in occasione di manifestazioni che presentano rischi di scontri o di incidenti.
Tutto ciò ovviamente comporta un accresciuto e notevole impiego di risorse umane, ma ciò è necessario per garantire la sicurezza della vita democratica che deve svolgersi libera da ogni intolleranza e da ogni violenza.

PRESIDENTE. L'onorevole Palmizio ha facoltà di replicare.

ELIO MASSIMO PALMIZIO. Signor Presidente, innanzi tutto ringrazio il sottosegretario Brutti e prendo atto della sua condanna nei confronti di qualunque azione che possa intimidire una forza politica nello svolgimento della sua attività principale.
Egli mi conferma che le indagini sull'episodio di Rimini sono ancora in corso. Sarei il primo della nostra parte politica a sperare che si sia trattato di un incidente e non di un atto doloso; infatti, se fosse stato un incidente, non dovremmo temere di non poter svolgere attività politica in tutta tranquillità.
Prendo atto anche delle sue dichiarazioni sufficientemente esaustive sul tipo di prevenzione che si intende intraprendere per garantire una campagna elettorale tranquilla e sicura a tutte le forze politiche, ovviamente non soltanto a noi, ma non posso non esprimere la grande preoccupazione mia (non soltanto come deputato dell'Emilia Romagna), del collega Vito (qui presente) e dell'onorevole Scajola (responsabile di ben 450 punti in Italia dove verranno installati gazebo di Forza Italia).
Qualora abbiate la mappa delle postazioni di Forza Italia sul territorio nazionale, credo dobbiate intraprendere azioni più mirate per proteggere strutture fisse che rappresentano obiettivi più facili da colpire per chi volesse intimidire una forza politica nello svolgimento della sua azione in campagna elettorale.
Mi auguro non vi siano più episodi come quello di Piacenza, del quale forse lei non era informato (non era oggetto dell'interpellanza perché il fatto è avvenuto in seguito), dove sono stati tagliati i teloni del gazebo e sono stati rubati alcuni libri del presidente Berlusconi, con una diffusione particolare dei nostri libri (tutto sommato va bene anche quella).
Mi auguro, comunque, che non vi siano più episodi di danneggiamento o di impedimento dell'attività politica, viste le raccomandazioni che lei, a nome del Governo, ci ha fatto. Ovviamente, riterremo il Governo responsabile per qualunque azione intimidatoria nei confronti nostri o di qualunque altra forza politica nel corso della prossima campagna elettorale (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Responsabile di eventuali inazioni!

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