Allegato A
Seduta n. 843 del 23/1/2001


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(Sezione 5 - Ristrutturazione del Banco di Sicilia)

E) Interpellanza

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che:
il Banco di Sicilia, anche a seguito del salvataggio operato nei confronti dell'ex Cassa di Risparmio per le province siciliane, si è trovato con l'essere controllato dal gruppo Banca Roma;
il gruppo titolare del pacchetto azionario di riferimento intende avviare in seno al Banco di Sicilia un piano industriale la cui attuazione contribuirà ulteriormente all'emarginazione della Sicilia ed al depotenziamento delle iniziative produttive degli operatori siciliani;
dall'incontro che i vertici bancari hanno avuto il 20 aprile 2000 con i sindacati del personale dipendente è emerso che la nuova gestione intende ridimensionare il personale dipendente di ben 1.050 unità, mentre per l'ingresso al Banco di Sicilia di unità giovani le prospettive a medio termine sono modestissime, essendo prevista l'assunzione di sole 250 unità;
non meno gravi si appalesano altre scelte in astratto definite quali «iniziative finalizzate allo sviluppo dell'efficienza» e che prevedono la riduzione del numero dei capizona da 24 a 12, con la scomparsa di sedi tradizionali del Banco di Sicilia quali quelle di Caltagirone, Termini Imerese, Sciacca, Lentini ed altre;
l'accorpamento, per esempio, della sede di Caltagirone a quella di Catania (il primo centro dista dal capoluogo 75 chilometri) contribuirà ulteriormente al degrado dell'hinterland calatino, che annovera quindici comuni per una popolazione complessiva di oltre 150.000 abitanti;
invero la sede di Caltagirone del Banco di Sicilia è stata finora il punto di riferimento della Agenzia per il patto territoriale per l'occupazione nel Calatino-Sud Simeto, in quanto la stessa sede ha svolto e svolge il duplice ruolo di concessionaria della predetta Agenzia di sviluppo integrato, nonché attività di valutazione dei progetti dei singoli soggetti interessati ai patti territoriali;
le soluzioni che la nuova dirigenza ha sottoposto ai sindacati nel corso dell'incontro del 20 aprile 2000, volenti o nolenti, sottrarrebbero, con l'estinzione della sede del Banco di Sicilia di Caltagirone, un «volano» per l'economia del Calatino-Sud Simeto, a tutto danno delle varie iniziative produttive che potrebbero sorgere nel quadro di quel patto territoriale i cui promotori hanno trovato finora nella sede calatina del Banco di Sicilia attività di consulenza;
si dice in Sicilia, con senso di invidia per le aree del centro-nord nelle quali le precipitazioni atmosferiche sono più regolari, che «lì sul bagnato ci piove!», con riferimento alle improvvide iniziative della nuova dirigenza, che vuole apportare 1.050 tagli al numero delle unità di dipendenti del Banco di Sicilia;
dobbiamo proprio constatare che il mondo bancario mette il proprio accanimento anziché sull'azione volta ad incrementare le unità occupate, nell'azione volta a far decrescere tale numero in una piaga che vede il tasso di disoccupazione al 24 per cento ed il tasso di disoccupazione giovanile al 75 per cento -:
se i fatti suesposti siano a conoscenza del Ministro interpellato;
se il ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica si sia


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attivato o si intenda attivare per evitare che iniziative nate sotto il segno del potenziamento dell'efficienza e dell'efficacia non abbiano a costituire esse stesse causa di maggiori inefficienze e di stimolo di maggiore inefficacia per zone che, quali la Sicilia ed il Calatino-Sud Simeto, costituiscono il «profondo sud» dell'Italia a velocità ridotta, rispetto all'Italia del Nord a doppia velocità.
(2-02413) «Garra».
(22 maggio 2000)