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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Guerra n. 3-06924 (vedi l'allegato A - Interrogazione a risposta immediata sezione 6). L'onorevole Massa, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di illustrarla.
LUIGI MASSA. Signor Presidente, la Gazzetta Ufficiale ha annunciato la pubblicazione di un supplemento contenente il testo unico delle norme sui documenti pubblici. Si completa così quel disegno di semplificazione per la vita dei cittadini e delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni avviato dai Governi di centrosinistra nel 1996. Con gli atti compiuti abbiamo già ridotto l'emissione di certificati di oltre 40 milioni rispetto a cinque anni fa, facendo risparmiare a tutti i cittadini, allo Stato e ai comuni oltre 2 mila miliardi l'anno. Tuttavia, ciò non basta ancora perché le burocrazie spesso sono refrattarie alle innovazioni.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, direi «risolvere interamente» più che «risolvere davvero» perché un po' di «davvero», onorevole Massa, è vero, esiste già e fa parte della realtà. Le confesso che considero questa parte del nostro lavoro tra le più percepibili e percepite dai cittadini e, nonostante la mia tendenza alla calma olimpica, mi irrito un pochettino quando sento qualcuno che si ripropone di ammodernare l'Italia partendo da un'Italia anno zero, che mi fa pensare, come Troisi, che almeno si ricomincerà da tre, sicuramente non da zero, forse da ben più che tre.
degli italiani. Tra l'altro, abbiamo risparmiato più di 2 mila miliardi riducendo fino a questo punto le certificazioni, che diminuiranno ancora.
PRESIDENTE. L'onorevole Massa, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
LUIGI MASSA. Signor Presidente, ovviamente sono soddisfatto della risposta. D'altronde, in questi cinque anni in Parlamento abbiamo lavorato insieme ai vari Governi per andare in quella direzione.
Cosa può e intende fare il suo Governo perché le norme siano integralmente applicate a tutti i livelli, risolvendo davvero un problema di semplificazione della vita dei cittadini?
Come lei ben sa, nell'arco di quattro anni, abbiamo fatto scendere vertiginosamente il numero dei certificati che potevano vessare la vita degli italiani. Nel 1996 furono emessi 71 milioni di certificati, nel 2000 ne sono stati emessi 31 milioni, cioè 40 milioni in meno. Ricordo la frase terribile che si sente dire: «devi firmare, ma devi andare ad autenticare la firma», per cui o si cerca un notaio o ci si mette in fila al comune; ebbene, da 38 milioni di firme autenticate siamo scesi a 6 milioni, quindi qualcosa è già cambiato nella vita
La pubblicazione del testo alla quale lei si riferiva ha una conseguenza: a partire dal 7 marzo chi negli uffici pubblici chiederà il certificato, quando basta l'autocertificazione del cittadino, commetterà una violazione dei suoi doveri d'ufficio; possiamo dire agli italiani non solo che il certificato non serve, ma che è vietato che venga loro chiesto. Si tratta di un formidabile disincentivo a che continuino pratiche di vessazione, quando le richieste non sono necessarie. Vi sono stati anche altri cambiamenti, questo forse è uno dei più significativi, ma l'aver introdotto lo sportello telematico per gli automobilisti, ad esempio, i quali rivolgendosi ad un unico sportello potranno avere tanto la carta di circolazione, quanto i documenti sulla proprietà delle auto - che prima esigevano sportelli di guerra - è un cambiamento importante.
Onorevole Massa, mi permetto di ricordare un ulteriore elemento, vale a dire il fatto che l'introduzione di un altro sportello unico, quello per le imprese, ha fatto sì che i tempi medi per una pratica siano scesi fino a 57 giorni, rispetto ai mesi e mesi. Queste sono cose che gli italiani già possono sperimentare. Vi è ancora spazio per ammodernare l'Italia, molte altre cose debbono essere fatte, ma qualcosa - vivaddio - in questa legislatura è stato fatto.
I risultati indubbiamente si vedono e lo stimolo che proviene anche da questa interrogazione è quello di andare oltre nella fase attuativa, muovendosi su due fronti nei confronti della maggior parte dei cittadini che sono digiuni di sistemi informatici e che hanno bisogno, come lei ha segnalato, di evitare le code, di suonare un solo campanello e di affrontare procedure semplici. Qualcosa si comincia a vedere ed io credo che occorra procedere in quella direzione.
I cittadini hanno bisogno anche di una pubblica amministrazione orientata a parlare un linguaggio comprensibile, chiaro e univoco e non, come si diceva una volta, un po' da «azzeccagarbugli». «Obliterare il titolo di viaggio» è certamente più corretto, ma «timbrare il biglietto», come dice una pubblicità, c'est plus facile. Dobbiamo farci comprendere di più dal cittadino.
Vi sono i giovani, le persone che usano abitualmente Internet, le imprese, che hanno bisogno che dalla sperimentazione, già avanzata in molte parti, si passi alla vera e propria società dell'informazione. In questi giorni a palazzo Chigi si è continuato a procedere in questa direzione. Si proceda, quindi, con questi investimenti, si finalizzino e si individuino i contributi alla vera innovazione, si usi in tal senso anche la rete delle associazioni, che in qualche misura può essere utile. Abbandoniamo davvero quello zaino pesantissimo che abbiamo portato sulle spalle per tanti anni.
So che il Governo sta facendo la sua parte; credo che adesso occorra davvero curare la manutenzione dei meccanismi dell'amministrazione, anche a livello più periferico, altrimenti c'è il rischio che, come si diceva una volta, si schiaccino i pulsanti, ma non sempre l'impulso arrivi alla periferia. Abbiamo tirato i fili, cominciamo a vedere i risultati, adesso bisogna mettere l'olio ai meccanismi finali perché anche la gente comune capisca davvero che, oltre al certificato, è cambiato un clima e di questo ovviamente, Presidente, diamo atto al suo Governo.


