Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 870 dell'1/3/2001
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 6499)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pecorella. Ne ha facoltà.

GAETANO PECORELLA. Su questo testo si è voluta costruire un'ipotesi di blocco da parte della Casa delle libertà: ipotesi che non è mai esistita perché, ovviamente, lo sviluppo dell'attività giurisdizionale non può che essere nel senso di un maggiore collegamento tra tutti gli Stati.
Tuttavia questa è una legge sbagliata su una convenzione giusta. Lo è perché contiene una serie infinita di errori tecnici che non fanno onore a questo Parlamento e che prevedono, tra l'altro, tanto per citarne uno, la possibilità di fare videoconferenze in situazioni che nel nostro ordinamento non sarebbero possibili; essa non prevede nemmeno per le videoconferenze la presenza del difensore accanto all'imputato laddove questa videoconferenza sia fatta con l'imputato che si trovi all'estero.
Addirittura, tra le norme che ci apprestiamo ad approvare, ve ne è una in relazione alla quale, se l'imputato si trova all'estero e, nell'ipotesi che sia detenuto non accetta la videoconferenza, viene considerato contumace. Questa è veramente una mostruosità giuridica perché l'imputato detenuto che ha un impedimento o accetta di vedere ridotti i propri diritti, perché non ha nemmeno un difensore vicino oppure deve essere considerato contumace anche se detenuto all'estero.
Ebbene, davanti a queste cose c'è davvero da sorprendersi che giuristi insigni e capaci, con cui abbiamo lavorato parecchie volte ed abbiamo trovato una


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soluzione giusta vogliano invece insistere su una legge che tocca il codice di procedura penale, che riguarda istituti fondamentali come le videoconferenze, che riguarda istituti come l'utilizzabilità degli atti. Per una scelta di tipo semplicemente politico, a mio avviso, per poter dire cioè che abbiamo approvato questa convenzione, si insiste nel non voler modificare una legge che avrebbe potuto essere modificata e approvata al Senato con le modifiche opportune. Non possiamo non apprezzare comunque che l'onorevole Bonito, almeno su un punto, si sia reso conto del fatto che quell'emendamento era giusto e andava approvato.
Noi riteniamo di dover approvare questa legge di ratifica perché condividiamo la convenzione ma non condividiamo tutta una serie di norme di modifica del codice di procedura penale. Non le condividiamo perché sono norme sbagliate e tecnicamente inaccettabili. Quindi il nostro sarà un voto politico nel senso che Forza Italia esprimerà un voto favorevole su questa convenzione proprio per dimostrare che non è sul piano degli intralci normativi che noi pensiamo di dover affrontare le questioni, ma diciamo subito che la maggioranza ha la responsabilità di aver fatto una brutta legge, di non averla voluta rimeditare solo per ragioni di schieramento e si assumerà la responsabilità domani di tutti gli errori, le manchevolezze, gli intralci e le confusioni che si verificheranno nei nostri tribunali.
Quando si vuole approvare una legge a tutti i costi solo per una questione di schieramento e non si vuole creare una legge buona apportando anche quelle che - ne sono sicuro - nella coscienza di molti di loro sono avvertite come modifiche che andavano fatte, non si fa un buon servizio al paese. Questa è la mia opionione al di là della contrapposizione che si può verificare su molte altre cose: sulla logica, sulla coerenza, sul buonsenso; nel fare buone leggi, le contrapposizioni meramente politiche recano però solo un danno, mentre potremmo produrre cose ben fatte ragionando assieme e negli stessi termini. Ne è prova il fatto che la gran parte, se non l'insieme, degli emendamenti che abbiamo presentato sono stati presi dalla maggioranza. Non sono emendamenti nostri: sono stati presi dalla I Commissione ed il relatore è un uomo della maggioranza, un parlamentare della maggioranza. Anzi, sono stati presi dallo stesso relatore; sono stati recepiti nelle conclusioni a cui, con osservazioni, era arrivata la II Commissione.
Ebbene, è davvero singolare che persone che hanno fatto certe proposte non le portino poi fino in fondo, andando evidentemente contro le loro stesse convinzioni. Ritengo ciò davvero inaccettabile da parte di chiunque, a maggior ragione da parte del parlamentare che dovrebbe avere, secondo me, per bandiera la coerenza e la linearità del proprio pensiero.
Per questo motivo, pur votando a favore, noi denunciamo gli errori di questa legge che porteremo in tribunale perché molte di queste norme sono incostituzionali.
Faremo così capire come certe volte la politica, gli schieramenti, la faziosità fanno chiudere gli occhi anche sulle cose giuste (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.

GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, Rifondazione comunista voterà a favore del provvedimento in esame, pur se con una profonda perplessità in relazione all'articolo 12 e al secondo comma dell'articolo 205-ter, che riguarda la partecipazione a distanza al procedimento dell'imputato detenuto all'estero; così come è stata formulata la norma, riteniamo infatti che comporti una violazione del diritto di difesa, che dovrebbe essere inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Chiedo infine alla Presidenza l'autorizzazione a pubblicare in calce al resoconto stenografico della seduta odierna il testo di considerazioni integrative al mio intervento.


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PRESIDENTE. La Presidenza lo consente, onorevole Pisapia.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, desidero annunciare il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra sul provvedimento in esame, che riteniamo importante: si tratta infatti di munire il nostro ordinamento di uno strumento in ordine ai rapporti internazionali, per favorire le indagini e, comunque, l'applicazione del diritto nel nostro paese. Quanto alle perplessità che sono state denunciate con tanta passione dal collega Pecorella, ritengo che il loro ambito possa essere fortemente contenuto: sono infatti assolutamente convinto che, applicando i principi generali dell'ordinamento e le norme costituzionali in materia di diritto e processo penale, quelle perplessità possano trovare risposta adeguata e rispondente ai principi di civiltà giuridica per i quali tanto laboriosamente ci siamo impegnati in questa legislatura.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.

MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, intervengo solo per pochi secondi, poiché il collega e avvocato Pecorella ha già chiarito in termini più estesi e completi il punto di vista della Casa delle libertà: in questa sede, stiamo votando l'autorizzazione alla ratifica di una Convenzione, per cui non possiamo non votare a favore, ma mi si consentano due brevissime osservazioni. In primo luogo, ci lamentiamo per il fatto che le leggi siano contraddittorie, ma poi realizziamo leggi che sono sempre più contraddittorie, illogiche, complicate: per volontà della maggioranza, creiamo così sempre maggiori problemi, laddove si sostiene che sarebbe necessaria una linearità nell'esposizione logica delle normative. Mi sembra un assurdo!
In secondo luogo, è veramente strano che non si sia voluto tenere conto di tutte le osservazioni che il Comitato pareri della I Commissione aveva espresso, pur se con un orientamento favorevole sul provvedimento: mi auguro, comunque, che la storia di questa Convenzione termini il più presto possibile al Senato: sarà altro lavoro che il futuro legislatore dovrà fare per cercare di rappezzare gli errori che vengono compiuti oggi! Trattandosi di una Convenzione, esprimeremo comunque complessivamente, pur con tutte le perplessità evidenziate, il nostro voto favorevole.

FRANCESCO CARBONI, Relatore per la II Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO CARBONI, Relatore per la II Commissione. Signor Presidente, per quanto mi riguarda, devo respingere le considerazioni dell'onorevole Pecorella in riferimento all'incoerenza del relatore. In una prima fase, il disegno di legge pervenne alla II Commissione in sede consultiva, per l'espressione del parere alla III Commissione: le osservazioni che la Commissione espresse in quel parere sono contenute negli emendamenti che poi la stessa Commissione ha approvato in sede referente. Quindi, il ragionamento è stato perfettamente coerente: gli emendamenti riguardano il parere espresso dalla I Commissione ed è su quel parere che la II Commissione ha espresso opinione contraria.

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