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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione di documenti in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
PRESIDENTE. Il primo documento è il seguente:
MICHELE SAPONARA, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Vittorio Sgarbi con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Caltanissetta.
Conferma ne sia l'interrogazione n. 3/02843 presentata proprio sul caso Lombardini nell'estate del 1998.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.
Ricordo che a ciascun gruppo, per l'esame di ogni documento, è assegnato un tempo di 5 minuti (10 minuti per il gruppo di appartenenza dell'onorevole Vittorio Sgarbi). A questo tempo si aggiungono 5 minuti per il relatore, 5 minuti per richiami al regolamento e 10 minuti per interventi a titolo personale.
Relazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Vittorio Sgarbi pendente presso il tribunale di Caltanissetta (Doc. IV-quater, n. 157).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal deputato Vittorio Sgarbi nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Saponara.
La vicenda trae origine da affermazioni dell'onorevole Sgarbi contenute in un'intervista pubblicata nel Giornale di Sicilia del 14 agosto 1998 dal titolo «Sgarbi: Violante e Caselli? Due fratelli che hanno la stessa fede politica».
Nell'articolo l'onorevole Sgarbi sosteneva che il dottor Caselli è «l'uomo più servizievole nei confronti di Violante che si è mai visto», che «non si è mai visto, neanche nella prima Repubblica, un simile rapporto tra un politico e un magistrato», che «Violante e Caselli sono due fratelli, hanno la stessa fede politica» e che «il loro rapporto dimostra che anche nella seconda Repubblica la magistratura dipende dal potere politico». Per tali affermazioni il deputato Sgarbi è stato querelato dal dottor Caselli.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 29 novembre 2000, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Sgarbi. Dall'analisi dei fatti è apparso alla maggior parte dei componenti la Giunta che le affermazioni dell'onorevole Sgarbi si inseriscano nel contesto della perdurante polemica politica nel nostro paese inerente al modo di procedere della magistratura e, in particolare, nella forte critica politica manifestata dal deputato Sgarbi nei confronti dell'operato di taluni magistrati. Occorre tener presente, a tale proposito, che l'intervista al quotidiano siciliano era stata rilasciata in margine al caso del suicidio del dottor Luigi Lombardini, indagato in un procedimento penale condotto dal dottor Caselli.
I colleghi ricorderanno che detta vicenda suscitò grave emozione e molte polemiche su tutta la stampa italiana. In particolare ricordo le critiche espresse dal dottor Pintus, allora procuratore generale presso la corte di appello di Cagliari circa il comportamento tenuto dal dottor Caselli e da quattro altri sostituti nella vicenda Lombardini.
Le riflessioni dell'onorevole Sgarbi si collocano in un contesto che appare tipicamente politico-parlamentare, vale a dire nel quadro della costante battaglia politica che egli svolge in Parlamento e al di fuori di esso sulle tematiche della giustizia.
Per il complesso di queste ragioni la Giunta, a maggioranza, propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.


