(Sezione 10 - Importazione di concentrato di pomodoro)
L)
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri del commercio con l'estero, delle politiche agricole e forestali, delle finanze e della sanità, per sapere - premesso che:
in Italia il comparto del trasformato del pomodoro è un segmento molto rilevante nel panorama della trasformazione agro-industriale, e di certo il più importante nell'ambito dei prodotti ortofrutticoli trasformati;
di conseguenza, la coltivazione di pomodoro da industria incide in modo de
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terminante sull'economia agricola e dell'indotto collegato di alcune regioni del nostro Paese;
a causa di elevate importazioni di prodotto semilavorato dalla Cina, sotto forma di concentrato di pomodoro, si sta verificando una profonda crisi del mercato del prodotto nazionale, che sta investendo oggi le aziende di trasformazione, ma che certamente si rifletterà negativamente anche sui produttori agricoli, già profondamente segnati dai problemi connessi a scarsa attività di controllo e tutela, rispetto a prodotti di interesse alimentare importati nel nostro Paese;
in più occasioni (l'ultima è riferita al sequestro avvenuto il 10 febbraio 2001 da parte della guardia di finanza nel porto di Bari di 112 tonnellate di triplo concentrato di pomodoro avariato), si è accertato che trattasi di pomodoro semilavorato di pessima qualità, pagato al di sotto dei prezzi applicati dal mercato mondiale, e soprattutto senza nessuna garanzia di tracciabilità del prodotto;
queste importazioni sono consentite sfruttando il meccanismo delle importazioni temporanee in esenzione di dazi, il che dà la possibilità ad alcuni operatori di rifornirsi di concentrato di pomodoro a bassissimo costo che, adeguatamente rilavorato, viene immesso sul mercato come prodotto tipicamente italiano, eludendo in questo modo quella serie di prescrizioni e controlli a cui è soggetta la produzione italiana;
in data 22 febbraio si riunirà il comitato tecnico interministeriale per autorizzare ulteriori importazioni di concentrato cinese, elevando il rischio di un definitivo collasso della filiera -:
se non ritengano che il concentrato in importazione temporanea da Paesi extra europei debba essere assoggettato agli stessi controlli igienico-sanitari a cui viene assoggettato il prodotto italiano ai sensi della normativa vigente;
quali azioni si intendano intraprendere al fine di verificare se il prodotto cinese sia stato ottenuto nel rispetto della normativa italiana e comunitaria a tutela dei consumatori e quindi, riferite all'uso nella coltivazione del pomodoro, di prodotti chimici non consentiti e di sementi geneticamente modificati;
al fine di salvaguardare l'immagine di una produzione tipicamente mediterranea e italiana e non correre il rischio di quanto già avvenuto per la produzione vinicola italiana, in occasione dello scandalo del metanolo, se non ritengano di sospendere i permessi di importazione temporanea o, in alternativa, elevare oltre i limiti di convenienza i dazi previsti, nel caso in cui operatori del settore facciano richiesta di nazionalizzare il concentrato proveniente da importazione temporanea.
(2-02916)
«Marinacci, Leone, Tatarella, Scarpa Bonazza Buora, Divella, Donato Bruno, Bertucci, Marzano, Massidda, Cuccu, Ricci, Teresio Delfino, Grillo, Guidi, Marotta, Cito, Collavini, Cascio, Misuraca, Amoruso, Polizzi, Benedetti Valentini, Antonio Pepe, Aloi, Cardiello, Lorusso, De Ghislanzoni Cardoli, Giuliano, Vincenzo Bianchi, Gazzilli, Riccio, Pampo, Losurdo, Mantovano, Simeone, Manzoni, Del Barone, Cimadoro, Niccolini, Chiappori, Grugnetti, Sestini».
(21 febbraio 2001)