Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 848 del 30/1/2001
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Sull'ordine dei lavori (ore 16,47).

FABIO MUSSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIO MUSSI. Chiedo la parola per rivolgerla a lei, signor Presidente, con riferimento alla questione del morbo della BSE che sta provocando molto allarme in Europa, come in Italia, anche se in Italia - fortunatamente - i casi sono restati fermi a uno. Questo allarme sta provocando una pesante crisi del settore che deve essere affrontata con in nervi saldi, con razionalità e con la concertazione,


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perché sia evitato il collasso e si torni rapidamente in condizioni di sicurezza, in particolar modo per i consumatori.
Tuttavia, la crisi c'è. È una crisi che investe un settore importante per il nostro paese. Vi sono contrasti e tensioni, come è comprensibile. Credo che in tutti i modi dobbiamo difendere il diritto sacro a manifestare e la libertà intoccabile di rappresentare pubblicamente le proprie idee e di difendere i propri interessi, anche se non sono niente affatto apprezzabili certe manifestazioni che finiscono con il lancio di uova o di sassi o di arance.
Credo sia giusto anche che questa libertà sia totale nelle stesse piazze fondamentali della Repubblica, quelle che si trovano di fronte a palazzo Chigi o a Montecitorio o al Senato, che devono essere libere e aperte alla manifestazione del pensiero come sono sempre state, ma non è libertà l'assalto alle istituzioni. Non è libertà il tentativo di intralciarne il lavoro e di tenerle precluse ai rappresentanti del popolo. Già ci fu un episodio assai grave nel 1992: un cordone di giovani del movimento sociale italiano circondò Montecitorio, in piena Tangentopoli.
Oggi è accaduto un episodio che noi riteniamo grave e condannabile. I manifestanti venuti qui per la questione della «mucca pazza» hanno saltato, superato o sfondato le transenne, sono arrivati a ridosso del portone di Montecitorio, hanno fatto cerchio, lo hanno chiuso ed hanno cominciato il lancio di oggetti. Questo tipo di manifestazione non ha niente a che fare con la libertà, anzi è la negazione della libertà.
Vorrei sapere allora da lei, signor Presidente, in primo luogo, se sia vero che vi sono stati deputati, in particolare della Lega, che hanno sostenuto i manifestanti in questa loro assai poco apprezzabile iniziativa; vogliamo sapere, in secondo luogo, le ragioni per cui non sono stati fermati prima e non è stata fatta rispettare la distanza di sicurezza per garantire a chi vuole dire qualunque cosa di dirla ed alle istituzioni democratiche di funzionare. Vorremmo sapere, insomma, perché non siano stati messi in opera tutti i mezzi necessari per garantire l'ordine pubblico, l'integrità ed il rispetto della massima istituzione repubblicana! Crediamo che questo episodio sia grave e che meriti delle spiegazioni, che quindi attendiamo (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dei Democratici-l'Ulivo).

GIANPAOLO DOZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Borghezio, lei ha già dato abbastanza oggi!

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, quando si porta la gente all'esasperazione, quando per sessanta giorni (da quando è scoppiata la crisi della BSE) un Governo non fa nulla, quando da più parti si danno indicazioni precise su cosa si può e si deve fare per salvare gli allevatori, che sono ormai alla disperazione, quando un'informazione di parte dà determinate notizie e criminalizza tutta una filiera produttiva, allora, vede, vi sono situazioni umane che possono essere capite.
Abbiamo in questo momento un Governo nel quale si rimpallano le responsabilità e le competenze da Ministero a Ministero, un Governo che non prende assolutamente alcuna decisione, mentre vediamo gli altri Governi dell'Unione europea, in particolare quelli della Francia e dell'Irlanda, che assumono determinate posizioni e predispongono determinati aiuti; ebbene, un Governo che non fa niente porta all'esasperazione un intero settore!
Sentiamo poi il collega Mussi che si meraviglia per il fatto che gente che si vede ormai condannata, che vede perso il frutto del lavoro di intere generazioni, protesti in un determinato modo; abbiamo così il collega Mussi che fa la solita reprimenda, che ho già sentito in quest'aula,


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per esempio, quando gli allevatori e i produttori di latte hanno organizzato certe manifestazioni.
È sempre la solita storia: perché, collega Mussi, non si alza in piedi e non dice come stanno davvero le cose? Vale a dire che questo Governo non ha fatto niente, perché non è capace di fare nulla per il settore (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Alleanza nazionale)! È questo che volevamo sentire da lei, ma naturalmente lei, presidente Mussi, si interessa di queste cose solo quando deve chiedere conto di certi comportamenti in relazione all'ordine pubblico!
Signor Presidente, i parlamentari della Lega responsabili del settore si sono sempre comportati degnamente quando si è trattato di affrontare le crisi dell'agricoltura, senza mai strumentalizzare nessuno (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)...

PRESIDENTE. Colleghi, per piacere!

GIANPAOLO DOZZO. Questa Assemblea, però, non ha preso determinate posizioni, nonostante i reiterati interventi non solo del sottoscritto ma anche di tutti i componenti la Casa delle libertà. Ricordo a tutti, in particolare, i nostri interventi di non molto tempo fa, intorno al 20 dicembre 2000: li ricordate? Quando abbiamo discusso in quest'aula del primo decreto-legge sulla BSE e abbiamo affermata che si doveva intervenire subito, la maggioranza ci ha risposto che era tutto in mano al commissario nominato ad acta. Abbiamo visto che finora il commissario non ha fatto niente, quindi, signor Presidente, se la gente è portata all'esasperazione, non è certo colpa degli allevatori, ma di un Governo imbelle che non riesce a fare niente per il settore (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Alleanza nazionale).

CARLO GIOVANARDI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, condivido le preoccupazioni del collega Mussi perché comunque e sempre, quando le manifestazioni degenerano in atti omologabili come atti di violenza, questi sono condannabili. Non è stata una bella immagine quella di stamattina, con la polizia schierata davanti all'entrata di Montecitorio ed il lancio di uova e di ortaggi, anche se ha coinvolto una minoranza di intemperanti a fronte di un popolo, quello dei campi, che tradizionalmente è sempre stato pacifico.
Questi atteggiamenti sono sempre e comunque da condannare, però, onorevole Presidente, nel momento in cui vengono richiesti chiarimenti su quanto è successo stamattina in piazza, vorrei che il Governo e il Parlamento dessero qualche spiegazione su quanto succede nelle piazze virtuali d'Italia, quelle di Santoro, quelle che usano l'informazione come terrorismo, quelle che usano il manganello informativo che fa, quello sì, morti e feriti.

DOMENICO GRAMAZIO. Bravo!

CARLO GIOVANARDI. Lo fa quando parla di Verona offendendo un'intera città, lo fa quando contribuisce a mettere in ginocchio non l'economia del paese, ma decine di migliaia di famiglie; chi era in Commissione agricoltura questa mattina ha toccato con mano la disperazione di un intero settore che sta affondando con danni incalcolabili sul piano economico, dopo decenni e decenni di sacrifici, di selezione, di professionalità. Allora c'è una violenza da condannare, come quella di stamattina, ma c'è una violenza virtuale e professionale molto più grave.
Questo è un discorso che va al di là degli errori, delle omissioni, dei ritardi, degli allarmismi del Governo, di quello che Pecoraro Scanio purtroppo dice e non fa; ritardi nella «rottamazione» dei capi, che avrebbero dovuto essere ritirati in base alla legge n. 2777 e non sono stati ritirati; ritardi nei contributi urgenti che altri paesi danno per sostenere il settore visto che le stalle scoppiano. Stamattina


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un allevatore ha detto una cosa molto seria, ha detto che queste cose sono indispensabili per salvarli, ma che non vogliono elemosine, perché vogliono riprendere a lavorare ed a produrre e questo è possibile solo se ci sarà un'informazione corretta.
È ora che la televisione di Stato e non di Stato la smetta di fornire informazioni false per terrorizzare i consumatori circa il consumo di carne rossa, poiché tutti sappiamo che, una volta eliminate le parti degli animali vecchi che potevano essere a rischio, nel nostro paese non vi è alcun rischio.
Noi del centro cristiano democratico condanniamo qualsiasi episodio di violenza, anche quello che abbiamo visto questa mattina, ma con ancora maggiore forza condanniamo l'inerzia del Governo ed il terrorismo dell'informazione; bisognerà pure che qualcuno, che con le sue parole, i suoi atteggiamenti, la sua televisione faziosa procura a questo paese centinaia o migliaia di miliardi di danni che poi devono essere pagati dai cittadini, venga qualche volta chiamato a rispondere (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD e di Forza Italia).

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, mi associo alle considerazioni svolte dai colleghi e vorrei dire all'onorevole Mussi che anche noi ci dissociamo da comportamenti che non possono certo essere apprezzati; occorre però comprendere le motivazioni che hanno portato all'esasperazione questi allevatori e questi agricoltori. Occorre ricordare che, più che un dibattito come quello di oggi sulla gravità dei fatti di stamattina, sarebbe utile svolgere finalmente in quest'aula un dibattito sui problemi della BSE, della zootecnia e dell'agricoltura (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
In questi mesi sono state presentate reiteratamente varie interrogazioni su questo argomento da parte di tutti i gruppi politici, di opposizione e non, a cui il Governo non ha risposto o ha risposto in modo assolutamente insufficiente ed inadeguato o, meglio, ha risposto attraverso trasmissioni televisive terroristiche, attraverso dichiarazioni distoniche da parte dei diversi componenti di questo «sgoverno», mentre a volte vi era addirittura distonia tra le dichiarazioni rese in un certo giorno e quelle rese il giorno prima da parte dello stesso ministro; dichiarazioni che altri ministri di altri paesi si sono ben guardati dal fare.
A ben vedere questa situazione di crisi dovuta alla BSE nasce da lontano ed esplode in Italia, come nel resto d'Europa, nel 1995-1996. In questi anni vi sono stati i Governi della sinistra che nulla hanno fatto; in questi anni vi sono stati ministri della sanità e delle politiche agricole che nulla hanno fatto: non sono state impartite direttive da seguire a nessuno, il sistema della sanità veterinaria non ha funzionato, i controlli non hanno funzionato.
Oggi in Italia decine di migliaia di famiglie si trovano in difficoltà e sono in angoscia per questo problema e il Governo si lamenta perché qualche sprovveduto, qualche scalmanato, sicuramente e giustamente incazzato, ha lanciato qualche uovo in più. Noi prendiamo le distanze da questi comportamenti, ma, onorevole Mussi, sarebbe davvero il caso di chiamare il Governo a rispondere di fronte al Parlamento di tutto ciò che non ha fatto e di tutto ciò che ha fatto di sbagliato, attraverso dichiarazioni terroristiche che hanno messo in ginocchio gli allevatori e che hanno gettato nell'angoscia i consumatori e decine di milioni di persone nel nostro paese.
Questo è il Governo della sinistra! Questo è ciò che è capace di fare il Governo della sinistra! Tutto questo è ciò che non è capace di fare il Governo della sinistra (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)!


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TULLIO GRIMALDI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TULLIO GRIMALDI. Signor Presidente, non intendo affrontare il merito della questione. È troppo facile adesso trovare giustificazioni alla rabbia di coloro che sono venuti in piazza. Anche se le ragioni fossero state le più valide e le più giuste - e non lo erano -, quello che è accaduto oggi è inammissibile.
È inammissibile ciò che è avvenuto davanti alla porta del Parlamento: si è impedito ai deputati di entrare e di uscire ed alcuni sono stati addirittura spintonati nella ressa. Tutto ciò certamente non fa onore a coloro che sono venuti qui a manifestare.
Abbiamo assistito ad altri episodi nel corso di manifestazioni, ma mai siamo arrivati a questo punto, all'attacco gratuito alle istituzioni. Il Parlamento - lo diciamo tutti e sia detto senza retorica - è presidio di libertà e di democrazia. Il lancio di uova contro il Parlamento, è naturalmente un gesto che qualifica soprattutto coloro che lo compiono, ma è ancora più grave che in quest'aula si sentano le giustificazioni di coloro che hanno aderito alla cosiddetta Casa delle libertà. Ebbene, se queste sono le libertà che oggi essi intendono, c'è poco da stare allegri, colleghi.
Vorrei, quindi, che la deplorazione oggi venisse da tutti, senza giustificazioni e senza riserve, perché le giustificazioni e le riserve in questo momento servono soltanto a coprire le responsabilità di coloro che magari hanno fomentato questo gesto. Mussi ha chiesto un'inchiesta; forse essa non è nemmeno necessaria, perché sappiamo già come sono avvenuti i fatti.
Vorrei che questa deplorazione venisse da tutte le parti, anche dal centrodestra, come è avvenuto quando sono stati aggrediti parlamentari di destra o del centro ed anche noi abbiamo stigmatizzato tali episodi.

DOMENICO IZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO IZZO. Signor Presidente, gli eventi avvenuti questa mattina nella piazza prospiciente la Camera dei deputati devono essere condannati senza giustificazionismi. È noto infatti che il mondo agricolo, quando protesta, lo fa per disperazione individuando con difficoltà dove siano i colpevoli e dove siano i carnefici che hanno provocato le loro proteste ed il loro disagio.
Signor Presidente e colleghi, non una sola voce si è levata affinché fossero individuati i veri responsabili del malaugurato, sciagurato fenomeno della BSE: i produttori di farine di carne che, violando la legge, hanno diffuso il morbo, coloro i quali hanno carpito anche la buona fede degli allevatori concorrendo a diffondere il morbo. È molto più comodo indicare come colpevole il Governo, questo o quel ministro, ma ciò significa utilizzare gente disperata per aizzarla contro le istituzioni per bassi fini di natura politica ed elettorale. Questa è una cosa indegna (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
Gli allevatori italiani hanno bisogno di chiarezza, gli allevatori onesti hanno bisogno di chiarezza, gli operatori della filiera onesti hanno bisogno di chiarezza e hanno diritto ad ottenere tutti i sostegni che una simile sciagura nazionale ed europea indurrà sicuramente il Governo ad approntare; però, di fronte a questi fatti il senso di responsabilità delle forze politiche deve elevarsi un buon palmo oltre la demagogia. Non si possono mettere produttori contro consumatori aizzando i produttori contro l'informazione! Quest'ultima ha fatto il proprio dovere e se un giornalista ha scritto un titolo ad effetto (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e misto-CCD), dovremmo domandarci quante volte i giornali della Repubblica italiana sono abituati a scrivere titoli ad effetto che stravolgono la realtà dei fatti e che magari smentiscono ciò che poi è scritto nell'articolo. I titoli della stampa, gli spot, il mondo della


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comunicazione, di cui tanti nostri onorevoli colleghi dovrebbero essere ben a conoscenza, non possono utilizzare strumentalmente la disperazione e la rabbia di questi allevatori ai quali noi esprimiamo piena ed indiscussa solidarietà ma ai quali diciamo che non potremo giustificare atti di violenza e men che mai, i loro occulti ispiratori che fanno solo demagogia (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

STEFANO LOSURDO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANO LOSURDO. Signor Presidente, ritengo che questo sia un caso canonico in cui la «frittata governativa» ha preceduto il lancio di uova con conseguente rottura.
In occasione della conversione in legge del decreto sulla BSE avevamo detto che le misure previste erano assolutamente inutili ed impraticabili; avevamo detto che non erano stati predisposti né esistevano in Italia i requisiti perché quelle misure potessero essere attuate. Ci riferivamo all'impossibilità pratica di smaltire le parti a rischio degli animali perché in Italia mancavano e mancano tuttora gli inceneritori sufficienti. Per questo chiedevamo un periodo di moratoria nel quale procedere secondo l'antico metodo del sotterramento con le precauzioni sanitarie che sempre sono state praticate ed adottate in Italia; invece il Governo ha continuato imperterrito sulla strada delle iniziative superficiali e inidonee e ha nominato un commissario, non ad acta, ma un semplice commissario privo di poteri.
Questo commissario ha cominciato a fare - diciamo così - la frittata al momento del suo insediamento, affermando che un pericolo serio poteva corrersi anche in conseguenza dell'utilizzo dei dadi da brodo, per poi smentire il giorno dopo le sue affermazioni, specificando che si riferiva ai dadi da brodo che venivano prodotti venti o trent'anni fa.
Il Governo ha creato una situazione di insicurezza ed ha consentito il diffondersi di un allarmismo che ha prostrato l'intero settore dell'allevamento che, sotto certi aspetti, è quello tecnologicamente più avanzato! Questo Governo ha fatto la frittata e ora ci si lamenta - debbo dire giustamente - per il lancio di uova che è avvenuto stamattina.
Stigmatizziamo quanto si è verificato stamattina davanti a palazzo Montecitorio, ma se dovessimo fare un appunto serio agli allevatori che hanno dimostrato in modo così inconsulto sarebbe il seguente: hanno sbagliato nello scegliere la sede della loro protesta, in quanto avrebbero dovuto protestare davanti a palazzo Chigi e non davanti a Montecitorio (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)! È il Governo, infatti, il responsabile di tutto quel che sta accadendo, perché gestisce una situazione drammatica nel modo più superficiale.
Il Governo ha parlato di latte infetto e poi ha ritrattato le sue affermazioni; un ministro di questo Governo ha affermato che si sarebbe dovuto intervenire sterminando gli allevamenti in cui è stato trovato anche un solo capo affetto da BSE, non tenendo conto, oltretutto, di quanto stabilito dall'articolo 13, comma 6, del decreto citato, che prevede una deroga alla misura dell'abbattimento del bestiame. L'infezione non si trasmette per contagio orizzontale; semmai (ed è da provare) si trasmette verticalmente. Pertanto, di fronte a tali insicurezze ed incertezze scientifiche e di fronte a certezze scientifiche esistenti (ovvero che la BSE non si trasmette per contagio orizzontale), per quale motivo si è presa la decisione drastica di abbattere tutti i capi, che ha gettato nello sconforto l'intero settore dell'allevamento? Tale settore, infatti, vede messa a rischio la fatica non di una sola generazione ma, a volte, di quattro o cinque generazioni.
Per colpa del Governo, si è creato uno stato di esasperazione (non solo di disagio) nella categoria più pacifica esistente


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in Italia. In tal modo si sono create le condizioni perché si verificassero i fatti accaduti stamattina davanti a Montecitorio; si tratta di fatti che ovviamente condanniamo, ma che il Parlamento - abituato ad altri tipi di manifestazioni (interruzione di strade e ferrovie, scioperi ed autentiche violenze) - avrebbe potuto accettare con maggior comprensione.

PRESIDENTE. Onorevole Losurdo, deve concludere.

STEFANO LOSURDO. Signor Presidente, nell'intervento dell'onorevole Mussi ho rilevato che l'antica anima antiagricola della sinistra è sempre presente e sempre viva: è questo atteggiamento che vogliamo stigmatizzare. Comunque, siamo solidali con gli allevatori e saremo con loro nella lotta fino alla fine, affinché vengano riconosciuti diritti che questo Governo non si decide a riconoscere esplicitamente. Riteniamo che il regolamento comunitario n. 2777 del 2000 debba essere finalmente applicato dal Governo: perché non viene applicato? È questo che chiedono gli allevatori. Se non viene applicato, vuol dire che il Governo, dopo aver fatto la frittata cerca di mangiarsela, ma la trova indigesta; prima o poi la dovrà rigurgitare (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

FRANCESCO GIORDANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, devo brevemente precisare che non è in discussione - come è ovvio - un intervento sacrosanto in difesa del settore; mi permetto di dire che un'attenzione particolare va rivolta ai lavoratori, piuttosto che alle imprese. Quei lavoratori, infatti, si trovano in particolari difficoltà in questo momento.
Signor Presidente, sono in discussione (è questo l'oggetto della critica) le modalità con cui si è determinata la protesta, che sono state qui richiamate; soprattutto, è in discussione il merito di tali richieste. Su tale punto riteniamo totalmente discutibile - e, per certi versi, da contrastare e da rigettare - l'atteggiamento di alcuni esponenti delle destre. Le istituzioni contro le quali quegli allevatori sono venuti a protestare, devono essere simbolicamente (ma anche concretamente) il luogo in cui si tutelano gli interessi di tutti e, dunque, anche della salute. L'articolo 32 della nostra Costituzione lo dice in maniera inequivoca.
Quindi, questo è il punto: ci si scaglia contro le istituzioni quando queste devono svolgere, evidentemente, una funzione pubblica.
Il problema vero (lo abbiamo detto fin dal 26 novembre, con una nostra mozione che purtroppo non è mai stata discussa) è che forse dovreste avere il coraggio di scagliare una parte degli allevatori contro le imprese, contro l'idea del profitto, che ha ridotto le mucche alla pazzia e prodotto la BSE. Dovreste compiere un'azione di verità - lo dico e me ne assumo la responsabilità - anche verso una parte consistente degli allevatori, che insieme alle imprese produttrici di mangimi hanno realizzato i profitti mettendo in discussione la salute pubblica.
Mi rivolgo poi all'onorevole Giovanardi: il suo orientamento è quello di tenere una posizione solo ed esclusivamente se è compatibile con le logiche di mercato; per questo si scaglia contro Santoro e contro una parte dell'informazione, che non si piega alle lobby del mercato. Noi, in questo caso, esprimiamo a Santoro una fortissima solidarietà (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti - Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania e del deputato Giovanardi).

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, ovviamente anche noi Verdi condividiamo il giudizio...


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PRESIDENTE. Onorevole Pistelli, la prego di prendere posto.

MARCO BOATO. ...critico che è stato espresso non sulla manifestazione, che da giorni si svolge qui davanti alla Camera...

PRESIDENTE. Onorevole Pistelli, la richiamo all'ordine per la prima volta!

MARCO BOATO. ...e, ho visto oggi, anche davanti al Senato, ma sugli aspetti inaccettabili che questa manifestazione ha assunto nella circostanza odierna. Il fatto che si venga a manifestare davanti al Parlamento noi lo riteniamo un sintomo di democrazia, di civiltà, una volontà di interpello nei confronti delle istituzioni parlamentari e di Governo da considerare positiva: ci preoccuperemmo il giorno in cui nessun cittadino, nessuna categoria sociale assumesse più le istituzioni parlamentari o governative come soggetti di confronto e, se necessario, anche di scontro, ma di scontro democratico. Ovviamente, quando tutto questo supera la soglia della correttezza è giusto che venga denunciato: ciò è stato fatto e noi lo condividiamo.
Quello che però va detto, signor Presidente, è che questo dibattito interlocutorio suscitato dal collega Mussi è diventato per qualche collega dei gruppi dell'opposizione l'occasione per tenere comizi strumentali, genericamente contro il Governo. Io non ho sentito il collega Scarpa Bonazza Buora dire oggi in questa sede le stesse cose che ha detto giovedì scorso, quando il ministro Pecoraro Scanio è stato per ore a discutere, in sede di Commissione agricoltura della Camera, con i rappresentanti di tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione, positivamente, sui drammatici problemi emersi in questo periodo. In quest'aula si usa il tono del comizio, dell'invettiva, del «piove, Governo ladro», quasi che fosse responsabilità del Governo e di questo Governo la situazione di emergenza che si sta verificando in tutta Europa e che vede, ovviamente, responsabilità politiche ed istituzionali diverse.
Colleghi, in questo momento non può essere presente la collega Annamaria Procacci, ma voi l'avete sentita parlare decine di volte in quest'aula, nel tentativo di attirare l'attenzione del Parlamento sui problemi della zootecnia, di un'alimentazione sana, della correttezza degli allevamenti intensivi, e così via. Il più delle volte la collega Procacci, che parlava a nome dei Verdi, è stata ascoltata con sopportazione, qualche volta anche con derisione. Poi, purtroppo, i nodi vengono al pettine, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa.
Io ho avuto un colloquio con una rappresentanza di allevatori proprio sabato scorso, a Trento, e conosco bene la drammatica condizione di emergenza in cui si trovano, ma in questa situazione non dobbiamo contrapporre produttori e consumatori, bensì cercare di creare tra loro un'alleanza - fra i soggetti che la vogliono, naturalmente - in nome della sicurezza alimentare.
Sono necessarie, quindi, misure volte sia alla salvaguardia della salute dei cittadini sia ad aiutare il settore a superare questa fase di drammatica emergenza, un'emergenza che, lo ripeto, non è italiana ma europea. È pertanto necessario intervenire su tre livelli diversi: la salute dei cittadini, il sostegno immediato nella fase di emergenza e la capacità di definire un piano pluriennale di rilancio in una prospettiva corretta.
Accettiamo pertanto il confronto ed il dialogo con le istituzioni in un momento drammatico per chi rappresenta questi importanti settori del comparto agricolo, ma ci auguriamo che l'episodio di oggi rimanga isolato e che il confronto e il dialogo possano avere esiti positivi nell'interesse di tutti (Applausi dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Colleghi, vorrei informarvi che questa mattina era in corso una manifestazione pacifica in piazza Montecitorio: ritengo quindi che non debbano essere confusi coloro i quali anno dimostrato pacificamente e sono rimasti pacificamente in piazza con coloro i quali


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hanno tentato l'assalto alla Camera dei deputati.
Mi è stato riferito che un gruppo composto da molte centinaia di persone si è staccato da un corteo, che si muoveva verso il Senato, per dirigersi verso la Camera. Ritengo che queste persone non debbano essere messe sullo stesso piano delle migliaia di allevatori perbene che sono ovunque: credo che una confusione di questo tipo potrebbe nuocere l'immagine di chi svolge questa attività. La Camera dei deputati non è stata informata tempestivamente di quanto stava accadendo: ci siamo pertanto trovati in una situazione di non difesa dell'istituzione.
Onorevole Losurdo, lei sa la stima che nutro nei suoi confronti, come nei confronti di altri colleghi, ma credo non si debba assolutamente equiparare quanto stava accadendo ad uno sciopero o all'interruzione del servizio ferroviario: nessun gruppo di scioperanti ha mai attaccato la Camera dei deputati.
In ogni democrazia vi sono luoghi intangibili che sono tali perché rappresentano il fondamento della democrazia...

STEFANO LOSURDO. Io l'ho stigmatizzato fermamente!

PRESIDENTE. Onorevole Losurdo, vista la stima che ho nei suoi confronti, mi ha preoccupato l'equiparazione con lo sciopero. Credo comunque che ormai ci siamo chiariti.
Come stavo dicendo, in ogni democrazia ci sono luoghi intangibili in quanto rappresentano il segno ed il fondamento della democrazia stessa che altrimenti non riposerebbe su quei luoghi. Uno di essi sono le sedi parlamentari. Non è pertanto ammissibile in alcun caso che la sede parlamentare possa essere oggetto di un attacco e che dall'interno del Parlamento - non è avvenuto questo - tale attacco possa essere giustificato. Conosco bene, come del resto tutti quanti voi, le condizioni di estremo disagio e di esasperazione in cui si trovano gli allevatori, ma non credo che manifestazioni di questo genere possano aiutarli a risolvere i loro problemi; non credo inoltre che incitare gli allevatori ad utilizzare questi metodi possa aiutarli. Pertanto, vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che le sedi parlamentari sono intangibili e che bisogna reagire con estrema fermezza nel caso in cui questa intangibilità viene messa in discussione.
Onorevole Mussi, non so se ci siano stati parlamentari che abbiano istigato, diretto o aiutato la manifestazione. Sulla piazza ci sono telecamere e si sta analizzando il filmato per valutare quanto è accaduto. Nel caso in cui si provasse il coinvolgimento di tali persone, esse dovrebbero essere ritenute pericolose per i diritti dei cittadini e pericolose per la stabilità delle istituzioni (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Alleanza nazionale, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo, Comunista, dell'UDEUR, misto-Rifondazione comunista-progressisti, misto-CCD, misto-Verdi-l'Ulivo, misto-Rinnovamento italiano e misto-CDU).
Ho comunque chiesto al prefetto di Roma una relazione al fine di accertare di chi sia stata la responsabilità di aver lasciato la Camera priva delle necessarie difese, dopodiché valuteremo le decisioni da assumere.
Devo infine ringraziare gli appartenenti alla polizia di Stato e all'Arma dei carabinieri ed i commessi che hanno impedito che accadesse il peggio, senza reagire in alcun modo - perché si cercava di provocare una reazione - agli attacchi. Tutti noi dobbiamo essere grati a questa trentina di persone che hanno difeso la Camera dei deputati (Generali applausi).

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