Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 864 del 21/2/2001
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Seguito della discussione del disegno di legge: Norme in materia di disciplina dell'attività di Governo (7518) (ore 18,50).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Norme in materia di disciplina dell'attività di Governo.
Ricordo che nella seduta del 12 febbraio 2001 si è svolta la discussione sulle linee generali con la replica del relatore.

(Replica del Governo - A.C. 7518)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il ministro per la funzione pubblica, senatore Bassanini.


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FRANCO BASSANINI, Ministro per la funzione pubblica. Il fatto che l'esame di questo provvedimento sia richiesto dall'opposizione (l'ho appreso con piacere) mi esime dal farne una puntuale difesa. Evidentemente anche l'opposizione ormai ritiene che il testo presentato dal Governo ed emendato dallo stesso Governo con l'approvazione della Commissione sia utile e condivisibile. È un provvedimento che perfeziona l'impianto della riforma del Governo che è in fase di implementazione. In proposito vorrei rimandare alla risposta che ho dato in quest'aula qualche giorno fa ad una interpellanza presentata dall'opposizione nella quale ho puntualmente dimostrato che tutti gli adempimenti necessari per l'attuazione della riforma del Governo sono stati adottati, alcuni dei quali sono già in vigore e in fase di esecuzione, come il riordinamento di diversi Ministeri, mentre altri sono in una fase avanzata del loro iter. Mi permetto di considerare integralmente richiamato quanto ho dichiarato in quella sede, peraltro agli atti dell'Assemblea.
Il provvedimento ha una portata relativamente limitata: si tratta di una struttura di Governo più coesa e più compatta, con soltanto dodici ministri con portafoglio, che si adegua a quella dei maggiori paesi europei perché, tra ministri con portafoglio e ministri senza portafoglio, Presidente e vicepresidente del Consiglio, il Governo italiano si collocherà sostanzialmente nella dimensione di un Consiglio dei ministri composto dai 15 ai 20 membri, dimensione propria di tutti i grandi paesi europei. Si tratta però anche di dare ad un certo numero di sottosegretari una veste ed un prestigio più autorevoli soprattutto nelle sedi internazionali nelle quali il Governo italiano può essere rappresentato, conferendo loro il titolo di vice ministri, secondo il modello di altri paesi come la Gran Bretagna, dove è prevista la figura del junior minister.
Come dicevo, la portata del provvedimento è limitata ma è utile per perfezionare il disegno di riforma.

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