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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 , nel testo della Commissione, e dell'unico emendamento ad esso presentato (vedi l'allegato A - A.C. 7451 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
EUGENIO DUCA, Relatore. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Gatto 9.1. Di conseguenza, è di fatto assorbito l'ordine del giorno Gatto n. 9/7451/1, che verte sullo stesso argomento.
PRESIDENTE. Il Governo?
MARIO OCCHIPINTI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo 9.
PAOLO BECCHETTI. Presidente, sull'articolo 9 desidero reiterare la denuncia che ho già fatto in sede di discussione sulle linee generali.
clandestini. Quindi, sottrarre alle regioni dei poteri in materia di portualità, quando si tratta di sicurezza e ancor più quando si tratta di porti di rilevanza internazionale, per limitare tali poteri ai porti d'interesse interregionale, preclude l'esercizio di queste funzioni a moltissime regioni che hanno porti di rilevanza mondiale (penso a quelli di Genova, di Venezia e di Trieste) e che certamente hanno il titolo per portare avanti una politica di sviluppo che si concentri anche in attività, in intese e in accordi di vario genere con le nazioni confinanti.
ANTONIO BOCCIA, Presidente del Comitato pareri della V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA, Presidente del Comitato pareri della V Commissione. Signor Presidente, desidero cogliere quest'attimo di relativa serenità dell'Assemblea per porre a lei, ma soprattutto ai colleghi, una questione che riguarda i voti che nell'ultima settimana, e anche poco fa, sono stati dati dall'Assemblea in contraddizione con un parere negativo reso dalla Commissione bilancio su una norma che comportava oneri non quantificati e non coperti.
PRESIDENTE. Grazie a lei, anche a nome di Luigi Einaudi e di Quintino Sella. Onorevole Boccia parto dal presupposto che poiché il Governo ha espresso parere favorevole, da qui al passaggio all'altro ramo del Parlamento, il Governo stesso si darà da fare per trovare la copertura.
EUGENIO DUCA, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarei voluto intervenire per tranquillizzare il collega Becchetti. Per quanto riguarda il rilievo mosso dall'onorevole Boccia, se egli ha la cortesia di leggere gli atti precedenti, potrà verificare che il relatore aveva invitato i presentatori a ritirare l'emendamento 5.1, dal momento che la Commissione bilancio aveva segnalato che esso era suscettibile di creare minori entrate o maggiori spese. A seguito dell'espressione del parere della Commissione bilancio, vi è stato un incontro con i rappresentanti del Governo ed in particolare del Ministero delle finanze, competenti in materia, in cui è stato chiarito che l'emendamento approvato non comporta maggiori oneri, né minori entrate. Di fronte a tale garanzia data dal Governo alla Commissione, quest'ultima ha espresso parere favorevole all'unanimità. Quindi, nel caso dell'emendamento Burlando 5.1, il problema che era stato sollevato dalla Commissione bilancio è stato oggetto di un successivo approfondimento, che il Governo potrà ulteriormente confermare (anche se lo ha già fatto nella precedente riunione): quindi, non si pone un problema a tale riguardo.
PRESIDENTE. Onorevole Duca, scusi se la interrompo; onorevole Formenti, si dia un po' una calmata! Prego, onorevole Duca.
EUGENIO DUCA, Relatore. Signor Presidente, colleghi, rispetto alle considerazioni del collega Becchetti, a me spiace che egli non si sia ancora convinto che, in effetti, siamo di fronte ad un provvedimento di decentramento, in quanto poteri del Ministero dei trasporti, quindi del Governo centrale, passano alle regioni a statuto ordinario, che in tale ambito ne assumono di paragonabili a quelli delle regioni a statuto speciale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.
ENZO SAVARESE. Signor Presidente, forse sarebbe stato opportuno far parlare, come avevo chiesto, prima me e poi il relatore, anche perché devo muovere al
collega Duca le stesse obiezioni sollevate dall'onorevole Becchetti...
PRESIDENTE. Per la verità, pensavo che il relatore si limitasse a rispondere all'onorevole Becchetti.
ENZO SAVARESE. Certo, Presidente, però, vede, forse il testo dell'articolato non è chiaro; nell'articolo 9 si legge: «tale conferimento non opera nei porti finalizzati alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato» (e a tale riguardo nulla quaestio), ma poi anche «nei porti di rilevanza economica internazionale e nazionale», quindi praticamente in tutti i porti, caro Duca! Questo è il problema.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Chincarini. Ne ha facoltà.
UMBERTO CHINCARINI. Signor Presidente, ho l'impressione che la norma in esame durerà poco nel tempo, forse qualche mese, e mi auguro che sia così perché questo non è federalismo. Abbiamo già ritirato in Commissione gli emendamenti a nostra firma perché vi è stato un accordo, quindi in questa sede confermiamo il nostro voto contrario. Desidero ribadire che non è possibile stabilire ora quali porti debbano avere il parere delle capitanerie di porto, perché il rapporto deve essere rovesciato: l'esigenza di strutture al servizio dei porti deve nascere sul posto. Quindi, ribadisco che non è possibile indicare fin d'ora i porti che devono avere il parere delle capitanerie di porto e quelli che, invece, non lo devono avere (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gatto 9.1, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 379
Votanti 371
Astenuti 8
Maggioranza 186
Hanno votato sì 339
Hanno votato no 32).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Becchetti. Ne ha facoltà.
Nonostante le assicurazioni del relatore, mi sono convinto che questa norma, che modifica in parte il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (una delle tante leggi derivate dalle deleghe «ex Bassanini»), sopprima una parte delle disposizioni che prevedono il decentramento dei poteri alle regioni in materia di portualità. Siamo in presenza di una norma - peraltro non contenuta nell'impianto originario del provvedimento che aveva altri e ben definiti scopi, che ci avevano spinto a favorire un'accelerazione dell'iter del provvedimento, che abbiamo visto invece tradire nel percorso legislativo attraverso questi «intrugli» che sono stati inseriti nel testo - che è molto pericolosa per una maggioranza che sta facendo una grande campagna sul federalismo e sul fatto che non si approvi la legge sul cosiddetto federalismo, una delle grandi riforme che si sarebbero dovute fare.
Ebbene, con la norma in esame, una di quelle che modifica il decentramento amministrativo, si riduce il potere delle regioni in materia di portualità, escludendo il loro interesse e il loro potere decisionale, quello di concorso, di codecisione e di condivisione delle decisioni da prendere, quando si tratta della sicurezza dei porti. Potrei capire una misura di questo genere se si trattasse della difesa nazionale, ma nel caso della sicurezza dei porti, con il problema grave che noi abbiamo dell'immigrazione clandestina, credo che le regioni non solo dovrebbero avere il potere-dovere d'intervenire, ma che dovrebbero essere anche i titolari principali di questo munus pubblico, cioè, del potere di intervenire in maniera concreta per evitare appunto lo sbarco dei
Mi pare quindi che questa sottrazione di poteri vada esattamente nella direzione opposta al tanto sbandierato federalismo: questo Governo si lamenta perché non riesce a farlo approvare o perché teme di non riuscirlo a farlo passare poiché in questa Camera non ha i numeri necessari, e ciononostante, ogni tanto assistiamo a questo risveglio di statalismo e, a pensar male si commette peccato, ma spesso ci s'indovina...
Questa norma nasce, guarda caso, quando la gran parte delle regioni è ormai in mano al Polo; mi riferisco, ad esempio, alla Liguria o al Veneto, che sono le regioni più interessate ad avere una portualità combinata con le altre modalità di trasporto e soprattutto con i grandi corridoi ferroviari che vanno al di là delle Alpi e rischiano di passare al di fuori del nostro paese senza consentire una politica della portualità intesa a creare hub portuali che attraggono traffici e li riversano. Noi pensiamo che questa sottrazione di competenze sia un errore e quindi non potremo votare a favore dell'articolo 9.
Premetto che come deputato e collega mi rendo conto, e qualche volta sono anch'io favorevole a fare in modo che le norme vadano avanti nel senso voluto dalla Commissione di merito, però per la funzione che espleto anche in nome e per conto dell'Assemblea, mi tocca far rilevare che se una norma comporta oneri non quantificati e non coperti occorre che l'Assemblea ne tenga conto non tanto perché essa non sia sovrana - questo non è in discussione - quanto perché vi è il rischio che a questi provvedimenti, sul finire della legislatura (dovendo ritornare all'altra Camera), siano apportate le necessarie modifiche dall'altro ramo del Parlamento, come già sta accadendo, e poi magari non vi sia il tempo di effettuare l'ultima lettura. Ciò determina che la nostra volontà di mandare avanti dei disegni di legge, se non si tiene conto di questi pareri, finisce per provocare una sorta di effetto contrario, nel senso che noi stessi produciamo norme che poi, non essendovi il tempo di sistemare, finiscono per non farci approvare i provvedimenti entro la fine della legislatura.
Pertanto, desidero segnalare all'Assemblea, ferma restando la sua sovranità, che è molto rischioso approvare norme che non hanno copertura perché si corre il rischio che l'altra Camera le modifichi, e qui non facciamo in tempo a sistemarle, e anche che il Presidente della Repubblica non le visti e le rinvii in Parlamento quando noi non saremo più insediati, con l'effetto negativo di non vedere conseguito il risultato che invece tutti quanti noi auspichiamo.
Pertanto, vorrei segnalare ai colleghi che con bontà votano a favore di questi atti, che alla fine non sempre si ottiene il risultato voluto, fermo restando che l'Assemblea è sovrana e ovviamente io, per primo, ne rispetto la volontà. Grazie.
Per quanto riguarda le critiche dell'onorevole Becchetti...
Se i colleghi hanno la bontà di leggere la rubrica dell'articolo 9, prenderanno atto che essa recita: «Conferimento alle regioni di funzioni amministrative nei porti di interesse regionale»; quindi, competenze che erano in capo al Ministero dei trasporti e della navigazione vengono affidate alle regioni. Infatti, poco fa, la Camera ha approvato l'emendamento Gatto 9.1 che, modificando in parte le conseguenze dell'emendamento proposto dal collega Attili e fatto proprio dalla Commissione, consente all'autorità marittima di esprimere almeno un parere quando, per esempio, vi sia da costruire un nuovo porto turistico o un nuovo approdo. Attualmente, il codice della navigazione assegna all'autorità marittima, alle capitanerie di porto e quindi al Ministero dei trasporti, tale competenza: con l'articolo 9, invece, assegniamo la competenza alle regioni e, con l'emendamento Gatto 9.1, prevediamo che le regioni, di fronte alla richiesta di costruire una nuova realtà portuale, chiedano almeno, doverosamente, il parere delle capitanerie di porto. Queste ultime, infatti, sulla materia hanno sicuramente una competenza che con l'emendamento Gatto 9.1 abbiamo riconfermato, anche se nelle precedenti previsioni del codice della navigazione si trattava di una competenza interamente in capo alle capitanerie di porto.
Quando, allora, Becchetti paventa una scarsa attenzione del Governo alle esigenze del regionalismo, va considerato che anche a questo articolo (che, giova ricordarlo, è stato inserito successivamente) va riferita la battaglia sul federalismo e sul decentramento che i gruppi della Casa delle libertà conducono in maniera concreta in quest'aula. Anche in questo ambito, quindi, cari colleghi, non vanno introdotte modifiche di tal fatta: per tali ragioni, il gruppo di Alleanza nazionale voterà contro l'articolo 9.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 362
Astenuti 14
Maggioranza 182
Hanno votato sì 185
Hanno votato no 177).


