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ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Signor Presidente, i deputati e i gruppi hanno avuto modo di consultarsi in seguito al voto dell'Assemblea di questa mattina. Si tratta di un voto perfettamente legittimo dal punto di vista politico, tuttavia vogliamo censurarlo comunque.
condividiamo ma che fa nella sua qualità di deputato è affidato alla maggioranza parlamentare (Commenti del deputato Duca). Se la maggioranza parlamentare si serve di tale potere, non per difendere questo diritto del Parlamento e quindi anche di un deputato antipatico a dire cose che non si condividono nel merito, ma per farne uno strumento dello strapotere della maggioranza per punire i deputati della minoranza per opinioni che non si condividono, è un atteggiamento discriminatorio e arrogante che, a nostro giudizio, va esattamente contro lo spirito della Costituzione, della legge che si dovrebbe tutelare.
MAURO GUERRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURO GUERRA. Signor Presidente, in vista di una campagna elettorale tutto è lecito e si può raccontare di tutto. Purtroppo anche in quest'aula si possono trovare tutte le scuse per montare un caso su una maggioranza presuntamente arrogante e illiberale (Commenti del deputato Cola), per abbandonare i lavori del Parlamento per quello che altre volte il collega Vito ed altri colleghi dell'opposizione (I deputati dei gruppi di Forza Italia, Alleanza nazionale e misto-CCD escono dall'aula - Applausi polemici dei deputati dei gruppi i Democratici di sinistra-l'Ulivo, Popolari e democratici-l'Ulivo, i Democratici e Comunista)...
PRESIDENTE. Colleghi! Onorevole Guerra, prosegua.
MAURO GUERRA. ...per quello che il collega Vito ed altri in precedenti occasioni hanno definito un libero voto dell'Assemblea.
danno rispetto alla posizione assunta dalla Camera dei deputati. Allora, esiste qualche problema.
ROSANNA MORONI. È perché sono di più!
MAURO GUERRA. C'è anche un problema statistico: abbiamo affrontato decine (forse un centinaio) di provvedimenti relativi al collega Sgarbi e, per qualcuno di tali casi, credo sia legittimo che vi sia stata difformità di opinione; a tale difformità di opinione si sono ispirati i deputati che hanno liberamente votato questa mattina, come altre volte, da questi banchi: abbiamo votato ritenendo sussistente l'insindacabilità per orientamenti, dichiarazioni e atteggiamenti tenuti sia dal collega Sgarbi che da altri colleghi dell'opposizione.
FRANCESCO MONACO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MONACO. Signor Presidente, vorrei intervenire brevemente. Sostenere che si sia prodotta, nel tempo di questa legislatura, una sorta di accanimento all'indirizzo dell'onorevole Sgarbi è un'affermazione che sconfina nel ridicolo (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e misto-Verdi-l'Ulivo). Sono decine e decine i casi in cui - ahimè - abbiamo deliberato l'insindacabilità nei confronti
del collega Sgarbi (a mio modesto avviso, sbagliando, senza ragione né fondamento).
MARCO TARADASH. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO TARADASH. Cari colleghi, vi sono state molte occasioni in cui la discussione avrebbe potuto essere aperta, dagli esiti incerti, in cui la maggioranza, che voleva punire un parlamentare dell'opposizione, avrebbe potuto ben dire «non lo facciamo assolutamente con uno scopo intimidatorio, ma perché abbiamo buonissime ragioni». Ebbene, non mi pare proprio che sia questo il caso. Questo è il caso in cui un parlamentare della Repubblica, utilizzando non gli strumenti dello spettacolo, non la televisione, una rubrica particolare, un intervento a Porta a porta o a Satyricon, ma pubblicando un articolo su un quotidiano, si esprime su un fatto - il suicidio del dottor Lombardini - descrivendone i retroscena dal suo punto di vista, esprimendo giudizi che certamente non sono condivisibili da gran parte di questo Parlamento, ma che sono comunque giudizi politici. Io vorrei rileggerli, perché, caro collega Guerra, bisogna anche che coloro che ascoltano sappiano qual è l'argomento di cui si tratta.
Canale, il generale Mori, i ROS» e, con riferimento ad un procuratore, il dottor Lo Forte, ha detto «Non si pensi più ai politici, si pensi ai carabinieri che indicano possibili collusioni ai tempi di Giammanco, del procuratore Lo Forte, e tutto per questo intoccabile viene archiviato, in gran furia, mentre egli impudicamente continua a fare interminabili processi contro altri incriminati e pentiti che dovrebbero essere meno attendibili dei carabinieri».
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Taradash.
GIOVANNI MELONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI MELONI. Signor Presidente, credo che l'onorevole Vito non dica il vero quando afferma che nel corso di questa legislatura si è operato in maniera tale da concedere le autorizzazioni a procedere nei confronti dei deputati dell'opposizione e non nei confronti di quelli della maggioranza. Invito l'onorevole Vito a ripercorrere le deliberazioni dell'Assemblea: egli si accorgerà che ciò non è vero e non lo è soprattutto in relazione all'onorevole Sgarbi, per il quale decine di volte la Giunta prima e l'Assemblea poi, con il voto determinante della maggioranza, hanno dichiarato l'insindacabilità ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione.
fatto che, oltre ad essere molto costoso, determina la conseguenza pericolosissima di attenuare le garanzie concesse a norma dell'articolo 68 della Costituzione. Il risultato di tutto questo sarà che inevitabilmente, prima o poi, si arriverà a questa attenuazione.
DANIELE MOLGORA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DANIELE MOLGORA. Presidente, quello di oggi è un problema che ultimamente si verifica spesso.
GIUSEPPE NIEDDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE NIEDDA. Presidente, credo che se noi ci chiediamo per quale motivo l'onorevole Sgarbi faccia il parlamentare, potremmo concludere che il suo contributo ai lavori dell'aula sia soprattutto finalizzato a creare una giurisprudenza sull'articolo 68 della Costituzione (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo, Comunista, Misto-Verdi-l'Ulivo).
potere legislativo invada il campo del potere giudiziario e molto spesso la Corte costituzionale decide nel senso che la Camera ha esorbitato dai suoi poteri ed ha in qualche modo invaso un'area che non è sua. Vorrei ricordare che non vi è persecuzione nei confronti del centrodestra, come ama autodefinirsi, perché quando l'autorità giudiziaria ha chiesto la custodia cautelare di notevoli rappresentanti del centrodestra, questa Camera non l'ha mai concessa! Si è espressa, quindi, in una forma liberale nei confronti di colleghi che, se non fossero stati deputati, sarebbero stati sottoposti a custodia cautelare. Ciò deve essere detto perché la destra non può sostenere di essere stata perseguitata per comportamenti di propri rappresentanti che, se non fossero stati parlamentari, si sarebbero accorti come funziona l'autorità giudiziaria.
ENNIO PARRELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Parrelli, per il suo gruppo è già intervenuto l'onorevole Guerra.
Il presidente Giovanardi ha già ricordato che ormai è prassi costante in questa legislatura - e in questa fine legislatura - che i deputati della maggioranza non vadano in maggioranza (e quindi non sostengano ragioni delle quali riteniamo non siano convinti, tranne i colleghi Bielli e Parrelli) nella Giunta per le autorizzazioni a procedere e che la Giunta proponga quindi all'aula l'insindacabilità di opinioni espresse da deputati di maggioranza o di minoranza.
Riteniamo quindi che chi abbia opinioni contrarie rispetto a questo giudizio - deputati popolari, di Rinnovamento o di altri gruppi della maggioranza - vada nella Giunta per le autorizzazioni a procedere e in quella sede si batta per sostenere la sindacabilità di quelle opinioni, sottoponendola poi all'Assemblea con una relazione in tal senso. Ebbene, ciò non accade, mentre si verifica in aula ciò che ha ricordato il presidente Giovanardi; ormai sta diventando uno strapotere della maggioranza ai danni dei deputati dell'opposizione.
È evidente che in questa legislatura c'è stato un eccesso di discussioni in materia di insindacabilità così come è evidente che la maggior parte di queste discussioni abbia riguardato il collega Sgarbi, il che può anche aver fatto superare un certo limite di sopportazione da parte di tutta l'Assemblea; ciò che non è ammissibile, però, è che neanche nel corso di questa legislatura la maggioranza non abbia votato una volta per la sindacabilità delle opinioni espresse da un deputato di maggioranza. Intendo dire che il potere delicatissimo della democrazia di verificare se sia da difendere non il merito delle opinioni del deputato ma il diritto di questi a fare anche affermazioni che non
Per questa ragione i capigruppo della Casa delle libertà si sono consultati per dare vita ad una protesta che sicuramente non suscita clamori o timori. In ragione dell'indignazione che abbiamo provato per l'accanimento nei confronti di un deputato della minoranza, per l'accanimento sistematico contro l'articolo 68 della Costituzione e per la cattiva rappresentazione di difesa che questa occasionale maggioranza (peraltro neppure rappresentata dal voto degli elettori) fa di un principio elementare della democrazia, le chiediamo di darci qualche minuto per abbandonare l'aula prima di indire la prossima votazione. Abbandoneremo l'aula per un'ora, il tempo necessario per denunciare questo atteggiamento arrogante, antidemocratico e persecutorio che questa maggioranza occasionale ha nei confronti della minoranza.
Aggiungo, Presidente, che, se avremo la ventura di essere premiati dal voto degli italiani, ci comporteremo diversamente. Quei deputati di minoranza sappiano che troveranno in questi banchi e in questi settori coloro che sapranno tutelare e difendere le loro idee e le loro manifestazioni di pensiero, anche se non le condivideremo. Difenderemo comunque quello che voi oggi non sapete difendere: il vostro diritto ad esprimervi (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
L'onorevole Vito ha costruito un caso partendo da affermazioni assolutamente infondate: intanto non è vero che vi sia stata in questa legislatura una insensibilità, addirittura un protervo attacco da parte della maggioranza alle prerogative tutelate e garantite dall'articolo 68 della Costituzione. Tanto le prerogative garantite e tutelate dall'articolo 68 della Costituzione sono state difese che noi siamo impegnati ormai in un numero notevole di conflitti di attribuzione avanti alla Corte Costituzionale. Più volte abbiamo sollecitato una riflessione seria sugli orientamenti che la Giunta per le autorizzazioni a procedere stava maturando nel trattare le decine e decine di provvedimenti, di richieste al suo esame.
Abbiamo chiesto una riflessione seria a partire da una considerazione: la Camera non può stare in conflitto di attribuzione permanente con la magistratura, soprattutto quando (almeno fino ad oggi), in più dell'80 per cento dei casi che sono stati risolti e definiti, il conflitto di attribuzione è stato sciolto dalla Corte costituzionale in
L'altra affermazione del tutto infondata del collega Vito è quella caricatura per la quale la maggioranza orienterebbe i suoi voti in materia di insindacabilità a seconda dell'appartenenza all'uno o all'altro degli schieramenti del deputato o del collega interessato. Ciò non è assolutamente vero: abbiamo più volte ripetutamente votato a favore della dichiarazione di insindacabilità di colleghi dell'opposizione.
Piuttosto, se si dovesse fare una verifica su come sono andate le votazioni nell'attuale legislatura, sarebbe curioso andare a vedere come, secondo questa opposizione, gli atti compiuti da un parlamentare non sarebbero mai sindacabili; per il solo fatto di essere deputati; questa opposizione, in questa legislatura, avrebbe negato e ha tentato di negare, in tutti i casi, la possibilità di sindacato sugli atti o sulle opinioni espresse da parlamentari. Ciò è davvero inaccettabile; questo è un comportamento pregiudiziale, che espone la Camera dei deputati al rovescio delle decisioni in materia di conflitti di attribuzione, ma soprattutto costituisce un vero attacco alla difesa e alla garanzia delle prerogative di questo ramo del Parlamento.
Un uso spregiudicato, un uso secondo convenienza, un uso che non sa distinguere caso da caso, fattispecie da fattispecie, un uso dello strumento della dichiarazione di insindacabilità che impoverisce e indebolisce quelle stesse prerogative che si dice di voler difendere. Una Camera che difende tutto (anche l'indifendibile) non può essere difesa dai cittadini e non può ricostruire un rapporto di fiducia con gli altri poteri dello Stato: a tale principio ci siamo sempre attenuti e abbiamo sempre valutato con libertà.
I voti sono da vedere: c'è un'opposizione che ha sempre negato, in qualsiasi caso, la sindacabilità degli atti compiuti dai parlamentari; c'è una maggioranza che si è espressa diversamente all'interno delle sue componenti (noi lo abbiamo fatto, mentre da quella parte non è accaduto mai), anche con votazioni difformi all'interno degli stessi gruppi. Nelle votazioni abbiamo sempre guardato al caso concreto e alle questioni che ci venivano sottoposte, con grande attenzione e con grande misura. Perciò ci dispiace che in vista di una campagna elettorale, con una sceneggiata di una mattina, si possa mettere a rischio e in discussione un istituto così prezioso come quello della tutela delle prerogative dei parlamentari (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo e Comunista).
La verità è che abbiamo straordinariamente banalizzato l'istituto dell'insindacabilità Signor Presidente, lei sa che ho posto più volte tale questione: la banalizzazione dell'istituto dell'insindacabilità (non dobbiamo essere così ignari e così ipocriti) getta discredito innanzitutto sulle prerogative e sulle garanzie che sono sacrosante e corrispondono alla tradizione di uno Stato di diritto e di democrazia liberale. Getta discredito su questi istituti di garanzia, di cui bisognerebbe fare un uso sommamente accorto. Dico di più, getta discredito su questo istituto e indirettamente anche sul Parlamento e sui parlamentari. Ciò, tra l'altro, è in contraddizione con l'indirizzo sempre più marcato della giurisprudenza costituzionale, che va in direzione di un'interpretazione più rigorosa e più restrittiva dell'esercizio del mandato parlamentare e della copertura ad esso assicurata.
Mi permetto di osservare - lei, Presidente, lo sa - che a contribuire alla banalizzazione di questo istituto ha concorso anche, spesso, la collocazione oraria delle votazioni in proposito. Spesso infatti - vorrei dire quasi sempre - questi voti sono stati espressi in un'aula sostanzialmente deserta e senza la verifica con il procedimento elettronico. La banalizzazione di questo istituto è dimostrata dal fatto che, come lei sa, Presidente, si è prodotto quasi un automatismo: i magistrati abitualmente fanno ricorso alla Corte costituzionale e mi si dice che grosso modo nell'80 per cento dei casi la Corte dà loro ragione, a testimonianza del fatto che abitualmente questa Camera ha dato un'interpretazione estensiva e al limite arbitraria di questo istituto.
I colleghi dell'opposizione, in verità - lo ricordava Guerra -, sistematicamente si ispirano al principio non della sindacabilità ovvero insindacabilità, ma a quello della sostanziale impunità. Credo che ciò abbia contribuito anche alla demotivazione di alcuni colleghi che fanno parte della Giunta, i quali, dopo aver visto quale era l'epilogo della vicenda e che fine facevano le loro deliberazioni, hanno finito per essere demotivati al punto da ridurre la loro partecipazione ai lavori della Giunta, cosa riprovevole, ma in qualche modo comprensibile.
Comunque - per replicare al collega Vito - mi sembra che, indipendentemente da queste osservazioni, che trascendono dall'analisi puntuale del regolamento, anche a termini di regolamento sia ineccepibile considerare la Camera sovrana: guai ad immaginare che la Camera non possa, come ha fatto in questa circostanza, rovesciare e contraddire l'orientamento della Giunta (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e Comunista)!
Il collega in questione ha dichiarato che la procura di Palermo avrebbe criminalizzato «non i mafiosi, ma il tenente
Queste sono frasi che voi potete giudicare gravissime nel merito, ma non c'è dubbio che, in questo caso, il collega Sgarbi non ha versato insulti al cielo, non ha rovesciato improperi nei confronti di qualcuno, non ha aizzato alla rissa interlocutori o interlocutrici politici: egli ha espresso un giudizio politico su un fatto preciso e, pertanto, la sua argomentazione rientra specificamente in ciò che la Costituzione ritiene essere prerogativa dei parlamentari. Questo è un caso su cui è difficile sostenere come è stato fatto, che si vuole salvaguardare l'impunità o che si ritiene che si possa dire tutto ciò che si vuole. No, qui si esprime un giudizio politico e critico durissimo, ma che rientra, proprio per la sua durezza, nei limiti di cui all'articolo 68 della Costituzione, che altrimenti non ci sarebbe. Infatti, se non fosse prevista la possibilità per un parlamentare di fare affermazioni così dure, non sarebbe stata necessaria la salvaguardia prevista dall'articolo 68 e basterebbe quanto previsto dal codice penale o da quello di procedura penale.
Tutto ciò ve lo dice uno che, l'altro giorno, ha subito un processo per diffamazione, il primo in vita mia. Ero stato accusato di diffamazione dalla signora Alletto relativamente al caso di Marta Russo, perché avevo denunciato in un'intervista quella che a mio giudizio è una montatura giudiziaria. Io non sono venuto in aula a chiedere al Parlamento la salvaguardia di cui all'articolo 68 della Costituzione: sono andato davanti al giudice perché ritenevo politicamente più produttivo, secondo le mie idee, affrontare il processo. Naturalmente, una scelta di questo tipo richiederebbe mezzi di comunicazione coraggiosi o almeno onesti, invece, nessuno ha dato la notizia né del processo né della mia assoluzione.
Affermo ciò perché, cari colleghi, non si può pretendere una valutazione personale caso per caso. È compito del Parlamento salvaguardare diritti e prerogative e in questo caso, cari colleghi della maggioranza, voi non avete fatto questo: vi siete posti a difesa di una parte che ritenete essere vostra e non avete difeso invece il diritto del...
Va detto che questa Assemblea si è occupata dell'onorevole Sgarbi centinaia di volte e in alcuni casi - non moltissimi, a dire la verità - l'Assemblea ha ritenuto che il suo operato e quanto da lui affermato fossero sindacabili. È pertanto privo di fondamento quanto affermato dall'onorevole Vito, il quale, tra l'altro, continua a tentare di nascondere che, in relazione all'atteggiamento assunto dall'opposizione nel corso di questa legislatura, la Corte costituzionale sta regolarmente cassando le decisioni della Camera dei deputati proprio in materia di insindacabilità,
Occorre allora chiedersi per quale motivo l'onorevole Vito compia quest'operazione. A me sembra che non c'entri assolutamente nulla con la decisione di stamane, e che vi sia trovato un pretesto di natura politica per bloccare un atto parlamentare importante, perché siamo vicini alle elezioni e perché si vuole impedire che il Parlamento continui a lavorare. Questa è la verità e a questo è servito il pretesto cui si è ricorsi (Applausi dei deputati del gruppo comunista).
Prescindendo dall'applicazione delle norme regolamentari, che spesso vengono per così dire allungate o allargate a seconda dell'appartenenza politica dei soggetti di volta in volta «colpiti» e quindi oggetto dell'esame della Giunta per le autorizzazioni a procedere, il problema vero è che spesso alle decisioni della Giunta non partecipano tutti i suoi componenti. Ne consegue che il parere che arriva all'esame dell'aula non ha i crismi dell'ufficialità ma è del tutto parziale. L'aula sovverte il parere espresso dalla Giunta senza che i suoi membri abbiano potuto partecipare alla decisione iniziale. Accade cioè che i pareri della Giunta spesso vengano stravolti dalle decisioni dell'aula a causa di questioni politiche.
Ed allora se le decisioni sono, diciamo così, esclusivamente di natura politica, noi non possiamo essere coinvolti in questo tipo di decisioni. Per tale motivo anche il nostro gruppo, nel chiedere la votazione nominale mediante procedimento elettronico, abbandona l'aula.
Tuttavia, l'insindacabilità del parlamentare porta a giustificare tali comportamenti: l'onorevole Sgarbi preferisce dedicarsi a dichiarazioni rese ad organi di stampa o di informazione, spesso anche retribuite in quanto rese nel corso di talk show che, a quanto pare, sono così cari ai colleghi della destra e ai proprietari dei mezzi di comunicazione; molto spesso il comportamento del collega ha costretto l'aula a dedicare a questa materia un numero straordinario di ore del proprio lavoro, con un costo spropositato per il contribuente per verificare se i suoi atteggiamenti al di fuori del Parlamento (che quindi potremmo definire extraparlamentari) siano o meno sindacabili.
Molto spesso l'aula ha ritenuto i comportamenti di questo parlamentare ectoplasma, che mai partecipa ai lavori dell'aula, come insindacabili (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo, Comunista, Misto-Verdi-l'Ulivo).
Quindi non dice il vero chi sostiene che il collega sia in qualche modo perseguitato da questa maggioranza. Non ritornerò su questo caso perché è res iudicata, sul quale cioè la Camera in qualche modo già si è espressa.
Vorrei solo ricordare agli appassionati lettori della Gazzetta Ufficiale - se ce ne sono tra le fila dell'opposizione - che molto spesso l'autorità giudiziaria provoca il conflitto di competenza dinanzi alla Corte costituzionale perché ritiene che il
Concludo invitando i colleghi che hanno fatto questa manifestazione - non condivisa da tutti, perché alcuni colleghi del centrodestra dimostrano maturità politica - a dismettere atteggiamenti di esibizionismo adolescenziale, considerando che perseguitati non sono. Credo che potranno esercitare un'utile funzione insegnando ai colleghi ectoplasmi eletti nelle loro liste ad esercitare il lavoro parlamentare in maniera più dignitosa di quanto non fanno; dimostreranno in questo modo maturità politica (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo, Comunista e misto-Verdi-l'Ulivo).


