Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 853 del 6/2/2001
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Seguito della discussione del disegno di legge S. 4611 - Ratifica ed esecuzione del Protocollo di adeguamento degli aspetti istituzionali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altra, per tenere conto dell'adesione della Repubblica d'Austria, della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia all'Unione europea, fatto a Bruxelles il 30 giugno 1999 (articolo 79, comma 15, del regolamento) (approvato dal Senato) (7215) (ore 17,25).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione del Protocollo di adeguamento degli aspetti istituzionali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altra, per tenere conto dell'adesione della Repubblica d'Austria, della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia all'Unione europea, fatto a Bruxelles il 30 giugno 1999, che la III Commissione (Affari esteri) ha approvato ai sensi dell'articolo 79, comma 15, del regolamento.
Ricordo che nella seduta del 2 febbraio si è conclusa la discussione sulle linee generali con gli interventi del relatore e del rappresentante del Governo.
Sottosegretario Serri, il relatore Morselli ha chiesto alcuni chiarimenti al Governo. Può fornirli, per cortesia?

RINO SERRI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Al momento attuale, per quanto riguarda i visti alla Bulgaria, in accordo con gli altri paesi europei, si applica, fino al novantesimo giorno, la


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normativa prevista dall'accordo di Schengen, fino a quando non sia più avanzato il rapporto di associazione. Per i tempi superiori ai novanta giorni, invece, si applicano ancora i criteri stabiliti a livello nazionale, che stabiliscono soprattutto quale sia il grado di sicurezza offerto dal richiedente riguardo alla disponibilità finanziaria e ad altre questioni di tal genere.
La nostra ambasciata sta riflettendo, perché, come lei sa, onorevole Morselli, si tratta di vedere come favorire determinate categorie che hanno rapporti più continui: mi riferisco ai professori universitari o agli imprenditori che viaggiano spesso per ragioni di lavoro. Stiamo provvedendo a definire una normativa in tal senso, anche se sempre nell'ambito di quanto previsto dall'accordo di Schengen.

STEFANO MORSELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANO MORSELLI, Relatore. Ringrazio il sottosegretario Serri, ma il problema non riguarda tanto l'Italia e gli altri paesi membri dell'Unione europea, ma la Bulgaria, in quanto quest'ultima ha minacciato di ritirarsi dal patto di stabilità dei Balcani qualora il visto non venisse tolto.
Stiamo ratificando un accordo di associazione tra le comunità europee e la Bulgaria: gli accordi si fanno in due e se la Bulgaria, vale a dire uno dei paesi contraenti, minaccia di ritirarsi da altri accordi di stabilità riguardanti un'area molto delicata per una questione particolare, mi chiedo se possiamo obiettivamente procedere alla ratifica di questo accordo, non sapendo, allo stato attuale, quali saranno le intenzioni della Bulgaria.
Riterrei particolarmente grave ratificare un accordo di questa portata se poi, un domani, la Bulgaria decidesse di uscire dal patto di stabilità dei Balcani per un qualsiasi motivo. Occorre quindi che il Governo esprima parole tranquillizzanti.

RINO SERRI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RINO SERRI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Onorevole Morselli, sono in grado di darle ampie garanzie in merito alla sua richiesta. Non risulta affatto che il Governo della Bulgaria abbia minacciato quanto lei ha detto. Probabilmente ciò è stato fatto da qualche funzionario o in qualche sede come forzatura negoziale, ma non credo che possiamo registrare una posizione di questo tipo da parte della Bulgaria, insieme alla quale, del resto, insieme ad altri paesi abbiamo di recente portato avanti una serie di iniziative che fanno prevedere che il patto di stabilità avanzerà, pur con le complessità che conosciamo. Non credo dunque che questa minaccia debba essere registrata né dal Governo né dal Parlamento come una minaccia che abbia una qualche consistenza operativa. Non ho assolutamente elementi per dire che questa cosa abbia un minimo di fondamento. Per tale motivo vorrei tranquillizzare il Parlamento. Naturalmente, in tali questioni, come si sa, se emergeranno cose nuove, le affronteremo, ma non penso che ciò possa accadere.

STEFANO MORSELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANO MORSELLI, Relatore. Preciso che non si tratti di voci o di illazioni. Quanto ho riportato risulta testualmente dal dossier sul provvedimento (mi riferisco precisamente a quanto detto alla fine di pagina 10).
Credo che la cosa più saggia sia quella di sospendere l'esame del provvedimento, chiedere l'audizione dell'ambasciatore in Commissione al fine di acquisire tutti gli elementi necessari per poter procedere.
In qualità di relatore formulo tale richiesta.


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PRESIDENTE. Il Governo cosa ha da dire a tale proposito?

RINO SERRI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo non si oppone a questa richiesta del relatore ed è pronto a proseguire la riflessione su tutte le questioni a cui ha fatto riferimento l'onorevole Morselli.

PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, possiamo quindi rinviare il seguito dell'esame del disegno di legge n. 7215 ad altra seduta. Nel frattempo la Commissione potrà chiedere l'audizione dell'ambasciatore.

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