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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'unico ordine del giorno presentato (vedi l'allegato A - A.C. 6333 sezione 8).
Qual è il parere del Governo sull'ordine del giorno Tassone n. 9/6333-bis/1?
ALFIERO GRANDI, Sottosegretario di Stato per le finanze. Signor Presidente, questo ordine del giorno invita a compiere un'operazione che francamente mi sembra impraticabile, anche nell'ambito dei rapporti economici con l'Unione europea. Del resto, rischiamo di finire in una logica proibizionistica che renderebbe difficile anche il rapporto con i cittadini: qui parliamo di un prodotto che, bene o male, viene acquistato.
PRESIDENTE. I presentatori accolgono l'invito a ritirare l'ordine del giorno?
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, non posso accogliere l'invito al ritiro.
contrabbando, volontà che il Governo ha testé rivendicato in quest'aula, si preveda esplicitamente una sanzione che poi il Governo potrà modulare e graduare come vuole. Certamente, in questo modo si colpirebbe direttamente la radice di questa attività criminale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Veltri. Ne ha facoltà.
ELIO VELTRI. Signor Presidente, annuncio che voterò a favore dell'ordine del giorno presentato dall'onorevole Teresio Delfino, che chiede al Governo di interrompere la vendita di sigarette prodotte da multinazionali che forniscono, direttamente o indirettamente, i contrabbandieri. Se non chiediamo almeno questo al Governo, cosa possiamo chiedere?
PRESIDENTE. Onorevole Veltri, la prego.
ELIO VELTRI. Cominciate a piantarla, per favore!
PRESIDENTE. No, onorevole Veltri, non è il caso.
ELIO VELTRI. ...a quell'idiota che dice «basta» (Commenti)...
PRESIDENTE. Onorevole Veltri, la richiamo all'ordine per la prima volta.
ELIO VELTRI. ...che abbiamo il dovere di chiedere al Governo un impegno minimo quale questo, perché i dati che ci sono stati forniti dal servizio studi della Camera sui comportamenti delle multinazionali del tabacco sono sconcertanti, avvilenti e gravissimi: ne ho letti alcuni prima. Si può decidere di far finta di niente oppure, signor Presidente, si deve avere la consapevolezza che così facendo si finisce per trattare con associazioni criminali: gli Stati trattano con associazioni criminali! Così stanno le cose (Applausi del deputato Pace).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Domenico Izzo. Ne ha facoltà.
DOMENICO IZZO. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevole Teresio Delfino, possiamo essere rigorosi, ma non autolesionisti. Credo che l'ordine del giorno presentato dall'onorevole Teresio Delfino sia autolesionista, perché, essendo io un fumatore, mi piace un certo tipo di sigarette. Nel caso in cui non potessi più comprare presso i tabaccai questo tipo di sigarette, consegnerei alle organizzazioni di contrabbandieri il monopolio della vendita delle sigarette che a me piacciono. Pertanto, mi sembra assolutamente sbagliato ed autolesionista chiedere allo Stato di non vendere, tramite il proprio monopolio, i tabacchi delle multinazionali che alimentano il contrabbando. È sbagliato!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Villetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO VILLETTI. Ho ascoltato quanto affermato dall'onorevole Domenico Izzo e vorrei dire che non è una questione tra maggioranza e opposizione: quando vengono approvate le leggi, le conseguenze ricadono su tutti i cittadini.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Copercini. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI COPERCINI. È stupefacente vedere come ancora una volta il Governo dimostri di seguire la politica del doppio binario, ponendo molta attenzione a queste società multinazionali che alimentano senza ombra di dubbio i circuiti paralleli del contrabbando. Al riguardo fa testo quanto riportato dai media in questi giorni; e fanno testo anche tutte le denuncie circostanziate, con nomi e cognomi, che in questi ultimi anni sono pervenute al Parlamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saraceni. Ne ha facoltà.
LUIGI SARACENI. Questa discussione mi fa venire in mente che, in occasione di una sua audizione in Commissione giustizia, il comandante della Guardia di finanza, generale Mosca Moschini, alla mia domanda se il problema del contrabbando non fosse più opportuno risolverlo abolendo l'imposta perché una misura di questo tipo lo avrebbe reso non più conveniente, rispose che c'è un impegno di ordine morale a cui lo Stato deve far fronte e che in questi casi non si può fare un ragionamento soltanto di ordine economico e finanziario.
proposito del contenuto di questo ordine del giorno. Saranno senz'altro vere le ragioni economiche e sociali evidenziate da alcuni colleghi, in particolare dal collega Domenico Izzo, a proposito del grande svantaggio che ne deriverebbe per lo Stato, ma le ragioni morali per fare quanto richiesto da questo ordine del giorno ci sarebbero. Ecco perché credo che nella votazione dello stesso mi asterrò.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantovano. Ne ha facoltà.
ALFREDO MANTOVANO. Io invece annuncio, a nome di Alleanza nazionale, il voto favorevole su questo ordine del giorno, con una motivazione telegrafica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.
FRANCESCO BONITO. Presidente, il mio gruppo esprimerà voto contrario sull'ordine del giorno al nostro esame. La questione che esso pone è certamente spinosa e complessa, ma proprio perché tale, risulta assai difficile trovare una risposta altrettanto semplice. Impedire la commercializzazione dei tabacchi prodotti da talune marche comporterà una serie di conseguenze negative, forse assai maggiori di quelle che vogliamo, in qualche modo, contrastare. È chiaro che se impediamo la vendita di talune marche nel nostro paese, esse diventeranno oggetto di contrabbando negli altri paesi e noi saremo il ricettacolo di tutti i paesi confinanti e non risolveremo molto di questi problemi. Dobbiamo cercare soluzioni adeguate, anche al di fuori di suggestioni etiche, ma valutando gli obiettivi che intendiamo raggiungere e il modo migliore per farlo.
dei rapporti internazionali e dei rapporti giuridici con gli stessi produttori - quando potremo, attraverso questo strumento, constatare se si raggiungono gli obiettivi che ci siamo prefissati. Può darsi che sia poco, vuol dire che faremo qualcosa di più; anche in questo caso, si tratta di verificare sul campo l'efficacia e l'efficienza di alcune strumentazioni.
ALFIERO GRANDI, Sottosegretario di Stato per le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFIERO GRANDI, Sottosegretario di Stato per le finanze. Anzitutto, voglio dire che questo disegno di legge, al di là della discussione sull'ordine del giorno, resta a mio giudizio un provvedimento importante. Naturalmente, se esso viene attribuito soltanto a qualcuno, non fa altro che portare merito; tuttavia, voglio ricordare, per ragioni di equilibrio, che - per la verità - siamo giunti alla definizione di questo provvedimento anche con contributi di altri. Ritengo, quindi, sbagliato svilire ora il risultato di un disegno di legge importante come quello che la Camera sta per approvare.
PIERLUIGI COPERCINI. Sono comunque sanzioni ridicole!
ALFIERO GRANDI, Sottosegretario di Stato per le finanze. Su questo punto, pertanto, non vi erano posizioni politiche particolarmente diverse.
diversa. Ciò è stato già fatto, ma l'applicazione del relativo provvedimento, come è stato ricordato in precedenza, è stata bloccata perché, tra l'altro, aveva prodotto l'effetto esattamente opposto. In questo senso, non in altri, ho parlato di proibizionismo: proibire la distribuzione di un prodotto rischia di non produrre risultati ma, semmai, di indurre settori dell'opinione pubblica, anche se per natura del tutto oggettiva, per eterogenesi dei fini, a solidarizzare con le multinazionali, che magari sono responsabili del contrabbando.
PIERLUIGI COPERCINI. Un colpo al cerchio ed uno alla botte!
ALFIERO GRANDI, Sottosegretario di Stato per le finanze. Anche questa mattina il ministro delle finanze ha ribadito, in una conferenza stampa, tali responsabilità, ma cosa diversa è, sul lato dei cittadini, intervenire con provvedimenti che rischiano di far mancare un prodotto che, come sostiene giustamente il ministro Veronesi, nuoce alla salute, ma che tanti cittadini vogliono acquistare. Proibire non aiuterebbe a fare passi in avanti in tale direzione.
PRESIDENTE. I presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Tassone n. 9/6333-bis/1?
TERESIO DELFINO. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
È così esaurita la trattazione dell'unico ordine del giorno presentato.
Per queste ragioni chiederei il ritiro dell'ordine del giorno, che in ogni caso non potrebbe essere accolto dal Governo.
Debbo sentire dal sottosegretario delle osservazioni stupefacenti: qui non c'è alcuna logica proibizionistica, c'è la richiesta al Governo di un impegno, visto che proprio con l'articolo 7 ha rivendicato un ruolo nell'azione di controllo e di supporto, anche rispetto alla trasformazione in atto di tutti i monopoli. Noi chiediamo allora al Governo di impegnarsi autorevolmente in quest'aula ad interrompere ogni attività di vendita di sigarette delle multinazionali che riforniscono direttamente o indirettamente i contrabbandieri, andando così all'origine del contrabbando. Questi contrabbandieri, infatti, i prodotti li vanno a comprare da qualche parte, non è che glieli forniamo noi: si riforniscono da questi produttori esteri. Allora, se c'è davvero la volontà di contrastare il
È stato detto anche in quest'aula che siamo di fronte ad una escalation del contrabbando di tabacchi lavorati, che ha portato - e noi lo ricordiamo nell'ordine del giorno - anche alla morte di due finanzieri impegnati nel contrasto di questa attività illegale. Non possiamo quindi pensare che di fronte ad eventi così gravi il Governo rinunci ad andare alla fonte e a prendere provvedimenti nei confronti di quei produttori che non si attengono ad un rapporto corretto con il nostro paese. L'azione può giungere fino alla sospensione di tutti i contratti, in virtù di un danno che viene provocato al nostro paese, anche in termini di incremento della criminalità.
Sono queste le motivazioni dell'ordine del giorno e quindi sono assolutamente stupito nel sentire che verrebbe respinto perché presenterebbe un'impostazione di tipo proibizionista: non c'è alcuna volontà proibizionistica, ma soltanto l'intendimento di far assumere al Governo l'impegno a colpire all'origine questo tipo di attività illegale.
Credo che questo sia un impegno minimo da chiedere al Governo e mi meraviglio... Chi dice «basta»?
Stavo dicendo a quell'idiota che dice «basta»...
Per questa ragione e non per un certo pregiudizio o per voler essere lassisti, ma semplicemente per essere più rigorosi di quanto chiede l'onorevole Teresio Delfino, annuncio che voteremo contro questo ordine del giorno, qualora fosse posto in votazione.
Ritengo assolutamente evidente che proibire la vendita di una marca di sigarette, data l'affezione che si ha nei confronti di alcune marche, finisca per alimentare il mercato clandestino.
Vorrei ricordare che in passato una certa marca di sigarette fu esclusa dal mercato e durante tutto il periodo di esclusione se ne sviluppò la vendita clandestina: un pacchetto di sigarette di quella marca arrivò a costare addirittura il doppio di quanto veniva pagato dal tabaccaio. Distinti professionisti e cittadini appartenenti al ceto medio, assolutamente dignitosi, volendo fumare quella marca di sigarette, si rivolsero al contrabbando.
Mi sembra dunque che questa sia una contraddizione. Si stabiliscano pure delle multe, delle sanzioni nei confronti di queste società ma non ci si muova in una direzione che è veramente controproducente! Invito pertanto i colleghi ed in particolare l'onorevole Teresio Delfino, che so essere persona sensata, a ritirare questo ordine del giorno per non arrivare ad una decisione che penso veramente che la Camera non dovrebbe prendere.
Ora, se il Governo assumesse un impegno, magari non nei termini così perentori configurati dai presentatori dell'ordine del giorno, a perseguire coloro che volontariamente ma anche con un proprio tornaconto economico non indifferente alimentano i circuiti paralleli del contrabbando, significherebbe che lo Stato non è correo di questa attività.
Che lo Stato sia correo l'ho già detto prima e lo ripeto adesso. Non prendere in considerazione un ordine del giorno che tende a contrapporre a questa volontaria azione criminale delle multinazionali un'azione di ritorsione, che è legittimo che lo Stato attivi, anche per tutelare le proprie finanze, significa mettersi dalla parte della delinquenza internazionale e dare una mano al riciclaggio e a quelle attività in cui vengono utilizzati i proventi del contrabbando.
Mi chiedo se un interrogativo del genere non ce lo dobbiamo porre anche a
Le multinazionali del tabacco cedono il loro prodotto alle organizzazioni criminali e questo è un dato assodato a tal punto da aver determinato l'iniziativa della Commissione europea a cui ho fatto prima riferimento.
Questa cessione si inserisce in un traffico che genera enormi proventi e che finanzia altre organizzazioni criminali. A fronte di questo, l'ordine del giorno propone una sanzione che non è lieve; aggiungo che è l'unica sanzione praticabile nei confronti delle multinazionali che si comportano in questo modo, interrompendo il flusso di rifornimento del tabacco nei confronti di chi lo utilizza regolarmente.
Qual è l'alternativa? È l'assenza di sanzioni sul piano internazionale. Vedremo quale esito avrà l'iniziativa della Commissione europea.
L'alternativa, qualora non vi sia un'attività di collaborazione da parte dei produttori sul suolo nazionale, è una sanzione amministrativa che, come stabilisce il comma 6 dell'articolo 6, introdotto dall'articolo 7 del disegno di legge in discussione, va da 300 milioni ad un miliardo, che è un'inezia rispetto al complesso dei proventi delle organizzazioni criminali, ma anche delle multinazionali del tabacco. Ritengo veramente sconcertante che un parlamentare - non so a quale gruppo appartenga - dichiari che, se non trova il pacchetto di sigarette con il bollino del monopolio di Stato dal tabaccaio, lo compra dal contrabbandiere. A fronte di questa dichiarazione, ritengo che tutto ciò di cui abbiamo discusso sia del tutto inutile.
In questo provvedimento vi è un tentativo serio in questo senso, perché l'articolo 7, sul quale abbiamo discusso e rispetto al quale non abbiamo trovato il consenso raggiunto su altre parti del provvedimento, fa un passo in avanti nella direzione di identificare in modo certo la produzione di tabacchi che poi saranno oggetto di attività di contrabbando. Già questo è un passo importante e decisivo ed ha ragione l'onorevole Mantovano quando afferma che è assolutamente certo che le multinazionali foraggiano e danno il prodotto che poi è oggetto dell'attività di contrabbando; su questo non vi possono essere dubbi. Tuttavia, avremo la certezza di tutto ciò - che per ora non è una certezza giuridica né verificabile sul piano
Sottopongo ai colleghi queste riflessioni che non vogliono essere di contrarietà rispetto alle giuste esigenze che il collega ha racchiuso nella sua proposta di ordine del giorno. Sottolineo la complessità e l'articolazione del problema, quanto sia difficile trovare una vera soluzione e come dobbiamo rifuggire dal tentativo di semplificare le soluzioni rispetto a problemi complessi.
Devo respingere l'idea, avanzata da qualcuno, che dietro il parere negativo espresso dal Governo sull'ordine del giorno al nostro esame vi sia una benevolenza verso le multinazionali quando hanno responsabilità nel contrabbando. In primo luogo, perché se l'Unione europea ha deciso il provvedimento di messa sotto accusa delle multinazionali, lo si deve anzitutto al contributo dato dal Governo italiano. In secondo luogo, perché il Governo italiano ha già dichiarato che affiancherà l'Unione europea. Pertanto, lodare l'Unione europea e dimenticare il Governo italiano è una strana operazione di natura propagandistica e, naturalmente, non fondata.
Per ciò che riguarda il significato di tale ordine del giorno, potrebbe mai un ordine del giorno autorizzare il Governo ad assumere provvedimenti che potrebbero essere impugnati avvalendosi degli strumenti di tutela e garanzia della concorrenza nell'Unione europea? Potrebbe un ordine del giorno sostituire una norma di legge, sempre che questa non venisse impugnata dinanzi alla Corte di giustizia dell'Aia? Evidentemente no.
Vi era tutto il tempo, anche in Commissione, di presentare eventuali emendamenti: sarebbe stato - al riguardo ha ragione l'onorevole Bonito - un modo molto più chiaro e corretto per discutere, perché avremmo ragionato su norme legislative, non su un ordine del giorno che, tra l'altro, ha il difetto di dichiarare un obiettivo che non è in grado di perseguire proprio per sua natura.
Dal punto di vista del merito, poi, dobbiamo colpire coloro che sono collusi in qualunque forma, personale o organizzativa, nel reato di contrabbando. In questo provvedimento è chiaro come vengano coinvolte le responsabilità personali, anche con le aggravanti indicate. Le società sono ugualmente coinvolte da norme che, appunto, riguardano le società stesse, sottoposte ad obblighi e sanzioni. Voglio dire all'onorevole Mantovano che, in Commissione, non vi è stata una discussione particolarmente accesa sulla gravità delle sanzioni, perché nessuno era contrario a sanzioni pesanti ma, ovviamente, ragionevoli, ossia in grado di essere effettivamente applicate.
Proibire il prodotto, ossia interrompere la distribuzione, è cosa completamente
Di conseguenza, facciamo bene ad attestarci su una linea di duro contrasto al contrabbando, anche delle multinazionali, che sicuramente, come abbiamo denunciato, hanno le loro responsabilità.
Anche dopo questa discussione, ribadisco di non accettare l'ordine del giorno Tassone n. 9/6333-bis/1.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Tassone n. 9/6333-bis/1, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 387
Astenuti 11
Maggioranza 194
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 212).


