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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Chiamparino n. 3-06850 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).
SERGIO CHIAMPARINO. Signor Presidente, lo scorso lunedì, nella mia città, Torino, è stato firmato tra il Governo italiano e quello francese un accordo che prevede una linea di collegamento ferroviario ad alta capacità di trasporto fra Torino e Lione, come tratta strategica centrale di un più generale collegamento tra l'ovest e l'est del continente europeo, oltre che - come è stato già ricordato - la graduale riapertura del traforo del Monte Bianco e la modernizzazione dell'attuale linea Torino-Modane.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. L'incontro che si è svolto a Torino lunedì scorso, anche dal Presidente Chirac e dal Primo ministro Jospin è stato considerato eccezionalmente produttivo rispetto alla media di questi incontri bilaterali, che spesso sono occasioni di discussione più che di decisione. In questo caso, invece, sono state adottate diverse decisioni, quelle su cui lei, onorevole Chiamparino, si è soffermato, come pure altre: per esempio, l'università transfrontaliera Torino-Grenoble è un'altra decisione di particolare rilievo in un settore di primaria importanza come la formazione di livello europeo dei nostri giovani. Anche le decisioni in materia di trasporto erano fondamentali ed importanti.
PRESIDENTE. La ringrazio, Presidente Amato. L'onorevole Chiamparino ha facoltà di replicare.
SERGIO CHIAMPARINO. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio la ringrazio e credo che si possa convenire che l'aggettivo «storico» una volta tanto è stato usato a dovere per commentare l'accordo di Torino.
L'onorevole Chiamparino ha facoltà di illustrarla.
Vorrei chiederle: come intende procedere il Governo per garantire il rispetto dei tempi, previsti per il 2015 dall'accordo? In secondo luogo, quali iniziative intende prendere nei confronti delle popolazioni, in particolare della Val di Susa, che vivono con grande preoccupazione e disagio la realizzazione dell'opera? Si tratta peraltro di popolazioni che già molto hanno dato per la infrastrutturazione del territorio ed esse, a mio avviso, potrebbero vivere questa come un'opportunità di sviluppo sostenibile e di miglioramento della qualità ambientale della zona.
Per noi italiani, è importante la riapertura del traforo del Monte Bianco, che è un'infrastruttura vitale per consentire alle merci esportate dalle imprese italiane di uscire dai confini nazionali. Vi erano preoccupazioni legittime da parte degli amici francesi. Non possiamo continuare ad instradare traffico su gomma in parti delicatissime dei nostri territori - da noi la Valle d'Aosta, dall'altra parte l'Alta Savoia - senza adottare misure adeguate per garantire che, nel tempo, vi sarà un trasferimento più ampio possibile su rotaia di questo stesso traffico. Abbiamo garantito tutto ciò, in primo luogo, con l'ammodernamento della Torino-Modane, che sarà realizzato a breve, adottando quelle piattaforme oggi esistenti che consentono di instradare il camion sul vagone ferroviario dal lato del vagone e non dal fondo del treno. Ciò accelera molto le operazioni e consente di usare l'intermodalità, vale a dire di caricare il camion sul treno senza perdite di tempo significativo. Ma è soprattutto sulla prospettiva di medio periodo che è stata presa la decisione. Ora devono essere definiti gli studi, devono essere trovati i finanziamenti, perché vogliamo il concorso del capitale privato - che è possibile - e devono partire i lavori. Si tratta di tre fasi facilmente mantenibili nei tempi previsti. Quindi: studi finali, definizione del costo, offerta al mercato del progetto e avvio dello stesso.
Come lei, sono consapevole delle difficoltà che sorgono nella Val di Susa nonché delle aspettative, e penso anch'io, che parlando e discutendo con i soggetti interessati, coinvolgendoli sarà facile dimostrare che, oltre ad essere un'opportunità di lavoro, questa è anche un'occasione per lo sviluppo sostenibile della valle. Diversamente, essa rischia di essere coinvolta in traffici su strada che finiscono per inquinare l'ambiente e per rendere difficile la vita dei valligiani, molto più di quanto non farà questa infrastruttura veloce che riguarda l'Italia e la Francia e l'insieme dell'Europa.
Desidero sottolineare rapidamente due aspetti. Innanzitutto, apprezzo il termine da lei usato: «coinvolgimento» delle popolazioni della Val di Susa e dei territori interessati dalla progettazione, nonché dei loro rappresentanti. La regione, infatti, non sempre in questa fase di pre-progettazione è riuscita a coinvolgerli a pieno, come sarebbe stato necessario; peraltro ciò non è accaduto nemmeno per quanto riguarda le società preposte alla progettazione. In secondo luogo, proprio perché nell'accordo si parla di modernizzazione dell'attuale linea Torino-Modane, credo si debba considerare la possibilità di realizzarla riducendo l'impatto con il territorio che, in particolare in alcuni paesi, oggi è gravissimo ed è un fattore di lesione ambientale molto seria.


