(Sezione 6 - Trasferimento della farmacia del comune di Rose - Cosenza)
F)
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri della giustizia, della sanità e dell'interno, per sapere - premesso che:
nel comune di Rose (CS), ove risiedono circa 4.200 abitanti, esiste una sola farmacia, da sempre ubicata nel centro storico;
l'80 per cento della popolazione residente si trova nel centro storico ed a monte dello stesso;
il centro storico trovasi ubicato in zona equidistante e facilmente raggiungibile da tutte le frazioni;
l'amministrazione comunale, con atto n. 63 del 19 aprile 2000, della giunta comunale, e con atto n. 21/2000 del consiglio comunale ha, unanimemente, deliberato di opporsi alla richiesta di trasferimento, presentata all'Asl n. 4 di Cosenza dalla dottoressa Lucente, relativa all'esercizio farmaceutico sede unica di Rose, dai locali di via Italia a quelli di C. da Petraro, ciò in considerazione dei gravi disagi che il trasferimento avrebbe comportato per la maggioranza dei cittadini e soprattutto per gli anziani;
con delibera n. 841 dell'8 giugno 2000, il direttore generale dell'Asl n. 4 di Cosenza, ritenuta la fondatezza dell'opposizione proposta dal consiglio comunale di Rose, ha respinto la richiesta di autorizzazione al trasferimento della farmacia proposta dalla dottoressa Lucente;
avverso il suddetto atto deliberativo n. 841/2000 del D.G. Asl n. 4, la dottoressa Lucente ha proposto ricorso al Tar con richiesta di sospensiva cautelare degli effetti dell'atto, richiesta rigettata dal Tar Calabria con ordinanza n. 744 del 14 settembre 2000;
a seguito di specifica richiesta inoltrata, per conto della dottoressa Lucente, dall'avvocato Paolini, il consiglio comunale, con atto n. 63/2000, unanimemente, ha
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deliberato di non accogliere la richiesta di trasferimento della farmacia in C. da Petraro con contestuale istituzione di un dispensario farmaceutico stagionale a Rose centro;
nella seduta consiliare del 6 dicembre 2000, il sindaco ha comunicato di essere venuto a conoscenza che in data 28 novembre 2000, il commissario straordinario Asl n. 4, con atto n. 1507, aveva autorizzato il trasferimento della farmacia senza che fossero intervenuti nuovi fatti; nella stessa seduta con atto n. 69/2000, sempre all'unanimità, il consiglio comunale ha approvato indirizzi di promozione e sviluppo del tessuto commerciale nel centro storico, stabilendo in particolare che l'esercizio farmaceutico dovrà essere ubicato, trattandosi di servizio di pubblica utilità, esclusivamente nell'ambito del centro storico fino a quando il territorio comunale sarà sede di unica farmacia;
il citato atto deliberativo n. 69/2000, in data 7 dicembre 2000, è stato presentato dal sindaco e da consiglieri comunali al commissario straordinario Asl n. 4, il quale alla presenza di numerosi amministratori e cittadini nel pomeriggio dello stesso giorno ha sottoscritto provvedimento di revoca dell'autorizzazione al trasferimento della farmacia;
nella tarda serata del 7 dicembre 2000, un nutrito gruppo di cittadini si è radunato dinanzi ai locali sede della farmacia in viale Italia, ove si stavano svolgendo operazioni di trasloco; a seguito dell'intervento della polizia municipale e dei carabinieri della locale stazione, le operazioni di trasloco venivano sospese;
in data 8 dicembre 2000, il vice sindaco si è rivolto ai carabinieri della locale stazione rappresentando lo stato di tensione sociale che l'inizio delle operazioni di trasloco della sera precedente avevano provocato nella cittadinanza;
nelle prime ore del mattino del 9 dicembre 2000, con l'assistenza dei carabinieri, sono iniziate le operazioni di trasloco; in tale data l'esercizio farmaceutico di viale Italia è rimasto chiuso provocando lo stazionamento di numerosi cittadini bisognosi del prelievo di farmaci, anche urgenti;
il sindaco di Rose, al fine di scongiurare l'illegittima apertura che avrebbe causato problemi di ordine pubblico, nella giornata di domenica 10 dicembre emanava ordinanza n. 31/2000, con la quale veniva ingiunto alla titolare di astenersi dall'apertura della sede farmaceutica nei locali in C. da Petraro, in attesa del perfezionamento del provvedimento di revoca dell'azienda sanitaria, e di provvedere all'immediata apertura della sede sita in viale Italia 28;
nella giornata dell'11 dicembre 2000, la titolare della sede farmaceutica, dottoressa Antonia Lucente, incurante dell'ordinanza sindacale notificatagli e del provvedimento di revoca emanato dall'Asl, anch'esso, nel frattempo, notificato prima che intervenisse l'esecutività dell'atto autorizzatorio precedentemente emanato dalla stessa Asl e nonostante gli inviti delle forze dell'ordine, apriva la nuova sede farmaceutica, del tutto abusiva, in C. da Petraro;
in data 19 dicembre 2000, veniva presentato, dalla giunta comunale di Rose, un esposto in ordine all'abusivo esercizio di farmacia nel comune di Rose, località Petraro, titolare dottoressa Antonia Lucente, richiesta intervento urgente, presso la procura della Repubblica presso il tribunale di Cosenza;
in data 19 dicembre 2000, a firma della giunta municipale, è stata presentata, all'assessorato ragionale alla sanità, istanza di chiusura immediata ex articolo 3 comma 2 legge n. 362 del 1991 - farmacia loc. Petraro di Rose (CS), nonché richiesta di revoca del decreto PGR n. 2297/87 di assegnazione della titolarità dell'esercizio di farmacia in Rose - centro storico, in Viale Italia, 28, alla dottoressa Lucente;
in data 19 dicembre 2000, è pervenuta al sindaco, da parte dei Nas di Cosenza, «proposta adozione provvedimenti
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amministrativi ai sensi dell'articolo 123 Tullss e legge regionale n. 18 del 19 aprile 1990»;
in data 19 dicembre 2000, è pervenuta nota prot. 754 del 19 dicembre 2000, dell'AS, regolarmente notificata alla titolare, invito a «provvedere all'immediata chiusura dell'esercizio attivato in contrada Petraro e al ripristino dell'attività di farmaceutica nel centro storico» ciò in ottemperanza a quanto stabilito con delibera dell'AS n. 1556 del 7 dicembre 2000;
in data 20 dicembre 2000, la titolare continuava ad aprire la sede abusiva sita in C. da Petraro ed in mattinata sono intervenute le forze dell'ordine al fine di allontanare i cittadini che, spontaneamente, stazionavano davanti all'esercizio abusivo, consentendo l'ingresso nei locali abusivi degli addetti al servizio farmaceutico di Rose e quindi la vendita abusiva dei farmaci;
le circostanze sopra esposte hanno provocato, oltre a gravi disagi, uno stato di forte tensione sociale nel territorio comunale, con assembramenti spontanei di gruppi di cittadini dinanzi alla sede abusiva della farmacia sita in C.da Petraro;
dei fatti esposti sono costantemente informati il prefetto, il procuratore della Repubblica, i carabinieri, l'Asl n. 4 di Cosenza, l'assessore regionale alla sanità, il presidente della giunta regionale;
a tutt'oggi nessun provvedimento è stato emesso tendente a ripristinare lo stato di legalità significando che da più giorni il paese di Rose è ormai privo, di fatto, di un servizio di pubblica utilità qual è quello farmaceutico -:
quali provvedimenti intendano intraprendere per stabilire le legalità richiesta dal consiglio comunale di Rose e dall'intera cittadinanza, condizioni minime di un vivere civile e democratico che dovrebbero essere insiti in un Paese come il nostro, atteso che gli stessi cittadini stanno perdendo ogni fiducia nelle istituzioni in quanto, pare, che non esista una autorità preposta che possa, immediatamente, porre in esecuzione provvedimenti emanati dal sindaco quale ufficiale di governo e dall'azienda sanitaria locale, tendenti a chiudere un esercizio del tutto abusivo e senza autorizzazione alcuna e ripristinare l'immediata apertura della legale sede e quali iniziative si intenda assumere al fine di fronteggiare la situazione di turbamento dell'ordine pubblico che potrebbe sfociare in atti gravi determinati dagli eventi sopra riportati;
se vi siano state inadempienze e responsabilità da parte delle autorità competenti per non aver dato seguito ai provvedimenti urgenti sopra menzionati.
(2-02794)
«Eduardo Bruno, Grimaldi, Brunetti, Saia».
(20 dicembre 2000)