Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 843 del 23/1/2001
Back Index Forward

Pag. 83


...
Per la risposta a strumenti del sindacato ispettivo (ore 19,30).

BENITO PAOLONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BENITO PAOLONE. Ritengo sia molto delicato il momento e gli argomenti che intendo sollevare. Le vicende che vorrei porre in evidenza riguardano i fatti verificatisi sotto lo svolgimento dell'attività di sindaco a Catania dell'attuale ministro dell'interno Bianco.
È giusto che il Parlamento venga a conoscenza di questi fatti e che gli italiani sappiano che cosa si è verificato con riferimento a delicatissime questioni, sempre mentre svolgeva l'attività di sindaco.
Oggi Bianco è il ministro dell'interno.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Paolone, lei chiede di sollecitare la risposta ad una interrogazione, se ho ben capito.

BENITO PAOLONE. A due interpellanze che sono riferite ad una questione delicata.

PRESIDENTE. La pregherei allora di chiedere che se ne solleciti la risposta e non di illustrarle.

BENITO PAOLONE. Non le sto illustrando.
Poiché il ministro dell'interno è posto a tutela e a garanzia della sicurezza dei cittadini, bisognerebbe conoscere in ordine a questi argomenti cosa pensi il ministro dell'interno Enzo Bianco degli atti compiuti dal sindaco di Catania Enzo Bianco.
Nel corso dello svolgimento avrò modo di riferire una notevole quantità di particolari necessari relativi al suo comportamento affinché tutti capiscano cosa è avvenuto in quella città.

PRESIDENTE. La prego di attenersi all'ordine del giorno.

BENITO PAOLONE. Chiedo che la interpellanza n. 2-02434, pubblicata nell'allegato B del 25 maggio 2000, n. 726, riguardante la Catania Multiservizi Spa venga trattata con urgenza, perché siamo al termine della legislatura e non è pensabile che questi argomenti non vengano chiariti al Parlamento e al popolo italiano. Poi ascolterete che cosa ha fatto Bianco a Catania!

PRESIDENTE. Onorevole Paolone, non mi costringa a toglierle la parola. Lei sta chiedendo che si solleciti la risposta ad una interpellanza. Quando sarà trattata, la potrà illustrare.

BENITO PAOLONE. La seconda interpellanza n. 2-02437, pubblicata nell'allegato B del 26 maggio 2000, n. 727, riguarda il vecchio edificio Mulino Santa Lucia sito in Catania.
Questi due atti sono carichi di illegittimità e riguardano fenomeni gravi. Chiedo che si trattino prima della chiusura della legislatura. Sono atti che fanno riferimento a comportamenti impensabili. Visto che oggi è ministro dell'interno deve dire al Parlamento cosa pensi e come giudichi gli atti compiuti quando era sindaco.
Signor Presidente, le chiedo di inserire all'ordine del giorno, a brevissima scadenza, lo svolgimento di queste due interpellanze (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Chiedo di parlare.


Pag. 84

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, con atto datato 16 settembre 2000 ho interrogato il ministro dell'interno, sottolineando il carattere d'urgenza della mia interrogazione, con riferimento alla paventata e progettata soppressione del compartimento della polizia stradale dell'Umbria. Pur avendo sottolineato l'estrema urgenza del dibattito che dovesse instaurarsi su questo paventato provvedimento non ho ricevuto ancora risposta. Le mie sollecitazioni debbono trovare assolutamente accoglimento. Infatti, il provvedimento, a quanto risulta, starebbe per entrare in vigore con effetti devastanti sull'organizzazione del fondamentale e delicato servizio della polizia stradale in Umbria.
In barba ad ogni affermazione di federalismo, si vanno smantellando in Umbria servizi fondamentali e centri direzionali di primaria importanza.
Il provvedimento riguardante la polizia stradale viene a decapitare e a disorganizzare sicuramente un servizio delicatissimo che viene svolto su strade sulle quali, da una parte, deve essere assicurata la sicurezza della circolazione, dal momento che si stanno moltiplicando gli incidenti e le sciagure forse più che altrove per la precaria situazione della rete stradale e, dall'altra, deve essere assicurata la sicurezza più in generale per la prevenzione e la repressione dei reati. Tutti questi elementi richiedono che il provvedimento venga riconsiderato e non attuato, anche a prescindere dalla perdita di posti qualificati che si determinerebbe in un territorio già pesantemente penalizzato sotto questo profilo.
Chiedo, quindi, perentoriamente, che non si ritardi nell'affrontare l'argomento: il ministro dell'interno, a nome del Governo, almeno si assuma pubblicamente le responsabilità rispondendo al mio atto di sindacato ispettivo, la cui urgenza avevo già avuto modo di sottolineare. Mi auguro, pertanto, che già nei prossimi giorni (nemmeno nelle prossime settimane, perché se poi il provvedimento entra in vigore dovremo discutere a cose fatte, mentre non vogliamo essere presi in giro e vogliamo almeno che ci si confronti sulle responsabilità) il ministro dell'interno risponda alla mia interrogazione.

ALBERTO GAGLIARDI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBERTO GAGLIARDI. Signor Presidente, desidero sollecitare la risposta del ministro dei trasporti alla mia interrogazione a risposta scritta n. 4-32401, dell'8 novembre 2000, in materia pensionistica: si tratta di un grave fatto di disparità di trattamento. Essendovi un Governo di sinistra, vicino ai pensionati, gradirei che questo Governo ormai alla frutta, prima di arrivare all'«ammazza caffè», rispondesse a qualche nostra interrogazione!

FILIPPO BERSELLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FILIPPO BERSELLI. Signor Presidente, la suprema Corte di cassazione, con sentenza n.16205 depositata il 18 dicembre del 2000, ha dichiarato decaduto dalla carica di sindaco del comune di Rimini Alberto Ravaioli. In particolare, i supremi giudici hanno dichiarato l'incompatibilità tra il ruolo di primario e quello di primo cittadino per il conflitto d'interessi tra la figura del professionista operante come primario ed il ruolo di amministratore di un ente locale, essendo nella specie Ravaioli primario della divisione di oncologia dell'azienda sanitaria locale di Rimini.
Con interrogazione a risposta in Commissione n. 5-08686 del 10 gennaio 2001, mi rivolgevo al ministro dell'interno per chiedere un suo pronto intervento, fra l'altro in ordine al fatto che l'attuale vicesindaco svolge le funzioni del sindaco dichiarato decaduto. Chiedevo in particolare al ministro se non ritenesse opportuno nominare urgentemente un commissario che svolga super partes le funzioni già attribuite al sindaco decaduto, sollevando


Pag. 85

da tale incarico l'attuale vicesindaco. Ebbene, non solo ad oggi non ho ricevuto la risposta del ministro, il che è ampiamente giustificabile dato il poco tempo trascorso, ma proprio oggi la stampa locale di Rimini riporta una notizia che desta grande preoccupazione.
Sotto il titolo «Ultima ora Ravaioli pronto a ricandidarsi», si legge «Ieri sera al comitato provinciale del partito popolare italiano, Alberto Ravaioli ha manifestato la sua disponibilità a ricandidarsi come sindaco a Rimini» (in occasione delle elezioni che si terranno la prossima primavera) «avendo tuttavia la garanzia di svolgere contemporaneamente il ruolo di primario ospedaliero. Entro giovedì» (quindi, entro dopodomani) «il senatore Gambini presenterà al Senato emendamenti al collegato alla finanziaria per modificare il testo unico sulle autonomie locali in modo che non risultino incompatibilità e Ravaioli non debba rispondere di un eventuale impeachement».
Questa è una notizia gravissima - credo che potrà condividere la mia preoccupazione, signor Presidente - perché si tende ad introdurre una modifica normativa non per un interesse di carattere generale, ma unicamente ed esclusivamente per consentire al primario Ravaioli di potersi ricandidare, continuando a svolgere contemporaneamente le duplici funzioni ritenute illegittime dalla suprema Corte di cassazione.
Mi rivolgo quindi a lei, onorevole Presidente, perché gli uffici si attivino presso il Ministero dell'interno affinché vi sia una risposta in Commissione alla mia interrogazione. La prego, inoltre, onorevole Presidente, di attivarsi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri affinché vigili perché al Senato questa iniziativa estemporanea e di carattere personale, ad uso e consumo dell'ex sindaco di Rimini, Ravaioli, non possa trovare una qualche accoglienza. Sarebbe estremamente grave, infatti, se il Governo facesse sponda ad una richiesta di modifica normativa, ripeto, proposta unicamente ed esclusivamente nell'interesse di una persona, nella fattispecie l'ex sindaco di Rimini, Ravaioli.

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI. Signor Presidente, desidero rilevare che alcune mie interrogazioni non hanno ancora trovato riscontro, nonostante sia trascorso parecchio tempo dalla presentazione. Segnalo, in particolare, l'interrogazione n. 4-25250 del 29 luglio 1999, l'interrogazione n. 4-25722 del 27 settembre 1999, l'interrogazione n. 4-29402 del 6 aprile 2000 e l'interrogazione n. 4-31756 del 29 settembre 2000. Mi sembra che gli uffici preposti a rispondere agli atti di sindacato ispettivo presso i Ministeri si considerino già in vacanza e ciò non mi sembra corretto, perché ritengo che dovrebbero provvedere a fornire le risposte in tempi brevi.

MARCO ZACCHERA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, come lei sa, nei giorni scorsi, è stato annunciato l'invio di milioni di «cartelle pazze», o avvisi, da parte del Ministero delle finanze ed io avevo già chiesto, in occasione di un precedente invio, alcune delucidazioni al Ministero delle finanze, che non sono arrivate. Tuttavia, mi rivolgo alla sua personale cortesia per richiamare l'attenzione su un altro aspetto. Siamo ormai giunti alla fine della legislatura e ciascuno dei parlamentari che, a differenza di coloro che hanno presentato migliaia di interrogazioni per entrare a far parte del guinness dei primati, ne ha presentate in numero obiettivamente necessario, constata, come nel mio caso, che su un totale di circa 300 atti di sindacato ispettivo, a 150-180 non è stata fornita una risposta.


Pag. 86


Mi rivolgo alla Presidenza per chiedere se, mancando solo un paio di mesi alla fine della legislatura, non sia il caso di intervenire d'ufficio presso tutti i Ministeri interessati, affinché venga data una generale risposta a tutte le interrogazioni giacenti. È davvero ingiusto che i Ministeri che si sono succeduti non abbiano risposto alle domande dei parlamentari: finisce la legislatura e tutto passa in cavalleria, come si suole dire. Non chiedo, quindi, un intervento specifico su una specifica interrogazione, ma una statistica riguardante tutti gli atti di sindacato ispettivo ai quali non è stata data risposta, affinché venga fornita al più presto. Ripeto, ritengo che ciò sia doveroso; forse è meno importante per coloro che si sono divertiti a presentare più di mille interrogazioni, ma è molto rilevante per coloro che avendone presentate in numero giusto, limitatamente alle questioni più importanti, hanno diritto ad ottenere una risposta.

FORTUNATO ALOI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, desidero segnalare la mancata risposta ad una mia recente interrogazione riguardante alcuni fatti di criminalità che si sono verificati nella città di Reggio Calabria e nella vicina Villa San Giovanni. Mi riferisco all'ennesimo attentato subito da un imprenditore, il signor Vito Locicero, che ripetutamente è stato oggetto di attentati dinamitardi perché non accetta le logiche assurde che una certa criminalità vorrebbe imporre, onorevole sottosegretario.
Allo stesso modo, altri fatti si sono verificati a Reggio, malgrado siano state date a più riprese assicurazioni da parte del Governo in ordine ad un'azione di contrasto nei confronti della criminalità e malgrado l'azione delle forze dell'ordine che - lo ripeto - sono certamente benemerite.
Le responsabilità sono di ordine politico e noi non possiamo pensare che proprio in queste circostanze non si possa condurre un'azione preventiva, di cui sempre si parla.
Vorrei che il Governo venisse qui a pronunciarsi su queste situazioni drammatiche e desse assicurazioni alla cittadinanza di Reggio e della provincia.
La seconda questione, signor Presidente, riguarda la vexata quaestio - mi si consenta il termine - della cosiddetta mucca pazza. Ho presentato una serie di interrogazioni al riguardo; purtroppo si è seguita la strada del cosiddetto question time. Non mi stanco di ripetere che dobbiamo finirla con le espressioni inglesi nel Parlamento italiano, perché credo che nel Parlamento inglese non si userebbe mai una dizione italiana in relazione ad una determinata iniziativa; pertanto, mi farò promotore di un'iniziativa tendente a tradurre in italiano questa brutta espressione inglese.
Il ministro Veronesi è venuto in questa sede a rispondere in tale ambito, ma vi sono atti parlamentari piuttosto circostanziati che attendono una risposta da parte del Governo.
Per questi motivi, onorevole Presidente, vorrei che lei si rendesse interprete di questa esigenza e che si desse al Governo la possibilità, che il Governo certamente ha, di venire in quest'aula a rispondere a questi atti di sindacato ispettivo.

PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di sollecitare il Governo nel senso indicato.

Back Index Forward