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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, proprio ieri in discussione generale, in un'aula un po' meno affollata rispetto ad oggi, ricordavo che si tratta di uno di quei provvedimenti che non possono che unire maggioranza e opposizione, in quanto non possono non essere approvati all'unanimità. Dobbiamo rinviarlo al Senato perché la Commissione ha ritenuto di apportare alcune modifiche (si è trattato di approvare alcuni emendamenti tecnici per rendere il provvedimento più agevole e di immediata applicazione). Auspichiamo, pertanto, che anche il Senato riesca ad approvarlo in questo scorcio di legislatura. In fondo, la Commissione esteri per prima ha affrontato il discorso delle mine antiuomo, con un provvedimento di legge che fu definito all'avanguardia anche all'estero, in quanto si riferiva alla Convenzione di Ottawa e alla sua pratica attuazione in campo nazionale ed internazionale. L'Italia, bene o male, ha anche avuto la colpa di aver prodotto tante delle mine che sono ancora
sparse per il mondo. È giusto, quindi, che ci occupiamo di questo problema e che approviamo l'istituzione del Fondo per lo sminamento. Proprio ieri, nel corso della discussione generale, abbiamo criticato l'esiguità delle cifre destinate a questa operazione. Riteniamo infatti che non basteranno questi pochi miliardi per sminare territori come la Bosnia, la Slovenia, la Serbia, l'Albania, per non parlare poi dei territori meno vicini, che vanno dal Medio oriente all'Africa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morselli. Ne ha facoltà.
STEFANO MORSELLI. Signor Presidente, desidero intervenire, sia pure brevemente, perché quello in esame è uno di quei provvedimenti che non dovrebbero passare sotto silenzio. Ci sono più di 100 milioni di mine sparse sul nostro pianeta e purtroppo buona parte di queste è di fabbricazione italiana.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantovani. Ne ha facoltà.
RAMON MANTOVANI. Signor Presidente, annuncio sicuramente il voto favorevole di Rifondazione comunista, sebbene, come è noto, siamo insoddisfatti per l'esiguità dei fondi destinati allo sminamento umanitario e sebbene abbiamo da recriminare sul fatto che la stragrande maggioranza delle mine che verranno eliminate sono di produzione italiana. Da qui nasce un paradosso. Ci sono imprenditori privati italiani che si sono arricchiti vendendo mine antiuomo che hanno ucciso migliaia di persone e ne hanno rese invalide decine, se non centinaia di migliaia, e poi lo Stato italiano - giustamente, dico io - interviene finanziariamente, anche se in modo insufficiente, per provvedere a togliere queste mine, affinché non provochino altri danni, altri morti, altri lutti, altre sofferenze.
del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti e del deputato Di Capua).
VITO LECCESE, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITO LECCESE, Relatore. Signor Presidente, vorrei esprimere un vivo ringraziamento a tutti i colleghi della Commissione, sia della maggioranza sia dell'opposizione, che hanno consentito l'approvazione di questo provvedimento. Si tratta di una proposta di legge di iniziativa parlamentare condivisa dal Governo che consentirà all'Italia, qualora dovesse diventare legge, di continuare a svolgere un ruolo guida all'interno della comunità internazionale per arrivare alla definitiva messa al bando delle mine antipersona.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Niccolini. Ne ha facoltà.
Comunque, a parte la scarsità di mezzi, apprezziamo il provvedimento in sé e riteniamo che vada sollecitato anche l'altro ramo del Parlamento a chiudere quanto prima definitivamente questo capitolo delle mine. Vi sono delle colpe che dobbiamo cancellare e l'aiuto che l'Italia può dare a quei paesi può essere davvero determinante.
Sappiamo quanta fatica abbiamo fatto in Commissione esteri per approvare un provvedimento di civiltà. L'Italia si è riscattata sottoscrivendo abbastanza rapidamente la Convenzione di Ottawa e non dobbiamo dimenticare che importantissimi paesi che hanno aderito non l'hanno poi sottoscritta: la Cina, la Russia, gli Stati Uniti e la stessa Angola, che continua ad utilizzarle.
Quindi verrà espresso un convinto voto favorevole da parte di Alleanza nazionale, nella speranza che anche i cosiddetti altri grandi paesi civili si mettano al più presto al passo e contribuiscano a questa delicata e costosa opera di civiltà.
Vorrei invitare le colleghe ed i colleghi dell'Assemblea a riflettere su questo punto. Noi siamo costretti a spendere soldi pubblici per rimediare a danni che imprese italiane hanno provocato, traendone immensi guadagni. Vorrei ricordare in questa occasione il buon esempio dei lavoratori della Val Sella che, anche a rischio di perdere il posto di lavoro, nella vertenza con l'impresa da cui dipendevano, hanno imposto l'inserimento di una clausola per cui quella società non potesse vendere i brevetti delle mine. Lo stesso non è avvenuto per molte altre imprese, che hanno provveduto, sì, a dismettere la produzione di mine, ma al tempo stesso hanno venduto - e anche profumatamente - i brevetti, perché, ahimè, l'industria italiana - a volte così ingiustificatamente celebrata -, se è stata all'avanguardia in qualcosa, lo è stata nella produzione delle mine antiuomo.
Pertanto, signor Presidente, ribadisco il voto favorevole, pur se con queste recriminazioni e con questa amarezza, perché il problema, come sappiamo bene, è tutt'altro che risolto e molta strada bisognerà fare prima che lo sia (Applausi dei deputati
Oggi il nostro paese si pone all'avanguardia grazie all'istituzione del Fondo per lo sminamento umanitario: con l'ordine del giorno presentato da me a nome di tutti i colleghi della Commissione chiediamo che ci sia un impegno anche da parte dell'Unione europea affinché tale fondo non resti solo un fondo nazionale, ma diventi un fondo europeo.


