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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Cambursano n. 3-06921 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
RENATO CAMBURSANO. Signor Presidente del Consiglio, l'ISTAT ha certificato che l'economia è cresciuta e che il PIL nel 2000 è aumentato del 2,8 per cento, esattamente come previsto dal Governo da lei presieduto, che il risanamento ha natura strutturale e che la pubblica amministrazione è passata da un indebitamento superiore ai 130 mila miliardi nel 1996 a 40 mila miliardi nel 1999. In contemporanea, l'agenzia internazionale Moody's ha aggiornato verso l'alto il suo rating sul debito a lungo termine, motivando il suo giudizio positivo «con il continuo miglioramento nella ristrutturazione della finanza pubblica e con la crescente liberalizzazione dei mercati».
ILARIO FLORESTA. Non è un'interrogazione, ma un manifesto elettorale!
RENATO CAMBURSANO. Non ti preoccupare, non dovevo certo chiederti l'autorizzazione!
ILARIO FLORESTA. Fai l'interrogazione al leader dell'opposizione!
PRESIDENTE. Mi pare che sia il Presidente del Consiglio a dover rispondere; quando lei sarà il Presidente del Consiglio, risponderà.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. I numeri sono numeri, me ne dispiace; le previsioni sono previsioni, ma i numeri sul passato sono numeri sul passato! Che il PIL sia cresciuto nel 2000 - dato provvisorio suscettibile di verifica - del 2,8 per cento è un fatto acquisito. Certamente sarebbe stato meglio che il PIL fosse cresciuto di più: nessuno di noi afferma che sarebbe infelice, se la crescita fosse stata superiore. È un dato di fatto che la crescita è stata il doppio rispetto a quella dell'anno precedente. Vi erano state previsioni molteplici di varie istituzioni di ricerca e di altro genere e alla fine dell'anno è risultata, comunque, confermata la previsione fatta dall'istituto Governo: questo è un altro fatto.
cioè della ridotta crescita dell'economia americana che prima o poi sarebbe arrivata; è arrivata più poi che prima, ma è arrivata.
PRESIDENTE. L'onorevole Cambursano ha facoltà di replicare.
RENATO CAMBURSANO. Presidente Amato, lei non solo mi ha risposto in modo preciso e puntuale, ma è andato anche oltre, mettendo a nudo, anzitutto, l'inconsistenza di alcune previsioni pessimistiche delle cassandre di turno e di mestiere, come Bankitalia, Confindustria e Confcommercio, che sono state smentite dai fatti positivi prodotti dai Governi dell'Ulivo. Anche le previsioni negative di alcuni economisti del Polo, che non voglio richiamare, hanno svolazzato inutilmente in attesa di un cadavere che non c'è mai stato. Il Governo da lei presieduto e quelli che lo hanno preceduto consegnano invece un paese vivo e pimpante.
ILARIO FLORESTA. È vero!
L'onorevole Cambursano ha facoltà di illustrarla.
La recessione negli Stati Uniti sta frenando il rimorchiatore America che rischia, a sua volta, di frenare il convoglio Europa che dovrà, quindi, avanzare con energia propria.
Ciò premesso, Presidente Amato, le chiedo se con questi chiaroscuri i conti pubblici per il 2001 richiedano una manovra correttiva così come sostenuto dal leader dell'opposizione.
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
Il dato forse più interessante dello sviluppo del 2000 è quello relativo all'ultimo trimestre, la cui consistenza, superiore a quella del medesimo periodo in altri paesi del mondo industrializzato, ci ha fatti entrare nel 2001 con una buona prospettiva.
Pesa su tale buona prospettiva, come lei giustamente ha detto, l'effetto e la dimensione possibile del cosiddetto slowdown,
Quali conseguenze potrà avere? Su questo vi è grande incertezza in questo momento e, pertanto, non mi azzardo ad entrare nelle previsioni, a dare numeri previsionali, addirittura a metà febbraio, così presto. Di sicuro, la politica economica e fiscale del Presidente Bush potrebbe determinare nell'andamento economico americano un possibile effetto positivo; la manovra provvidamente varata dal Parlamento con la legge finanziaria per il 2001, di alleggerimento della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese italiane, potrà dare un contributo alla tenuta degli investimenti e della domanda interna italiana tale da compensare in parte gli effetti negativi provenienti da fuori.
La somma o la sottrazione di fattori convergenti o divergenti di tale natura potrà avere effetti sul nostro PIL; in questo momento non posso escludere che il nostro PIL possa risultare diverso da quello previsto nei documenti finanziari che abbiamo approvato. È corretto dire ciò, ma voglio aggiungere - rispondendo specificamente alla sua domanda - che tale possibilità di variazione non incide sulla tenuta dei conti pubblici; essa può essere tale da provocare uno spostamento di pochissimi decimali nell'indebitamento netto, ma per una finanza pubblica risanata queste non sono ragioni per una manovra correttiva.
Lei ha anche dichiarato che l'economia italiana ha raggiunto un ritmo di sviluppo, soprattutto nell'ultimo quadrimestre, che non vedevamo da anni; infine, lei ha sostenuto che l'Italia sta recuperando velocità e posizioni nella grande competizione economica mondiale e, soprattutto, ha rassicurato il paese che non sarà necessaria, né prima né dopo le elezioni, una manovra correttiva, come paventato dal leader dell'opposizione.
D'accordo che da tempo si è in campagna elettorale, ma credo debbano esservi una dignità ed un limite a tutto.