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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, vedo che in questa sede continua a perpetuarsi uno strano atteggiamento per il quale, quando per dichiarazioni o frasi che possono essere considerate offensive anche da parte della magistratura viene accusato un esponente della sinistra, si trova l'unanimità sostanziale di tutti i settori dell'emiciclo nel considerarla un'attività in difesa della libertà di parola di un parlamentare; quando, invece, questo fatto si verifica per un parlamentare del centrodestra, il centrosinistra considera giusto mandarlo sotto processo, anche se la Giunta per le autorizzazioni a procedere lo considera l'esercizio di un diritto di parola di un parlamentare.
su queste posizioni assolutamente incomprensibili e che pesano sulla sinistra. Infatti, se facciamo una riflessione su questo meccanismo dei poteri della magistratura terribili e seri, potremo constatare poi l'esistenza di fatti come quello del giudice Lombardini: quest'ultimo si è suicidato e la sua ha rappresentato una vicenda traumatica!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanardi. Ne ha facoltà.
Debbo ricordare per l'ennesima volta la disparità che si viene a realizzare in un sistema come il nostro. L'altro giorno ho letto due pagine intere sulla stampa nelle quali si diceva che un magistrato in servizio da quattro anni sta indagando sul caso Mattei; in quelle pagine si concludeva dicendo che il mandante dell'omicidio era Amintore Fanfani! Sostanzialmente, si fa capire che Amintore Fanfani era un assassino, il mandante di un assassinio! Lo dice un magistrato che da quattro anni, a tempo pieno, non fa altro che indagare su una questione risalente al 1962, che la stessa stampa ha definito un romanzo. Si tratta però di un romanzo che infama la memoria di uno dei personaggi più seri e responsabili della vita politica del dopoguerra!
Ricordo ai colleghi che il senatore Andreotti a 81 anni, dopo il ricorso in appello a Perugia e a Palermo, secondo una parte della magistratura è ancora un assassino, un mandante di assassinio ed è un capo della mafia!
Da una parte, allora, abbiamo legittimamente taluni magistrati che, attraverso il meccanismo giudiziario, avanzano accuse di questo genere e, dall'altra parte, poi, malgrado il rinvio a giudizio, il primo grado e l'assoluzione, insistono in appello a mantenere queste accuse infamanti nei confronti sia dei personaggi che ho richiamato sia del cardinal Giordano. Ho citato quest'ultimo caso come esempio di come si muova una certa giustizia e per far capire che - quando una persona per tre anni viene fatta passare come il capo degli usurai e poi il giudice dell'udienza preliminare stabilisce che non vi è neanche il reato - si va molto in là rispetto alla lesione dell'immagine di una persona!
Se un parlamentare critica certi atteggiamenti, se magari li censura con parole forti - ma sempre con parole - questi tipi di comportamenti, gli stessi magistrati, che hanno poteri terribili sulla vita, sulla dignità e sul buon nome delle persone, danno querela e si verifica che - per la prima volta nella storia di questa Camera dei deputati - la maggioranza, invece di difendere la libertà di ogni parlamentare o almeno di criticare certi atteggiamenti, decide di mandare sotto processo un deputato e di farlo condannare dagli stessi magistrati che tengono questi comportamenti!
Non so per quale oscuro meccanismo una parte dell'emiciclo, che ha poi una sua storia e una sua tradizione di difesa della libertà del Parlamento che era anche libertà delle opposizioni, si faccia trascinare
Allora, che debba pagare per queste cose il parlamentare che esercita una propria funzione di critica, mi sembra veramente un fatto assolutamente incomprensibile e quindi con convinzione anche in questo caso voterò non per Sgarbi, ma per la tutela della libertà di parola e di opinione di ogni parlamentare!


