Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 849 del 31/1/2001
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(Malformazioni neonatali)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Piscitello n. 3-06848 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
L'onorevole Piscitello ha facoltà di illustrarla.

RINO PISCITELLO. Signor Presidente, nei giorni scorsi ho pubblicamente denunciato dati allarmanti relativi all'altissima percentuale di neonati con malformazioni presso l'ospedale civile di Augusta, che comprende nella sua utenza gran parte della zona industriale della provincia di Siracusa.
Nell'anno 2000, su 534 parti in quell'ospedale, ben 30 neonati (il 5,6 per cento) presentavano malformazioni di diversa gravità.
Limitando il dato ai soli residenti nella città di Augusta, su 257 parti ben 15 neonati presentavano malformazioni di diversa gravità (con una percentuale del 5,9 per cento).
I dati statistici diventano drammatici se li raffrontiamo a quelli degli anni precedenti. Negli anni 1991-1998 i dati riportavano in Sicilia un tasso d'incidenza di nati malformati pari al 2,1 per cento e nella provincia di Siracusa un tasso d'incidenza del 3,1 per cento.
La stessa fonte evidenziava, per l'anno 1999, un tasso d'incidenza di nati malformati per la città di Augusta pari al 3,7 per cento. La percentuale media italiana attesa è attorno al 2 per cento.
Nell'anno 2000 il tasso d'incidenza registrato ad Augusta è quasi il doppio rispetto a quello registrato in provincia di Siracusa e quasi il triplo rispetto alla media regionale e nazionale!
Non si tratta di fare allarmismo né, tanto meno, demagogia, ma di verificare un fenomeno, ricercarne le cause e prevenirle (Applausi dei deputati del gruppo de I Democratici-l'Ulivo).


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PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Piscitello.
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Piscitello, i dati che leggo nella sua interrogazione preoccupano me quanto lei.
Le malformazioni infantili sono tra le questioni di cui maggiormente ci dovremmo occupare, tanto più che oggi disponiamo di tecnologie e di capacità mediche che sono in grado di intervenire più che tempestivamente, anche per rimuoverle, e soprattutto di mostrare le ragioni che possono determinarle in percentuali così rilevanti.
Il problema qui è che abbiamo a che fare - ed ho l'impressione che questo ce lo troveremo dinanzi anche in altre circostanze - con un rischio di barriere che si vengono formando attorno alle nostre autonomie istituzionali, creando ostacoli ad interventi che noi immediatamente saremmo portati a ritenere necessari da parte delle autorità centrali.
La salute è un diritto dei cittadini, è un interesse della collettività, dice la Costituzione; la salute è affidata largamente al concerto tra lo Stato e le regioni.
La prassi storica, istituzionale e storica, è che nei confronti delle regioni a statuto speciale - ancorché la sanità possa comparire (come compare nel caso della Sicilia, come lei sa) tra le materie di legislazione non esclusiva ma concorrente - lo Stato centrale non intervenga con sue dirette ispezioni quando vi siano fatti nella regione che pure sono indicativi di rischi importanti per la tutela di quel diritto costituzionalmente previsto che è la salute e che l'intervento diretto lo faccia esclusivamente la regione. Non è una prassi che abbia un fondamento costituzionale specifico; si è formata sul generico fondamento costituzionale della specialità dell'autonomia di queste regioni.
In queste circostanze, ciò che il Ministero della sanità è stato ed è in grado di fare - il Ministero della sanità, me ne sono informato, ha consapevolezza di questi dati - è stato di chiedere immediatamente all'istituto che la regione ha per le malformazioni congenite (l'Ismac) di fornire elementi anche per sollecitare la regione stessa ad intervenire. L'Ismac al momento ha soltanto i dati che arrivano al 1998.
Noi, nella situazione istituzionale data, possiamo sollecitare l'Ismac a fornire al più presto i dati anche per gli ultimi anni e vedere se la regione ci metterà nella condizione di migliorare la situazione.

PRESIDENTE. La ringrazio, Presidente Amato.
L'onorevole Piscitello ha facoltà di replicare.

RINO PISCITELLO. Presidente, già il riconoscimento del dato è per noi un fatto importante.
È evidente che noi solleciteremo la regione Sicilia, che non è mai stata attentissima a questi fenomeni. Vorrei però, per il massimo di chiarezza, dire che io ho sollecitato il Governo a chiedere che venga svolta (credo che questo possa farlo il ministro della sanità) un'indagine epidemiologica approfondita fino all'istituzione di un osservatorio, che sia fatta non solo sui bambini malformati, ma anche sulle cause di morte e sulle patologie particolari di quella zona che è una zona industriale dove nei decenni, evidentemente, vi sono state purtroppo numerose discariche di veleni. Negli anni purtroppo noi abbiamo subito una industrializzazione selvaggia. Solo in questi anni, vi è stato il piano di risanamento ambientale, una modifica delle concezioni da parte degli imprenditori di quella provincia e, in quest'ultimo periodo, una disponibilità. Assindustria, dopo la mia denuncia, ha immediatamente detto che avevo ragione e che avrebbe chiesto subito la verifica di questi dati. Purtroppo però negli anni noi siamo stati una discarica di veleni.
Quelle zone sono meravigliose. Noi siamo orgogliosi di viverci. Vivo in quella città e sono orgoglioso di viverci e vorrei farci vivere anche il mio bambino. Chiediamo


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uno sviluppo compatibile, garanzie di vita, e che il piano di risanamento ambientale vada a buon fine. A questo punto inoltre chiediamo che lo Stato, d'intesa con la regione siciliana, istituisca un reale osservatorio sulle cause delle malformazioni alla nascita, ma anche sui casi di morte che per alcune patologie sono superiori alla media nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Piscitello.

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