Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 868 del 27/2/2001
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 7011-B)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bianchi Clerici. Ne ha facoltà.

GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Signor Presidente, preannuncio il voto convintamente contrario dei deputati del mio gruppo sul provvedimento. Credo che oggi la Camera dei deputati abbia accettato supinamente un ricatto rispetto a posizioni che nascono da pressioni fortissime, come è stato denunciato anche questa mattina su un quotidiano nazionale di grande importanza.
Signor Presidente, in questi mesi ne abbiamo sentite di tutti i colori: abbiamo sentito dire che in questa vicenda sono coinvolti figli e nipoti di personaggi eccellenti, che sono in grado di condizionare evidentemente anche i lavori della Camera e del Senato; non ho le prove (se le avessi farei nomi e cognomi), ma in questi mesi si è avuto uno stillicidio di informazioni su nomi eccellenti che sono scivolati di bocca in bocca.
Ritengo che oggi il Parlamento italiano abbia dato cattiva prova di obiettività e di giustizia: non posso non pensare ai 14 mila ragazzi italiani che l'anno scorso hanno accettato il verdetto dei test, hanno rinunciato a fare ricorso e si sono semplicemente iscritti ad un'altra facoltà; quei ragazzi non hanno ritenuto di trovare la via all'italiana per situazioni del genere (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania, di deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e del deputato Targetti)! A quei 14 mila ragazzi va il mio rispetto e quello dei deputati del mio gruppo e mi auguro che in futuro le cose possano cambiare. Ricordiamoci che il numero programmato in alcune facoltà è stato imposto da una direttiva europea; di conseguenza, nel 1999, abbiamo approvato una legge che regolamentasse la materia. Continuo a pensare che le istituzioni debbano rispettare le leggi che hanno contribuito a fare (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania, di deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e del deputato Targetti)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Napoli. Ne ha facoltà.

ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, intendo fare una dichiarazione di voto a titolo personale, considerato che i deputati del mio gruppo sono stati lasciati liberi di decidere le proprie scelte. La mia dichiarazione di voto scaturisce da una valutazione di giustizia e di coerenza personale e morale. Forse non tutti i colleghi che hanno votato precedentemente - ripristinando in parte il comma che era stato abolito dalla Commissione ed inserito dal Senato - si sono resi conto della gravità e dell'ingiustizia che il provvedimento (nel testo che verrà approvato) arrecherà al paese. Non si sono resi conto del fatto che, lasciando da parte circa duemila studenti e le rispettive famiglie, hanno concesso la sanatoria a ragazzi che potrebbero sostenere un solo esame entro la data di domani: che non si chiami, questa, una sanatoria di merito! È inconcepibile e assurdo che si conceda una sanatoria a


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studenti che, dopo essere stati iscritti per ben due anni, potrebbero sostenere un solo esame nella giornata di domani: si tratta di un'iniquità e di un'ingiustizia senza limiti!
Signor Presidente, ancora non è stata data una risposta (mi rivolgo ai colleghi dell'altro gruppo politico). Che risposta darete a quelle migliaia di studenti che non hanno potuto sostenere l'esame per divieto assoluto delle università? Riconoscete in maniera chiara che quello che questa sera approvate è un provvedimento di carattere elettorale - di carattere elettorale, lo ribadisco - ma assolutamente iniquo nei confronti dei giovani studenti; è un esempio assolutamente non lodevole per un Parlamento che dovrebbe avere la p maiuscola (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenti, alla quale ricordo che ha a sua disposizione due minuti. Ne ha facoltà.

MARIA LENTI. Signor Presidente, preannuncio assai rapidamente il voto favorevole di Rifondazione comunista a questo provvedimento, che è, per la verità, un provvedimento di giustizia elementare. Dà, infatti, agli studenti interessati una possibilità, apre un varco, benché minimo, poiché limitato da una data ed anche da un numero, quello relativo all'esame.
Voglio ricordare che molti studenti non hanno potuto sostenere nemmeno l'esame richiesto. Certamente, giustizia non elementare ma superiore - come dicevo prima - sarebbe stata quella di una sanatoria totale, anzi sarebbe l'abolizione del numero chiuso. Un numero chiuso che - lo ribadisco -, tarpa le ali al desiderio che molti ragazzi hanno di frequentare alcune facoltà e non altre.
Quello che ci accingiamo a votare è, dunque, un provvedimento insufficiente, come dimostra anche il modo in cui quest'aula vota. Tuttavia, poiché dà ai ragazzi una risposta positiva, anche se parziale, Rifondazione comunista si esprimerà a favore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Riva. Ne ha facoltà.

LAMBERTO RIVA. A titolo personale, signor Presidente, dichiaro di votare contro questa proposta di legge e di farlo proprio per il rispetto di tutti i giovani universitari, anche quelli che si sono lasciati trarre in inganno dall'invito a non far conto della legge ed hanno accolto la sospensiva del TAR come consenso all'iscrizione. Io ritengo che rendiamo un vero servizio ai giovani dimostrandoci capaci di dire no e quindi di rispettare la legge: dura lex sed lex. Noi dobbiamo insegnare ai giovani a combattere contro una legge se non la ritengono giusta, ma non a venir meno ad essa. Questo è il vero servizio che, probabilmente, oggi non facciamo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dalla Chiesa. Ne ha facoltà.

NANDO DALLA CHIESA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i Democratici hanno accettato e contribuito a che questo provvedimento venisse sottoposto all'esame dell'Assemblea in tempi celeri ed hanno anche valutato positivamente alcuni cambiamenti introdotti al testo, a loro avviso impresentabile, del Senato. Dunque, non hanno fatto ostruzionismo, non hanno rallentato i lavori, poiché c'erano, obiettivamente, delle risposte da dare; ma il parere rimane negativo, per le ragioni che sono state già illustrate.
Non so quali ragioni verranno addotte dal Parlamento l'anno venturo per spiegare come mai i ricorsisti abbiano il diritto di entrare all'università con una decisione politica. Mi sfugge, non riesco ad immaginare quali artifici dialettici verranno introdotti in quest'aula. Certo è che quest'anno, rispetto all'anno scorso, abbiamo già visto una notevole sofisticazione delle argomentazioni, a volte una semplificazione estrema e brutale. A me pare che dobbiamo assumerci delle responsabilità


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nei confronti del rispetto di un principio: quello del numero programmato.
Rispetto le posizioni dei colleghi di Rifondazione comunista, i quali sono gli unici che contestano questo principio: gli altri lo accettano, ma sono pronti a tradirlo di fronte alle pressioni che ci sono di volta in volta e che pesano in una vicenda preelettorale come questa. Possiamo infatti negare che sia così in quest'aula, ma ciascuno di noi ha sentito con le proprie orecchie la domanda: «quanti voti perdiamo se gli diciamo di no?» L'ho sentita con le mie orecchie, come l'hanno sentita altri colleghi.
Non facciamo quindi finta che la questione elettorale non c'entri nulla: i collegi uninominali imprigionano la volontà di ognuno di noi e subiamo il condizionamento della concorrenza tra i vari movimenti giovanili. Ritengo che tutto ciò esuli dalle nostre responsabilità istituzionali. Dobbiamo fare in modo che la legge sia davvero uguale per tutti ed è per questo che annuncio che voteremo contro un provvedimento che viola il principio «la legge è uguale per tutti» e che sostituisce al giudizio della magistratura quello di convenienza politico-elettorale (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici-l'Ulivo e misto-Federalisti liberaldemocratici repubblicani e del deputato Giancarlo Giorgetti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Del Barone. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE DEL BARONE. Signor Presidente, non sono solito zigzagare con la mia coscienza: sono stato sempre favorevole al provvedimento al nostro esame e lo confermo anche in questo momento. Chiederò all'onorevole Dalla Chiesta di darmi i numeri del superenalotto, visto che sa già cosa accadrà tra un anno e mezzo...
Sono convinto, ero convinto e rimarrò sempre convinto che non ci siano motivi elettorali dietro questo provvedimento e non mi interessano affatto le dissertazioni tenute sul Corriere della Sera da giornalisti che farebbero bene ad interessarsi di questioni molto più serie. Stringo la mano ai 14 mila ragazzi, ma soffro con i 2 mila ricorsisti per una legge che si dimostra iniqua. Stiamo definendo sanatoria un provvedimento che non è tale.
Questi sono i motivi che mi fanno tenere nascosta la mia insoddisfazione per le modalità di questa sanatoria, che sarebbe stato meglio approvare nei termini con i quali era stata approvata inizialmente dalla Camera dei deputati. Tuttavia, per i beati monoculi in terra caecorum, per le sofisticazioni del Governo dovute ad un sottosegretario che ha detto e non detto, ma soprattutto non ha risposto in maniera soddisfacente alle domande che gli erano state rivolte, solidarizzo con questi ragazzi e con le loro famiglie e dico convintamente sì a questo provvedimento già approvato dal Senato della Repubblica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillo. Ne ha facoltà.

MASSIMO GRILLO. Signor Presidente, i deputati del gruppo misto-CCD avevano presentato un'apposita proposta di legge sull'argomento, in seguito ad una risposa fornita ad una interrogazione da parte del sottosegretario Guerzoni. Onorevole sottosegretario, le farò omaggio del resoconto in cui viene riportata la sua risposta, nel corso della quale lei aveva affermato che, in caso di discussione in Parlamento, il Governo si sarebbe rimesso alla volontà delle Camere. Oggi lei ha fatto un discorso ancora una volta diverso, diverso anche da quello fatto al Senato, con un'inversione di tendenza da parte del Governo che dice no alla sanatoria nonostante la volontà del Parlamento.
Sul provvedimento vi è una diversa maggioranza tra Camera e Senato, con l'indisponibilità del Senato a rivedere la posizione assunta. Riteniamo vi sia una chiara responsabilità del Governo e della maggioranza, responsabilità che non può essere attribuita allo studente: in tutta


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questa vicenda, qual è la responsabilità degli studenti, che si sono trovati in una situazione sospensiva riconosciuta dai TAR? Questo è quello che indispone e che non ci fa capire la posizione assunta da chi non vuole assolutamente sostenere la regolarizzazione dell'accesso ai corsi universitari.
Riteniamo che questo provvedimento risolva solo parzialmente la questione.
Si mantengono delle macroscopiche ingiustizie per tutti quegli studenti che non sono stati messi, per ragioni diverse, nelle condizioni di sostenere altri esami.
Ciò detto, preannunciamo il nostro voto favorevole su questo testo che consideriamo, diciamo così, il male minore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Capua, al quale ricordo che ha a disposizione un minuto. Ne ha facoltà.

FABIO DI CAPUA. Presidente, preannuncio che voterò con convinzione contro il provvedimento in esame. Mi sarei aspettato un dibattito sul numero programmato, sul rigore nei percorsi formativi dell'università, sull'autonomia degli atenei. Siamo invece scivolati sull'aspetto peggiore del dibattito politico in ordine a questo argomento.
Si è detto ormai tutto. Stiamo scrivendo un'ulteriore pagina grigia di questo Parlamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Targetti. Ne ha facoltà.

FERDINANDO TARGETTI. Presidente, alcuni colleghi hanno sviluppato argomentazioni contrarie al numero programmato. Si tratta di un tema serio che non condivido, ma che purtroppo si è intrecciato con aspetti che con il numero programmato non hanno niente a che vedere.
La maggior parte dei deputati sono favorevoli al numero programmato ma nello stesso tempo votano a favore della sanatoria e hanno una posizione molto più contraddittoria di quella di coloro che hanno sostenuto in modo più chiaro e inequivoco l'opposizione a tale principio.
Così facendo abbiamo commesso due ingiustizie. La prima è a favore di coloro che hanno fatto ricorso - e lo hanno perso - al Consiglio di Stato (noi come Parlamento ci siamo sostituiti al giudizio dei tribunali amministrativi); la seconda è a sfavore di coloro che hanno accettato la legge (e sono molti di più). Che figura fa il Parlamento nei confronti di coloro che hanno accettato le regole, ma hanno visto che la loro posizione è stata sconfitta a vantaggio di coloro che non hanno accettato le regole? Quanto si sta facendo è a favore di chi ha fatto ricorso l'anno scorso e contro coloro i quali l'hanno fatto quest'anno, a meno che - e questa è un'altra ingiustizia - si riproponga la stessa situazione di oggi, per cui la prossima volta si parlerà ancora di sanatoria. In ogni caso o si crea una ingiustizia o si perpetua una sanatoria che tutti dicono di voler far passare per l'ultima volta.
Questa contraddizione non è stata risolta dal Parlamento. Per tali motivi il mio voto sarà contrario ed invito i colleghi del mio gruppo ad esprimersi nello stesso modo, perché una delle ragioni - così pensavo - che distingue il centrosinistra da altri raggruppamenti è il rispetto delle regole. Ebbene, in questo caso non abbiamo dimostrato di essere coerenti (Applausi di deputati del gruppo di Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sbarbati. Ne ha facoltà.

LUCIANA SBARBATI. Credo che quando si parla di rigore, questo o c'è o non c'è. Non si può giocare, diciamo così, a mezz'ala e bisogna essere seri fino in fondo. È una questione, peraltro, assai complessa e che è stata ulteriormente complicata in quest'aula, che ha suscitato in noi un vivo disappunto. Semmai andava affrontato un dibattito sulla questione del numero chiuso, una questione che nel nostro paese riguarda la democrazia


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sostanziale e il diritto per i più capaci e meritevoli di arrivare ai più alti gradi dell'istruzione e quindi dell'autoaffermazione sociale, culturale e civile.
Abbiamo invece preferito affrontare il problema sotto un'altra angolazione. Se il provvedimento di sospensione adottato dal TAR riguardava l'iscrizione e non la frequenza, questi signori - cittadini tutti uguali - avrebbero accettato il rischio di una iscrizione che era sub condicione. Ma questo non investiva né il problema della frequenza né quello degli esami; del resto la frequenza è per così dire accessibile a tutti.
Per tale motivo mi chiedo come sia stato possibile che i rettori di queste università abbiano consentito a questi ragazzi, i quali avevano accettato sapendo di rischiare un'iscrizione sub condicione, quindi sub iudice, di sostenere gli esami. Questo sì che è abuso di potere ed è andare contro una legge dello Stato!
Fino a quando non ci fosse stata la sentenza non sarebbe stato possibile ammettere questi ragazzi a sostenere gli esami! Così avviene in tutti i gradi e gli ordini della scuola. Non ho sentito una parola nei confronti di questi rettori contro i quali invece noi avremmo dovuto dire qualcosa di molto più concreto e rigoroso. Non si devono porre le questioni giuridiche sotto un profilo politico che ha molto sapore di clientelismo.
Per tali motivi, pur comprendendo le aspettative di questi ragazzi che si sono visti turlupinati non dalla legge, ma dai rettori che hanno consentito loro di sostenere gli esami, nel rispetto di quel rigore che la legge uguale per tutti vuole da noi, esprimeremo voto contrario (Applausi dei deputati dei gruppi misto Federalisti liberaldemocratici repubblicani, della Lega nord Padania e dei democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palumbo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE PALUMBO. Presidente, premetto che parlerò a titolo personale anche perché su questa proposta di legge, come ho detto all'inizio, non ho voluto dare indicazioni di voto ed ho espresso voto contrario sulla sanatoria. Ringrazio il Parlamento per aver approvato il mio emendamento che è una piccola cosa, ma che per lo meno accontenta una piccola porzione di studenti rispettando, come ho detto, la didattica dei vari atenei.
Questa sera sono profondamente amareggiato perché si è creata un'ulteriore ingiustizia nei confronti di quelli che rimangono esclusi da questo provvedimento. Do ragione all'onorevole Sbarbati perché gli stessi rettori che ci hanno scritto protestando e cercando di impedire l'approvazione della proposta di legge alla nostra attenzione, hanno però consentito agli studenti di sostenere gli esami, ad eccezione del rettore dell'università di Catania che si troverà in una situazione spiacevolissima perché, se il testo attuale sarà approvato, probabilmente domani avrà non so quanti studenti dietro la porta che vorranno sostenere immediatamente gli esami; non so come potrà fare perché probabilmente questi studenti non saranno stati iscritti.
Spero che si possa dare la possibilità anche agli studenti esclusi dall'università di Catania di sostenere gli esami per poter beneficiare da questa sanatoria. In caso contrario, faremmo un'ulteriore ingiustizia nei loro confronti. Per questi stessi motivi, ho espresso un voto favorevole solo sull'emendamento dell'onorevole Napoli perché si riferiva ad una sanatoria generalizzata. Se il provvedimento sarà approvato, commetteremo un errore sull'errore, favorendo ancora di più coloro che hanno avuto la fortuna, la capacità e la possibilità economica di presentare un ricorso ed escludendo altri che, pur avendo fatto ricorso, non sono stati ammessi. È un fatto gravissimo e personalmente esprimerò voto contrario su questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Salvati. Ne ha facoltà.


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MICHELE SALVATI. A titolo del tutto personale, esprimerò un voto contrario su questo provvedimento per le ragioni di merito che sono state già espresse molto bene in quest'aula dagli onorevoli Dalla Chiesa, Targetti, Sbarbati e da tanti altri. Intervengo semplicemente per esprimere il mio smarrimento per una soluzione che, sarò un ingenuo, ma non mi aspettavo. Inferiamo un vulnus nei confronti di un principio giuridico fondamentale che crea un insieme di conseguenze a cascata che sono state anche descritte. Se colpiamo, facciamolo bene seguendo il detto si peccas, pecca fortiter...

PRESIDENTE. ...sed crede fortius!

MICHELE SALVATI. Questa seconda parte non è pertinente, ma mi sento di dire: si peccas, pecca fortiter! Se apriamo tutte le dighe, assumiamo la posizione dei deputati di Rifondazione comunista che, comunque, esprimono il principio di essere fortemente contrari al numero chiuso. Tuttavia, aprire una lacuna e accettare coloro che faranno un esame entro domani, mi sembra che equivalga a tenere insieme Dio e mammona con un piccolo espediente abbastanza penoso. Per queste ragioni, più di gusto che di merito, esprimerò un voto contrario su questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Turci. Ne ha facoltà.

LANFRANCO TURCI. Signor Presidente, annuncio anche il mio voto contrario. Già votai contro il provvedimento in esame in occasione del precedente passaggio in questo ramo del Parlamento e devo dire che, al di là delle motivazioni di merito che sono state già illustrate, nel dibattito di oggi mi hanno fortemente imbarazzato una serie di interventi, svolti fra l'altro in presenza di una scolaresca. Come membro di questa Assemblea, ho avvertito imbarazzo nell'ascoltare discorsi, ascoltati in diretta dagli stessi giovani presenti nelle tribune, di un livello di demagogia al quale francamente non si può scendere.
Per ragioni di gusto, principio e moralità sono contrario a questo provvedimento. Penso che il danno morale che facciamo in prospettiva ai giovani sia molto superiore al piccolo vantaggio materiale che concediamo a coloro che sono coinvolti in questa vicenda di TAR e cattivo uso delle leggi (Applausi dei deputati del gruppo misto-Federalisti liberaldemocratici repubblicani e del deputato Di Capua).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, in un paese nel quale ogni giorno la cronaca ci offre situazioni drammatiche, che coinvolgono i nostri giovani, a me pareva e pare del tutto ingiusto che il Parlamento «alzi» questo rigore contro i ragazzi che, se fossero i colpevoli e non lo fossero i TAR (che hanno creato tali aspettative), sarebbero colpevoli di aspirare a studiare. Ci rendiamo conto di questo?
Il precedente emendamento è stato approvato - credo - con il voto determinante di gran parte dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale; spero che tale esito si possa di nuovo manifestare in occasione della votazione finale. Anche se questo provvedimento non ci soddisfa (lo avremmo voluto più completo verso le istanze di tali giovani), esso è comunque quello possibile.
Onorevole Dalla Chiesa, sui voti non si fanno dietrologie; non è che il voto che esprime lei è puro e sacrosanto, mentre quelli che esprimono gli altri sono clientelari. Il nostro voto lo abbiamo espresso in pura convinzione, ritenendo che il Parlamento non possa negare il riconoscimento delle aspettative di questi giovani; chi vi parla è contrario al numero chiuso e, quando se ne parlerà, ne rappresenteremo le ragioni. Comunque, a nessuno è consentito di parlare di interessi


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elettorali e via dicendo perché, semmai, potremmo dire che gli interessi delle baronie universitarie, come quelli di tutte le lobby (dai petrolieri alle compagnie di assicurazione), in quest'aula trovano tante sensibili orecchie pronte ad obbedire. Poi diventiamo coraggiosi, quasi ai limiti della violenza, quando si tratta del cittadino comune e del giovane.
Bene ha fatto Alleanza nazionale a ritenere che il diritto del giovane sia superiore, laddove si tratti di un diritto alla vita, allo studio, al lavoro e non ad interessi particolari. Di questo si è trattato: chi non l'ha capito, evidentemente non voleva capirlo perché sollecitato dalla telefonata di qualcuno che gli ha detto: «Sai, per l'università non è dignitoso». Noi riteniamo che più giovani andranno all'università, senza numero chiuso, tanto meglio sarà per il nostro paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Orlando, che dispone di due minuti di tempo. Ne ha facoltà.

FEDERICO ORLANDO. Signor Presidente, noi Democratici, nel ribadire ciò che già ha affermato il collega Dalla Chiesa, ossia il nostro «sì» al numero chiuso ed il nostro «no» alla sanatoria, il nostro «sì» alla legge sempre ed in tutti i casi ed il nostro «no» al condono (sia esso scolastico, fiscale, edilizio o di altra natura), vogliamo tuttavia concludere questo dibattito rivolgendo un appello ai duemila giovani che aspettano il nostro giudizio, con una sola parola, una sola esortazione: «Giovani, diffidate di un potere che vi fa regalie, perché quel potere vi porta sulla strada della cattiva cittadinanza» (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Francesca Izzo, alla quale ricordo che dispone di due minuti di tempo. Ne ha facoltà

FRANCESCA IZZO. Ne occorrerà anche meno, Presidente!
Intervengo solo per dichiarare il mio voto contrario su questa proposta di legge.
Ho seguito il dibattito che si è svolto in quest'aula e credo che non sia accettabile avallare le argomentazioni avanzate a favore di questa legge sostenendo una posizione favorevole ai giovani studenti. Credo che, approvando questa proposta di legge, si vada contro gli interessi di lunga durata delle giovani generazioni, a cui non si insegna un'etica del rispetto delle regole, cosa di cui questo paese ha un estremo bisogno (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carta, al quale rivolgo l'augurio di «bentornato», essendo già stato membro di questa Camera. Ne ha facoltà.

CLEMENTE CARTA. La ringrazio, Presidente.
Dichiaro il voto favorevole dei deputati del gruppo dell'UDEUR sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dell'UDEUR).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Volpini. Ne ha facoltà.

DOMENICO VOLPINI. Presidente, intervengo per dichiarare la posizione ufficiale del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo che è favorevole al provvedimento, così come risulta dopo l'approvazione degli emendamenti Palumbo 1.11 e Maura Cossutta 1.4 e l'abrogazione dell'articolo 2 che ci era arrivato dal Senato.
La proposta di legge al nostro esame non dà una risposta a tutte le istanze e alle aspettative contraddittorie che dalla società premono sul Parlamento, ma a nostro avviso la posizione assunta dalla maggioranza dell'Assemblea nell'approvazione di alcuni emendamenti è da ritenersi la più saggia che si potesse assumere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taradash, al quale ricordo che dispone un minuto di tempo. Ne ha facoltà.


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MARCO TARADASH. Intervengo per ribadire il voto contrario su questo provvedimento che trova singolare unità d'intenti tra coloro che si proclamano eredi del sessantotto e coloro che tutti i giorni non fanno altro che attribuire al sessantotto tutte le colpe della società contemporanea. In realtà, sono uniti nel permissivismo e colpiscono coloro che invece chiedono al Parlamento un diritto fondamentale: il «diritto al diritto», che è la cosa che manca in questo paese!
Noi puniamo coloro che credono alle regole e puniamo anche quei rettori di università che si sono comportati con senso dello Stato e non hanno consentito di fare esami. Noi creiamo ulteriori discriminazioni all'interno del mondo dell'università e in questo siamo soddisfatti noi stessi perché andiamo incontro a legittime aspettative; lo facciamo contro la legge e le aspettative, contro il diritto: è un qualcosa di molto diverso (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Guarino, al quale ricordo che dispone di un minuto di tempo. Ne ha facoltà.

ANDREA GUARINO. La ringrazio, signor Presidente, mi basterà molto meno.
Quella in esame è una legge ingiusta e immorale, per le ragioni che sono state dette.
Io non dubito che, chi si è pronunciato e chi voterà favorevolmente, lo abbia fatto e lo farà in piena coscienza. La mia, però, mi impedisce di votare a favore!
Invito tutti coloro che si riconoscono nelle cose già dette a seguire la coscienza e non i condizionamenti esterni (Applausi del deputato Di Capua).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bracco. Ne ha facoltà.

FABRIZIO FELICE BRACCO. Signor Presidente, sicuramente si tratta di una brutta vicenda, l'ho ripetuto più volte, e forse di una vicenda di cattivo gusto, che certamente però non credo possa essere indicata da nessuno come immorale perché nessuno può attribuire immoralità agli altri.
In ogni caso, ritengo che questo sia un provvedimento insoddisfacente, che segue tante altre situazioni insoddisfacenti: mi riferisco alla sospensiva dei TAR che si è protratta a lungo; alla possibilità d'iscrizione consentita dai rettori; alla lentezza del pronunciamento dei TAR e alla lentezza dell'azione legislativa; al cattivo funzionamento del nostro sistema legislativo che ha consentito il ping pong tra la Camera e il Senato.
Un provvedimento che poteva essere «risolto» in un determinato modo nell'ottobre del 2000, di certo non può essere risolto allo stesso modo nel febbraio-marzo del 2001!
Perché noi rispetto al 2000 abbiamo scelto una posizione un po' diversa? Perché il fattore tempo non è irrilevante!
Abbiamo detto no alla sanatoria generalizzata e ripetiamo no alla stessa. Anzi, invitiamo il Governo e il Ministero dell'università a suggerire ai diversi atenei di fare un'azione efficace così come la fa la CESI Srl per avvertire gli studenti che non vi potranno più essere sanatorie e che comunque è a loro rischio e pericolo se si iscrivono ottenuta una sospensione del TAR.
Quindi, diciamo di no alla sanatoria generalizzata, però nello stesso tempo non possiamo non tenere conto del fatto che sono passati due anni, che ci sono studenti che si sono iscritti al primo e al secondo anno, che hanno sostenuto esami e spese. È vero, è facile dire che loro sapevano che era a loro rischio e pericolo, ma questo lo si poteva dire tre, quattro o cinque mesi dopo e non certo quasi due anni dopo.
C'è una ragione di fondo che ci ha fatto accogliere l'emendamento così come è stato riformulato. Di fatto, coloro che hanno continuato a sostenere gli esami, cioè che hanno frequentato gli atenei ed hanno sostenuto gli esami, sono coloro che hanno dimostrato interesse e attitudine


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per quel tipo di corso. In questo caso non si può usare la categoria dell'ingiustizia o della giustizia, come non si può certo usare perché di ingiustizie in questa vicenda ne sono state compiute tante. Vi è stata l'ingiustizia nei confronti di coloro che hanno accettato i pronunciamenti delle commissioni di selezione degli atenei e quindi non hanno insistito nella voglia di frequentare le facoltà di medicina, di odontoiatria o di veterinaria; vi è stata un'ingiustizia dei TAR che si sono pronunciati in modo difforme; ci sono TAR che non hanno dato la sospensiva; ci sono dei TAR, che sono sempre gli stessi (questo è già stato ricordato in precedenza dal collega Dalla Chiesa), che concedono la sospensiva. Quindi, vi è un'ingiustizia nei confronti dei ricorrenti al TAR del Lazio o dei ricorrenti al TAR dell'Umbria - che è la mia regione - che non hanno avuto la sospensiva e che quindi sono fuori, mentre coloro che sono ricorsi al TAR del Lazio hanno avuto la sospensiva; c'è l'ingiustizia nei confronti di coloro i cui atenei non hanno consentito l'accesso ai corsi e agli esami mentre ad altri non è stato negato.
Le ingiustizie ci sono comunque, da qualunque punto di vista si guardi. Certo è che coloro che non hanno potuto frequentare o coloro che non hanno avuto la sospensiva nel frattempo si sono iscritti ad altre facoltà o hanno ritentato l'iscrizione alla facoltà di medicina o hanno intrapreso altre carriere. Questi studenti sono stati tenuti in sospeso per un anno e mezzo, avendo sostenuto esami e essendosi espresso il Senato.
Infine, c'è una considerazione da fare. Noi siamo di fronte a una decisione dei colleghi del Senato che hanno inviato un testo formulato in un certo modo. Dobbiamo sapere che respingere oggi questo provvedimento significa chiudere la vicenda nel peggiore dei modi, cioè respingendo sia il testo che era stato approntato dalla Camera nell'ottobre del 2000 sia il testo così come era stato modificato dal Senato. Questo è l'esito della vicenda. Credo che noi, con molto buonsenso e forse con non molto gusto, non possiamo che approvare questo provvedimento così come risulta alla fine del suo iter.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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