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PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Palumbo 1.11.
GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Presidente, esprimeremo voto favorevole su questo emendamento che prevede - lo ricordo - la possibilità per 116 studenti immessi nelle graduatorie di merito di subentrare nei 424 posti che sono riservati a studenti non appartenenti alla Comunità europea. Crediamo sia uno spreco che rimangano 116 posti disponibili e non utilizzabili, quando sappiamo...
PRESIDENTE. Onorevole Soave, onorevole Manzione, per piacere, sta parlando una vostra collega!
GIOVANNA BIANCHI CLERICI. ...che vi è il desiderio di molti studenti di essere ammessi a frequentare la facoltà di medicina. Pertanto, pur comprendendo le ragioni che il sottosegretario ha esposto, ovvero che il tutto fa parte di una programmazione che dovrebbe essere preordinata, considerata la situazione di emergenza, riteniamo che la nostra posizione sia una prova di buona volontà tesa a dimostrare anche che non vi è alcun accanimento nei riguardi di questi ragazzi da parte di coloro che sono contro la sanatoria. Tra l'altro, alcuni di loro non sono nemmeno più tanto ragazzi, come abbiamo potuto constatare nei nostri incontri di questi ultimi mesi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palumbo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE PALUMBO. Presidente, vorrei aggiungere a quanto già detto dalla collega che mi ha preceduto, che i 116 posti fanno parte della programmazione didattica delle università e non incidono negativamente su di essa per quanto riguarda le facoltà di odontoiatria, di medicina e tutti gli altri corsi di laurea coinvolti. Il mio emendamento non provoca alcun problema agli studenti già iscritti e per questi motivi invito i colleghi ad esprimere voto favorevole su di esso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cangemi. Ne ha facoltà.
LUCA CANGEMI. Presidente, annuncio il voto favorevole dei deputati di Rifondazione comunista. Si tratta di una battaglia che abbiamo condotto anche al Senato; raggiungiamo ora un piccolo risultato insieme ad altri colleghi che si sono meritoriamente impegnati; che può consentire un allargamento, sia pure piccolo, la possibilità per alcuni studenti di esercitarsi nel corso degli studi che hanno scelto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taradash. Ne ha facoltà.
MARCO TARADASH. Vorrei dire al collega Mantovani, che evidentemente non ha molta esperienza di non violenza, che un conto è violare una legge perché la si ritiene ingiusta e sottoporsi al giudizio della magistratura in modo tale che la legge sia poi cambiata dal Parlamento, altro conto è implorare il perdono o la sanatoria del Parlamento perché si viola una legge. Si tratta di due percorsi completamente diversi. Il Parlamento si è reso complice ed autore tante volte in passato - è stato ricordato - di azioni di condoni e di sanatoria ma, per questo motivo, non può continuare ad esserlo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Dobbiamo passare ora alla votazione degli identici emendamenti Manzione 1.7 e Volontè 1.10, che non hanno accettato la riformulazione proposta dal relatore. L'ordine delle prossime votazioni, in base all'accettazione o meno, è il seguente: anzitutto, come detto, si votano gli identici emendamenti indicati, poi si voteranno gli identici emendamenti Maura Cossutta 1.5 e Manzione 1.6, che contengono un termine più lontano rispetto a quello di febbraio, dopodiché si voterà l'emendamento Maura Cossutta 1.4, che prevede il termine più vicino. Riepilogando: emendamenti senza alcun termine, emendamenti con il termine più lontano e, infine, emendamento con il termine più vicino.
MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, chiaramente non intervengo nel merito; in precedenza mi sono anche
astenuta perché la discussione su questo provvedimento è stata lunga e, quindi, rimando alle argomentazioni già espresse.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dalla Chiesa. Ne ha facoltà.
NANDO DALLA CHIESA. Signor Presidente, la collega Cossutta ha già illustrato le ragioni della necessità di una modificazione del testo trasmesso dal Senato. Sono contrario al testo dell'articolo 1 che risulterà dall'approvazione dell'emendamento nel testo riformulato, ma vorrei sottolineare che nella nostra legislazione non esistono precedenti di sanatorie decise senza riferirsi ad una data già trascorsa, a meno che non si faccia riferimento alla data di entrata in vigore della legge.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Manzione. Ne ha facoltà.
ROBERTO MANZIONE. Non mi sento di condividere le preoccupazioni che il collega Dalla Chiesa rappresentava all'Assemblea.
strada che faccia della ragionevolezza l'unica «stella polare»! In questa logica, comprendo quanto detto da Dalla Chiesa, anche se l'allarmismo mi sembra obiettivamente esagerato; comprendo le cose che gli altri colleghi in qualche modo obiettano, però vi invito a considerare che dobbiamo andare a parametrarci con una volontà che ha lo stesso livello della volontà che viene espressa in questa Camera e che, per quanto ci riguarda, corre lungo binari già predeterminati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bianchi Clerici. Ne ha facoltà.
GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Noi siamo ovviamente molto contrari a questi emendamenti che intendono ripristinare il testo del Senato. Lo siamo perché, come è già stato detto da altri colleghi, è addirittura incredibile che si possa decidere che una sanatoria abbia luogo in presenza di un esame, sostenuto con un esito positivo, senza precisare quando lo stesso esame avrebbe dovuto essere inserito nel libretto di ognuno degli studenti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cangemi. Ne ha facoltà.
LUCA CANGEMI. Signor Presidente, spero che il relatore risponda alla domanda che adesso gli rivolgerò.
PRESIDENTE. Onorevole Signorino, per piacere.
LUCA CANGEMI. Il relatore, il Governo e il presidente della Commissione, si pongono un problema di giustizia elementare: se verrà approvato un emendamento come quello sul quale è stato dato parere favorevole, che chiude ad oggi la possibilità
di accedere alla cosiddetta sanatoria di merito, vi saranno studenti che non per loro demerito o scelta non avranno in partenza la possibilità di accedere a tale sanatoria di merito. Infatti, come tutti voi sapete benissimo, alcuni atenei (cito quello di Catania, quello di Bari e altri) hanno impedito agli studenti, nonostante la sospensiva dei TAR, di iscriversi e di sostenere gli esami. Come la mettiamo rispetto a questo problema di giustizia e di equità elementare? Chiedo che mi si dia una risposta. Per questa ragione Rifondazione comunista voterà a favore del testo che è stato presentato e che riproduce quello approvato dal Senato che, sia pure in modo insufficiente, dà a questi ragazzi almeno la possibilità non di essere privilegiati ma di essere posti allo stesso livello di coloro a cui sanerete la posizione. Questo è il punto! Credo che non si possa sfuggire a una risposta chiara. Voi dovete dire che introducete un elemento di discriminazione e che lo sancite con una legge.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino, che ha due minuti a disposizione. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, intervengo solo per ribadire che anche noi non abbiamo accolto l'invito a modificare questo emendamento per la semplice ragione che il punto di equilibrio raggiunto dal Senato non è assolutamente scalfito dalle motivazioni che abbiamo sentito in quest'aula; anzi, vorrei dire che i ragionamenti del collega Dalla Chiesa - non me ne voglia - sono inaccettabili - vorrei dire irricevibili - perché sembrerebbe quasi che noi pensiamo che i professori, gli uomini e le donne dell'università siano dei pusillanimi che cederebbero a qualsiasi pressione o istanza lobbistica. Noi abbiamo fiducia nei professori dell'università. Anche se ci fossero degli studenti che in questo mese, non avendo avuto la possibilità di farlo prima, sostenessero quell'esame, credo che non saremmo davanti ad atteggiamenti clientelari. Tra l'altro, i professori dell'università non hanno bisogno di consensi elettorali e non sono in clima di battaglia preelettorale. Quindi per una ragione di equità sostanziale noi confermiamo il voto favorevole su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bergamo, che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO BERGAMO. Signor Presidente, intervengo sull'emendamento Cascio 1.8.
PRESIDENTE. Quello si voterà dopo.
ALESSANDRO BERGAMO. È identico agli altri.
PRESIDENTE. No.
ALESSANDRO BERGAMO. Allora, ho anticipato la richiesta di dichiarazione.
PRESIDENTE. Sta bene.
TEODORO BUONTEMPO. Difendere gli interessi di piccoli gruppi mi pare molto più onorevole che difendere quelli dei grandi gruppi. Quindi, non me ne vergogno affatto. Il problema è se si difende un bene giusto o un bene ingiusto, un bene lecito o un bene illecito. Consiglio anzi ai colleghi di stare molto più attenti ai beni leciti quando rappresentano pochissimi cittadini, perché spesso chi sostiene quello che è stato sostenuto in quest'aula difende solo gli interessi delle grandi categorie o delle lobby affaristiche.
modo riusciremo a far acquisire agli studenti i diritti che hanno maturato.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Maura Cossutta 1.5 e Manzione 1.6, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Maura Cossutta 1.4, Cascio 1.8 e Petrella 1.12, nel testo riformulato.
LUCIANO GUERZONI, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANO GUERZONI, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Signor Presidente, affinché rimanga agli atti, voglio precisare che, diversamente da quanto è stato affermato in un precedente intervento, il Governo, nella mia persona, ha mantenuto una posizione di assoluta coerenza sia alla Camera sia al Senato. Intendo dire che alla Camera la posizione del Governo non è cambiata rispetto a quella assunta al Senato e viceversa.
MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURA COSSUTTA. Presidente, ritengo che le dichiarazioni del rappresentante del Governo siano inaccettabili e chiedo che il relatore ribadisca che il parere della Commissione è favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bianchi Clerici. Ne ha facoltà.
GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Presidente, voglio rinnovare l'appello all'Assemblea a votare contro gli emendamenti in esame, che prevedono una sanatoria per gli studenti che abbiano sostenuto con esito positivo almeno un esame entro domani, 28 febbraio 2001.
GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Nell'anno accademico in corso siamo in presenza di altri 1.326 ricorsi e tale situazione va fermata in ogni modo. A maggior ragione, non si può approvare un emendamento che prevede un solo esame; almeno l'emendamento Dalla Chiesa 1.9, che prevede il superamento di due esami entro il 15 agosto 2000 - entro la sessione estiva - ha una sua ratio, perché si tratta del numero di esami previsto per accedere alle provvidenze di diritto allo studio che, tra l'altro, con il testo approvato a ottobre dalla Camera avevamo salvaguardato. Ricorrere ad un esame, entro la data di domani, mi sembra realmente una follia e mi auguro che i parlamentari, in coscienza, esprimano un voto contrario sull'emendamento in esame (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dalla Chiesa. Ne ha facoltà.
NANDO DALLA CHIESA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo un parere contrario sull'emendamento in esame, nonostante valuti positivamente la modifica introdotta, perché si può accedere all'idea di una sanatoria con merito. Come è stato ricordato in precedenza, alcuni genitori di studenti ci hanno mostrato il libretto universitario nel quale erano registrati molti voti; è stato detto che molti di questi studenti hanno superato più esami: prendiamo atto di questa verità e, pur nel privilegio, nell'ingiustizia - non so quale termine usare - nell'incertezza del diritto, che ha consentito ai suddetti studenti di accedere alle università, nonostante non fossero in graduatoria, riconosciamo il diritto di accesso a coloro che hanno iniziato una carriera universitaria vera e propria, sostenendo esami con esito positivo. Ritengo che sia l'unica «ammaccatura» che si può portare ai princìpi che alcuni di noi hanno sostenuto nel corso del dibattito. Infatti, in questo caso, non si tratta di stabilire un numero di esami sulla base di quanto definito dal Senato, né di definire il numero di esami valutando quanti possano entrare nel novero, ma di assumere un dato obiettivo, quello riconosciuto dallo Stato per assegnare le provvidenze di studio, vale a dire i due esami entro la sessione estiva. In questo modo, non si opera alcun personalismo, non si elargisce alcun favore, ma si adotta l'unico criterio obiettivo esistente e credo che questo debba essere il nostro riferimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Capua. Ne ha facoltà.
FABIO DI CAPUA. Signor Presidente, non posso che ribadire quanto detto alcuni mesi fa: l'introduzione di una valutazione del merito è un aspetto aggiuntivo alla questione sostanziale del diritto o meno di questi ragazzi di vedere riconosciuta la propria posizione. Continuo a dire che, in quest'aula, debba essere messa una parola definitiva sulla sussistenza del diritto o meno. Ritengo che esso non esista e che non sia questa la sede idonea per definire una sanatoria di situazioni di questo tipo.
discutere se questi studenti abbiano diritto ad essere iscritti al secondo anno o se tale diritto non sia stato loro riconosciuto. Il fatto che si tratti di ragazzi meritevoli non può che fare piacere a chi ha responsabilità istituzionali nel paese, ma non cambia la sostanza del problema. Alla luce di ciò, non me la sento di essere d'accordo né sull'emendamento Maura Cossutta 1.5 né sull'emendamento Dalla Chiesa 1.9, pur comprendendo lo spirito che è alla base degli stessi. Tuttavia, è il principio generale che deve essere oggetto delle nostre valutazioni e sotto tale profilo il provvedimento deve essere respinto.
FRANCESCO CASCIO. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO CASCIO. Signor Presidente, desidero precisare che avevo presentato l'emendamento 1.8 che riproponeva esattamente il testo approvato dall'Assemblea del Senato la settimana scorsa. Dopo l'approvazione dell'emendamento del collega Palumbo 1.11, mi sembra che il testo debba comunque tornare al Senato. A questo punto, avevo accettato la riformulazione proposta dal relatore che prevedeva l'inserimento di una data, tuttavia vorrei che egli la confermasse e ribadisse il parere.
PRESIDENTE. La data è quella del 28 febbraio 2001 ed il parere della Commissione è favorevole.
ADRIANO VIGNALI. Signor Presidente, colleghi, ha ragione la collega Bianchi Clerici: c'è qualcuno che fa campagna elettorale. Angelo Panebianco e i giornalisti del Corriere della Sera, che in genere parlano di leggi senza conoscerle (Applausi del deputato Manzione), dileggiano il nostro lavoro, perché possiamo avere opinioni diverse a questo proposito, ma è chiaro che è giusto discutere a fondo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenti. Ne ha facoltà.
MARIA LENTI. Signor Presidente, vorrei ricordare che il collega Luca Cangemi ha posto una domanda ben precisa, evidenziando un problema. Che cosa ne è degli studenti delle università di Catania, di Bari, di Pavia, anche se essi sono in numero minore? Cosa rispondono il relatore ed il Governo?
Italia - mi pare l'onorevole Melograni - le disposizioni europee. Vi sono disposizioni europee per l'ambiente, per quelli che inquinano, per quelli che provocano la morte, che non sono state recepite e comunque, laddove sono state recepite, non sono rispettate.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bracco. Ne ha facoltà.
FABRIZIO FELICE BRACCO. Signor Presidente, vorrei ricordare al sottosegretario Guerzoni che le prove di accesso alla facoltà di medicina sono state fatte nel mese di ottobre, mese nel quale il Parlamento era fermo alla versione della Camera e quindi gli studenti non sapevano che il testo sarebbe stato modificato. Nonostante ciò subito dopo sono stati presentati 1.300 ricorsi. Questo dimostra che la situazione si è determinata non tanto per il comportamento quanto per il fatto che i ricorsi ci sono per le ragioni che ieri in sede di discussione generale il sottosegretario Guerzoni ha ricordato, come tutti possono verificare leggendo la pagina 65 del resoconto stenografico della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
A seguito di tale votazione risultano preclusi i restanti emendamenti riferiti all'articolo 1.
Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Invito il relatore ad esprimere il parere sugli articoli aggiuntivi.
SERGIO SOAVE, Relatore. La Commissione esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Maura Cossutta 1.03, nonché sugli identici articoli aggiuntivi Volontè 1.01 e Manzione 1.02.
PRESIDENTE. Il Governo?
LUCIANO GUERZONI, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Maura Cossutta 1.03.
ROBERTO MANZIONE. Signor Presidente, colgo l'occasione per annunciare il ritiro del mio articolo aggiuntivo 1.02 che, riproducendo quello approvato dal Senato, tentava di ripristinare la vecchia normativa. Non ha senso a questo punto non tener conto del parere competente nel merito espresso dalla Commissione cultura ed arrivare ad una votazione.
MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo?
MAURA COSSUTTA. Per ritirare il mio articolo aggiuntivo 1.03: le motivazioni sono le stesse espresse dall'onorevole Manzione.
PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bianchi Clerici. Ne ha facoltà.
Vi è un problema di rispetto delle leggi: se una legge c'è, deve essere rispettata. Non posso condividere i discorsi fintamente umanitari che si sentono fare in quest'aula e che rappresentano problemi molto più prosaici di possibili voti «spostati», come si sente dire nei corridoi di questo palazzo. Rispettiamo i problemi di questi studenti, ma riteniamo che il rispetto e l'osservanza delle leggi siano superiori a qualsiasi esigenza individuale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Avremo presto altre leggi che riguardano l'università dove sempre lo stesso atteggiamento condonista e perbenista tenderà a mettere in discussione le regole. Abbiamo bisogno di regole, abbiamo bisogno dell'affermazione del principio di responsabilità: ne hanno bisogno anche questi ragazzi, più del diritto al riconoscimento dei loro esami.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Palumbo 1.11, accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si è rimesso all'Assemblea.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 431
Astenuti 15
Maggioranza 216
Hanno votato sì 421
Hanno votato no 10).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Manzione 1.7 e Volontè 1.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.
Ritengo si tratti di un provvedimento molto difficile, anche per le modifiche sopraggiunte al Senato, e che i tempi siano ristrettissimi. Chi, come noi, intende fare approvare rapidamente questo provvedimento aveva proposto un emendamento che ripristinava in toto il testo del Senato, perché questa ci sembrava la strada più semplice e concreta per garantire una rapida, immediata approvazione del provvedimento stesso. Tuttavia, sono state espresse alcune preoccupazioni che secondo noi meritano non solo un ascolto ma anche una risposta. Viene individuata una data per dare certezza, per non creare da oggi in poi confusione, una data che comunque garantisca e non escluda, in un provvedimento che già esclude molti studenti, quelli che in questi giorni stanno sostenendo gli esami.
Ci sembrava, pertanto, che la data del 28 febbraio potesse recepire tali istanze. Chiediamo, pertanto, all'onorevole Manzione e agli altri colleghi di accettare la riformulazione proposta dal relatore, perché siamo convinti che su di essa sarà senz'altro molto più vasto il consenso dell'Assemblea.
Credo che dobbiamo tenere conto anche di un clima che molti sostengono non esistere ma che la stessa collega Napoli, in Commissione, ha voluto secondo me giustamente sottolineare: mi riferisco ad un clima preelettorale nel quale, se lasciassimo aperto uno spazio di un mese, un mese e mezzo nel quale «conteggiare» l'esame indicato in questo articolo, sottoporremmo le università, i rettori, i presidi, gli stessi docenti a pressioni indebite da parte di deputati, avvocati e familiari che chiederanno si tenga una sessione speciale di esami ed il diciotto per l'esame che garantisce l'ingresso all'università dal punto di vista formale. Mi sembra, cioè, che scardineremmo l'equilibrato e sensato funzionamento delle università.
Per tale ragione, voteremo contro la riformulazione proposta. Pensiamo che la collega Cossutta, rispetto alla cui tesi ci troviamo in dissenso, abbia però immesso un forte elemento di ragionevolezza nel nostro dibattito.
Non ho accettato la riformulazione che il relatore aveva in qualche maniera - non dico imposto - consigliato, perché ritengo che invece sia opportuno parametrare il lavoro che stiamo svolgendo oggi in aula a quelli che sono i dettami che il Senato ci ha indicato. Non possiamo dimenticare che stiamo al termine della nostra esperienza legislativa, che sta per concludersi la XIII legislatura e che dobbiamo tener conto di quello che il Senato ha fatto.
Ho condiviso l'intervento del collega Bracco, quando diceva che qualcosa è successo da ottobre ad oggi, ma non possiamo fare gli interventi in aula facendo finta di non considerare che meno di dieci giorni fa il Senato ci ha dato delle indicazioni. In questa logica mi rivolgo ai colleghi - in maniera rispettosa delle volontà diverse, dei distinguo tutti legittimi - per invitarli a percorrere una
In questa logica, Presidente, è passato l'emendamento Palumbo 1.11 che non ha un'incidenza diretta rispetto alla materia della cosiddetta sanatoria, ma ha incidenza rispetto ai limiti della sanatoria che, con grande fatica, il Senato è riuscito a far passare.
Io invito responsabilmente tutti i colleghi ad attenersi a quel percorso che in qualche modo il Senato ci ha indicato: ogni fuga in avanti sarebbe soltanto un momento di irragionevolezza e potrebbe determinare il fallimento di un'avventura nella quale - con motivazioni diverse, tutte legittime e senza strumentalizzazioni - noi tutti crediamo.
Per queste ragioni, invito i colleghi a votare a favore degli identici emendamenti Manzione 1.7 e Volontè 1.10, che mantengono fermo il testo che il Senato ci ha inviato per la terza lettura della Camera (Applausi dei deputati del gruppo dell'UDEUR).
Nei minuti passati abbiamo ascoltato molti colleghi intervenire nel dibattito e tanti preoccuparsi per quel migliaio di studenti che sono oggetto della sanatoria, cioè degli studenti che a suo tempo fecero il ricorso. Mi chiedo però perché nessuno in quest'aula si ricordi di quei 7 mila studenti che invece passarono quel test, che stanno regolarmente studiando!
Sappiamo tutti che la situazione delle nostre università non è molto spesso eccellente, per cui le attrezzature didattiche, di laboratorio e di quanto serve in facoltà come medicina o odontoiatria sono talvolta non sufficienti. Quindi, il fatto che nessuno si ponga il problema dei diritti di quei 7 mila ragazzi, mi sembra una cosa abbastanza curiosa!
Ancora più curioso mi sembra il fatto che nessuno pensi, con gli stessi modi lacrimevoli e compassionevoli che ho sentito usare poco fa, a quei 14 mila ragazzi che a suo tempo hanno accettato il responso del test, cioè il fatto di non essere stati ammessi e che, per questo motivo, hanno cambiato facoltà accettando appunto il fatto che non erano riusciti a superare il test di ammissione.
Nei riguardi di tutti costoro - e sono tanti perché si tratta di 20 mila rispetto a un migliaio - credo che i deputati, ancora una volta, debbano votare in quest'aula contro una sanatoria concessa per un esame che non si sa quando sia stato sostenuto (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.
In questo caso non possiamo modificare alcunché e i presentatori degli emendamenti in esame hanno fatto bene a non accettare l'invito rivolto loro in tal senso. Infatti, solo cancellando il testo della Commissione si può ripristinare il testo approvato dal Senato e solo in questo
Voterò quindi a favore degli emendamenti in esame ed invito tutti i colleghi del centrodestra a votare in questo senso. Colleghi, sarebbe un errore cadere nel tranello delle divisioni tra Governo e maggioranza!
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Manzione 1.7 e Volontè 1.10, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 441
Votanti 421
Astenuti 20
Maggioranza 211
Hanno votato sì 167
Hanno votato no 254).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 425
Astenuti 20
Maggioranza 213
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 249).
Ritengo inoltre doveroso informare quest'Assemblea, in cui si sta discutendo della sanatoria per l'anno accademico 1999-2000, che alla data del 9 febbraio 2001 risultano depositati 1.326 ricorsi per l'anno accademico 2000-2001. Il TAR della Liguria ha già accolto 235 di questi ricorsi. Alcuni studenti stanno frequentando i corsi in base alle sospensive del TAR della Liguria (è il CESIS che consiglia qual è il TAR a cui ci si deve rivolgere ogni anno). Questa situazione tra qualche mese porrà il Parlamento di fronte all'esigenza di una nuova sanatoria.
Se mi è consentito parafrasare il titolo di un celebre saggio, continueremo ad essere in presenza di un caso esemplare di produzione di sanatoria a mezzo sanatoria (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici-l'Ulivo e di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
Ha ragione il sottosegretario Guerzoni: siamo in presenza di una legge che regolamentava l'accesso alle università ed ora ci ritroviamo, con una legge in vigore, di nuovo nella stessa situazione!
Per quanto riguarda il problema del merito, che finalmente la sinistra riconosce, dopo tanti anni di follia nella gestione della politica universitaria e scolastica è comunque un elemento che non può modificare la sostanza del problema. Dobbiamo
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vignali. Ne ha facoltà.
In questo modo, non accettando neanche questa riformulazione, in realtà colpite la parte più debole. Il rischio è che gli studenti vedano uno Stato debole con i forti e forte con i deboli. State quindi facendo un po' di demagogia su questa vicenda, dal momento che abbiamo accettato in sostanza una riduzione del tipo di intervento.
Da questo punto di vista è vero, collega Guerzoni, che il Governo è sempre stato coerente su tale questione, ma il Governo deve avere anche pazienza, perché in qualche modo, solo per un breve lasso di tempo, si è permesso ad alcuni di usufruire della sanatoria precedente e non si è permesso ad altri di usufruirne. Pertanto, da questo punto di vista, meno scandalo: anche in altri settori, in cui vi erano situazioni più gravi, si è concessa una sanatoria.
Accettiamo tutti la problematicità e i limiti, come diceva prima il collega Bracco, perché, comunque ne usciamo - a questo proposito sono d'accordo con il collega Nando Dalla Chiesa -, un'ammaccatura c'è stata. Facciamo in modo che questa ammaccatura non colpisca soprattutto la parte più debole di questa vicenda.
Il Governo non ha risposto e addirittura ha risposto indirettamente con un'altra chiusura, riproponendo ancora una volta una difesa a spada tratta di quel famoso numero chiuso, che è la negazione del diritto allo studio riconosciuto dalla nostra Costituzione.
È inutile che si richiamino ancora una volta, come ha fatto un collega di Forza
Noto anche nella maggioranza una divisione, che credo dipenda proprio dal disagio profondo nel vedere che è stato leso un diritto. Sarebbe il caso che questi miei colleghi si mettessero d'accordo per indagare su questo diritto leso. Che paura - mi viene da dire alla Lega - nel poter rispettare un diritto dei ragazzi e delle ragazze, che, come ripeto, è un diritto costituzionale. Addirittura la Lega vuole cancellare tutto, vuole tornare al niente, vuole tornare alle chiusure e alle porte chiuse e sbattute in faccia.
Per noi di Rifondazione comunista non si tratta assolutamente di elezioni vicine, ma di una posizione che abbiamo sempre sostenuto, per lo meno da quando io ricordo - cioè da quando è nata Rifondazione comunista - e senz'altro in questa legislatura, che ha visto i deputati di Rifondazione comunista assolutamente impegnati ad aprire con grande determinazione le porte dell'università e non a chiuderle in faccia a chi è meno fortunato nei concorsi o a chi potrebbe avere più disagio in questo senso (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
Aggiungo che qui non si tratta di discutere più dei grandi principi perché quella che abbiamo di fronte è una brutta vicenda, da qualsiasi punto di vista la si osservi; oggi il dato di fatto è che, a distanza di più di un anno e mezzo e con un secondo anno accademico a metà del suo corso (non siamo più nel corso del primo anno accademico né alla fine di questo ma già al secondo anno accademico inoltrato), vi sono ancora posizioni sospese riguardanti persone che hanno sostenuto esami, affrontato spese e fatto sacrifici. Questo è il problema da cui dobbiamo partire e a questo dobbiamo dare risposta.
Per quanto riguarda poi l'impianto complessivo delle disposizioni in materia di accesso regolamentato nelle università, noi stessi abbiamo sia contribuito all'elaborazione della legislazione in merito sia difeso quei provvedimenti.
Chiediamo quindi di votare a favore dell'emendamento Maura Cossutta 1.4, nel testo riformulato, proprio per dare una risposta al problema che ho richiamato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Maura Cossutta 1.4, Cascio 1.8 e Petrella 1.12, nel testo riformulato, accettati dalla Commissione e non accettati dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi).
(Presenti 446
Votanti 430
Astenuti 16
Maggioranza 216
Hanno votato sì 304
Hanno votato no 126).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 456
Votanti 421
Astenuti 35
Maggioranza 211
Hanno votato sì 297
Hanno votato no 124).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Manzione. Ne ha facoltà.
Mi sia concessa però una valutazione. Sottosegretario Guerzoni, il fatto che lo stesso onorevole Bracco le abbia fatto notare come certe sue affermazioni siano eccessive dimostra che probabilmente non si comprende bene quale ruolo il Governo eserciti rispetto a questo provvedimento. Lei ha detto, e lo ha ribadito, che il Governo ha mantenuto sempre la stessa posizione. Mi consenta però di dirle che è terrorismo parlamentare dichiarare che per l'anno in corso vi sono altri 1.400 ricorsi, sapendo bene che questi sono stati presentati dopo che quest'aula aveva bocciato la sanatoria e che quindi non c'era alcun nesso. Lei vuole creare una disinformazione che purtroppo a volte ha effetti negativi. Sottosegretario Guerzoni, non ce l'ha fatta! Mi consenta una sola domanda: quando lei afferma che il Governo ha sempre lo stesso atteggiamento e fa riferimento al Ministero, a quale ministro fa riferimento? Il Presidente del Consiglio, che è titolare di quella delega, è d'accordo con lei? Ne è veramente convinto? Io no. Lei porti avanti la sua battaglia, ma ha perso, sottosegretario Guerzoni. Noi no, i ragazzi hanno vinto (Commenti)!
Prendo atto, altresì, che l'onorevole Teresio Delfino ha ritirato l'articolo aggiuntivo Volonté 1.01 di cui è cofirmatario.


