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PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
FRANCESCA IZZO, Relatore f.f. Signor Presidente, il provvedimento, già approvato dal Senato, autorizza un contributo finanziario al Segretariato per il controllo delle esportazioni di armi convenzionali e prodotti tecnologici a duplice uso, civile e militare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per gli affari esteri.
UGO INTINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, potrei semplicemente sottoscrivere le argomentazioni
che sono già state svolte; aggiungo soltanto qualche elemento di documentazione.
sempre fornito un attivo contributo alla realizzazione ed allo sviluppo del progetto, ricevendone tra l'altro un significativo riconoscimento attraverso l'elezione di un rappresentante italiano a capo del suo segretariato, che ha sede a Vienna.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Niccolini. Ne ha facoltà.
GUALBERTO NICCOLINI. Ancora una volta arrivano all'esame dell'Assemblea provvedimenti che sono stati trasmessi dal Senato non meno di due anni fa, certamente per colpa della Commissione esteri ma anche del Governo che non ha sollecitato l'esame in aula di questi provvedimenti in tempo utile.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Francesca Izzo, in sostituzione del relatore, onorevole Marco Fumagalli.
Questo organismo è nato in seguito allo scioglimento, nel 1994, del Cocom, il comitato di coordinamento multilaterale, che aveva esercitato la sua attività negli anni del confronto est-ovest, controllando l'esportazione di materiali strategici verso l'area del Patto di Varsavia e predisponendo regole di armonizzazione della legislazione in materia nei paesi aderenti, che erano i quindici paesi NATO più il Giappone e l'Australia.
All'atto della costituzione ufficiale del segretariato a Wassenaar (per tale motivo il segretariato è anche definito Intesa di Wassenaar), il 15 luglio 1996, gli Stati aderenti sono saliti a trentatré, fra cui i quindici membri dell'Unione europea, gli altri partner NATO, la Russia, l'Ucraina, i paesi dell'Europa orientale più la Svizzera, l'Argentina, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Giappone e la Corea del Sud.
I compiti del segretariato, alla cui guida è stato nominato nel 1998 un diplomatico italiano, l'ambasciatore Luigi Lauriola, sono essenzialmente tre: la raccolta, l'elaborazione e lo scambio di dati relativi ai trasferimenti di armamenti e di tecnologie dual use, l'organizzazione delle sessioni plenarie e delle riunioni internazionali e gli eventuali contatti con i paesi terzi. È dunque evidente che la missione principale di questa organizzazione è quella di esercitare una funzione di controllo e di garanzia contro la proliferazione e la diffusione di armi cosiddette convenzionali che spesso sono alla base del moltiplicarsi di guerre e conflitti, soprattutto nelle regioni più povere del pianeta.
Durante la discussione in Commissione sono state chieste ulteriori informazioni al Governo - che poi ci sono state date - riguardo a due questioni: i rapporti fra l'Intesa e i paesi non membri e la posizione dell'Italia. In base a queste informazioni risulta che, nel corso del primo triennio di vita, nell'intesa sono state assunte varie iniziative particolarmente efficaci per incoraggiare e favorire l'adozione di politiche nazionali e di sistemi di controllo sulle esportazioni. Paesi come la Bielorussia, il Brasile, la Cina e il Sud Africa hanno mostrato interesse per rapporti più stretti con l'Intesa.
Per quanto riguarda l'Italia, la procedura adottata è quella di trasmettere il testo del rapporto su tutte le operazioni di importazione, esportazione e transito di armamenti e prodotti a doppio uso - che viene inviato anche al Parlamento - al segretariato per una maggiore trasparenza, che è uno degli obiettivi principali che l'Italia persegue in seno al segretariato.
Per l'importanza dei compiti del segretariato è opportuno approvare rapidamente il provvedimento per consentire il versamento del contributo italiano di 248 milioni per il biennio 1998-1999 ed erogare un contributo permanente di 127 milioni per tutti gli anni successivi.
Con la caduta del muro di Berlino e i radicali mutamenti intervenuti negli assetti e negli equilibri strategici mondiali, anche lo strumento multilaterale del Cocom, che per lunghi anni aveva consentito all'occidente di esercitare uno stretto controllo sui trasferimenti di armamenti convenzionali o tecnologie a duplice uso verso paesi del Patto di Varsavia, non poteva che rivelarsi superato ed inadatto al perseguimento della stabilità nel nuovo contesto geostrategico del dopo guerra fredda.
Alla vecchia esigenza di prevenire il trasferimento di armamenti e di tecnologie occidentali a vantaggio del contrapposto blocco orientale è subentrata quella di prevenire in ogni area del mondo, con speciale riguardo a quelle caratterizzate da particolare sensibilità, il rischio di accumulazioni di armamenti convenzionali suscettibili di favorire locali condizioni di instabilità.
A questa nuova esigenza ha voluto far fronte l'Intesa Wassenaar, che ha preso nome dalla località olandese ove è stata stipulata e a cui hanno dato vita i paesi ex nemici del periodo della guerra fredda. L'Intesa Wassenaar, che vanta oggi 33 paesi membri e che in occasione della sua sessione plenaria, tenutasi a Vienna il 3-4 dicembre 1999, ha varato il primo documento di bilancio dei primi tre anni della sua attività (1997-1999), perseguì i propri obiettivi istituzionali attraverso due strumenti essenziali.
In primo luogo, i paesi membri dell'Intesa elaborano ed aggiornano costantemente un elenco di beni e tecnologie «a duplice uso» civile o militare, il cui trasferimento comporta la previa autorizzazione da parte delle competenti istanze nazionali di ogni singolo Stato membro: un'autorizzazione che viene concessa solo subordinatamente all'accertamento del carattere non rilevante del trasferimento di tali beni ai fini della stabilità dei paesi riceventi. Per quanto attiene ai paesi dell'Unione europea, i ricordati elenchi di beni a duplice uso, elaborati nell'ambito dell'Intesa, vengono recepiti dal pertinente regolamento comunitario ed entrano a far parte in modo automatico dei rispettivi ordinamenti nazionali dei quindici paesi membri dell'Unione. Sussiste pertanto, per ciascuno di essi, l'obbligo giuridico di sottoporre a previa autorizzazione qualsivoglia trasferimento, al di fuori dell'Unione europea, dei beni contemplati negli elenchi in questione.
In secondo luogo, l'Intesa Wassenaar si serve del fondamentale elemento della «trasparenza» quale fattore chiave per promuovere una progressiva omogeneizzazione delle procedure di controllo adottate dai paesi membri in materia di controlli sui trasferimenti, con particolare riguardo al settore degli armamenti convenzionali propriamente detti. Ciò avviene attraverso un complesso sistema di reciproche «notifiche», afferenti tanto i trasferimenti di armi o di beni a duplice uso, quanto i «dinieghi» opposti da ogni singolo Stato membro all'esportazione di beni verso questo o quel paese.
In tema di trasparenza, desidero qui ricordare che, per quanto concerne in particolare l'Italia e l'attività di controllo sulle esportazioni da essa esercitata (tanto per quel che riguarda la legge n. 185 del 1990 sull'esportazione e sul trasferimento di armamenti, quanto con riferimento al comitato consultivo che esprime pareri ai fini dell'autorizzazione all'esportazione di beni e tecnologie a duplice uso), il nostro paese ha adottato la prassi di trasmettere annualmente al segretariato Wassenaar, per la sua messa a disposizione dei paesi membri, il testo del rapporto che viene annualmente inviato al Parlamento dall'ufficio di coordinamento produzione materiali di armamento della Presidenza del Consiglio, concernente la totalità delle operazioni di importazione, esportazione e transito di materiali di armamento o ad alta tecnologia autorizzate ed effettuate nell'anno considerato.
Sin dalle fasi di elaborazione e negoziazione dell'Intesa Wassenaar, l'Italia ha
Risulta ovviamente fondamentale assicurare ogni anno al segretariato dell'Intesa, il cui bilancio permane di assai esigue dimensioni in ragione del contenuto numero di personale e delle agili strutture che lo costituiscono, una puntuale corresponsione delle quote di bilancio spettanti a ciascun paese membro, sotto pena di rischiare la paralisi delle attività dell'Intesa stessa.
Proprio allo scopo di prevenire il rischio di ritardi nella puntuale corresponsione delle quote di bilancio italiane, è stato a suo tempo predisposto il disegno di legge in esame, che punta a garantire, a favore del segretariato Wassenaar, l'automaticità e la puntualità dei versamenti spettanti all'Italia.
D'altra parte, l'approvazione del provvedimento di legge in questione diventa quanto mai urgente per sanare, senza ulteriori ritardi, una situazione debitoria che non manca ormai di creare qualche imbarazzo, in considerazione del fatto che essa si riferisce ai trascorsi anni 1998, 1999 e 2000, oltreché ovviamente al corrente anno 2001.
Aggiungo che la regolamentazione della nostra posizione aiuta l'autorevolezza del nostro paese e che non tutto in passato nel Cocom (l'organismo precedente) è stato pacifico perché vi sono state interpretazioni più o meno rigide delle norme e vi è stata una connessione tra l'interpretazione delle norme stesse e gli interessi commerciali ed industriali di ciascun paese.
Per tutte queste ragioni il Governo sollecita l'approvazione del provvedimento.
Guarda caso, proprio nella parte finale della legislatura, si sta procedendo velocemente alla sanatoria di debiti che il nostro paese da due, tre anni ha nei confronti di organismi internazionali: non credo che l'Italia faccia una bella figura, visto che in genere non si tratta di somme ingenti; sono, probabilmente, dimenticanze o distrazioni.
Per quanto riguarda il provvedimento di cui stiamo discutendo (sul quale i deputati del gruppo di Forza Italia si sono tranquillamente dichiarati a favore in Commissione), vorrei ricordare che al Senato il nostro partito, insieme ad Alleanza nazionale e ad altri partiti, chiesero al Governo se vi fosse documentazione sulle attività di tale segretariato o rapporti regolarmente inviati dal segretariato al nostro paese. Si chiedeva, dunque, che il Parlamento fosse informato sulla situazione e che gli fosse fornita la documentazione che annualmente il Comitato dovrebbe trasmettere all'Italia. Ciò ai fini di ampliare l'informazione nei confronti di un Parlamento che su tali tematiche ha dimostrato sempre molta sensibilità.
In conclusione, anticipo sin d'ora il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia sul provvedimento di cui stiamo discutendo; sollecito inoltre il Governo affinché - qualora vi siano ancora debiti nei confronti di paesi amici o alleati - si chiudano i conti in tempo utile e si faccia in modo che non restino conti in sospeso per la fine della legislatura o addirittura per i prossimi Governi.
Prendo atto che il relatore e il rappresentante del Governo rinunciano alla replica.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.


