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GIANNI RISARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENITO PAOLONE. Presidente, avevo chiesto di parlare!
PRESIDENTE. Onorevole Paolone, ho capito: stia tranquillo al suo posto, ho dato la parola all'onorevole Risari, poi l'avrà anche lei. Sembra di stare all'asilo qui oggi!
GIANNI RISARI. Signor Presidente, sarò velocissimo: desidero denunciare un fatto, che giudico inaccettabile, di disinformazione da parte del servizio pubblico della Rai.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Risari: di quale telegiornale si tratta, per completezza?
GIANNI RISARI. Del TG1: personalmente, l'ho visto a mezzanotte e mezza, ma mi dicono che anche ieri sera alle 20 e questa mattina alle 8 l'informazione è stata ripetuta.
PRESIDENTE. Onorevole Risari, farò presente al presidente della Rai l'accaduto.
BENITO PAOLONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENITO PAOLONE. Signor Presidente, credo sia la nona volta che io sollecito, in questa sede, la risposta a due interpellanze da me presentate da oltre un anno. Gli argomenti sono molto rilevanti ed hanno necessità di essere affrontati in sede parlamentare perché riguardano l'attività amministrativa diretta dal sindaco dell'epoca Enzo Bianco, attuale ministro dell'interno. Ho fornito alcune motivazioni e ho già discusso un'interpellanza urgente nella quale ho richiamato una serie di fatti estremamente delicati. Sui due argomenti contenuti nell'interpellanza pubblicata nell'allegato B del 25 maggio scorso, interpellanza n. 2-02434, riguardante la società Catania Multiservizi Spa e nell'interpellanza pubblicata nell'allegato B del 26 maggio 2000, con il n. 2-02437, relativa al vecchio edificio Mulino Santa Lucia sito in Catania, ho chiesto che mi venisse data la possibilità di discutere in sede parlamentare. Signor Presidente, la prego di seguirmi.
PRESIDENTE. La sto ascoltando, avendolo già fatto altre otto volte sullo stesso tema, so di cosa sta parlando.
BENITO PAOLONE. Però potrebbero esservi novità tali da indurre la Presidenza ad inoltrare un ulteriore sollecito...
PRESIDENTE. Lo faccio ogni volta, onorevole Paolone.
BENITO PAOLONE. Lo so, l'ho anche apprezzato e l'ho sempre ringraziata per questo. Quello che mi sconcerta è che il Governo, di fronte a simili dichiarazioni e accuse, non si presenti a rispondere alle interpellanze prima che finisca la legislatura. Io voglio sapere cosa pensi il ministro Bianco, in qualità di controllore e ministro dell'interno, degli enti locali e dell'attività svolta in essi da un signore, che si potrebbe chiamare Paolone, Violante, Bianco, relativamente alle procedure, agli atti e ai comportamenti. Lo devo sapere perché è il ministro dell'interno della mia nazione e, siccome ha il carico di gravissime responsabilità, che non possono essere superate evitando il confronto, perché comunque emergeranno, è necessario un chiarimento. Può darsi che io sbagli, ma perché non mi si toglie il dubbio che ho, perché ritengo che il ministro dell'interno abbia gravi responsabilità. Mi sembra doveroso e, chiarito il dubbio, potrò dire che ho sbagliato e comunque ringraziare perché mi si è fatto capire come stanno le cose. Ma questo è inaudito perché, formalmente e informalmente sollecitato, il Governo non viene a rispondere.
PRESIDENTE. Onorevole Paolone, come lei sa, non esiste un potere di coazione della Camera o del Senato nei confronti dei ministri. Oggi è così, se modificheremo il regolamento, sarà diverso, ma, ripeto, la Presidenza della Camera si è ogni volta adoperata per sollecitare una risposta. Lei potrà trarre i giudizi politici che ritiene, non essendoci uno strumento che costringa il Governo a venire a rispondere in Parlamento.
GAETANO VENETO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GAETANO VENETO. Signor Presidente, questo breve intervento in aula conclude la mia esperienza parlamentare e colgo l'occasione per ringraziarla per tutto.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Veneto. Ho ricevuto la sua lettera stamattina. Prenderò contatti con il Presidente del Senato per deliberare insieme il da farsi e poi naturalmente la informerò.
PAOLO ARMAROLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO ARMAROLI. Signor Presidente, il sottosegretario Bressa pochi minuti fa sul provvedimento relativo alle foibe si è comportato un po' come Ponzio Pilato: lavandosene le mani, si è rimesso all'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Armaroli, le cose non stanno come dice lei, perché il parere del sottosegretario Bressa era sugli emendamenti e non sulla legge. Sugli emendamenti si è rimesso all'Assemblea ed era liberissimo di farlo; se fosse stata la dichiarazione di voto finale sulla legge, avrebbe avuto ragione, ma non si trattava di questo.
PAOLO ARMAROLI. D'accordo, la ringrazio.
GIUSEPPE PALUMBO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE PALUMBO. Signor Presidente, vorrei associarmi all'interpellanza dell'onorevole Paolone, perché, al di là del fatto che l'abbia sollecitata per otto volte, i recenti fatti e gli sviluppi del caso Catania, dell'antimafia e del Consiglio superiore della magistratura ed i recenti (di ieri) sviluppi, anche giudiziari a Catania e provincia impongono chiarimenti in tal senso.
Paolone, affinché il ministro Bianco, ex sindaco di Catania, venga a chiarire questi fatti che destano grandissima preoccupazione in tutti.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Palumbo.
Ieri sera e poi ancora questa mattina, la Rai, relativamente alla votazione di ieri sul federalismo, ha riferito che l'onorevole Acierno, del Movimento sociale-Fiamma tricolore avrebbe votato a favore o si sarebbe astenuto, per cui, comunque, il nostro voto favorevole sarebbe passato grazie anche a questo fatto. Sappiamo che non è così, che si tratta di una falsità. Il servizio o è stato confezionato prima del voto, e sarebbe addirittura una cosa assurda, o è volutamente falso o si tratta di un errore, ma saremmo di fronte ad una superficialità incredibile. È stato, infatti, detto ieri sera e ripetuto due volte, anche questa mattina. Siamo di fronte, comunque...
Siamo di fronte ad un classico esempio di disinformazione su un fatto di rilevante valenza politica: tutto il servizio può essere portato ad esempio in qualsiasi scuola di giornalismo per dimostrare come non si debba fare informazione. È stato trasmesso prima il commento dell'onorevole Berlusconi e poi si è data la notizia che noi abbiamo votato in un certo modo. Comunque, volevo sottolineare quanto è accaduto, nell'augurarmi che vi sia almeno una rettifica (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo e misto-Verdi-l'Ulivo).
Signor Presidente, ringraziandola ancora, le chiedo di sollecitare ulteriormente la risposta del Governo perché mi venga tolto il dubbio che investe grandissima parte della vita della gente della mia città, di Catania, e finalmente ci si possa sentire sereni come cittadini per il fatto che chi dirige la polizia, l'ordine pubblico e controlla gli enti locali, sia una persona affidabile senza responsabilità per il pregresso, cosa che sarebbe estremamente grave. Gradirei che questi dubbi fossero tolti a me personalmente, alla mia città, al Parlamento italiano e a tutto il popolo italiano.
Desidero segnalare un fatto che spero non aggravi il clima preelettorale, già teso e già greve. Ieri pomeriggio lei ha avuto occasione di notare che una Commissione parlamentare d'inchiesta, malgrado le sue richieste formali di sconvocazione dei lavori, mi riferisco alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul dissesto della federazione italiana dei consorzi agrari, sorprendentemente, e segnalando una cupiditas, quasi un furor laborandi del presidente, ha proseguito i suoi lavori. Quindi, lei ha dovuto insistere nella sua richiesta, ottenendo finalmente la sconvocazione.
In questo clima ieri sera il presidente della Commissione (dalle 24 di stanotte ex presidente, perché la Commissione era a termine, fino al 28 febbraio) ha ritenuto di far votare, in assoluto dispregio delle norme regolamentari e legislative, con una maggioranza non adeguata rispetto al dettato normativo e regolamentare, una presunta bozza di relazione, tutta opera «privata» del presidente.
Ho già trasmesso via fax una lettera - usufruendo della normativa sui fax - alla sua attenzione, come Presidente della Camera, e all'attenzione del Presidente Mancino, che ieri aveva tollerato quella convocazione e quella riunione fino al suo invito di sconvocazione, segnalando l'assoluta irregolarità di tutto ciò.
Lascio questo mio discorso a verbale, perché ella, Presidente, che in questo momento presiede nuovamente la seduta dell'Assemblea, possa prendere ogni doveroso ed opportuno provvedimento e conseguentemente compiere ogni atto nei confronti del Presidente Mancino, volto ad evitare che vengano fuori aborti di carattere apparentemente corretto, ma in realtà espressione soltanto di forme di prevaricazione: mi riferisco alla proposta di relazione della Commissione d'inchiesta sul dissesto della Federconsorzi, ora sciolta.
La ringrazio e le auguro buon lavoro.
Ritengo che il sottosegretario Bressa, da persona colta quale è, non ignori la Costituzione e segnatamente in questo caso l'articolo 95, il cui primo comma recita: «Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri».
Il sottosegretario Bressa dovrebbe sapere che nel corso dello svolgimento di una recente interrogazione a risposta immediata il signor Presidente del Consiglio, Giuliano Amato, ha dato ampia assicurazione sul fatto che il Governo era pienamente favorevole al provvedimento sulle foibe e che anzi si scusava per il colpevole ritardo degli uffici del Governo che non avevano prodotto la necessaria documentazione.
Quindi, per la trasparenza - e la trasparenza è democrazia, Presidente - è bene che si sappia che il Governo, per la bocca più autorevole, quella del signor Presidente del Consiglio, è pienamente favorevole a questo provvedimento. Allora, signor Presidente, non capisco e mi permetto di censurare...
Catania è una città che ha bisogno di chiarezza, soprattutto in prossimità della prossima sfida elettorale. Pertanto, mi associo anch'io all'interpellanza dell'onorevole
Sospendo la seduta, che riprenderà nel pomeriggio con lo svolgimento di interpellanze urgenti.


