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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, annunzio il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia. Vorrei ricordare all'Assemblea che stiamo per approvare il disegno di legge di ratifica di un accordo stipulato fra l'Italia e l'Argentina, paese con il maggior numero di immigrati italiani. Si tratta di un accordo ad ampio raggio, che prevede incontri anche fra piccole e medie industrie, coinvolgendo altresì le regioni italiane, che vorremmo fosse ratificato prima del viaggio in Argentina del Presidente della Repubblica, previsto per il prossimo mese.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, annunzio che il gruppo di Alleanza nazionale voterà a favore del disegno di legge di ratifica al nostro esame. Colgo l'occasione per sottolineare quanto ci sia ancora da fare nei rapporti fra i due paesi, anche a causa di responsabilità italiane.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.
FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, annunzio il voto favorevole dei deputati del gruppo della Lega nord Padania su un provvedimento che, a nostro avviso, si sarebbe dovuto approvare prima al fine di agevolare il risanamento economico dell'Argentina che sta vivendo un periodo di sofferenza economica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pezzoni. Ne ha facoltà.
MARCO PEZZONI. Desidero innanzitutto ricordare che vi è stato il consenso del centro-destra e del centrosinistra nell'ambito della Commissione esteri della Camera su questo accordo di cooperazione privilegiata tra Italia ed Argentina per i motivi noti a tutti: una forte presenza italiana in quel paese, nonché l'importante svolta delle ultime elezioni. Ricordo anche che con la legge finanziaria, su iniziativa del centrosinistra ma con l'accordo di tutte le forze politiche della Commissione esteri, sono stati stanziati 9 miliardi soprattutto per i pensionati e gli indigenti dell'America latina. Ricordo altresì che la crisi economico-finanziaria di quel paese si sta aggravando e che la comunità internazionale sta intervenendo per diminuire l'enorme debito esterno dell'Argentina: invito dunque il Governo italiano a farsi carico di questo problema, che riguarda sia gli abitanti di origine italiana sia tutti gli altri cittadini di quel paese. È una questione di solidarietà internazionale, di nuova architettura internazionale, perché il debito esterno è, appunto, il fardello che spesso condanna i paesi del sud del mondo a non avere il ruolo e la dignità che loro spetta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rivolta. Ne ha facoltà.
DARIO RIVOLTA. È stato fatto riferimento al numero degli italiani presenti in Argentina: vorrei approfittare di ciò per chiedere al Governo se risulti che decine di migliaia di discendenti da antenati italiani residenti in Argentina abbiano chiesto al Governo italiano la riapertura dei termini per l'ottenimento del passaporto e, di conseguenza, della nazionalità italiana. Vorrei sapere se ciò sia vero e, qualora lo fosse, come il Governo intenda orientarsi su questo argomento.
PRESIDENTE. Non può chiederlo in questo momento, trovandoci in fase delle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Niccolini. Ne ha facoltà.
Vorremmo ricordare al Governo, come abbiamo già fatto in Commissione in sede di esame del provvedimento che l'Argentina sta attraversando un periodo di grave crisi economica che colpisce gran parte degli italiani che, in tempi passati, hanno contribuito alla ricchezza di quel paese. Pertanto, al di là del trattato che stiamo per ratificare, dovrà essere cura del Governo italiano intervenire con una serie di aiuti per aiutare la minoranza italiana che condivide con gli argentini le difficoltà economiche.
Invitiamo pertanto l'Assemblea ad approvare questo disegno di legge di ratifica.
Come diceva l'onorevole Niccolini, la comunità italiana sta attraversando un momento difficile. Ricordo che recentemente in Argentina c'è stata una grossa riduzione delle prestazioni assistenziali: infatti, per mantenere la «cura cavallo», vale a dire per mantenere la parità monetaria con il dollaro, si è operato un taglio forte all'assistenza pubblica. Questo ha creato notevoli problemi specialmente a quei cittadini che hanno ancora il passaporto italiano e che sono inevitabilmente anziani, in quanto l'emigrazione verso quel paese è avvenuta molti anni fa.
Questi i motivi per cui l'Italia deve dimostrare una grande attenzione nei confronti dell'Argentina. Purtroppo, deve essere notato che, al di là della buona volontà e dell'impegno della nostra rappresentanza diplomatica e consolare, la nostra presenza in Argentina è nettamente insufficiente alle necessità, specialmente per quanto riguarda le numerose richieste di nazionalità italiana avanzate negli anni scorsi.
Annunzio quindi, lo ripeto, il voto favorevole dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale, ma invito il Governo ad intervenire concretamente nel senso indicato.
Credo sia giunto il momento di tener conto dei problemi degli argentini di origine italiana che stanno vivendo un periodo di preoccupazione dal punto di vista economico dovuta essenzialmente alla carenza di lavoro.
Ricordo che abbiamo presentato dei progetti di legge regionali e che il Veneto è stata la prima regione a seguire questa direzione. Anche il Parlamento è interessato all'approvazione di disegni di legge che favoriscano l'accordo con i paesi extracomunitari, tra i quali è ricompresa anche l'Argentina, affinché essi collaborino per il controllo dell'immigrazione clandestina e favoriscano la concessione delle quote, tenendo in considerazione le origini per agevolare l'inserimento di cittadini extracomunitari che hanno ancora vive le loro radici.
In conclusione, nell'annunciare il voto favorevole del gruppo della Lega nord Padania, chiedo che sia tenuto in considerazione quanto da noi proposto.
Ricordo dunque al Governo l'impegno, che già altri paesi europei stanno assumendo assieme agli Stati Uniti, di partecipare alla redistribuzione, ristrutturazione e diminuzione del debito esterno dell'Argentina.
Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.


