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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Piscitello n. 3-06848 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
RINO PISCITELLO. Signor Presidente, nei giorni scorsi ho pubblicamente denunciato dati allarmanti relativi all'altissima percentuale di neonati con malformazioni presso l'ospedale civile di Augusta, che comprende nella sua utenza gran parte della zona industriale della provincia di Siracusa.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Piscitello.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Piscitello, i dati che leggo nella sua interrogazione preoccupano me quanto lei.
PRESIDENTE. La ringrazio, Presidente Amato.
L'onorevole Piscitello ha facoltà di illustrarla.
Nell'anno 2000, su 534 parti in quell'ospedale, ben 30 neonati (il 5,6 per cento) presentavano malformazioni di diversa gravità.
Limitando il dato ai soli residenti nella città di Augusta, su 257 parti ben 15 neonati presentavano malformazioni di diversa gravità (con una percentuale del 5,9 per cento).
I dati statistici diventano drammatici se li raffrontiamo a quelli degli anni precedenti. Negli anni 1991-1998 i dati riportavano in Sicilia un tasso d'incidenza di nati malformati pari al 2,1 per cento e nella provincia di Siracusa un tasso d'incidenza del 3,1 per cento.
La stessa fonte evidenziava, per l'anno 1999, un tasso d'incidenza di nati malformati per la città di Augusta pari al 3,7 per cento. La percentuale media italiana attesa è attorno al 2 per cento.
Nell'anno 2000 il tasso d'incidenza registrato ad Augusta è quasi il doppio rispetto a quello registrato in provincia di Siracusa e quasi il triplo rispetto alla media regionale e nazionale!
Non si tratta di fare allarmismo né, tanto meno, demagogia, ma di verificare un fenomeno, ricercarne le cause e prevenirle (Applausi dei deputati del gruppo de I Democratici-l'Ulivo).
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
Le malformazioni infantili sono tra le questioni di cui maggiormente ci dovremmo occupare, tanto più che oggi disponiamo di tecnologie e di capacità mediche che sono in grado di intervenire più che tempestivamente, anche per rimuoverle, e soprattutto di mostrare le ragioni che possono determinarle in percentuali così rilevanti.
Il problema qui è che abbiamo a che fare - ed ho l'impressione che questo ce lo troveremo dinanzi anche in altre circostanze - con un rischio di barriere che si vengono formando attorno alle nostre autonomie istituzionali, creando ostacoli ad interventi che noi immediatamente saremmo portati a ritenere necessari da parte delle autorità centrali.
La salute è un diritto dei cittadini, è un interesse della collettività, dice la Costituzione; la salute è affidata largamente al concerto tra lo Stato e le regioni.
La prassi storica, istituzionale e storica, è che nei confronti delle regioni a statuto speciale - ancorché la sanità possa comparire (come compare nel caso della Sicilia, come lei sa) tra le materie di legislazione non esclusiva ma concorrente - lo Stato centrale non intervenga con sue dirette ispezioni quando vi siano fatti nella regione che pure sono indicativi di rischi importanti per la tutela di quel diritto costituzionalmente previsto che è la salute e che l'intervento diretto lo faccia esclusivamente la regione. Non è una prassi che abbia un fondamento costituzionale specifico; si è formata sul generico fondamento costituzionale della specialità dell'autonomia di queste regioni.
In queste circostanze, ciò che il Ministero della sanità è stato ed è in grado di fare - il Ministero della sanità, me ne sono informato, ha consapevolezza di questi dati - è stato di chiedere immediatamente all'istituto che la regione ha per le malformazioni congenite (l'Ismac) di fornire elementi anche per sollecitare la regione stessa ad intervenire. L'Ismac al momento ha soltanto i dati che arrivano al 1998.
Noi, nella situazione istituzionale data, possiamo sollecitare l'Ismac a fornire al più presto i dati anche per gli ultimi anni e vedere se la regione ci metterà nella condizione di migliorare la situazione.
L'onorevole Piscitello ha facoltà di replicare.