Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 867 del 26/2/2001
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(Replica del Governo - A.C. 7011-B)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Soave.

SERGIO SOAVE, Relatore. Signor Presidente, rinuncio alla replica.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

LUCIANO GUERZONI, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Signor Presidente, dirò poche parole perché su questo argomento, come è stato ricordato, si è lungamente discusso in quest'aula poco tempo fa e quindi sono note le posizioni e le argomentazioni.


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Riconosciamo tutti che in questa materia vi sono elementi di delicatezza dovuti ai valori in gioco, che sono relativi a diritti costituzionali quali l'accesso all'istruzione superiore, ma sono anche i valori dell'equità delle posizioni e dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
La delicatezza nasce anche dalle situazioni soggettive di studenti il cui disagio nessuno ha mai inteso disconoscere. Tuttavia, vorrei dire all'onorevole Manzione che non è possibile confondere le carte. Qualunque sia la posizione di raccordo del Governo tra i due rami del Parlamento, la posizione del Governo, fin dall'inizio della discussione di questa proposta di iniziativa parlamentare, è stata coerentemente e costantemente contraria alla previsione di qualsivoglia sanatoria per l'anno accademico 1999-2000. Quindi, non vi è stata una posizione del Governo alla Camera, poi mutata al Senato e di nuovo mutata alla Camera. Come lei ha detto, grazie a Dio, gli atti parlamentari sono pubblici e ognuno può verificare se le cose stanno così o in un altro modo.
Non ho alcuna difficoltà a riconoscere lo svolgimento della situazione di fatto, come ricordata dall'onorevole Manzione, con il quale abbiamo avuto su questa materia frequenti occasioni di confronto. Vi è il piccolo particolare che nella ricostruzione dell'onorevole Manzione viene dimenticato un dato: la sentenza della Corte costituzionale del 27 novembre 1998, mentre invitava il potere esecutivo e quello legislativo a dare una disciplina certa, con norma di legge, alla programmazione degli accessi, riconosceva anche che questo presupposto legislativo era già dato ed era costituzionalmente legittimo per i corsi per i quali una limitazione degli accessi avesse fondamento in una direttiva comunitaria. Tant'è che la sentenza della Corte costituzionale elenca tutte le direttive comunitarie e individua i corsi per i quali si ritiene costituzionalmente legittima la programmazione degli accessi. Si tratta dei corsi di medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, medicina veterinaria e architettura.
Per l'anno accademico 1999-2000 gli unici provvedimenti applicativi di questa normativa che il ministero ha emanato sono limitati ai corsi per i quali sussisteva la direttiva comunitaria e per i quali la Corte costituzionale aveva riconosciuto un fondamento normativo di fonte primaria. Non c'era dunque alcuna necessità, per l'anno accademico 1999-2000, di attendere la legge che il Parlamento avrebbe approvato e che è entrata in vigore il 22 agosto 1999, cioè successivamente alla data (31 luglio) in cui le università avevano fatto i bandi di studio per l'anno accademico 1999-2000. Sempre entro il 31 luglio le università avevano correttamente e legittimamente applicato la normativa esistente limitatamente ai corsi per i quali la sentenza della Corte costituzionale aveva riconosciuto la sussistenza di un fondamento normativo derivante dalle norme comunitarie, che rendeva pertanto legittima l'introduzione della programmazione degli accessi.
Per questa ragione, onorevole Manzione, il Governo ha ritenuto fin dall'inizio che per l'anno accademico 1999-2000 non sussistano ragioni di illegittimità e quindi di impugnativa. Conseguentemente non sussistono ragioni per nuove sanatorie.
Quando il Parlamento approvò la legge n. 264 del 2 agosto 1999 ritenne di introdurre con l'articolo 5 una sanatoria, ma sulla base di un fondamento ben diverso, che si trattava, cioè, dell'accesso ai corsi di studio per l'anno accademico 1998-1999 nella fase in cui su quella normativa applicata dal ministero e dalle università era pendente un giudizio di legittimità costituzionale. Ben diversa è invece la situazione per l'anno 1999-2000 perché la sentenza nel frattempo è stata pronunciata ed ha riconosciuto legittima la previsione del numero programmato ove supportata da direttive comunitarie.
Quindi la legge 2 agosto 1999, n. 264, entrata in vigore il 22 agosto 1999, che disciplina con precisione le nuove procedure, non ha alcuna rilevanza per i corsi dell'anno accademico 1999-2000. È talmente chiaro che, vigendo il principio


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tempus regit actum, per cui le università dovevano applicare la normativa esistente al 31 luglio 1999 per quella parte dei corsi per i quali quella normativa era stata riconosciuta costituzionalmente legittima, il TAR Lazio, emettendo una anticipata pronuncia di merito, successivamente alla concessione delle sospensive, ha dichiarato che nel momento in cui avrebbe giudicato nel merito avrebbe posto nel nulla gli effetti delle sospensive.
Sappiamo che vi sono alcune migliaia di studenti che per l'anno accademico 1999-2000 hanno ritenuto di fare un ricorso in sede giurisdizionale e che per una parte di questi il TAR ha emesso un'ordinanza di sospensiva. Una parte di questi studenti è stata ammessa a frequentare, mentre un'altra parte no, per cui una parte ha frequentato lezioni e sostenuto prove di esame e un'altra parte non ha avuto neanche questa possibilità. Ma non possiamo non porci il problema se per un cittadino che, esercitando un proprio diritto, corre l'alea di un contenzioso in sede giurisdizionale, sia corretto che ad un certo punto della procedura il Parlamento intervenga per sovvertire l'esito del contenzioso stesso.
A distanza di mesi (purtroppo, così funziona il nostro sistema giurisdizionale), il Consiglio di Stato ha annullato quasi tutte le sospensive e stanno per essere annullate anche le sospensive residue. Il TAR, dunque, sta per pronunciarsi nel merito, negando la ragione dei ricorrenti ai quali ha concesso la sospensiva: questa è la situazione. Non c'è dubbio che si sia determinato un disagio; tuttavia, ritengo che il Parlamento debba fare attenzione anche ai 14 mila studenti che hanno accettato il responso delle prove selettive e ai 7 mila studenti che sono stati ammessi ai corsi, in quanto hanno superato le prove selettive e che, in caso di sanatoria, vedrebbero gli atenei affollati oltre le potenzialità formative dichiarate dagli atenei stessi, compromettendo la possibilità di formazione di coloro che hanno superato le prove selettive.

ROBERTO MANZIONE. Ma è assurdo!

LUCIANO GUERZONI, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Soprattutto, onorevole Manzione e colleghi parlamentari, dobbiamo seriamente interrogarci su quale sia l'effetto delle sanatorie che annualmente il Parlamento pone in essere. Quando fu approvata la legge n. 264 del 1999, si disse che sarebbe stata l'ultima sanatoria, in quanto sarebbe poi entrata in vigore la legge. Anche in questo caso (ed è da mesi che ne discutiamo) si dice che sarà l'ultima sanatoria. Come ha ricordato il relatore, sono già 1.326 i ricorrenti per l'anno accademico 2000-2001: ci riferiamo, tra l'altro, ad un anno accademico per il quale è stata data integrale applicazione alla legge n. 264 del 1999, approvata da questo Parlamento.
Di quei 1.326 studenti, alcune centinaia hanno già ottenuto la sospensiva e stanno frequentando i corsi...

ROBERTO MANZIONE. È un loro diritto!

LUCIANO GUERZONI, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Tra qualche mese, dunque, si porrà il problema di quei poveri studenti che stanno frequentando i corsi.
Non so se sia un'espressione appropriata in quest'aula, ma tutto ciò produce un effetto «catena di Sant'Antonio» che si ripete anno dopo anno: onorevole Manzione, lei conosce meglio di me l'opuscolo del CESI S.r.l. che, mediante dodici linee telefoniche, indica agli studenti a quali avvocati rivolgersi per presentare i ricorsi (in quanto essi conoscono quali sono i TAR che accoglieranno la domanda di sospensiva): in tal modo, dichiara l'opuscolo «migliaia di studenti sono riusciti ad iscriversi alle facoltà a numero chiuso» (grazie al CESI S.r.l. e al suo numero verde)! Questo è un affare miliardario che si protrae di anno in anno e che si protrarrà fin quando il Parlamento continuerà a concedere sanatorie.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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