Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 868 del 27/2/2001
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Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni (ore 10,05).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni.

(Certificazione delle vaccinazioni obbligatorie nelle scuole)

PRESIDENTE. Cominciamo con l'interpellanza Landi di Chiavenna n. 2-02696 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 1).
L'onorevole Landi di Chiavenna ha facoltà di illustrarla.

GIAMPAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, molto succintamente, il decreto del Presidente della Repubblica n. 355 del 1999 ha modificato l'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 518 del 1967. La nuova formulazione dell'articolo 47 obbliga i direttori delle scuole ed i capi degli istituti di istruzione pubblica o privata ad accertare, all'atto di immissione alla scuola o agli esami, se siano state praticate agli alunni le vaccinazioni e le rivaccinazioni obbligatorie, richiedendo la presentazione da parte dell'interessato della relativa certificazione ovvero della dichiarazione sostitutiva comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni e delle rivaccinazioni predette.
Nel caso di mancata presentazione della certificazione o della dichiarazione sostitutiva, il direttore della scuola o il capo dell'istituto ha l'obbligo di comunicare il fatto entro cinque giorni per gli opportuni e tempestivi interventi. L'articolo 47 prevede, peraltro, che la mancata certificazione non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami.
Esistono dati piuttosto preoccupanti sulla presenza di alcune patologie infettive, che possono essere facilmente trasmissibili, soprattutto negli ambienti scolastici. Pertanto, l'interpellanza chiede


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quali direttive il ministro interpellato abbia impartito alle strutture del servizio sanitario nazionale al fine di garantire l'obbligatorietà delle vaccinazioni e rivaccinazioni; quanti siano ad oggi gli alunni che frequentano regolarmente gli istituti pubblici e privati pur in carenza della presentazione della certificazione di avvenute vaccinazioni e rivaccinazioni; quali e quante siano le forme infettive accertate negli istituti scolastici pubblici e privati; quali siano le cause della ricomparsa e progressiva diffusione di tali malattie infettive; quali accertamenti risultino effettuati dalle competenti aziende sanitarie a fronte di segnalazioni relative a mancate vaccinazioni inoltrate dai direttori delle scuole; quale sia il numero di tali accertamenti; a quale Ministero e/o ente pubblico faccia carico la responsabilità civile conseguente ad eventuali patologie trasmesse da alunni non vaccinati o rivaccinati.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la sanità ha facoltà di rispondere.

GRAZIA LABATE, Sottosegretario di Stato per la sanità. Signor Presidente, con la modifica dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 518 del 1967 si è inteso, su sollecitazione del Ministero della pubblica istruzione, trasferire la responsabilità del controllo dell'avvenuta vaccinazione dalle autorità scolastiche alle autorità sanitarie, senza precludere la frequenza scolastica a soggetti privi di certificato di vaccinazione.
A seguito dell'invio delle segnalazioni ricevute dalle istituzioni scolastiche, le ASL competenti verificano la correttezza dei dati segnalati e si fanno parte attiva per promuovere la vaccinazione dei minori inadempienti. Qualora non sia possibile constatare i tutori del minore e/o sussista un rifiuto vaccinale per motivi non debitamente certificati, vengono messi a conoscenza del fatto gli organi competenti (servizi sociali, tribunali per i minori e sindaco) per l'ulteriore seguito previsto dalla normativa vigente.
Per l'anno scolastico 1999-2000, le istituzioni scolastiche che hanno inviato comunicazioni relative agli alunni presumibilmente inadempienti rispetto all'obbligo vaccinale sono state 207. Le segnalazioni sono state effettuate su apposita scheda informativa individuale predisposta dal Ministero della sanità e sono quindi state inviate alle ASL territorialmente competenti, nonché all'amministrazione del Ministero della sanità dipartimento della prevenzione.
Il numero di alunni segnalati dalle varie scuole nel corso dell'anno scolastico a cui ho fatto riferimento è il seguente: 81 alunni nella scuola materna; 826 alunni nella scuola media; 245 alunni nella scuola elementare; 939 alunni nella scuola superiore.
La responsabilità civile, conseguente ad eventuali patologie che nel caso sarebbero state trasmesse ai non vaccinati dai vaccinati e non viceversa, grava pertanto sui soggetti che abbiano rifiutato, nonostante gli inviti, di sottoporsi a vaccinazione, ripetutamente inviati per tempo.
Si fa presente, inoltre, che al momento attuale non è possibile indicare quali siano le forme infettive accertate negli istituti scolastici, poiché il sistema di notifica delle malattie infettive non prevede - con l'eccezione del caso delle epidemie, quando appunto coinvolgano un numero elevato di soggetti - l'indicazione della comunità ove le malattie stesse hanno avuto origine. Al dipartimento della prevenzione, dopo gli accertamenti effettuati a seguito delle richieste dell'onorevole interpellante che ha sottoposto i quesiti, non risulta a tutt'oggi che particolari malattie infettive siano ricomparse o che si stiano progressivamente diffondendo in Italia. Ne fa fede anche la comparazione dei dati ricevuti da questa amministrazione con le schede di analisi, monitoraggio e controllo trattenute presso l'Istituto superiore di sanità, al quale afferiscono dati anche in questa materia attraverso le regioni italiane e gli osservatori epidemiologici regionali.


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PRESIDENTE. L'onorevole Landi di Chiavenna ha facoltà di replicare.

GIAMPAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, avrei voluto svolgere alcune considerazioni sullo specifico punto che riguarda una presenza di forme infettive a seguito anche del numeroso afflusso di extracomunitari sul territorio nazionale. Avrei voluto richiamare dei dati pubblicati dal Ministero della sanità sulla specifica questione. Tuttavia, essendo stato oggetto nei giorni scorsi di alcune valutazioni fortemente negative su una iniziativa politica che avevo assunto e non volendo quindi alimentare ulteriori polemiche sulla specifica questione, pur dichiarandomi non totalmente soddisfatto delle risposte che il Governo ha dato alla mia interpellanza, preferisco evidentemente evitare ulteriori polemiche e strumentalizzazioni, a fronte di quest'interpellanza che, sul più ampio contesto del problema segnalato, intendeva anche sollecitare risposte sulla specifica questione. Ribadisco però che, visto che sono stato oggetto di alcune forme di aggressione - io le considero tali - in termini politici sulla mia persona, preferisco soprassedere e rinuncio quindi a fare qualunque ulteriore valutazione sulla specifica questione.

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