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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Mussi n. 2-02874 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 2).
GIOVANNI CARUANO. Signor Presidente, abbiamo presentato questa interpellanza ispirati da una preoccupazione che deriva anche da alcuni ritardi che si stanno registrando nell'attuazione degli interventi previsti nel settore agricolo ed in particolare nel comparto agrumicolo.
straordinari di ritiro degli agrumi, proprio a causa della crisi agrumicola che ha investito i territori del Mezzogiorno.
possono consentire la ristrutturazione e la riconversione delle aziende. Quei territori che vivono quasi esclusivamente grazie a questo comparto che ha dato certamente risultati importanti per il lavoro e la ricchezza, adesso sono in difficoltà. Dobbiamo intervenire in tempo ed è per tale motivo che nella nostra interpellanza abbiamo sottolineato la preoccupazione di interi territori. La vertenza è ancora aperta; vi sono sindaci, organizzazioni di categoria che stanno affrontando in questi giorni, in queste settimane le difficoltà di un mercato che ogni giorno pone dei problemi nuovi.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le politiche agrarie e forestali ha facoltà di rispondere.
ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Per quanto concerne i quesiti di carattere più generale che sono stati sollevati con l'interpellanza in esame, in particolare quello sui motivi che impediscono di attivare immediatamente quanto previsto dalla finanziaria in materia di provvedimenti urgenti per tutto il settore agricolo (considerato che per provvedimenti urgenti proprio nell'intervento dell'onorevole Caruano ci si è riferiti esplicitamente alle emergenze), posso rassicurare gli interpellanti che i decreti sono già stati predisposti. C'è bisogno di un ulteriore passaggio per un confronto con le regioni, ma siamo alla conclusione dell'iter che si doveva seguire dopo l'approvazione della legge finanziaria.
per l'attività di ricerca e sperimentazione; 3 miliardi per le attività di assistenza tecnica e di monitoraggio.
PRESIDENTE. L'onorevole Caruano ha facoltà di replicare.
GIOVANNI CARUANO. Ringrazio il sottosegretario Borroni per l'articolata risposta che ha fornito. Prendo atto delle difficoltà e del ginepraio di passaggi burocratici che bisogna seguire per attuare una norma. Sono soddisfatto della notizia che stamane ha dato il sottosegretario relativamente ai decreti ministeriali di prossima adozione, che riguardano le emergenze. Tra l'altro, costituirebbe una contraddizione incredibile intervenire sulla finanziaria per problemi urgenti quali la flavescenza dorata, la lingua blu e la crisi agrumicola, per poi perdere tempo o, comunque, non accelerare l'attuazione di un decreto ministeriale. Accolgo con piacere la notizia della prossima adozione dei decreti ministeriali, cui dovrebbe mancare solamente l'autorizzazione della Conferenza Stato-regioni.
L'onorevole Caruano, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
Siamo convinti che alcuni provvedimenti importanti siano stati avviati in questa legislatura in risposta alla necessità di cambiare, di riformare il sistema e di avviare una ristrutturazione del comparto, però siamo nel contempo convinti che il comparto agrumicolo, più di altri all'interno del settore, ha subito e subisce ancora gli effetti negativi della globalizzazione ed anche i ritardi di una politica agraria che per molti anni, per decenni, non ha guardato con l'attenzione necessaria a questo settore, che crea lavoro in ampi territori del Mezzogiorno, in Sicilia, in Calabria, ma anche in Puglia.
Dicevo che non possiamo dimenticare i risultati ottenuti, che riguardano il settore agricolo in generale, ma anche, appunto, il comparto agrumicolo. Faccio riferimento, ad esempio, ad alcuni provvedimenti che sono stati avviati, risolvendo problemi gravi come quelli delle figure miste dei lavoratori che non erano inquadrati correttamente all'interno di strutture, problemi che adesso sono stati risolti tramite alcuni provvedimenti: mi riferisco, in particolare, al decreto legislativo n. 173, che elimina la contraddizione insita in queste figure miste e crea condizioni di vantaggio sia per i lavoratori - dal punto di vista previdenziale - sia per le imprese. Voglio anche ricordare alcuni provvedimenti relativi al costo del lavoro. Per quanto concerne le regioni di cui all'obiettivo 1 è stato riconosciuto il diritto alla fiscalizzazione degli oneri e si è intervenuti in favore delle zone agricole svantaggiate. Ricordo anche alcuni provvedimenti che fanno riferimento ai patti territoriali nel settore agricolo e che vedono la loro attuazione proprio in queste settimane. Analogamente, non posso dimenticare che l'anno scorso sono stati avviati interventi
Siamo convinti, signor Presidente, signor sottosegretario, che il rilancio del comparto agrumicolo passa attraverso due diversi ordini di interventi: quelli che devono affrontare l'emergenza, consentendo l'attribuzione di immediati benefici, e quelli strutturali, che devono puntare sulla riqualificazione del settore a medio e lungo termine.
Credo che siamo nelle condizioni di poter offrire queste soluzioni al settore agrumicolo. Infatti, gli agrumicoltori non rifiutano la competizione, ma chiedono giustamente di essere messi nelle condizioni di competere. Dobbiamo quindi riorganizzare il settore, cercando di superare quel mostro burocratico che si frappone fra le norme di riorganizzazione del comparto e la loro attuazione, la quale pertanto subisce ritardi gravissimi.
Deve inoltre essere ricordato che la vertenza agrumicola non si è affatto chiusa: persistono problemi gravi concernenti la crisi commerciale degli agrumi, problemi che possono essere comunque risolti se solo riusciamo ad aiutare il comparto a superare i problemi determinati da una burocrazia insensibile. A tale proposito, vorrei ricordare due provvedimenti importanti concernenti il comparto agrumicolo che non sono stati ancora approvati: dobbiamo cercare di portarli avanti, perché le norme approvate da questo Parlamento chiedono che il comparto agrumicolo venga aiutato a competere a pieno titolo e con le stesse opportunità di altri settori sia nel mercato interno sia in quello internazionale. A tale proposito, ricordo l'articolo 129 della legge finanziaria che sostiene settori in difficoltà dell'agricoltura: si fa riferimento alla flavescenza dorata, alla lingua blu, ma anche alla crisi agrumicola che riguarda ampi territori del nostro paese.
Al fine di fronteggiare la crisi agrumicola, abbiamo richiesto l'emanazione di un decreto ministeriale: vorremmo sapere dal sottosegretario a che punto siamo e se sarà possibile conseguire risultati immediati che consentano la proroga delle operazioni di credito e dei contributi previdenziali ed assistenziali, l'integrazione del reddito per i lavoratori, il riconoscimento delle giornate lavorative e l'istituzione di un'unità di crisi, come previsto nel provvedimento atto Camera n. 6559. Chiediamo che tutto ciò venga riconosciuto alle imprese agricole, alle cooperative ed alle imprese commerciali all'ingrosso.
Ho parlato anche della ristrutturazione del comparto: il piano agrumicolo nazionale, che è stato ormai approvato ed ha ottenuto il visto anche dall'Unione europea, prevede l'emanazione di provvedimenti importanti ai fini della promozione e la valorizzazione delle colture. Mi chiedo per quale motivo non si riescano ad avviare tempestivamente i bandi previsti dal piano agrumicolo nazionale utilizzando le risorse che sono state stanziate, le quali potrebbero risolvere alcuni problemi (mi riferisco, ad esempio, ai bandi per l'espianto nelle aree a bassa o nulla redditività). Dobbiamo cercare di consentire a queste piccole aziende che sono ormai fuori dal mercato di avere un aiuto importante da parte dello Stato. È stata prevista inoltre una riconversione nelle produzioni di qualità e più richieste dal mercato: riusciamo ad attivare questa misura al fine di rilanciare l'attività e consentire maggiore competitività sia nel mercato nazionale sia in quello europeo?
Anche il riconoscimento del valore paesaggistico di alcune produzioni agrumicole in zone importanti dal punto di vista turistico del nostro paese è previsto dal piano agrumicolo nazionale, approvato due anni fa.
Certo, è stato necessario attendere delle autorizzazioni da parte dell'Unione europea; alcune di queste sono arrivate e ciò ha reso possibile l'utilizzazione di 70 miliardi.
Per il piano agrumicolo è prevista un'utilizzazione di 140 miliardi; dunque con la cifra di 70 miliardi è possibile attivarlo in parte. Facciamolo subito perché in questo modo riusciremo ad avviare nel settore agrumicolo sia gli interventi di emergenza sia quelli che
Noi abbiamo affrontato alcuni problemi risolvendoli dobbiamo adesso avere la capacità di risolvere e di attuare i provvedimenti legislativi che abbiamo già approvato in Parlamento.
Per questo chiediamo al sottosegretario di poter dare una risposta concreta su problemi concreti.
Nello specifico, per quanto concerne il problema connesso all'agrumicoltura, problema che è stato seguito in modo attento non solo dall'onorevole Caruano ma anche dall'onorevole Cappella, cofirmatario dell'interpellanza, abbiamo autorizzato una spesa di 70 miliardi per il 1998 e di 20 miliardi per ciascuno degli esercizi 1999 e 2000.
Il 2 aprile del 1999 il CIPE ha acquisito il parere della Conferenza Stato-regioni e i pareri delle Commissioni agricoltura dei due rami del Parlamento. Sono state svolte tutte le procedure previste dalla legge e il 5 novembre è stato approvato il documento relativo alle linee programmatiche relativo alle linee di indirizzo e di intervento per l'agrumicultura. Successivamente, il Ministero del tesoro ha approvato il 3 novembre 1999 la variazione di bilancio. Per poter dare attuazione a quanto previsto dal documento programmatico è stato necessario acquisire, come ha anche ricordato l'onorevole Caruano, il parere dell'Unione europea, proprio per verificare la compatibilità degli interventi con la normativa degli aiuti di Stato.
L'Unione europea ha chiesto alcune informazioni sulle misure previste dal programma, cui l'11 gennaio abbiamo dato risposta. In data 8 marzo, la Commissione dell'Unione europea ha richiesto alcune informazioni complementari, alle quali l'amministrazione ha risposto il 31 marzo.
Il 17 maggio 2000, la Commissione europea ha approvato tutte le misure, ad eccezione della n. 6, il cui importo è di 60 miliardi 200 milioni, relativa al sostegno e al cofinanziamento ai piani integrati di intervento per la valorizzazione, la commercializzazione e il rafforzamento delle strutture organizzative dei produttori.
Il 21 luglio del 2000, il Ministero ha chiesto agli organismi attuatori (Inea, Ismea e Agea) di formalizzare la presentazione dei progetti operativi. Nel mese di ottobre 2000, sono stati acquisiti i progetti operativi ed è stata svolta la fase istruttoria; successivamente, il 27 dicembre 2000, l'amministrazione ha provveduto a formalizzare gli impegni di spesa così suddivisi: 6 miliardi e 300 milioni per il programma di monitoraggio dei mercati; 16 miliardi per la realizzazione dello schedario agrumicolo; 17 miliardi per la comunicazione e la promozione; 16 miliardi
Non è stato possibile formalizzare l'impegno di spesa dei 60 miliardi previsti per il sostegno dei piani integrati di intervento, in quanto - come ho ricordato prima - l'Unione europea non ha accettato le proposte previste dal piano agrumi avendole giudicate non compatibili con la normativa sugli aiuti di Stato.
Le unioni dei produttori (UNAPROA, UIAPOA e UNACOA) hanno presentato nell'ottobre 2000 una proposta con la quale intendevano utilizzare lo stanziamento di 60 miliardi, ma la proposta non è stata giudicata idonea a superare i problemi relativi agli aiuti di Stato posti dall'Unione europea; successivamente, il 29 gennaio 2001, le stesse unioni hanno presentato una nuova proposta attualmente all'esame dell'amministrazione; essa sarà sottoposta ai componenti di tutta la filiera prima di essere inviata alla Commissione europea per la relativa approvazione.
Sono, pertanto, soddisfatto di questa risposta.
Non posso dire altrettanto dei provvedimenti che attengono alla piena attuazione del piano agrumicolo nazionale. Mi rendo conto delle difficoltà esistenti, ma anche in questo caso dobbiamo trovare il modo di superare le incrostazioni burocratiche e di sostenere a livello comunitario la necessità di un'accelerazione nell'attuazione di tale piano.
Abbiamo detto più volte che il comparto agrumicolo ha estrema necessità di un intervento forte, che riesca a suggerire soluzioni nell'immediato e a dare una prospettiva nell'ambito della riqualificazione e ristrutturazione del comparto. Gli agrumicoltori accettano la sfida, ma vogliono essere messi nelle condizioni di competere nei mercati nazionali ed europei; fra l'altro, è giusto il passaggio relativo all'interprofessionalità del comparto, tant'è vero che il provvedimento, il decreto ministeriale previsto per la crisi agrumicola, affronta il problema degli aiuti che devono essere riconosciuti, come previsto dall'atto Camera n. 6559, in favore delle aziende, delle cooperative, delle imprese commerciali all'ingrosso. Se riusciremo a fare presto, faremo bene.
Mi auguro che gli effetti delle nostre scelte, delle scelte di questa maggioranza e di questo Governo, possano arrivare nei territori, perché essi hanno sicuramente fiducia nella capacità di ristrutturazione e riqualificazione del comparto, ma dobbiamo fare di tutto affinché gli ostacoli dell'Unione europea vengano presto superati ed altrettanto rapidamente vengano pienamente attuati i provvedimenti per i quali si sono battuti i sindaci, le associazioni di categoria, gli agrumicoltori che operano nei territori, provvedimenti condivisi dal Parlamento.
Siamo nelle condizioni, pertanto, di dare una risposta positiva e credo che dobbiamo farlo presto (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).


