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PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
ANNA MARIA SERAFINI, Relatore f.f.. Signor Presidente, colleghe, colleghi, signor rappresentante del Governo, il provvedimento in esame è volto a concedere al Governo un ulteriore differimento del termine per l'esercizio della delega relativa al completamento del quadro legislativo in materia di trattamento dei dati personali.
al Senato e attualmente all'esame della Camera, si prevede un'ulteriore proroga al 31 dicembre 2001 del termine per l'esercizio della delega in oggetto. La proposta di legge, come già stabilito dalla citata legge n. 344 del 1998, prevede il parere delle Camere sui decreti legislativi di attuazione e concede un'ulteriore delega al Governo da esercitare entro il 31 dicembre 2002, volta all'emanazione di un testo unico delle disposizioni sul trattamento dei dati personali. Anche su tale provvedimento è previsto il passaggio parlamentare per l'espressione del parere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. L'Assemblea è oggi chiamata ad esaminare la proposta di legge che concerne il differimento del termine per l'esercizio della delega prevista dalla legge 31 dicembre 1996, n. 676, in materia di trattamento dei dati personali.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Donato Bruno. Ne ha facoltà.
DONATO BRUNO. Signor Presidente, sarò brevissimo in quanto la relatrice, che
ringrazio, ed il rappresentante del Governo hanno ampiamente illustrato le motivazioni per le quali si debba necessariamente procedere alla proroga dei termini d'esercizio della delega in questione. È chiaro che verrebbe spontaneo dire qualcosa sull'attività di Governo, ma il Senato ha già ampiamente compreso ed illustrato le difficoltà della materia e, certamente, se ne sono fatti carico i rappresentanti di tutte le forze politiche (basta leggere i nomi dei presentatori del provvedimento per rendersi conto che l'arco parlamentare è interamente rappresentato, trattandosi di un'esigenza colta da tutti).
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Avverto che la II Commissione (Giustizia) si intende autorizzata a riferire oralmente.
L'onorevole Serafini, ha facoltà di svolgere la relazione in sostituzione del relatore, onorevole Olivieri.
La legge 31 dicembre 1996, n. 676, aveva infatti delineato una disciplina della privacy, che se, da un lato, aveva permesso all'Italia di raggiungere un livello di tutela del trattamento dei dati personali particolarmente elevato, dall'altro, risentiva di un passaggio normativo senza dubbio brusco e bisognoso nel tempo di aggiustamenti e correzioni di rotta. Questa esigenza - da subito presente al legislatore - aveva trovato risposta nella legge 31 dicembre 1996, n. 676, il cui primo termine di esercizio era fissato al 23 luglio 1998.
Le difficoltà incontrate dal Governo nella fase attuativa, motivate essenzialmente con la vastità e difficoltà della materia, avevano suggerito l'opportunità di un primo differimento del termine che con la legge 6 ottobre 1998, n. 344, era stato prorogato al 31 luglio 1999. Il periodo di proroga è trascorso senza che si sia riusciti ad apportare alla disciplina della privacy tutte le correzioni ed integrazioni ritenute necessarie. Per questi motivi, nel provvedimento già approvato
Le motivazioni addotte dalla relazione illustrativa al provvedimento, a giustificazione delle difficoltà del Governo nel rispettare il termine, riguardano sia la molteplicità dei settori interessati alla regolamentazione e la necessità di studiarne le relative discipline, sia l'opportunità di pervenire ad un difficile bilanciamento degli interessi in campo. Di particolare complessità si è, ad esempio, rivelato il settore della pubblica amministrazione dove solo la ricognizione della molteplicità dei trattamenti delle banche dati pubblici e la relativa preparazione dei provvedimenti delegati ha assorbito gran parte del tempo concesso con il differimento del termine di delega. Da qui l'opportunità di un nuovo intervento del Parlamento mirato ad affidare all'esecutivo una terza delega per completare la disciplina sulla privacy in numerosi settori quali la sicurezza sociale, il lavoro, Internet, eccetera.
Si ricorda che il termine inizialmente previsto dal progetto di legge presentato al Senato era il 30 giugno 2000. Tuttavia, data la lentezza dell'iter del provvedimento presso l'altro ramo del Parlamento (presentato nel luglio 1999, è stato approvato dalla Commissione giustizia solo il 9 febbraio 2000) nel corso dell'esame del provvedimento presso la Commissione giustizia del Senato, tale termine è stato prorogato al 31 marzo 2001 per poi essere ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2001 nel corso dell'esame in Assemblea.
Come è noto, la legge citata tendeva a dare una completa attuazione alla disciplina relativa alla tutela della riservatezza, affidando al Governo la delega per disciplinare i vari settori interessati. Il compito, come è già stato detto dal relatore, si è dimostrato particolarmente complesso ed oneroso. Si tratta, infatti, di intervenire nei settori più diversi studiando le soluzioni più adeguate, settore per settore, in relazione alle diverse problematiche da affrontare. Fino a questo momento si è rivelato importantissimo il contributo fornito dal Parlamento mediante i pareri sui singoli decreti legislativi. Ad oggi, come si è detto, occorre ancora regolamentare importanti settori quali, ad esempio, quello relativo all'utilizzazione dei dati per scopi di sicurezza sociale, per finalità di lavoro e di pagamento; deve essere altresì prevista una disciplina dei dati detenuti dagli organi pubblici. È certamente indispensabile, dunque, un differimento del termine, se si vuole ottenere il risultato di pervenire ad una disciplina finale che consenta effettivamente di tutelare la riservatezza del cittadino così come richiesto dagli impegni che, peraltro, sono stati assunti dal nostro paese in ambito internazionale. È importante fare presto, ma soprattutto bene, se non si vuole esporre a censure il lavoro svolto.
Il Governo, pertanto, auspica una rapida approvazione del testo che è già stato licenziato dal Senato.
Anche noi auspichiamo un'approvazione rapidissima di questo provvedimento, anche se riteniamo che a volte - non posso esimermi dal sottolinearlo - il Senato abbia trattenuto molto più del dovuto disposizioni di carattere soltanto temporale, atteso che il Governo stesso aveva presentato al Senato un emendamento che tendeva ad ampliare il contenuto della delega. Credo che ciò abbia fatto perdere un po' di tempo. Oggi ci troviamo nella cosiddetta «zona Cesarini»: da parte nostra e credo dell'intera opposizione non vi sono altre considerazioni da svolgere, se non chiedere l'approvazione del provvedimento nel testo trasmesso dal Senato, affinché la proroga, che ci auguriamo sia l'ultima, venga concessa per dare soluzione una volta per tutte, definitivamente, ai problemi avvertiti dalla cittadinanza (Applausi).
Prendo atto che il relatore facente funzioni ed il rappresentante del Governo hanno rinunciato alla replica.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.


