Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 849 del 31/1/2001
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(Realizzazione e adeguamento di infrastrutture)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Casinelli n. 3-06849 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).
L'onorevole Casinelli ha facoltà di illustrare la sua interrogazione.

CESIDIO CASINELLI. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, in questi anni di Governo il centrosinistra ha determinato le condizioni per la ripresa degli investimenti sia dal punto di vista normativo (cito solo la semplificazione della Conferenza dei servizi, il potenziamento dello sportello unico, la rimozione del divieto di costruzione di nuove autostrade, gli interventi normativi sulla giustizia amministrativa, dove si è previsto un esame accelerato per l'esame delle controversie in tema di lavori pubblici, e chiudo con la legge Merloni alla quale abbiamo apportato una modifica introducendo nel nostro ordinamento lo strumento importante del project financing), sia dal punto di vista finanziario, perché risanato il bilancio si sono finalmente liberate risorse per ammodernare il paese. L'ultima finanziaria può finalmente destinare cospicui fondi al sistema delle infrastrutture, ma non è la sola, infatti vi sono altre leggi di settore importanti, come la legge sul disagio abitativo appena approvata, con 2 mila miliardi per la costruzione di nuove case e per il recupero delle periferie, e la legge sulle olimpiadi invernali (Torino 2006), con 1.500 miliardi. Ritengo ora, signor Presidente, che occorra chiudere i processi dal punto di vista amministrativo e regolamentare.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. L'onorevole Casinelli - dal mio punto di vista giustamente - ha sottolineato che in questa legislatura sono stati fatti passi in avanti per lo sveltimento delle opere pubbliche e la legislatura si concluderà con ulteriori passi. Mi consenta, a mia volta, di sottolineare con particolare soddisfazione, al di là di quelli che lei stesso ha indicato, due passaggi fondamentali: il primo è l'approvazione della nuova legge di semplificazione delle procedure con la nuova disciplina della Conferenza dei servizi. Ritengo che questo sia davvero un fatto di grande cambiamento - il Parlamento ha approvato la legge nel novembre scorso - perché oggi non esistono più interessi pubblici, per quanto importanti e prioritari che giustamente vengono considerati tali, dall'ambiente ai profili paesistici e culturali, la cui compresenza possa diventare ragione di un veto permanente e definitivo che lascia in sospeso una procedura. Oggi, qualunque interesse, anche i più importanti, può essere collocato in termini di dissenso rispetto alle altre amministrazioni che poi toccherà, responsabilmente, all'organo collegiale di vertice risolvere: si tratti del Consiglio dei ministri in sede nazionale, si tratti degli organi collegiali regionali in sede regionale. Questo davvero dà una prospettiva nuova alle opere, come pure l'approvazione - finalmente - del piano nazionale dei trasporti, che è stato per anni una specie di araba fenice alla cui futura approvazione venivano condizionate mille cose, compresa la possibilità di costruire autostrade in precedenza assolutamente vietate. Noi abbiamo potuto collocare la Milano-Brescia tra le opere che concretamente partiranno, e potranno partire, in futuro


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perché finalmente c'è un piano nazionale dei trasporti che la colloca tra le ragionevoli priorità del prossimo futuro.
Infatti, il ministro dei lavori pubblici ha già potuto presentare un piano di opere strategiche, immediatamente attivate; ha potuto prevedere - rispondo qui in modo specifico su ciò che lei ha detto - che la programmazione di spesa delle opere, anziché avvenire a fine esercizio, come in precedenza accadeva, venga portata all'inizio dell'esercizio per sveltire l'amministrazione nella spesa delle risorse che oggettivamente oggi, grazie al lavoro del Parlamento, ci sono. Vi sono infatti 6 mila miliardi per l'ANAS, distribuiti variamente: 3 mila miliardi sono già destinati ad opere specifiche, vi è poi la quota riservata per le zone alluvionate ed altri 2 mila miliardi rimangono liberi; per la Salerno-Reggio Calabria, vi sono 1.200 miliardi e vi sono altresì le opere che potranno essere finanziate con le risorse del quadro strutturale per il Mezzogiorno.

PRESIDENTE. L'onorevole Casinelli ha facoltà di replicare.

CESIDIO CASINELLI. Signor Presidente del Consiglio, la ringrazio della sua risposta ed apprendo con soddisfazione le notizie che lei mi ha fornito, come pure ho appreso con soddisfazione, leggendo i giornali di questi giorni, che dal recente incontro italo-francese è emersa la prospettiva concreta della riapertura a breve termine del traforo del Monte Bianco e la messa in progetto del collegamento superveloce Torino-Lione, che è un'arteria importantissima per noi e per l'intera Europa.
Condivido le sue osservazioni e vorrei solo ribadire il senso della mia domanda, che prima non ho potuto illustrare compiutamente a causa del breve tempo disponibile: dal punto di vista normativo e dei fondi, ormai tutti i processi sono conclusi; è quindi necessario che il Governo e la pubblica amministrazione si attivino per rendere immediatamente esecutivi gli accordi di programma e le conferenze di servizi che occorre svolgere, in modo che le opere possano partire immediatamente, visto che non vi sono più obiezioni né ostacoli per realizzarle, e possano riprendere le opere che sono state interrotte, o sulle quali si sta già lavorando. Condivido il suo ottimismo e sono convinto che il centrosinistra, anche nel settore delle infrastrutture, abbia fatto una buona politica: concludendo, devo rimarcare che tutto ciò è stato fatto senza andare mai alla fiera dell'ovvio e senza mai portarsi dietro lavagne luminose o matite colorate.

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