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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Riva.
LAMBERTO RIVA, Relatore. Signor Presidente, ringrazio davvero per gli interventi svolti, che evidentemente sono estremamente utili, per cui, come Comitato dei nove, ne terremo senz'altro conto molto attentamente. All'onorevole Casini
devo precisare con molta franchezza che, purtroppo, ho avuto l'incarico di seguire il provvedimento soltanto nell'aprile 2000 e, per la verità, non vi è stata molta partecipazione nella discussione in Commissione: ho dovuto quindi arrangiarmi in qualche modo, interpellando i diversi gruppi per tentare di portare all'esame dell'Assemblea un progetto di legge che mi sembra tenti di stare nei limiti e proponga normative per conseguire gli obiettivi proposti dalle proposte di legge originarie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali.
GIAMPAOLO D'ANDREA, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, devo innanzitutto chiedere scusa a lei, ai deputati presenti, al relatore Riva per il ritardo dovuto ad un depistaggio sull'orario...
PIER FERDINANDO CASINI. Non sulle piste da sci!
GIAMPAOLO D'ANDREA, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Sostituisco il collega che ha seguito più direttamente il provvedimento, ma mi avevano informato che si sarebbe esaminato in aula verso le 10,30, quindi pensavo di essere in anticipo; quando sono arrivato ho invece constatato che la discussione era già in corso.
quelli con noi confinanti. Penso alle regioni dell'arco alpino, dove i sistemi di classificazione e di sicurezza delle piste non possono essere diversi o diversificati con il passaggio da un confine all'altro degli Stati. A tale proposito, ritengo che si possa utilizzare la sede istituita dalla conferenza Stato-regioni per la cosiddetta consulta permanente dell'arco alpino, sede nella quale si sta cercando di affrontare il problema della tutela complessiva dell'ambiente e del paesaggio delle regioni dell'arco alpino, sulla base di quanto stabilito da una Convenzione europea. Si potrebbe usare quella sede per inserire tra i capitoli che rientrano nelle materie di interesse comune anche quello relativo alla diversa disciplina delle attività sciistiche, alla ricerca di una omogeneità tra le regole dei vari paesi.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
In ogni modo, rifletteremo ancora approfonditamente sulle questioni che si pongono: riteniamo peraltro che alcune delle indicazioni ricevute siano già presenti in parte nel testo presentato in aula, che comunque potrà essere senz'altro perfezionato nel corso dell'esame.
Pertanto, facendo riferimento alla parte di dibattito che ho potuto seguire, desidero svolgere alcune brevi riflessioni. Innanzitutto, il Governo e il Ministero dei beni e delle attività culturali, in particolare, concordano con la valutazione formulata sia in Commissione sia in aula relativamente all'importanza delle norme di prevenzione degli infortuni nell'esercizio dell'attività sciistica. Esse sono dirette a determinare uno standard di sicurezza, naturalmente sempre ove possibile. Infatti, le riflessioni svolte da ultimo dall'onorevole Casini, a tale proposito, sono da condividere perché in questo campo, come in altri, la sicurezza non può essere determinata solo oggettivamente, ma in parte, o in modo essenziale, è il risultato dei comportamenti soggettivi. Tuttavia, abbiamo il dovere di favorire alcune condizioni oggettive, e quindi comportamenti più responsabili, fissando alcune norme che possano determinare condizioni migliori per l'esercizio della suddetta attività. Come è stato sottolineato, tutta la materia si incrocia con competenze di carattere regionale, anzi prevalentemente di carattere regionale; potremmo anche aggiungere, però, che si tratta di competenze fino ad ora non esercitate o male esercitate, sia pure con qualche lodevole eccezione. Se così non fosse, non vi sarebbe stato bisogno di ricorrere ad un'iniziativa di legge nazionale sulla materia che, invece, si rileva opportuna per il riprodursi di casi di cronaca con conseguenze, purtroppo, anche tragiche e irrimediabili. Ciò ci offre elementi di riflessione e ci invita, anche per quanto riguarda il nostro ruolo istituzionale, ad un'assunzione di responsabilità maggiore rispetto ad un tema che, a mio avviso, fino ad ora è stato piuttosto sottovalutato da parte di tutti coloro che se ne sono occupati.
Dovremo avere attenzione per il protagonismo regionale, anche perché lo stesso impianto normativo rinvia all'esercizio di potestà regionali, pertanto, senza la piena collaborazione dei soggetti istituzionali che operano a livello regionale, anche il disegno di sicurezza proposto dal provvedimento in esame diventerebbe irrealizzabile. Certamente, occorre puntare ad una maggiore omogeneità delle stesse. Gli onorevoli Frattini e Casini hanno ragione quando affermano che l'obiettivo è addirittura quello di ottenere un'omogeneità con altri Stati europei, soprattutto
Per quello che riguarda le altre questioni che sono state sollevate nel corso della discussione, anche in questa sede, credo che il Comitato dei nove, come ha ricordato l'onorevole Riva, potrà valutare l'insieme degli emendamenti proposti e le correzioni che si possono apportare al testo che è arrivato in aula; a tale proposito da parte del Governo vi è la massima apertura e disponibilità a cercare la migliore soluzione possibile nonché quella più praticabile, con l'obiettivo di raggiungere, attraverso questo insieme di norme, uno standard di sicurezza più elevato.
Anche noi auspichiamo, quindi, una rapida approvazione del provvedimento non solo in questa Camera, ma anche nel successivo passaggio all'altro ramo del Parlamento, in maniera tale da iniziare la nuova stagione sciistica - quella attuale è stata un po' accorciata dall'andamento climatico - con nuovi elementi di sicurezza.
Nelle prossime settimane, quando si passerà al voto degli emendamenti, sarà sicuramente possibile concordare le soluzioni più idonee.


