Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 867 del 26/2/2001
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Discussione del disegno di legge: S. 4471 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione consolare tra la Repubblica italiana e la Repubblica algerina democratica e popolare, fatta ad Algeri il 10 giugno 1992, con allegati scambi di lettere effettuate ad Algeri il 2 marzo 1999 (articolo 79, comma 15, del regolamento) (approvato dal Senato) (7079) (14,06).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione della Convenzione consolare tra la Repubblica italiana e la Repubblica algerina democratica e popolare, fatta ad Algeri il 10 giugno 1992, con allegati scambi di lettere effettuate ad Algeri il 2 marzo 1999, che la III Commissione (Affari esteri), ha approvato ai sensi dell'articolo 79, comma 15, del regolamento.

(Discussione sulle linee generali - A.C. 7079)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Ha facoltà di parlare il relatore, l'onorevole Francesca Izzo.

FRANCESCA IZZO, Relatore. Signor Presidente, il provvedimento riguarda la ratifica di una convenzione consolare fra l'Italia e l'Algeria, firmata nel 1992 e rimasta congelata per anni a causa della terribile spirale di violenza che ha travolto e insanguinato il paese con oltre 100 mila morti, in seguito all'annullamento delle elezioni del 1992, l'esplosione della ferocia terroristica delle formazioni estremiste islamiche e la durissima repressione dell'esercito. Nel marzo 1999, in seguito al nuovo clima creatosi con l'elezione a Presidente della Repubblica di Abdelaziz Bouteflika è stato riattivato l'iter dell'accordo attraverso uno scambio di lettere volto a chiarire alcuni passaggi non del tutto precisi del testo.
Nel merito, l'accordo mira ad integrare e ad ampliare la disciplina multilaterale che regola la materia, sancita dalla Convenzione di Vienna nel 1963 sulle relazioni consolari, alla quale aderiscono sia l'Italia sia l'Algeria. L'accordo si compone di 62 articoli raggruppati in cinque capitoli: il capitolo I riguarda la definizione dei termini utilizzati nel testo della convenzione, il capitolo II l'istituzione di uffici consolari, nonché la nomina dei funzionari competenti alla svolgimento delle funzioni consolari, il capitolo III concerne i privilegi e le immunità degli uffici del personale consolare, il capitolo IV le funzioni consolari nei riguardi dei propri connazionali - quali la registrazione, il censimento, le notifiche, il rilascio di visti e passaporti - oltre a funzioni notarili e di stato civile e il capitolo V prevede eventuali controversie interpretative e loro soluzione.
I due scambi di lettere allegati mirano ad omogeneizzare la disciplina nei rapporti di lavoro nel personale diplomatico e consolare a quelli già vigenti in Italia per gli altri paesi e ad uniformare il testo in arabo della convenzione a quello italiano, essendosi notate alcune discrepanze.
È evidente che l'esigenza di stipulare un accordo così ampio in materia consolare scaturisce dall'esigenza di assicurare maggiore protezione e tutela ad un numero sempre più crescente di cittadini algerini in Italia e di italiani in Algeria, sia per ragioni di lavoro sia per ragioni di turismo.
Signor Presidente, non sfugge a questa Camera l'urgenza, nonostante i ridotti limiti di tempo a nostra disposizione, di ratificare questo accordo che rappresenta un segnale politico di fiducia nei confronti dello sforzo che si sta compiendo in Algeria, soprattutto da parte del Presidente Bouteflika, per avviare il paese alla conciliazione, alla pacificazione, al pluralismo politico e alla ripresa di rapporti internazionali. A questo proposito vorrei ricordare che dovrebbe essere a breve ratificata l'associazione dell'Algeria all'Unione europea; risale inoltre all'estate scorsa l'associazione dell'Algeria al partennariato


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mediterraneo della NATO. Lo sforzo che si sta compiendo in Algeria è arduo ed il suo fallimento rappresenterebbe una vera tragedia non solo per l'Algeria, ma anche per tutta l'area mediterranea. Va altresì ricordato che in questi ultimi tempi dall'Algeria arrivano notizie non del tutto tranquillizzanti sia per quanto concerne la lentezza con cui si sta procedendo alle riforme necessarie al fine di avviare la ripresa dello sviluppo economico sia per alcuni strascichi sanguinosi dovuti ad attentati terroristici, con relativa repressione da parte dell'esercito. Credo che questa situazione obblighi il nostro paese e l'Unione europea ad una maggior sostegno sia di carattere economico sia di carattere politico volto soprattutto alla società civile che in Algeria è particolarmente ricca. Credo che anche il prossimo Parlamento nazionale, che si formerà a seguito delle prossime elezioni di maggio, dovrà rafforzare le relazioni, anche sul piano parlamentare, tra l'Italia e l'Algeria proprio per consolidare questo processo di pacificazione e di democrazia ancora così fragile.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

FRANCO CORLEONE, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Presidente, mi associo alle considerazioni svolte dal relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Rivolta. Ne ha facoltà.

DARIO RIVOLTA. Guardiamo all'Algeria con grande amicizia anche se purtroppo con la necessaria preoccupazione per i fatti che ancora recentemente, pur sembrando appartenere fino a poco tempo fa ad un passato già superato, si sono ripetuti.
Riteniamo doveroso oltre che utile per il nostro paese continuare a fare il possibile affinché i rapporti tra Italia ed Algeria non solo si mantengano ma si incrementino.
Da parte degli algerini è stato apprezzato, senza nasconderlo ed anzi con grande evidenza, il fatto che la nostra ambasciata ha continuato seppur in maniera ridotta a funzionare durante tutti i periodi più bui che l'Algeria ha passato negli anni recenti.
La presenza di italiani in Algeria, come ha sottolineato la relatrice, è molto significativa e tende ad esserlo ancora di più.
Se il mondo dell'impresa non ha mai cessato di guardare all'Algeria, noi, come Parlamento, dobbiamo cercare ancora di più di consolidare quei rapporti che mai si sono sopiti o spenti anche nei momenti più bui. La dimostrazione di questa nostra volontà di continuare e di arricchire tali rapporti sarebbe un'approvazione di questo disegno di legge di ratifica possibilmente in questa settimana e comunque prima dello scioglimento del Parlamento. Il valore simbolico di questo provvedimento è già stato sottolineato dalla relatrice alle cui considerazioni mi associo. Ritengo sia un onore per il nostro paese aver saputo aiutare, o almeno aver cercato di farlo, gli amici in un momento di difficoltà. Credo sia un dovere continuare a farlo.

PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Prendo atto che il relatore e il rappresentante del Governo rinunciano alla replica.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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