![]() |
![]() |
![]() |
EDUARDO BRUNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EDUARDO BRUNO. Signor Presidente, oggi è successo un fatto grave a Firenze: questa notte, sono comparse le svastiche su una Casa del popolo storica della città, la Andrea del Sarto, all'interno della quale si trova anche la federazione di Firenze dei Comunisti italiani.
LUIGI BERLINGUER. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUIGI BERLINGUER. Signor Presidente, pochissime battute solo per associarmi all'intervento svolto ed al richiamo di attenzione su questo episodio. L'Andrea del Sarto è un'istituzione storica della democrazia fiorentina, un luogo nel quale è cresciuta la civiltà del nostro novecento in una città profondamente antifascista.
di una campagna elettorale che si annuncia tesa, quindi è assolutamente indispensabile che ci uniamo tutti perché questi elementi di tensione vengano combattuti fin dall'inizio. Non vi deve essere alcuna tolleranza, si deve sapere chi ha mandato quella lettera e chi ha fatto quelle scritte. Abbiamo bisogno di conoscere se si sia trattato solo di un episodio secondario, me lo auguro, ma ho il timore che non sia così, o se non si inquadri in una spirale di violenza. Questo paese ha conosciuto altre volte, in occasione di altre campagne elettorali, la strategia della violenza e del terrore. Siamo un paese maturo ed abbiamo bisogno che il confronto elettorale si svolga civilmente. Quindi, appoggio anche la richiesta che il ministro dell'interno ci renda edotti di quanto accaduto e che si adottino le misure necessarie.
SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Signor Presidente, desidero esprimere vivo allarme e una decisa condanna per quanto abbiamo sentito dall'onorevole Eduardo Bruno. Si tratta di un clima assolutamente inaccettabile e credo che a questa condanna vada anche associato chi questo clima fomenta. Crediamo che la delicatezza del momento, che si avvia a diventare un momento elettorale, richieda da parte di tutti ben altra consapevolezza e riteniamo che, effettivamente, anche l'abbandonarsi a espressioni verbali violente, come purtroppo è capitato di sentire anche da parlamentari, sia gravissimo. Crediamo che questo clima di violenza sia totalmente da condannare e che sia da condannare in particolare questo specifico episodio, ma crediamo anche che la vigilanza democratica sia un dovere di tutti noi.
ELIO VITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Signor Presidente, ci associamo alle parole d'allarme del collega Eduardo Bruno in maniera non retorica e non formale; lo facciamo con piena convinzione, non volendo seguire l'esempio di colleghi di altri gruppi che, la settimana scorsa, non si sono associati quando da questi banchi noi abbiamo denunciato episodi di violenza. Credo sia giusto ricordare, anche ai fini della completezza dell'informativa del ministro Bianco, che riferirà in quest'aula, che ciò sta accadendo a Firenze riguarda anche la sede di Forza Italia. Infatti, da qualche giorno, essa è presidiata dalle forze di polizia perché sui muri sono comparse alcune scritte, «città più sicure... guardatevi le spalle», nonché simboli, falce e martello, ed una stella a cinque punte è stata disegnata sul campanello della sede di Forza Italia. Il prefetto e il questore hanno disposto un'immediata vigilanza sulla nostra sede ed abbiamo ritenuto di essere soddisfatti dell'intervento delle forze dell'ordine a livello locale.
del collega Eduardo Bruno, anche noi chiediamo solidarietà e che il ministro dell'interno risponda anche su questo quando verrà in aula.
GUSTAVO SELVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, la parte politica che rappresento non ha mai fatto mancare atti e parole di solidarietà nei confronti di minacce ricevute in qualsiasi forma, terroristica o meno. Quindi, ci associamo a quanto detto dal collega.
CESARE RIZZI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CESARE RIZZI. Signor Presidente, ovviamente la Lega si associa al collega Bruno.
MAURO PAISSAN. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURO PAISSAN. Signor Presidente, l'episodio denunciato dal collega Bruno è particolarmente inquietante. Lo è in se e lo è per il momento politico in cui si colloca: ci stiamo inoltrando in un periodo particolarmente delicato della vita democratica del nostro paese e questo volantino, questo linguaggio, queste minacce sono particolarmente gravi.
Penso che sia responsabilità comune a tutte le forze politiche di fare in modo che nel conflitto politico, nello scontro politico, nel dibattito politico - la cui forza non deve essere depotenziata, perché di questo è fatta la democrazia - non venga lasciato spazio a simili episodi, a simili minacce o a simile linguaggio.
PRESIDENTE. In relazione a questa vicenda prenderò contatti con il ministro dell'interno per sapere quando, acquisiti i dati, potrà venire a riferire alle Camere.
Onorevoli colleghi, se dovete, uscite in fretta, per piacere. Onorevole Frattini, onorevole Bressa, fate un talk show da qualche altra parte e non qui; comunque, scusate, discutete fuori. Ministro Mattarella, per cortesia.
Prego, onorevole Bruno.
È arrivata pure una lettera dai toni molto pesanti e pericolosi, che voglio leggere in questa sede, perché desidero che il Parlamento sia informato del suo contenuto. La lettera è intestata FUAN, Villa Arrivabene, Firenze, sabato 3 febbraio, ore 17 ed il suo testo è il seguente: «Finito il dibattito, iniziamo con voi, se avete palle s'intende. Sporchi bastardi, vi elimineremo uno ad uno, senza più compromessi. Faremo fuoco su di voi senza nessuna pietà, purificando a mano dura la città dalla vostra merda. Il tempo dell'attesa finisce qui. Confronto contro scontro, una potenza dirompente si abbatterà sulle vostre strutture morali e materiali, non lasciandovi tempo né scampo. Da Firenze inizieremo, cantava una vecchia canzone: fuoco sullo straniero e morte. Fuoco su di voi e morte. Per la rinascita, per la gloria e per la patria».
Ho voluto leggere queste parole perché sono molto significative, evidenti, parlano da sole; desidero quindi manifestare al Presidente ed ai colleghi le nostre preoccupazioni, che penso siano quelle di tutti i democratici che hanno interesse a difendere la democrazia. L'attacco alla sede di un partito è un attacco alla democrazia e alla Costituzione, che noi vogliamo difendere, ovviamente con la legalità e con la democrazia: è questo l'appello che desidero rivolgere ai colleghi e ai democratici, nonché, in particolare, al Presidente dell'Assemblea, affinché egli si faccia interprete dei nostri sentimenti e della nostra preoccupazione e, se è possibile, chieda al ministro dell'interno un pronto intervento, eventualmente per rendere un'informativa urgente al Parlamento su quanto sta succedendo a Firenze ed anche più in generale nel paese.
Cogliamo, signor Presidente, segnali che suscitano una forte preoccupazione: è quanto volevo esprimere con il mio brevissimo intervento (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).
Il segnale che viene dato è di violenza. È un brutto segnale alla vigilia dell'apertura
Come si vede, il vittimismo, che talvolta caratterizza posizioni del nostro avversario a proposito del confronto della campagna elettorale, non ha alcun senso: tutti abbiamo interesse ad evitare un'accentuazione dei toni che potrebbe essere il veicolo, se non il viatico, a queste forme di violenza (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Comunista e di Rifondazione comunista-progressisti).
Comunque, visto che vi è stata questa giusta denuncia da parte del collega Eduardo Bruno, credo sia giusto associarsi all'allarme per l'episodio specifico, ma anche ricordare in quest'aula, con analoga preoccupazione a quella dimostrata dai colleghi Berlinguer ed altri, quanto accaduto alla sede di Forza Italia. Purtroppo riecheggiano simboli e motti che in democrazia non dovrebbero comparire di fronte a sedi politiche. È evidente, infatti, che queste ultime sono tutte uguali e devono essere tutte protette e rispettate, soprattutto dalle parti avversarie. Quindi, ripeto, associandoci alle preoccupazioni
Peraltro, la sigla che è stata riferita dal collega che ha sollevato la questione è quella della FUAN, che è la federazione universitaria azione nazionale. Credo sia una sigla assolutamente rubata ad un organismo universitario, un tempo della destra. Si tratta, quindi, di qualcosa che genera in noi un grave sospetto e pertanto siamo i primi ad essere interessati, onorevole Berlinguer, che venga qui il ministro Bianco, ci dia tutte le informazioni precise e lo faccia nel modo più completo, perché sotto questa sigla noi vediamo una manovra estremamente preoccupante.
Siamo preoccupati anche noi per il clima che si potrebbe creare nella campagna elettorale ed intendiamo assicurare il mantenimento di toni, nella forma e nella sostanza, degni di una grande, vitale e forte democrazia.
Respingiamo alcune parole che sono state pronunciate qui e che gettano generici sospetti su parlamentari. Se vi sono indicazioni precise di nomi e cognomi, si abbia il coraggio di farli anche in quest'aula, ma fare affermazioni così generiche non costituisce un contributo positivo alla serenità della campagna elettorale.
Onorevoli colleghi, voglio rilevare anch'io che, mentre noi abbiamo sempre manifestato la nostra solidarietà per chiunque abbia ricevuto minacce scritte in questo modo, quando io ho denunciato l'aggressione ai giovani di Azione giovani di Rovigo non ho sentito dall'altra parte parole di solidarietà nei loro confronti. Probabilmente il silenzio è stata la conferma di quanto avevo detto, ma sarebbe stato importante, interessante e per noi gratificante sentire le parole che io oggi dico con grande sincerità chiedendo che venga accertato il fondamento preciso dei fatti e della firma del volantino di cui il collega ci ha dato conoscenza.
La Lega è stata sempre contraria agli episodi di violenza. Avremmo preferito che si associassero tutte le forze politiche anche quando noi, sette giorni fa, abbiamo denunciato un episodio di violenza, un'aggressione ad un deputato della Lega. Mi dispiace che così non sia stato. Comunque siamo sempre contrari a questi episodi, che abbiamo sempre denunciato e pertanto non possiamo che essere più che solidali.
Ritengo di poter parlare - lo faccio assai raramente - a nome di tutte le componenti del gruppo misto, che non sono presenti fisicamente, nell'esprimere solidarietà al partito dei Comunisti italiani, così come esprimiamo solidarietà verso tutte quelle forze politiche e quegli esponenti politici che nelle ultime settimane sono stati minacciati o in qualche modo colpiti.


