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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento nel suo complesso si apre - come del resto dice il titolo - con una norma che prevede l'aumento del ruolo organico della magistratura. Se è vero quanto abbiamo affermato inizialmente (cioè che è fuori discussione la necessità di un ampliamento dell'organico) e se è vero che semmai c'è ragione di recriminare perché il Governo non vi ha provveduto per tempo nell'attuale legislatura, ciò non toglie che non si possa che essere favorevoli (sia pure sullo spirare della legislatura) a tale misura in sé e per sé.
forensi, che sono state consultate - sui meccanismi di immissione di una quota di esercenti la professione forense nei ranghi della magistratura. Quindi, dopo aver ribadito che siamo senz'altro favorevoli al principio dell'immissione di quote di avvocati nei ranghi della magistratura, abbiamo però denunciato il fatto che non si siano nemmeno dimostrate la coerenza e la decisione di scegliere tra il meccanismo dell'immissione per titoli e per curriculum degli avvocati candidati appunto a fare ingresso nella magistratura e l'altro criterio, quello del concorso, che non può assolutamente essere più oneroso e più rigoroso rispetto a quello dei magistrati, nel momento in cui agli avvocati si chiede anche di aver esercitato la loro professione per un certo numero di anni.
PRESIDENTE. Onorevole Benedetti Valentini, lei ha dieci minuti a disposizione, ma non può tutte le volte sforare i tempi.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. ...non è certamente una scelta coerente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gazzilli. Ne ha facoltà.
MARIO GAZZILLI. Signor Presidente, annuncio che il gruppo di Forza Italia si asterrà dal voto finale del disegno di legge concernente l'aumento del ruolo organico e la disciplina dell'accesso in magistratura.
più ampiamente illustrate in precedenza, dissociamo le nostre responsabilità da quelle della maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Copercini. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI COPERCINI. Presidente, colleghi, signori rappresentanti del Governo, l'aumento del ruolo organico e la disciplina dell'accesso in magistratura sono gli argomenti di questo disegno di legge.
razzie mercenarie nel settore spesso sferrate per finalità che non corrispondono all'effettività del servizio e della giustizia.
PIERLUIGI COPERCINI. Alla luce delle modifiche introdotte, il provvedimento, pur condivisibile a nostro avviso, desta perplessità in ordine ad alcuni punti di notevole rilievo, taluni dei quali li abbiamo già rilevati. Mi riferisco, ad esempio, alla mancata previsione di un incremento del personale ausiliario, sottaciuta per difficoltà economiche ed organizzative, per «incroci» con altri provvedimenti. Non si riesce mai a fare qualcosa di organico, nel quale i tasselli del puzzle combacino e formino un quadro d'insieme credibile.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parenti. Ne ha facoltà.
TIZIANA PARENTI. Signor Presidente, i deputati del gruppo misto-Socialisti democratici italiani voteranno a favore di questo provvedimento che, sicuramente, presenta aspetti positivi; d'altra parte, non
lo si può interpretare diversamente dalle sue finalità: aumento del ruolo organico e disciplina dell'accesso in magistratura.
l'aumento del numero dei magistrati possa fare questi miracoli! Il numero è sicuramente importante, ma esso non risolve necessariamente i problemi di un funzionamento, di una risposta e quindi di una qualità della risposta-giustizia, che i cittadini si attendono. Spesso, anzi, è il numero che in qualche modo rende meno efficace e meno efficiente la risposta giudiziaria o, comunque, riduce le speranze sulla sua qualità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Miraglia Del Giudice. Ne ha facoltà.
NICOLA MIRAGLIA DEL GIUDICE. Signor Presidente, indubbiamente la collega Parenti nel chiudere il suo intervento diceva una cosa giusta: non è probabilmente sufficiente un intervento legislativo per migliorare i tempi e i contenuti, forse, della giustizia, ma occorrerebbero delle modifiche di carattere costituzionale. Faccio presente che in questa legislatura si era cercato di addivenire a delle riforme di carattere costituzionale. Ciò non è riuscito, per cui, in mancanza di riforme costituzionali, era indispensabile intervenire con provvedimenti legislativi a fronte di una situazione della giustizia che sicuramente presentava e presenta delle carenze che un legislatore attento e serio non poteva non vedere e quindi non poteva non intervenire.
che svolge regolarmente. Sarà la pratica di tutti i giorni a darci una risposta su quello che, al momento, si presenta come un quesito di non facile soluzione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Borrometi. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORROMETI. Signor Presidente, siamo di fronte ad un provvedimento di grande utilità, che ritengo possa affrontare e risolvere una parte dei problemi che più volte abbiamo lamentato, alla base dei quali, come abbiamo avuto più volte modo di sottolineare, vi è l'inadeguatezza del ruolo organico della magistratura.
vengono utilizzati per la correzione degli elaborati, che credo garantiranno che le valutazioni avvengano in tempi accettabili.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saponara. Ne ha facoltà.
MICHELE SAPONARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido l'indicazione di astenersi dal voto formulata dal collega Gazzilli a nome del gruppo di Forza Italia. Vorrei però aggiungere alcune considerazioni. Che la crisi della giustizia fosse da attribuire non solo a carenze strutturali, ma anche e soprattutto a carenze di organico è un fatto risaputo, scontato e denunziato da tanti anni. Il fatto che non si sia intervenuti prima è dovuto anche all'opposizione dell'Associazione nazionale magistrati, che vedeva nell'aumento dell'organico una diminuzione del proprio potere contrattuale, di casta e di status.
mentre dobbiamo assistere ad una riduzione, addirittura, del periodo previsto per l'uditorato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bastianoni. Ne ha facoltà.
STEFANO BASTIANONI. Signor Presidente, colleghi, pochi giorni fa si è tenuta qui a Roma, così come in tutte le corti d'appello d'Italia, la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. È stata un'occasione importante per fotografare lo stato della giustizia nel nostro paese ed è emersa, nella relazione del procuratore generale presso la Corte di cassazione, come nelle diverse relazioni dei procuratori generali presso le corti d'appello, l'esigenza di accelerare, di accrescere la funzionalità del sistema giudiziario italiano nel suo complesso. D'altra parte, anche a livello europeo il nostro paese è stato più volte richiamato, anzi condannato, per la lentezza dei procedimenti giudiziari. È altresì vero che, sempre a livello europeo, anche recentemente è stato espresso apprezzamento per le misure che il Governo e questo Parlamento hanno introdotto nell'ordinamento del nostro paese per accrescere questa funzionalità, per migliorare l'efficienza della giustizia italiana.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marotta. Ne ha facoltà.
RAFFAELE MAROTTA. Signor Presidente, egregi colleghi, può essere apparsa eccessiva, sotto il profilo emotivo, la mia partecipazione a questo dibattito. Io sono un ex magistrato che ha speso la vita nell'esercizio di questa funzione e non vorrei averla spesa invano o quanto meno vorrei averne la speranza.
troppo l'Associazione magistrati non è stata del mio stesso avviso e, se oggi registriamo questa situazione di disastro, la responsabilità non può che ricadere in gran parte proprio su tale associazione.
riferire alla magistratura inglese ma in quel paese i magistrati sono quasi tutti onorari. Dunque, quell'esempio non ha valore perché non è possibile paragonare realtà diverse. Nella magistratura inglese soltanto i giudici sommi sono togati, di carriera, perché tutti gli altri, che sono ben 24-25 mila, sono giudici cosiddetti onorari, chiamati giudici di pace.
PRESIDENTE. No, non è eccessiva, ma se la spiega, eccede.
RAFFAELE MAROTTA. Ciò è dovuto al fatto che avendo speso un'intera vita per la magistratura, vorrei avere la speranza di poter dire di non averla spesa invano.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parrelli. Ne ha facoltà.
ENNIO PARRELLI. Signor Presidente, signori colleghi, cercherò di essere più breve possibile, per un dovere verso i lavori dell'Assemblea.
fosse presa dieci mesi dopo la notifica dell'atto introduttivo perché quei magistrati all'epoca, ahimè lontana, avevano trecento cause sul ruolo; oggi, e mi riferisco solo alla parte civile, ne hanno 1.800 e ciò rende improduttiva la loro attività. Non voglio fare riferimenti polemici richiamando le statistiche della benemerita associazione magistrati in pensione che ci ha illuminati dimostrando che la redditività del magistrato, in media, è di 55 sentenze all'anno; è una produttività che manderebbe a ramengo - direbbero gli amici della Lega - o in fallimento - dico io - qualsiasi azienda. Lasciamo stare questi aspetti un po' polemici, ma tale riferimento mi serve perché forse il collega Marotta, quando sostiene che i correttori esterni non avrebbero tempi sufficienti, ha in mente la produttività non sua ma dei suoi colleghi, che è estremamente bassa; «l'esterno», chi è abituato a misurarsi con la quotidiana esigenza del pubblico, verso cui risponde personalmente, ha una produttività di ben altro livello.
MARIO GAZZILLI. Tra un paio d'anni provvederemo ad un'altra abrogazione!
ENNIO PARRELLI. Per quanto riguarda la critica relativa alla riduzione della durata del tirocinio, a parte la modesta entità della stessa, che ho già sottolineato in sede di esame degli emendamenti, essa è ampiamente compensata dai corsi obbligatori.
MARIO GAZZILLI. Non ho detto questo!
ENNIO PARRELLI. ...dimenticando che proprio in sede di Commissione è stata ampiamente recepita una serie di emendamenti presentati dall'opposizione.
PRESIDENTE. Calma, colleghi!
ENNIO PARRELLI. Voglio concludere su questo aspetto richiamando per la seconda volta l'intervento dell'onorevole Mancuso, che è stato di alto livello culturale e politico; e si iscrive nella scia di quello che è stato il provvedimento dell'articolo 106 della Costituzione - che abbiamo attuato per le magistrature di legittimità - con l'ingresso degli avvocati. Questo avverrà anche per la magistratura di merito e non sarà cosa di poco momento, perché saranno immesse nei ranghi della magistratura persone che hanno visto dall'altra parte del tavolo, dalla parte del cittadino, gli effetti dell'amministrazione della giustizia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Albanese. Ne ha facoltà.
ARGIA VALERIA ALBANESE. Presidente, ho chiesto la parola solo per dichiarare il voto favorevole dei Democratici su questo disegno di legge che noi riteniamo molto positivo, perché consente di dare una prima risposta ad un problema che è spesso causa dell'inefficienza della macchina della giustizia: quello delle carenze degli organici nelle procure.
PRESIDENTE. Dicevo che la facondia del foro ci dice che, dopo questa votazione, dovremo sospendere i nostri lavori.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benedetti Valentini. Ne ha facoltà.
Lo stesso dicasi per l'articolo 2 che, sia pure in mancanza dell'accoglimento del mio emendamento, tendente ad abbassare a 150, anziché 200, il numero dei magistrati adibiti a funzioni non giurisdizionali, quanto meno stabilisce un tetto per il numero dei magistrati che vengono sottratti, appunto, alle loro precipue funzioni. Quindi non si può che essere favorevoli, sia pure con le riserve e le più che fondate recriminazioni che ho esposto, alla parte iniziale del provvedimento.
Non possiamo tuttavia non dolerci per l'andamento della discussione generale ed anche del lavoro svolto questa mattina, in cui ci siamo confrontati e abbiamo visto sostanzialmente respingere tutti gli emendamenti (per cui credo che le illusioni di qualche collega dell'opposizione in buona fede siano cadute via via che si è proceduto nelle votazioni), trovandoci di fronte ad un'assoluta blindatura del provvedimento, come è ormai nelle peggiori tradizioni della maggioranza parlamentare in questa legislatura, di tal che neanche gli emendamenti più ragionevoli e più funzionali ad un buon conseguimento dei risultati voluti hanno potuto trovare accoglimento.
Abbiamo quindi ragione di essere molto scontenti relativamente a passaggi importanti del testo: non solo, ripeto, per quanto riguarda il numero massimo di magistrati che possono essere distolti dalle loro funzioni, ma anche perché, come ho avuto modo di esporre illustrando gli emendamenti, siamo contrari al meccanismo dei magistrati distrettuali di cui all'articolo 4. Riteniamo che esso porterà ad una sottoutilizzazione dei magistrati e che darà anche luogo a delicati problemi e ad interferenze con il meccanismo delle tabelle infradistrettuali.
Mentre ci siamo dichiarati favorevoli alla tipologia dei casi di cui all'articolo 5, per i quali si dovrebbero impiegare questi magistrati distrettuali, assolutamente non siamo favorevoli al contenuto dell'articolo 7, che prevede programmaticamente una sorta di utilizzazione arbitraria per un verso e - per quanto concerne il comma 2 - di sottoutilizzazione o di utilizzazione impropria dei magistrati.
Non siamo poi stati minimamente ascoltati nel concreto, perché non è stata accolta alcuna parte delle nostre indicazioni, relativamente alle modalità di selezione dei magistrati. Su questo direi che abbiamo speso le parole più dure, più forti e più argomentate. Non ci siamo espressi a colpi di slogan, ma dimostrando in vari passaggi che in questo modo viene largamente compromessa la serietà dei concorsi, perché il meccanismo dei correttori esterni è tale da degradare la qualità del concorso stesso in termini di attendibilità e di omogeneità della valutazione e, infine, di perdita della collegialità, tutte garanzie alle quali questo provvedimento rinuncia volutamente, con conseguenze sicuramente molto gravi. Abbiamo anche sottolineato che è il testo stesso a denunciare la rinuncia alla selezione qualitativa, se è vero che si concepiscono addirittura immissioni di magistrati non giudicati idonei (perfino questo, il che è un assurdo ed è una contraddizione in termini) e in molti casi si prevedono addirittura prove di concorso di numero e qualità inferiori a quello dei normali concorsi in magistratura. Peggio ancora, si prevede addirittura la riduzione del periodo di uditorato, rinviando ad improbabili e inattendibili corsi - che io ho chiamato «di recupero» -, assestando un ulteriore colpo alla credibilità della selezione.
Non vi è inoltre condivisione - e questo in sintonia con le organizzazioni
È stato respinto anche un emendamento dell'onorevole Gazzilli - che riguardava forse un aspetto non principale, anche se non trascurabile - che prevedeva titoli di priorità per coloro che avessero esercitato, di fatto, funzioni giurisdizionali nella magistratura onoraria.
Si tratta di norme, quindi, che ci fanno veramente dubitare dell'efficacia del provvedimento e della sua congruità. Non sono stati neanche fissati - nonostante l'appello lanciato dalla stessa Commissione - riferimenti temporali precisi per l'espletamento dei primi concorsi e per l'immissione effettiva, reale e concreta di magistrati per sopperire alle gravi carenze con cui ci dobbiamo confrontare.
In conclusione, condividiamo la finalità del provvedimento - ci mancherebbe altro! - e le norme relative alla prevista immissione di mille unità - vedremo se, come e quando -, ma non condividiamo affatto, per ragioni concrete e profondamente motivate, argomentate e supportate dall'esperienza pratica, i meccanismi, le procedure, i criteri ed i parametri con i quali l'obiettivo dovrebbe essere perseguito.
Vorrei concludere dicendo che molte volte alcuni esponenti della maggioranza di Governo hanno sottolineato il fatto che questo provvedimento rappresenta il tassello di un disegno più ampio che la maggioranza di sinistra-centro sta portando avanti in questi anni: a nome del gruppo di Alleanza nazionale devo contrappormi a questa tesi, perché proprio i dibattiti svoltisi in questi giorni in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario presso le singole corti - che sono rituali, ma che hanno una loro sostanza, visti i dati che sottopongono al nostro esame critico - hanno denunziato l'eccessività dei provvedimenti di legge licenziati in riferimento all'illeggibilità di un disegno organico e coerente che li leghi l'uno all'altro, rendendoli coerenti fra di loro. La maggior parte degli operatori del settore ha dimostrato l'irrintracciabilità di un disegno organico ed omogeneo sotto questo profilo. Chi ha voluto sottolineare i risultati positivi, dal punto di vista qualitativo e numerico, conseguiti grazie all'azione svolta negli ultimi due anni è stato clamorosamente smentito sia dall'aumento dei tempi medi registrati nell'espletamento della procedura sia dalla grave e sconfortante considerazione che i cittadini non denunziano più i reati e che non si può certamente risolvere il problema dicendo che grazie alla depenalizzazione non esistono più procedimenti penali o che, avendo scoraggiato i cittadini dall'adire la giustizia civile, non esiste più la materia del contenzioso civile o che essa sia diminuita.
Quindi questo disegno non si ravvisa ed arrivare alla fine della legislatura con un provvedimento indubbiamente abborracciato volto ad aumentare l'organico...
Annuncio quindi che il mio gruppo si asterrà dal voto sul complesso del provvedimento.
Come ho già detto in discussione generale, molti sono gli aspetti positivi del disegno di legge in questione che, oltre tutto, rispetto al testo licenziato dal Senato ha subito non pochi miglioramenti.
È appena il caso di ricordare che la principale misura a sollievo della nostra disastrata giustizia consiste in un apprezzabile aumento dell'organico della magistratura il quale, tuttavia, sarà ancora inadeguato in relazione alle prorompenti esigenze del settore e neppure corrisponderà agli auspici degli operatori più avveduti.
Trattasi di una decisa inversione di tendenza, nell'atteggiamento sinora tenuto dai gestori della cosa pubblica, che trova riscontro nella limitazione a 200 unità dei magistrati utilizzabili in funzioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie e, dunque, in un'ottica di recupero spinto delle risorse umane ai compiti propri delle rispettive qualifiche.
Non del tutto negativa appare la istituzione delle piante organiche dei magistrati distrettuali che, completando il meccanismo delle tabelle infradistrettuali previsto dalla legge n. 133 del 1998, consentirà di risolvere con tempestività le disfunzioni correlate all'assenza ovvero alla temporanea insufficienza del personale di magistratura in qualsiasi ufficio del distretto.
Inoltre, nulla abbiamo da eccepire in merito alle disposizioni attinenti all'espletamento delle prove scritte in sedi periferiche, alla costituzione di sottocommissioni ed alla quantità delle correzioni e degli esami orali da espletare mensilmente, essendo più che evidente la condivisibile intenzione di affrettare lo svolgimento delle operazioni concorsuali, che è divenuto ormai intollerabilmente lungo.
A tal fine il Governo ha deliberato di prevedere anche la nomina di correttori esterni, già praticata in altri paesi, ma proprio a proposito di questo nuovo istituto si sono registrate forti resistenze sul rilievo che esso potrebbe determinare gravi inconvenienti di carattere organizzatorio e pregiudicare la trasparenza dei concorsi per la mancanza di collegialità e di imparzialità del giudizio, mentre le esigenze di speditezza delle operazioni concorsuali potrebbero essere facilmente soddisfatte con il semplice incremento numerico dei componenti le commissioni esaminatrici.
Ma la maggioranza ha inteso mantenere l'istituto, così come è stato mantenuto il testo adottato dalla Commissione giustizia relativamente ai requisiti dei correttori esterni che tuttora restano determinati in maniera assai generica ed elastica, senza possibilità di apprezzamento discrezionale da parte degli organi competenti alla nomina, cioè dei consigli giudiziari, almeno per quel che concerne gli avvocati e i professori universitari.
Infine, per quanto riguarda il concorso riservato agli avvocati, nessuna delle modifiche proposte da Forza Italia è stata approvata in quest'aula.
Il requisito per l'accesso, quindi, resta fissato in cinque anni di esercizio della professione o di funzioni giudiziarie e, dunque, rimane eccessivo e privo di giustificazione se si considera che il concorso si articola su tre prove scritte ed una prova orale aventi difficoltà pari se non superiori a quelle previste per il concorso ordinario.
Resta fermo il disposto dell'articolo 81 e cioè l'espletamento di concorsi facilitati nella prima applicazione della legge nonché il potere del ministro della giustizia di immettere nei ruoli i candidati non idonei per difetto del punteggio complessivo minimo che abbiano, però, riportato la sufficienza in tutte le prove.
Sulla violazione del principio di eguaglianza e sulla mancanza delle garanzie di capacità e di preparazione che ogni concorso dovrebbe offrire non è il caso di interloquire.
In questo demagogico guazzabuglio non intendiamo essere coinvolti e, pertanto, per le ragioni esposte e per quelle
La proposta dell'aumento del ruolo organico è da noi in larga parte condivisibile; l'abbiamo sempre ritenuta necessaria, indispensabile, senza con ciò entrare nel merito specifico di quanto previsto da provvedimento in esame. Del resto si tratta di una esigenza che si riallaccia a quanto da sempre non solo noi affermiamo (lo hanno detto infatti anche eminenti personaggi del mondo giurisprudenziale e le relazioni, che di anno in anno vengono fatte, sottolineano lo stato deficitario dell'amministrazione della giustizia). Dunque un aumento del ruolo organico ben venga, anche se bisognerà analizzare le modalità con cui ciò avverrà, alla luce della normativa che stiamo per approvare.
Deve essere innanzitutto chiarito che, più che un aumento, si renderebbe necessario realizzare una migliore razionalizzazione degli organici in grado di ridurre la forbice tra l'organico e il numero dei magistrati effettivamente in servizio; abbiamo ascoltato dati relativi a malattie, distacchi e assenze dal servizio. Le assegnazioni corrispondono ad esigenze reali, ma gli aumenti dovrebbero avvenire dopo una chiara e sicura elaborazione degli indici di lavoro che riesca a definire, con un'accettabile approssimazione, le esigenze vere ed effettive degli uffici giudiziari. Bisogna augurarsi che le nuove assegnazioni, che l'aumento di organico comporta, e il relativo passaggio di ruoli corrispondano ad una revisione degli organici sulla base di questi nuovi indici quanto più possibile oggettivi e trasparenti, cosa che in Italia, di solito, è molto difficile da ottenersi.
Si deve anche sottolineare la necessità che ogni aumento dell'organico sia accompagnato dalle dotazioni di personale e di strutture, altrimenti vi sarà il rischio di perpetuare una concezione vecchia e superata della magistratura. Oggi il magistrato dovrebbe essere di stimolo e coordinatore dell'attività di un ufficio che lo vede in primis responsabile e non factotum, come spesso lo individua, nelle sue funzioni, questo disegno di legge.
Molte disposizioni del provvedimento corrispondono ad esigenze reali ed urgenti; è senz'altro indispensabile sbloccare l'attuale paralisi dei concorsi in magistratura per giungere in tempi brevi alla copertura delle vacanze; viceversa, stabilire un ordine puntuale e dettagliato di norme potrebbe comportare, addirittura, un peggioramento delle condizioni. Sotto questo punto di vista, è senz'altro auspicabile che l'inserimento degli avvocati in magistratura avvenga attraverso una razionale riflessione e che siano approvate norme in grado di garantire la professionalità dei nuovi giudici reclutati mediante un unico severo concorso uguale per tutti. Ciò nel supremo interesse dei cittadini e della giustizia.
La scelta di riservare una quota agli avvocati contribuisce all'idea unitaria di giurisdizione fra avvocatura e magistratura, entrambe protagoniste, auspicabile da sempre o che noi, perlomeno, così riteniamo. Al Senato abbiamo espresso un voto favorevole su questo disegno di legge ma, in questa sede, modificheremo la nostra posizione, anche alla luce delle gravi turbative - di cui ho avuto modo di parlare in occasione del dibattito sull'impianto emendativo - che sono giunte dall'Associazione nazionale dei magistrati e dall'Unione delle camere penali. Ciascuno considera la giustizia, per così dire, come un proprio territorio di caccia; noi della Lega nord Padania la intendiamo, invece, come il supremo servizio che lo Stato deve rendere al cittadino; pertanto, mal sopportiamo queste intrusioni e queste
Durante l'esame in Commissione, sono state decise alcune modifiche al testo che riguardavano, innanzitutto, la decisione di non stabilire un termine temporale per il primo concorso riservato ai legali originariamente fissato per il 2003, ma di agganciarsi al concreto funzionamento delle scuole di specializzazione legali post lauream; l'istituzione di un gruppo di magistrati, in sede distrettuale, per coprire le vacanze temporanee; l'aumento di 1.000 unità dell'organico della magistratura; la modifica delle regole sui concorsi, con l'eliminazione della prova informatica per l'accesso in magistratura (ogni tanto previsioni cervellotiche compaiono per il breve balenare di un lampo); nuove misure per accelerare l'iter dei concorsi, come l'introduzione dei correttori esterni, che potranno anche essere avvocati patrocinanti presso le giurisdizioni superiori; la nomina di sottocommissioni; la riserva del 10 per cento dei posti messi a concorso a favore dei legali che vantino cinque anni di professione ed un'età non inferiore ai quarantacinque anni.
LUCIANO VIOLANTE (ore 12,30)
L'incremento del personale ausiliario è indispensabile, così come l'aumento dei giudici, togati e non, che esercitano la giurisdizione. Tuttavia, l'aumento dell'organico dei magistrati, seppur sostanzioso, non garantisce affatto che siano corrette le attuali storture della disciplina, quale, ad esempio - il Presidente Violante ne è stato testimone con le sue affermazioni dei giorni passati -, l'eccessiva lunghezza dei tempi oggi necessari per l'espletamento della giurisdizione e dei concorsi stessi, un fatto scandaloso in un paese che si ritiene civile e che ha a disposizione una massa intellettuale notevole.
Qualche dubbio ha suscitato in noi anche la previsione dei correttori esterni, seppure suffragati da esperienze à l'étranger, all'estero, per l'esattezza in Francia. Ricordiamoci che l'Italia è un paese bizantino, che ha una burocrazia ed un'organizzazione contorte, mentre la Francia è un paese completamente diverso e ben organizzato. Pensiamo alla Ecole polytechnique, alla scuola superiore della pubblica amministrazione: in Italia non vi è neanche un minimo esempio che possa confrontarsi con tali strutture. Probabilmente, i correttori esterni sortiranno un effetto inutile, forse addirittura di turbativa, anche perché non viene adeguatamente garantito il rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e riservatezza nella correzione degli elaborati, principi che, nell'attività concorsuale svolta nel nostro paese, non vengono quasi mai rispettati «per statuto», per «atto costitutivo».
Per questo complesso di ragioni, i deputati del gruppo della Lega nord Padania non voteranno a favore né si opporranno all'approvazione del disegno di legge in esame: ci asterremo (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania e del deputato Gazzilli).
L'aspetto positivo consiste proprio nel fatto che s'intervenga ad aumentare gli organici della magistratura e soprattutto delle circoscrizioni e delle piante organiche - tema dibattuto con diverse opinioni - perché non sempre la magistratura è stata favorevole all'aumento degli organici; ciò ha comportato che oggi ci troviamo in qualche modo ad approvare un provvedimento d'urgenza.
Un altro aspetto positivo del provvedimento è rappresentato sia dalla migliore definizione della copertura degli uffici superiori da parte di magistrati che hanno una qualifica inferiore sia dalla migliore normativa in materia di sostituzioni. Riguardo a queste ultime, noi sappiamo bene che, in caso di assenza o di altro impedimento del magistrato, si determinano ritardi notevoli dei processi in corso.
Detto questo, credo che debbano essere fatte alcune osservazioni.
Preciso innanzitutto che il numero dei nuovi magistrati non sarà obiettivamente di mille, perché noi sappiamo che almeno un paio di centinaia di unità non svolgerà funzioni giudiziarie e che i posti fino adesso erano stati lasciati comunque vacanti in organico (questo destava ed ha destato notevoli impedimenti). Il fatto positivo è che si disciplini almeno questo aspetto, coprendo questi ruoli lasciati scoperti.
Ciò detto, ritengo che vi siano ancora troppi magistrati fuori ruolo, troppi magistrati nei Ministeri o in altre sedi. Vi sono forse anche troppi magistrati in politica che non si dimettono, come invece sarebbe necessario. Questo fatto comporta sia il permanere di un conflitto d'interessi sia un grave depotenziamento degli uffici giudiziari.
Un altro aspetto che mi è sembrato più controverso è quello della cosiddetta osmosi tra avvocati e magistrati e quindi l'ingresso dei primi in magistratura. In questo caso non credo si possa parlare di osmosi per il semplice fatto che coloro che hanno esercitato la professione di avvocato per ben cinque anni (che non sono pochi, naturalmente) debbono poi affrontare il medesimo concorso e pressappoco il medesimo tirocinio. Nel caso di specie è un diritto riconosciuto a tutti quello di poter accedere alla giurisdizione e quindi non vedo perché si debba eccessivamente enfatizzare il fatto che chi ha visto funzionare la giustizia per almeno cinque anni non possa poi accedere alla magistratura. D'altra parte, la stragrande maggioranza dei magistrati credo che inizialmente abbia svolto l'attività di procuratore legale e che abbia dato anche il relativo concorso.
Alla luce di tali ragioni, mi pare che questa non sia una grande novità, a prescindere dal fatto del principio in base al quale non sia escluso nessuno dalla possibilità di accedere ai ruoli della magistratura; neanche questa classe, che è considerata in qualche modo inferiore o, per meglio dire, sospetta, da ciò che è emerso anche dai nostri incontri in Commissione. Viene considerata tanto più sospetta se uno dei suoi componenti ha svolto - non come avveniva una volta - un anno o massimo due anni di tirocinio legale; quella categoria diventa ancora in qualche modo più sospetta se uno dei suoi componenti ha svolto invece un tirocinio di cinque anni. Tutto ciò ha creato una polemica più forte nell'Associazione nazionale dei magistrati e nella classe forense, la quale si ritiene in qualche modo discriminata.
Alla luce di tali considerazioni, mi pare che siamo lontani dal concetto di osmosi tra le due categorie, come d'altra parte viene evidenziato dall'articolo 18 che, addirittura, ammette a ruolo di magistrato di tribunale anche quegli uditori giudiziari che non siano stati ritenuti idonei! Credo che noi avremmo dovuto fare (o spero che faremmo in tempo: chissà quando?) un'operazione forse più seria.
Se pensassimo che solamente l'aumento del numero dei magistrati possa essere sufficiente a garantire un ruolo più funzionale della giustizia da un punto di vista temporale e qualitativo, ci sbaglieremmo. Io, infatti, non penso mai che
Noi abbiamo scelto il numero. Vorrei però ricordare che, se sommiamo la magistratura ordinaria alla magistratura onoraria, i giudici di pace, i giudici amministrativi e i giudici contabili, noi siamo il paese con il più elevato numero di magistrati.
Allora, credo che, una volta che abbiamo provveduto a elevare il numero dei magistrati, occorrerebbe fare un'altra riflessione, perché con un numero così elevato - diciamo la verità, il numero è già elevato; noi giustamente lo eleviamo, ma è un numero molto elevato -, nonostante non vi sia un numero di reati maggiore rispetto agli altri paesi europei, dove i magistrati non sono superiori ai nostri come numero (non so come qualità, ma sicuramente non dal punto di vista numerico, il settore della giustizia ogni anno ripete queste doglianze e lamenta una situazione di emergenza; lamentele che siamo ormai abituati ad ascoltare, come se fosse un rituale.
Dunque, se una volta elevato il numero dei magistrati non ci rendiamo conto che non abbiamo scelto un sistema razionale nell'ambito della magistratura (e non possiamo parlare certamente di osmosi, ma di accettazione del fatto che anche gli avvocati con cinque anni di pratica professionale possano sostenere il concorso per magistrato) e quindi non sistemiamo, razionalizziamo e scegliamo un sistema che riesca ad essere efficiente e a dare risposte qualitativamente elevate di giustizia, credo che ogni anno noi potremo ritrovarci ad aumentare il numero dei magistrati e forse - perché no? - ad aumentare contemporaneamente anche il numero dei processi.
Dunque, se anche questo provvedimento era oggi assolutamente necessario, credo comunque che esso non sia assolutamente sufficiente né oggi né domani, in mancanza della scelta di un sistema costituzionale adeguato, in mancanza di serie responsabilità (come tutti i cittadini dovrebbero avere quando soprattutto svolgono funzioni elevate) e soprattutto in mancanza di un controllo che sia adeguato affinché il lavoro, numericamente, ma io vorrei dire soprattutto qualitativamente, sia corrispondente alle necessità e alle attese dei cittadini italiani sulla giustizia.
Si è intervenuti con un provvedimento, alla fine della legislatura, che cerca di coprire almeno le lamentele, soprattutto quelle riguardanti l'organico della magistratura. Da più parti si era detto che i tempi lunghi della giustizia, sia penale che civile, erano dovuti anche ad una carenza cronica di magistrati, nonché al fatto che molte controversie duravano tanti anni, non essendo sufficiente neanche la magistratura onoraria, intervenuta con le sezioni stralcio e con i giudici di pace, a far sì che i processi venissero celebrati celermente.
Si è intervenuti, come richiesto da più parti, attraverso un aumento dell'organico che è stato fatto nella misura del 10 per cento dell'intero organico della magistratura perché si è arrivati ad un aumento di mille unità nel ruolo organico della magistratura stessa, prevedendo per la prima volta - anche questo è un istituto importante - che determinati magistrati che svolgono funzioni extragiudiziarie vengano inseriti in un elenco che non possa superare complessivamente le duecento unità. In tal modo, i cittadini sanno che 9.900 magistrati verranno utilizzati per dirimere le controversie giudiziarie e che soltanto 200, come limite massimo complessivo (è anzi auspicabile che non si arrivi neanche a questo numero), saranno fuori organico e, pur essendo magari inseriti nell'organizzazione giudiziaria, non eserciteranno in concreto le funzioni giudiziarie.
Ben venga, quindi, questo aumento in organico nella misura di mille unità ed il collocamento fuori ruolo previsto nel limite massimo complessivo di 200 unità. Particolare attenzione viene dedicata nel provvedimento anche alla cosiddetta magistratura distrettuale, quindi alla possibilità di applicazione dei magistrati del distretto, qualora si verifichino vacanze in uffici giudiziari ricompresi nel distretto. La pratica di tutti i giorni, i dati in possesso del Ministero della giustizia, che sono stati resi noti anche ai membri della Commissione giustizia, fanno capire che vi sono realtà distrettuali in cui, pur essendovi un organico completo a regime, si possono creare situazioni di singoli tribunali, od anche piccoli uffici, che magari sono scoperti perché vi è qualche persona in aspettativa per motivi vari, o per altre ragioni, anche professionali, per cui non si riescono a celebrare in maniera abbastanza celere i processi e si verificano ritardi notevoli nell'amministrazione della giustizia.
La possibilità di intervenire con magistrati distrettuali, quindi con magistrati applicati in quegli uffici, dovrebbe consentire che, in caso di vacanza temporanea o di aspettativa per i motivi più vari, l'ufficio giudiziario possa funzionare e che quindi la mancanza temporanea del magistrato da quell'ufficio non procuri un danno al cittadino, il quale ha interesse alla celebrazione del processo e poco gli importa se un magistrato è assente in quel momento per motivi che possono essere i più disparati.
Vi sono state critiche, obiezioni, osservazioni in ordine ai correttori esterni, quindi alla possibilità che le correzioni dei compiti per i concorsi in magistratura vengano effettuate avvalendosi di correttori esterni, cioè di persone esperte nominate dai singoli consigli giudiziari, le quali affiancheranno, quando i partecipanti siano superiori al numero di 500, quindi quasi sempre, se non sempre, la commissione di concorso per la correzione degli elaborati del concorso in magistratura. Ebbene, si tratta di una situazione che bisognerà verificare con calma, per vedere se il sistema funziona o meno: si parte in questo modo con la speranza che si possa così contribuire a rendere più celeri i concorsi in magistratura, perché una delle critiche avanzate è che i concorsi per l'accesso alla carriera giudiziaria ordinaria sono particolarmente lenti; si è quindi cercato attraverso questo strumento di velocizzarli. La pratica quotidiana ci dirà se l'uso dei correttori esterni avrà effettivamente semplificato le procedure o se invece costituirà uno degli ennesimi carrozzoni che non portano a nulla. Al momento, è un'innovazione da considerare in quanto tale: la accettiamo, ma da qui a qualche anno dovremo verificare se vi sia stata effettivamente un'accelerazione degli ingressi in magistratura o se invece non sia servita assolutamente a nulla.
D'altro canto, se non erro, i correttori esterni non vengono posti in aspettativa, non rinunciano ai loro incarichi professionali per correggere gli elaborati, cosa che invece avviene per i commissari che procedono alla correzione degli elaborati: bisognerà vedere se il correttore esterno dedicherà passione e soprattutto tempo alla correzione degli elaborati o se invece, magari, preferirà l'attività professionale
Altro argomento affrontato nel provvedimento in esame è quello dell'accesso degli avvocati in magistratura: la presenza degli avvocati in magistratura già si verifica per quanto riguarda il ruolo dei consiglieri di Cassazione, quindi la magistratura di legittimità, ed ora la questione si presenta per il complesso della magistratura, come quota riservata per coloro che esercitano la libera professione di avvocato. Trascorsi cinque anni dall'ingresso nella professione forense, si potrà decidere o meno per l'ingresso in magistratura: anche in questo caso, vi possono essere elementi positivi e negativi; in particolare, si è obiettato che coloro che tenteranno il concorso in magistratura saranno magari avvocati che non hanno avuto successo professionale.
Questo è tutto da vedere, perché magari possono aver avuto successo e tuttavia preferire l'incarico nella magistratura, ma in ogni caso si accede alla magistratura sempre per esame, anche per quanto riguarda gli avvocati. Pertanto, non è detto che un avvocato che non abbia la professionalità e la preparazione necessarie debba diventare magistrato per il semplice fatto di aver deciso di partecipare al concorso riservato agli avvocati. I posti potrebbero anche non essere coperti: ciò succedeva anche quando venivano messi a concorso posti per tutti per l'accesso in magistratura.
Anche questa è una novità. Del resto, l'avvocatura è già presente in molti settori, sia pure nella magistratura onoraria: basti pensare alle sezioni stralcio ed ai giudici di pace, i cui componenti provengono quasi totalmente dall'avvocatura.
Ebbene, vedremo se l'ingresso degli avvocati in magistratura attraverso un concorso riservato costituirà un modo per accelerare i tempi della giustizia. Il collega Mancuso, esponente di Forza Italia, ha detto una cosa giusta, cioè che gli avvocati non debbono essere considerati come esterni al sistema giudiziario, ma come coloro che possono portare linfa vitale al sistema giudiziario. Quindi, non siamo contrari a questa possibilità.
Allo stesso modo, il concorso più agevolato previsto per recuperare quei mille posti in organico può essere tenuto in debita considerazione.
Per tutti questi motivi, sia pure aspettando qualche anno per verificare se tutto ciò che è previsto da questo provvedimento sarà stato efficace ed auspicando sempre quelle riforme costituzionali, il cui esame è iniziato ed è poi rimasto bloccato in questa legislatura, il gruppo parlamentare dell'UDEUR voterà a favore del provvedimento alla nostra attenzione.
Il provvedimento che stiamo per approvare dispone un significativo aumento del numero dei magistrati, con uno sforzo importante che si segnala anche per l'innovatività del provvedimento stesso, perché sono previsti sistemi di reclutamento che credo consentiranno una veloce concretizzazione dell'aumento dell'organico che viene disposto con il provvedimento stesso, garantendo una rapida immissione in ruolo di quanti avranno superato le prove concorsuali. Si tratta, quindi, di un provvedimento che non rimarrà a lungo sulla carta, ma che credo produrrà risultati positivi ed anche rapidi, se non immediati.
Vengono previsti anche i correttori esterni. Si tratta di un'innovazione importante, che peraltro è stata anche criticata. È chiaro che siamo di fronte ad un fatto nuovo e per certi versi anche coraggioso. Si tratta semplicemente di esperti che
Anche in questo caso siamo di fronte ad uno sforzo che va sottolineato positivamente, perché non basta disporre il semplice aumento dell'organico, ma occorre fare in modo che a ciò seguano in tempi accettabili conseguenze positive per il sistema, come io credo avverrà grazie a questo provvedimento.
È importante anche il congegno delle tabelle distrettuali che, a mio avviso, non interferiranno, come pure è stato detto, con l'altro congegno introdotto dalla normativa del 1998 relativo alle tabelle infradistrettuali perché copre esigenze diverse: lì si trattava di fare in modo che si potesse ovviare ad esigenze di breve durata, oltre a superare i problemi di incompatibilità creati dalle sentenze della Corte costituzionale soprattutto in materia penale; qui invece viene previsto un congegno che è finalizzato a far sì che vengano risolti i problemi non di breve durata e che sono stati tipicizzati nell'articolo 5 del provvedimento.
Tutti noi abbiamo esperienza dei ruoli a lungo congelati che tanto disagio provocano soprattutto nel settore civile. Prevedere che vi sia un gruppo di magistrati che possa intervenire nell'immediato per superare inconvenienti di questo tipo è un fatto di grande importanza che non può non essere sottolineato con favore, così come noi facciamo.
Un altro elemento qualificante del provvedimento è costituito dal principio che esso sancisce dell'immissione degli avvocati nei ranghi della magistratura. Al di là della tecnica usata, che è stata criticata da qualche esponente dell'opposizione e che può essere legittimamente oggetto di discussione, ciò che più conta - è un fatto di grande importanza - è il principio, che varrà da ora e per il futuro, per il quale è previsto l'arruolamento degli avvocati nei ranghi della magistratura come magistrati di merito, e che si somma all'arruolamento già disposto come magistrati di legittimità.
Questo provvedimento rappresenta un passaggio importante nel complesso del disegno di riforma del sistema giustizia che in questi anni si è portato avanti e che, al di là del catastrofismo un po' qualunquista che qui e là si è ascoltato, e non solo in quest'aula, ha già dato i primi risultati significativi; basti pensare alla riduzione dei tempi del processo civile certificata dall'ISTAT (non si tratta di un dato fornito dalla maggioranza e quindi «interessato») secondo cui vi è stata una riduzione di 365 giorni dei tempi medi del processo civile italiano. A questo dato che ha già un significato va aggiunto quello relativo alla diminuzione delle sopravvenienze nel civile rispetto alle cause esitate in un anno. Quindi cominciamo già ad apprezzare risultati di qualche significato che dovrebbero far riflettere ed indurre l'opposizione ad una maggiore prudenza.
Altri risultati positivi saranno apprezzati quando entreranno a regime tutte le riforme che sono state fatte: dal giudice unico di primo grado alla depenalizzazione, alla riscrittura della giustizia amministrativa che ha largamente innovato anche questo ramo della giustizia che considero fondamentale per la libertà dei cittadini, diminuendo i tempi ed aumentando l'organico dei magistrati, significativamente innovando la procedura.
Quando tutto queste riforme saranno entrate a regime, i benefici per il nostro sistema saranno apprezzati anche da quanti si ostinano a valutare criticamente la condizione della giustizia nel nostro paese.
Nel complessivo disegno riformatore, si iscrive tale importante provvedimento come un passaggio significativo, non solo perché dispone un rilevante aumento di organico e perché detta norme utili e profondamente innovative sotto il profilo organizzativo che consentiranno di concretizzare in tempi brevi l'aumento di organico. Per le ragioni esposte, i deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo voteranno a favore del provvedimento con profonda convinzione (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
Si è arrivati ora all'organico di mille magistrati; ci si è arrivati a fine legislatura, quasi a voler rassicurare il popolo italiano che con il provvedimento che stiamo per votare si sarebbe risolta la crisi della giustizia. A mio avviso, però, mille magistrati sono pochi, anche perché 200 sono stati assegnati ad altre funzioni e si dice con brutto termine che sono «imboscati» (come si dice anche degli agenti delle forze dell'ordine i quali, anziché stare sulla strada, fanno da scorta a uomini politici più o meno meritevoli ed importanti).
La nostra sarà un'astensione dal voto perché in effetti nel provvedimento sono contenuti parecchi aspetti positivi, compreso l'aumento di organico (sia pure di 800, anziché di mille unità). Vi è poi una buona normativa per i magistrati distrettuali, che provvede ad ovviare a tutti gli inconvenienti che abbiamo dovuto constatare e denunziare per le lunghe assenze di magistrati (soprattutto per le donne in gravidanza).
Si pone il problema degli avvocati chiamati a far parte della magistratura, sia pure nella misure di un decimo: non so se il provvedimento risponda ad un'esigenza di osmosi o di potenziamento. È certo che, anche in questo caso, vi è stata una feroce opposizione da parte dell'Associazione nazionale magistrati, sia pure contrastata dal provvedimento. In ogni caso, è un brutto esempio della situazione conflittuale e di sfiducia della magistratura nei confronti dell'avvocatura, nonostante l'avvocatura onoraria abbia molti meriti: si pensi ai GOA e ai giudici di pace, sia pure con tutte le manchevolezze riguardanti giudici non ancora preparati. Insomma, l'articolo 106 della Costituzione è stato applicato nei confronti di avvocati particolarmente qualificati, chiamati a far parte delle magistrature superiori.
Passo ora ad un'osservazione che non ho sentito fare in quest'aula, mentre alle altre hanno già fatto cenno i colleghi ed io mi sono limitato a ripeterle: oltre che aumentare l'organico, è necessario introdurre un modo diverso di educare la magistratura affinché diventi più produttiva. Di recente, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario abbiamo auto modo di ascoltare i discorsi dei procuratori generali: ebbene, molti si lamentano proprio della scarsa produttività. Ci sono molti magistrati che lavorano e non lavorano, oppure che lavorano male; ci sono capi che non controllano, quasi che il controllo sulla produttività incidesse sull'indipendenza e sull'autonomia del magistrato. Insomma, una parte dei magistrati lavora poco - altri, naturalmente, lavorano molto di più -, allora noi di Forza Italia abbiamo presentato un progetto di legge per ridurre le ferie ai magistrati. È chiaro che sono progetti di legge impopolari: nessuno vi ha fatto cenno ed il progetto non è andato avanti, però è necessario che nella rivisitazione della disciplina della magistratura in generale si tenga conto anche di questa situazione.
Noi ci asterremo anche perché, mentre da parte dell'Associazione nazionale magistrati vi era l'intenzione di opporsi all'ingresso degli avvocati in magistratura, adducendo come motivazione il pericolo di inquinamento, noi invece riteniamo che con l'inserimento degli avvocati si assicuri una professionalità dimostrata non solo dal superamento dell'esame di avvocato, ma anche da cinque anni di professione,
Quindi noi vogliamo un magistrato più competente, più capace, più produttivo ed io penso sia auspicabile un controllo periodico della preparazione dei magistrati ed anche della loro salute fisica e mentale, perché dopo aver vinto il concorso il magistrato arriva fino al grado di giudice di Cassazione soltanto in ragione dell'età (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Ebbene, il provvedimento che ci accingiamo a votare va proprio nella direzione di migliorare la giustizia del nostro paese, intanto aumentando il numero dei magistrati ordinari. Sappiamo che complessivamente i magistrati diverranno oltre 10 mila, anche se non tutta la pianta organica è completa, perché mancano oltre 800 magistrati. Quindi, la necessità di fronteggiare un carico di lavoro importante, con arretrati quasi insopportabili, rende indispensabili nuove energie. Vi è altresì il problema di provvedervi in tempi rapidi e non nei soliti tre o quattro anni che intercorrono tra il momento in cui si bandisce il concorso e quello in cui i magistrati entrano nelle loro funzioni. Occorre trovare nuovi sistemi di selezione e di reclutamento, magari anche in via sperimentale, così come si è fatto con questo provvedimento, eventualmente mutuandoli da altre esperienze, come quella francese, anche attraverso i cosiddetti correttori esterni, che dovrebbero facilitare e velocizzare le procedure. Credo che, in via sperimentale, sia utile seguire questa strada al fine di evitare i tempi lunghi che si verificano tra il momento in cui viene bandito il concorso e l'ingresso effettivo e reale in ruolo.
Altra misura importante è quella concernente la funzionalità delle corti di appello. Si prevedono, infatti, i cosiddetti magistrati distrettuali affinché possano intervenire laddove, per malattia, maternità o trasferimento, ve ne sia la necessità, al fine di evitare l'allungamento dei tempi della giustizia.
Onorevoli colleghi, per tutte queste ragioni i deputati del gruppo misto-Rinnovamento italiano voteranno a favore di questo provvedimento.
Detto questo, non contesto il fatto che lo stato della giustizia oggi in Italia sia a dir poco disastroso, anzi, come sapete, io ho sempre sostenuto questa tesi ed ho sempre affermato che questo stato di cose sia dovuto alla carenza di organico. Pur
Perché ho sempre sostenuto che la soluzione della questione fosse nell'aumento dell'organico? Parliamo tanto dell'esigenza di apportare modifiche alla normativa in materia di processi, ma, ad esempio, possiamo dire con certezza che questa esigenza non è sentita per quanto riguarda il processo civile. Ciò avviene non solo nei grandi tribunali di Roma o Milano, ma anche nei cosiddetti tribunali periferici. Inoltre, che il problema non sia di natura normativa è dimostrato dal fatto che, per quanto riguarda i processi del lavoro, è stata approvata una legge nel 1973 che stabilisce termini che nessuno rispetta, perché è tale la mole di lavoro che è difficile espletarlo.
Ho sempre sostenuto che bisognava seguire la strada dell'aumento dell'organico e l'ho fatto anche in Commissione, in occasione dell'audizione della Associazione magistrati alla quale rimproveravo proprio questo. Tuttavia, la questione non deve essere politicizzata, come è avvenuto oggi, con gli avvocati che accusano i magistrati e viceversa: il bene della giustizia è un bene comune al conseguimento del quale dovremmo tutti tendere nel modo migliore.
L'aumento dell'organico non deve però andare a scapito della qualità e dell'esigenza di trasparenza e di imparzialità dei concorsi. Pertanto, a mio giudizio, questo provvedimento è sicuramente lodevole per le previsioni di aumento di organico, ma non è altrettanto lodevole per le modalità previste. Caro Francesco Bonito, in venti giorni i correttori esterni (che sono o avvocati o magistrati o professori universitari) non riusciranno a correggere più di cinque o sei elaborati, se vorranno farlo con ponderatezza e attenzione. Questo significa che i correttori esterni non potranno dedicarsi ad altre proprie incombenze.
Si vuole velocizzare? Ma in quale modo? Nel correggere e valutare gli elaborati ci si può anche limitare ad una loro semplice lettura, ma ciò andrà a scapito della qualità della correzione, della valutazione dell'elaborato nonché della stessa qualità del magistrato che verrà nominato. Se non ci fossero stati altri rimedi, la norma poteva anche andare, ma i rimedi c'erano e ci sono! È sufficiente aumentare il numero dei componenti la commissione e disporre che il giudice che fa parte della commissione giudicatrice non debba svolgere altre funzioni nel periodo di correzione degli elaborati. È una cosa ovvia!
Questi correttori esterni non garantiscono l'omogeneità dei criteri di valutazione. C'è una correzione collegiale e c'è una correzione fatta da una sola persona. Ma se io, ad esempio, sono solo a correggere un elaborato, è evidente che nessuno mi potrà obiettare alcunché. Mi sembra, questa, una considerazione del tutto ovvia. Ebbene, nemmeno considerazioni di questa natura sono state condivise. Eppure le modifiche che proponevo non stravolgevano il testo.
A proposito dell'articolo 18, prevedere che con un solo concorso, al massimo con due o tre, si debba procedere al reclutamento di un numero tale di uditori giudiziari da riempirne l'organico mi sembra una strada difficilmente praticabile senza che ne abbia a soffrire la qualità.
Nel secondo comma dell'articolo 18 è previsto poi che le prove scritte vertano su due materie. Perché due materie e non tre? Quanto tempo farebbe perdere la prova su una terza materia? Forse un mese, non di più. Ebbene si è voluto insistere su due materie, mentre, come sapete, per i concorsi di magistratura le prove previste sono tre. A mio avviso, viene violato il principio dell'uguaglianza.
Si prevede addirittura che possa essere assunto chi non è risultato idoneo. Questo proprio non lo capisco! Vi è una politicizzazione. Si è parlato di Togliatti ma cosa significa? Si era nel 1946 e non c'era la Costituzione. Certo, allora c'era l'emergenza ma in questo caso proprio non capisco.
Abbiamo creato una contrapposizione tra i magistrati e gli avvocati; ci si è voluti
Si è parlato poi di osmosi. Ma cosa significa? Certo, per le due categorie gli studi universitari sono comuni. È prevista l'istituzione di scuole specifiche; vorrà dire che vi parteciperanno i candidati uditori giudiziari e i candidati avvocati. Questa è l'osmosi culturale! Ma se io per cinque o dieci anni faccio bene l'avvocato, è chiaro che non smetterò di farlo, statene certi. Un innamoramento in corso d'opera è ben difficile che avvenga!
Innanzitutto, dobbiamo evitare le commistioni: se svolgo la professione di avvocato da dieci anni, è inevitabile che abbia rapporti con altri studi. Avvocati contro magistrati, magistrati contro avvocati: a questo punto siamo arrivati; si accusano gli uni e gli altri di non saper fare la sentenza o la comparsa.
Il problema è grave, di positivo vi è la previsione di aumento dell'organico. È auspicabile che si approvino altri provvedimenti del genere, ma - lo ripeto - la qualità deve essere in primo piano. A noi interessa la qualità del giudice non solo sotto il profilo della preparazione, ma soprattutto sotto quello della moralità e dell'onestà. Tutto ciò richiede una selezione che non è garantita dalle modalità di questo provvedimento.
Mi sono dissociato dal mio gruppo quando non ne condividevo gli orientamenti, ma quando abbiamo fatto considerazioni esatte, non vi è stato un deputato dell'opposizione che abbia votato un nostro emendamento. È una blindatura politica perché non so definirla diversamente.
Condivido il provvedimento per le parti che riguardano l'aumento degli organici e che prevedono il quadro dei magistrati distrettuali. Dissentendo dal collega Benedetti Valentini, ritengo quest'ultimo aspetto più utile del provvedimento perché evita il congelamento dei ruoli e perdite di tempo.
Signor Presidente, mi scuso per quella che può essere apparsa un'eccessiva partecipazione emotiva.
È chiaro che prendiamo le mosse dai tempi lunghissimi dei procedimenti e dall'accumulo degli arretrati. Questo provvedimento si iscrive nell'iter sufficientemente organico che ha visto, per dirne alcune soltanto: l'istituzione del giudice di pace con l'attribuzione di poteri in ambito penale, le sezioni stralcio, le depenalizzazioni, il giudice unico di primo grado.
Questo provvedimento, a mio avviso, è caratterizzato da elementi di innovazioni forti, ma sufficientemente prudenti. Innanzitutto, la prima risposta che si tenta di dare è l'aumento dell'organico che è una condizione sine qua non per restituire efficienza al funzionamento della giustizia. Devo dare atto ai colleghi Marotta e Gazzilli, di essersi sempre battuti per l'aumento dell'organico dei magistrati, ma vorrei riferire un episodio illuminante al riguardo. Feci parte della Commissione Rognoni che studiava un nuovo tipo di processo civile in seno al Consiglio superiore della magistratura. Si discuteva di fare «processi in vitro» per analizzare il sistema migliore. Presentai una delle tante sentenze del mio archivio che dimostrava come nel tribunale di Roma la decisione
Per quanto riguarda l'omogeneità dei giudizi, essa deriverà dai principi enunciati dalla commissione e dai giudizi incrociati dei commissari esterni. Dico questo perché la velocizzazione dei concorsi è legata, appunto, all'introduzione dei correttori esterni. In alternativa, cosa si è profilato in concreto (è l'unica proposta che ho ascoltato)? L'aumento dei membri delle commissioni, utilizzandoli a tempo pieno, il che significa che avremmo avvocati, e soprattutto magistrati, che per un anno e mezzo si occuperanno soltanto del concorso; altro che task force della corte d'appello, ci vorrebbe un esercito per sopperire ai magistrati così impiegati. Lasciamo stare.
L'innovazione sarà sottoposta al vaglio dell'esperienza: quando si innova è ovvio che ogni cosa dovrà trovare il conforto dell'esperienza futura.
Passo all'ultima questione - come vedete sono effettivamente breve - dell'apertura dei concorsi riservati agli avvocati. A parte il fatto che, come è stato già osservato, essi devono superare un esame altrettanto se non più severo di quello previsto per i laureati in giurisprudenza che volessero accedere in magistratura, vorrei chiarire subito un aspetto della critica rivolta dalle opposizioni, veramente contraddittoria: infatti, da un lato si dice che gli avvocati non sono preparati, dall'altro si propone (vi erano emendamenti in tal senso) di ridurre l'anzianità richiesta da cinque a due anni. Seguire questo iter logico, come direbbe Dante, è veramente una «contradizion che nol consente».
In realtà, vorrei fare un chiarimento a beneficio dell'amico Gazzilli, molti emendamenti del quale sono stati accolti in Commissione; non si può dire, pertanto, che la Commissione non avrebbe accolto alcun emendamento e che questi sarebbero stati tutti respinti...
In effetti, il quinquennio è stato mantenuto perché è il risultato di due elementi concorrenti: da un lato, è sparita la figura del procuratore legale (solo dopo sei anni si diventava avvocati); dall'altro, è previsto un trattamento economico superiore, che si giustifica proprio per il fatto di avere una vita professionale alle spalle.
Quanto al fatto che difficilmente gli avvocati potrebbero partecipare a tali concorsi, mi permetto di osservare che proprio perché si accede per concorso, proprio perché una persona decide di cambiare vita, alle spalle deve esservi una forte spinta ideale.
Questa forte spinta ideale non dobbiamo dimenticarla, perché è vero che l'uomo non è un animale molto «encomiabile», ma è comunque un animale che ha tante virtù, se non altro perché ha una coscienza alla quale risponde, che gli altri animali non hanno, caro Marotta.
Voglio dire (Commenti)... Ho quasi finito, colleghi!
Complessivamente il provvedimento è buono e ciò è testimoniato anche dall'astensione dei gruppi di opposizione perché, se avessero dovuto portare fino alle estreme conseguenze la loro opposizione, avrebbero dovuto votare in altro modo. O forse devo pensare che l'astenersi significhi: coraggio, scappiamo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
Voteremo quindi convintamente a favore di questo provvedimento.
Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.


