Allegato A
Seduta n. 848 del 30/1/2001


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INTERPELLANZE E INTERROGAZIONI

(Sezione 1 - Giornalisti precari della Rai)

A) Interpellanza:

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle comunicazioni, per sapere - premesso che:
nel documento di indirizzo approvato dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisi nella seduta del 13 febbraio 1997 sono indicati gli «ambiti» al cui rispetto la Commissione stessa «richiama» la Rai, i suoi organi dirigenti ed i suoi dipendenti, al fine di garantire il rispetto del principio del pluralismo;
i suddetti «ambiti» riguardano, in particolare: a) il pluralismo politico; b) il pluralismo sociale; c) il pluralismo culturale; d) il pluralismo etnico e religioso; e) il pluralismo delle realtà locali; f) il pluralismo di genere e di età; g) il pluralismo associativo; h) il pluralismo produttivo;
nell'ambito della richiamata deliberazione, è contenuto il seguente riferimento «4. Condizione perché la RAI appaia credibile in ordine ai princìpi indicati in questo documento di indirizzo è che le assunzioni e le nomine nell'azienda pubblica avvengano in base a criteri trasparenti, legati alla professionalità e al di fuori di ogni pratica o lottizzazione o di predominio di maggioranza ovvero di rivendicazionismo di minoranza. Perché ciò diventi possibile serve un chiaro orientamento del Consiglio di amministrazione, ma anche un diverso atteggiamento di quei non pochi lavoratori che affidano i propri destini professionali a questo o a quel partito, a questo o a quell'esponente politico, di maggioranza o di opposizione. Per le assunzioni, si auspica il ricorso a procedure concorsuali e comunque a criteri oggettivi di selezione, anche per quanto riguarda la soluzione del problema del precariato. Doveroso è l'utilizzo di tutte le professionalità interne all'azienda, senza alcuna discriminazione, al fine di garantire il pluralismo delle professionalità»;
ad avviso dell'interrogante, non è coerente con gli indirizzi deliberati dalla Commissione parlamentare, l'intendimento reso noto dall'Azienda di procedere a nuove assunzioni mediante famigerata ed assolutamente vaga ed indefinita «selezione» e non già attingendo dal vasto bacino del precariato Rai, che da anni vede impegnati nelle varie testate giornalistiche numerosi professionisti che hanno dimostrato attitudine al servizio radiotelevisivo, spesso contribuendo a determinare o ad accrescere il successo delle iniziative editoriali;
se il Ministro interpellato non ritenga urgente e necessario procedere, attraverso uno specifico provvedimento, a sanare una situazione gravemente lesiva dei diritti acquisiti dai precari, tanto più in considerazione della delicatezza di un settore che è centrale per le garanzie di autonomia e qualità del servizio pubblico radiotelevisivo.
(2-02217)«Simeone, Niccolini».
(8 febbraio 2000)