![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
VALENTINO MANZONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 68 della Costituzione per giurisprudenza costante di questa Camera va interpretato nel senso che la prerogativa dell'esimente ivi prevista copre ogni attività politica del parlamentare, cioè ogni manifestazione del pensiero estrinsecatosi verbalmente ed anche per iscritto.
invece, si vuole richiamare l'attenzione della pubblica opinione su fatti realmente accaduti per invogliarla ad aderire al referendum.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giordano. Ne ha facoltà.
FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, annuncio che i deputati di Rifondazione comunista esprimeranno voto contrario sulla proposta della Giunta. Ho letto ora questo manifesto; un magistrato ha aperto un'inchiesta e prospetta un reato, francamente mi sembra difficile dimostrare il contrario dopo aver letto quanto è scritto su quel manifesto. Secondo me, il reato di razzismo è tra i più abbietti che vi possano essere e ritengo sia inaccettabile in una società come quella attuale. Ritengo altrettanto incredibile che la destra cerchi cavilli capziosi per dire che, in realtà, sull'atteggiamento xenofobo e razzista bisogna andare avanti come se nulla fosse. In questo caso, l'attuale legge sull'immigrazione non c'entra nulla, come non c'entrano nulla le illazioni, a mio avviso del tutto perniciose e devastanti, relative al rapporto tra criminalità e immigrazione. Qui si deve fare un atto concreto e visibile davanti a tutti: se non votiamo a favore dell'autorizzazione a procedere, perché in questo caso non si può assolutamente parlare di fumus persecutionis, diventiamo complici della cultura razzista. Questo i comunisti non lo faranno mai (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti e di deputati dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanardi. Ne ha facoltà.
CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, ritengo doveroso intervenire in un caso come questo perché si può creare un precedente e, come sempre in questi casi, mi rivolgo ai colleghi di ogni parte dell'emiciclo. Si parla di una questione di notevole rilevanza che riguarda l'onorevole Balocchi. Premetto che se fossi convinto che l'onorevole Balocchi fosse un collega che nutre sentimenti di tipo razzista o che potesse essere incriminato per la fattispecie che colpisce atteggiamenti da Ku Klux Klan, propri di chi porta avanti con determinatezza una politica di discriminazione razziale, potrei essere d'accordo con l'onorevole Parrelli. Tutti sappiamo, però, che non è così, perché certamente l'onorevole Balocchi non è razzista; egli è responsabile di un manifesto che polemicamente sottolineava il problema dell'immigrazione clandestina, sia pure in maniera grottesca (sono assolutamente d'accordo su questo e se vi è bisogno di dissociarmi dalla grossolanità del manifesto non ho alcuna difficoltà a farlo).
giornali nazionali che rappresentavano quella riunione come una congrega di ladroni, di reduci di malefatte, che s'incontravano, tutti, per rubare ancora «all'ingrosso».
RAMON MANTOVANI. Sei più razzista tu per quello che dici!
PRESIDENTE. Onorevole collega, per favore.
CARLO GIOVANARDI. Credo che stai dimostrando l'assunto che ho affermato, perché non condivido e non ho mai condiviso le tue idee, da Ocalan alle tante iniziative che hai assunto, ma non ho mai pensato per questo né di criminalizzarti, né di rinviarti a giudizio. Credo che se questo rispetto reciproco fosse proprio di tutto l'emiciclo...
RAMON MANTOVANI. Il razzismo non c'entra niente!
PRESIDENTE. Onorevole Mantovani, per piacere!
CARLO GIOVANARDI. Ho detto che se l'onorevole Balocchi fosse un razzista sarei d'accordo con te, ma non lo è; questo tipo di voto, che riguarda questioni penali, non può essere usato come strumento di lotta politica. Per tale ragione, voterò conformemente all'indirizzo della maggioranza della Giunta per le autorizzazioni a procedere.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cola. Ne ha facoltà.
SERGIO COLA. Signor Presidente, a me preme sottolineare un aspetto che è stato omesso nella relazione e che, in un certo senso, neutralizza l'intervento un po' demagogico dell'onorevole Giordano e quello un po' suggestivo dell'onorevole Parrelli.
PAOLO PALMA. Non è così!
SERGIO COLA. Quaranta per cento? Abbiamo raggiunto anche percentuali del 50 per cento e te lo documento.
PAOLO PALMA. Venticinque per cento!
SERGIO COLA. I reati di cui rispondono gli extracomunitari arrestati sono lo stupro, la rapina, il furto e così via, ossia i reati che sono stati segnalati in quel manifesto. Pertanto, anche se esposta in maniera grossolana - come voi volete dire - l'intenzione di chi ha redatto il manifesto era cercare di far capire all'opinione
pubblica che esiste chi ha intenzione di frenare l'immigrazione clandestina, sulla cui finalità anche voi siete d'accordo. È questa, secondo me, l'intenzione che ha ispirato quel manifesto, anche se con «contorni» un po' esagerati. Non far rientrare il tutto nell'ambito dell'esercizio dell'attività parlamentare, quando pochi giorni fa si è discusso proprio dell'argomento (noi abbiamo ritirato le nostre firme da quella proposta di legge perché non avete voluto accettare la nostra impostazione sull'istituzione del reato di immigrazione clandestina), non è accettabile. Non vedo come si possa andare al di là di una corretta interpretazione giuridica della norma; invece, ci si lascia prendere da un offuscamento mentale determinato da una concezione politica e quindi dalla suggestione e dalla demagogia.
PRESIDENTE. Avverto che il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo ha chiesto la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Ricordo che il tempo a disposizione per ogni gruppo è di cinque minuti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Manzoni. Ne ha facoltà.
Se questa è la ratio e la portata dell'articolo 68 è innegabile che l'attività del collega Balocchi, consistita nell'affissione di manifesti a sostegno del referendum di abrogazione della legge sull'immigrazione degli extracomunitari configuri esplicazione di attività politica, di critica e di espressione di pensiero in ordine ad una legge e ad un tema che da tempo si dibatte nelle aule parlamentari, in convegni e dibattiti, sulla stampa e per televisione.
La Lega nord, inoltre, del tema dell'immigrazione, come è a tutti noto, ha fatto un proprio cavallo di battaglia per i problemi che soprattutto al nord nascono dalla massiccia presenza di immigrati e per alcune vicende di carattere criminale che non poche volte hanno visto come protagonisti alcuni immigrati.
Questa è una verità storica incontestabile, onorevoli colleghi. Il manifesto fatto affiggere dalla Lega nord altro scopo non aveva, onorevole Parrelli, seppure attraverso le figure a fumetto ivi riportate, che quello di stigmatizzare i gravi fatti accaduti e di richiamare su di essi con colorite immagini l'attenzione della pubblica opinione per farla aderire al proposto referendum abrogativo. Per di più, onorevoli colleghi, a suffragio e a sostegno, in ordine all'applicazione dell'articolo 68 al caso in esame, sta il fatto - pure incontestabile - che, a seguito di fatti spiacevoli accaduti ad opera di immigrati, la Camera dei deputati è stata letteralmente inondata da atti di sindacato ispettivo aventi ad oggetto la legge Turco-Napolitano che evidentemente, a giudizio dell'onorevole Balocchi, lasciava e lascia aperti i varchi ad ogni tipo di immigrazione. Sotto questo profilo, signor Presidente, il contenuto del manifesto ben può interpretarsi come proiezione all'esterno di giudizi espressi nell'aula parlamentare. Mi sembra un'evidente forzatura giuridica ravvisare nelle espressioni usate nel manifesto un atteggiamento razzista e discriminatorio laddove,
Nella relazione della Giunta si dice che le illustrazioni contenute nel manifesto avevano un contenuto grossolano ma, onorevoli colleghi, quante volte questa Camera ha applicato le esimenti di cui all'articolo 68 in presenza di giudizi coloriti da espressioni pesanti e, persino, volgari? Onorevoli colleghi, non facciamo due pesi e due misure e non arrampichiamoci sugli specchi per sostenere, onorevole Parrelli, una non applicazione dell'esimente, che non esiste e che è contro l'interpretazione dell'articolo 68 della Costituzione, ma che è anche contro precedenti decisioni assunte da questa Camera. Per queste ragioni, signor Presidente, voterò in conformità alla decisioni della Giunta per le autorizzazioni a procedere.
Tuttavia, ciò è normale nella politica italiana; infatti, potrei sottoscrivere le parole così accorate che sono state pronunciate, ma ciò dovrebbe valere anche, per esempio, con riferimento alla satira di sinistra di Tango nella quale, nella stessa maniera, venivano ridicolizzati e messi alla berlina sentimenti religiosi, figure sacre della religione cattolica, partiti politici e loro esponenti, sempre illustrati come ladri, farabutti, delinquenti. Una settimana fa, addirittura, a proposito del congresso del Partito socialista, ho letto articoli, secondo me infami, nei maggiori
Certo, vi era razzismo, vi era una discriminazione rispetto ad un partito, ad una componente politica, che veniva criminalizzata in maniera molto dura ed offensiva. Tutte le volte che accade un fatto di questo genere e viene espressa un'opinione simile, quando i colleghi di Rifondazione comunista rappresentano gli imprenditori, gli americani o la CIA nella maniera in cui li rappresentano - per me caricaturale, per loro rivoluzionaria -, facciamo scattare il reato d'opinione? Pensiamo davvero che sia un atto di giustizia credere o far finta di credere che l'onorevole Balocchi debba essere sottoposto a processo, rinviato a giudizio e condannato perché responsabile di un manifesto che, in maniera caricaturale, sottolinea una realtà sottoposta alla dialettica politica? Onorevoli colleghi, credo non sia così e penso sia pericolosissimo creare un precedente rispetto ad un modo di esprimersi...
Onorevole Cola, ha un minuto a disposizione.
In seno alla Giunta si sottolineò un aspetto che ritengo sia importantissimo (ne abbiamo discusso anche in aula). Tutti quanti sono contro l'immigrazione clandestina - è questo l'aspetto più importante - e si è arrivati anche a promuovere un referendum. La ragione di ciò è connessa ai fatti: la popolazione carceraria italiana, composta da 54 mila detenuti, è rappresentata purtroppo nel 45 per cento dei casi da extracomunitari.
Ritornando veramente alle cose serie e cercando di interpretare i fatti alla luce della normativa e della giurisprudenza, credo che affermare che nel caso di specie non sussistano i presupposti per l'applicazione dell'articolo 68 della Costituzione significherebbe dire una corbelleria di carattere giuridico e far prevalere convincimenti o convinzioni di carattere politico rispetto a quello che è il nostro dovere, in questo momento: interpretare o meno l'articolo 68 inapplicato (Commenti del deputato Parrelli).


